L’astensione è stata proclamata per tutta la giornata di oggi nei tre ipermercati e nei due supermercati della regione. Lo spettro dei licenziamenti e delle chiusure.
Chiusure e licenziamenti nei negozi Ipercoop della Campania: ieri le assemblee dei lavoratori hanno deciso per lo sciopero, oggi, e per il blocco dello straordinario domani, domenica. Nel frattempo i sindacati confederali di categoria hanno proclamato l’astensione.
Ma la situazione che si profila è incerta. Negli ambienti sindacali si presume che con ogni probabilità l’ipermercato di Afragola resterà chiuso per tutto il fine settimana, vale a dire da stamane alle 9 e fino a domani sera alle 21. Una serrata resa molto probabile dalla tensione che qui più che altrove serpeggia tra i 225 addetti dell’impianto, a rischio chiusura, ubicato nel centro commerciale Le Porte di Napoli, cioè in un’area produttiva già duramente colpita dalla crisi. A pochi passi dall’Ipercoop afragolese infatti, un anno e mezzo fa, c’è stata la letterale sparizione dei grandi negozi di casalinghi e bricolage “Mandi” e “Castorama”. Oltre duecento i posti di lavoro persi a causa di queste due dismissioni.
E per certi versi risulta più delicata la situazione, altrettanto difficile, che stanno vivendo i piccoli negozi delle gallerie annesse ai supermercati che facevano da traino. Molti gli esercenti, soprattutto dell’abbigliamento, che sono stati costretti a chiudere per sempre i battenti. Da queste parti c’è quindi una miscela di rabbia e sconforto. Che però non si sa fino a che punto possa tradursi in lotta concreta. Sempre secondo quanto emerso dalle assemblee di ieri effettuate nei 5 negozi Ipercoop, che contano un totale di 662 addetti, con circa altri 200 dell’indotto, lo sciopero di oggi dovrebbe, ma il condizionale è ancora d’obbligo, portare anche alla serrata del supercoop di Napoli-Arenaccia, il supermercato sorto al posto del palazzo di vetro e alluminio un tempo sede della Telecom ex Sip.
Per quanto riguarda invece gli ipermercati di Avellino e di Quarto sarà necessario attendere l’orario di apertura di stamattina per comprendere gli effetti dell’adesione allo sciopero proclamato da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. I lavoratori del supermercato di Santa Maria Capua Vetere hanno però fatto sapere che non aderiranno alla protesta. L’attenzione è a questo punto concentrata sulle strutture del Napoletano. A ogni modo tutti gli addetti sperano nell’arrivo della cooperative emiliane. Un mese fa era stata la stessa cooperativa toscana Unicoop Tirreno, che controlla gli impianti campani della catena Ipercoop, a rilasciare un messaggio scritto con cui è stata annunciata la trattativa con Coop Estense e Coop Adriatica, trattativa finalizzata alla costituzione di una società in grado di salvare e rilanciare le strutture della regione.
La Uiltucs nel frattempo tiene a precisare che questo sciopero è un’azione “contro la cattiva gestione dei negozi campani e della procedura di mobilità ” ma non “ contro le altre cooperative che sono intenzionate a subentrare”. “La Unicoop è stata ancora una volta scorretta – sostiene Mario Dello Russo, segretario regionale della Uiltcus – perché non ci ha inviato la documentazione completa sullo stato di salute della coopertiva in Campania, dati che avrebbero dovuto dimostrare che gli esuberi sono giustificati. Paradossalmente – lamenta ancora Dello Russo – sono stati loro a confermare che il mancato invio di tutta la documentazione è stato motivato dalla necessità dei rendere meno comprensibili le cause della procedura di mobilità”.
L’ultimo esame congiunto in sede aziendale è fissato al 5 luglio prossimo. Poi la patata bollente passerà in sede regionale, all’Ormel. C’è tempo per un accordo fino all’8 agosto. Altrimenti Afragola potrebbe chiudere, già a partire da questa data.

