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Punto stampa questa mattina, alle dieci, dei segretari nazionali di Fim, Fiom, Uilm e Fismic, nella sede napoletana della Fiom. Alla base dell’incontro la situazione ex Ergom.

La settimana scorsa le segreterie locali dei sindacati avevano annunciato la ripresa della mobilitazioni davanti alla Fiat di Pomigliano per protestare contro la situazione in cui versano i 720 addetti della ex Ergom di Poggioreale, fabbrica del Lingotto inattiva, senza commesse, dopo la fine delle produzioni napoletane Alfa Romeo e nonostante l’avvio di quelle nuova Panda. Possibili iniziative di lotta sono già state avvisate per le giornate che vanno da lunedì 7 a venerdì 11 gennaio, periodo in cui la newco di Pomigliano riprenderà le attività dopo la lunga pausa festiva aggiunta a una fase di cassa integrazione congiunturale.

Intanto stamattina ne discuteranno, nella sede partenopea della Fiom, in via Sant’Anna alle Paludi, i segretari nazionali del settore auto di Fim, Fiom, Uilm e Fismic: Burmo, De Palma, Panicali e Mercogliano. Il tempo stringe. La cassa integrazione per i 720 addetti della ex Ergom scadrà a luglio. Non si sa ancora se sarà prorogata. Stessa scadenza anche per i 316 addetti del polo logistico Fiat dislocato a Nola. Dubbi pure circa la sorte dei 2400 dipendenti di Fiat Giambattista Vico, 1400 dei quali si trovano in cassa integrazione per cessazione di attività da anni. Futuro incerto, dunque, per 3400 lavoratori napoletani della Fiat.

Per non parlare di quello che stanno passando i tantissimi operai delle piccole aziende dell’indotto, il cui dramma viene sistematicamente coperto dai “soliti” silenzi. Intanto giungono notizie ferali dal fronte del mercato dell’auto interno, che non conosceva una crisi così acuta dal 1979. Solo la Panda tiene. Ma la monoproduzione dell’utilitaria non riesce a risollevare le magre sorti occupazionali di Pomigliano e dell’intera regione.
(Fonte Foto: Rete Internet)