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giovedì, Ottobre 28, 2021

A Napoli la giornata internazionale contro la violenza sulle donne si ricorda con decine di iniziative: scendono in campo la CGIL e l’Assessorato alle Pari Opportunità

I 152 femminicidi del 2014 parlano da soli: quello che si è fatto non è nemmeno lontanamente sufficiente. Ma i numerosi eventi per il 25 novembre testimoniano la diffusione di un rinnovato interesse e la disponibilità a profondere energie per il contrasto alla violenza di genere.

Non si era mai visto a Napoli un 25 novembre così ricco di iniziative partecipate e significative. La giornata  internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne fu istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre del 1999, in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal, donne rivoluzionarie che furono torturate e uccise per aver tentato di contrastare il regime dittatoriale nella Repubblica Dominicana. In Italia si è cominciato a celebrare questa ricorrenza più o meno dal 2005 e da allora la data è diventata sempre più conosciuta e importante.

Il fiorire di iniziative nella città di Napoli di quest’anno non può che rallegrarci, anche se ha luogo sullo sfondo di uno scenario internazionale sempre più cupo e allarmante. Dimostra che l’attenzione alle questioni di genere e in particolare al problema della violenza sulla donna negli ultimi anni è sicuramente cresciuta con la diffusione di iniziative  nelle scuole, nelle università e nei luoghi di lavoro.

L’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Napoli quest’anno ha proposto un fitto calendario di eventi e incontri che non riguarda solo la giornata del 25, ma dura una settimana, da venerdì 20 a venerdì 27, al quale ha dato un titolo bellissimo: “Putesse essere allera”, riprendendo al femminile una canzone di Pino Daniele. L’aspirazione che il titolo rivela, quella dell’allegria, rimanda all’aspirazione a uscire dalla dipendenza, dalla sottomissione e dallo stato di vittima e di soggetto debole per definizione. Insomma già il titolo è tutto un programma. Nella manifestazione, organizzata dalla consigliera Simona Marino, coadiuvata da Rosanna Persico, Elisabetta Calabria, Luisa Festa e Luigia Esposito, ci sono mostre fotografiche, tavole rotonde, flash mob e spettacoli musicali. E nell’antisala dei Baroni al Maschio Angioino si è svolto “Le Scuole raccontano”, con la partecipazione di sedici scuole, in cui gli studenti, con gli insegnanti, hanno presentato i loro lavori. All’incontro, coordinato da Laura Capobianco, hanno partecipato la stessa Simona Marino, l’assessora Annamaria Palmieri e il sindaco De Magistris. Questo a dimostrare quanto il lavoro educativo sia considerato importante per la prevenzione della violenza.

All’appello non poteva mancare la CGIL, delle cui iniziative si è già parlato in queste colonne, che ha messo in campo nella giornata del 25 un flash mob e un interessante convegno che si è tenuto nella sala della FILCAMS in piazza Garibaldi. Il flash mob ha significativamente avuto luogo vicino all’installazione delle lumache (nel nostro caso quella rosa) nella stazione di Napoli Centrale. “Significativamente”, abbiamo detto, visto che quello che si voleva mettere in evidenza è la lentezza delle istituzioni, risultato anche dell’insufficiente coordinamento tra le stesse, nel rispondere ai bisogni delle vittime di violenza: dall’ascolto, alla denuncia, all’assistenza, al supporto, alla sicurezza post-denuncia. Dopo i saluti e l’introduzione di Federico Libertino, Segretario Generale della Camera del Lavoro, hanno preso la parola le organizzatrici Teresa Potenza e Grazia Zimmaro, della segreteria generale della CGIL. Nei loro interventi hanno spiegato le iniziative che il sindacato sta mettendo in campo. Sono già sette mesi che lo sportello di ascolto anti-violenza è attivo e si è appena siglato un protocollo con Lilith per delle borse lavoro. Cioè le donne che si rivolgono allo sportello e che ne avranno bisogno potranno essere indirizzate ad un percorso lavorativo attraverso questo protocollo. La CGIL propone azioni molto concrete attraverso la contrattazione territoriale sociale, aziendale e attraverso appunto i protocolli di intesa, allo scopo di dare risposte e articolare aiuti efficaci alle donne vittime di violenza e in difficoltà. All’incontro è poi intervenuta la prof.ssa Francesca Marone della Federico II, direttrice del laboratorio di ricerca DGF (donne genere formazione), che ha parlato del ruolo fondamentale dell’educazione nella prevenzione, della cyberviolenza, del sostegno alla genitorialità, della pedagogia di genere. Giovanni Russo, responsabile del centro Lilith, ha spiegato le difficoltà economiche vissute dall’associazione, la determinazione a continuare, i successi conseguiti, cioè l’estensione della rete e l’essere diventati punto di riferimento. Interviene infine Alessia Schisano, avvocatessa, consulente per lo sportello di ascolto, che illustra il problema dal punto di vista giuridico.

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