Lunghe file agli stir: nuova emergenza rifiuti e differenziata a rischio nell’hinterland vesuviano

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La denuncia dei sindaci di Somma Vesuviana e San Sebastiano al Vesuvio. Borrelli (Verdi): “Nessuno spiega ai cittadini campani perchè la Regione non ha mai realizzato un solo sito di compostaggio”

Le lunghe file agli impianti di smaltimento e in particolare allo Stir di Caivano mettono in ginocchio i Comuni che fanno una buona raccolta differenziata. Non lo dice solo il sindaco di Somma Vesuviana, Raffaele Allocca (che pochi giorni fa sull’argomento ha scritto una lettera allarmata alla Sapna, alla Provincia, alla Regione, al Prefetto di Napoli e alla Procura di Nola) ma anche il primo cittadino di San Sebastiano al Vesuvio, Giuseppe Capasso. Spiega l’esponente del Pd: “L’attuale situazione critica rischia di vanificare tutti gli sforzi fatti per tenere alta la percentuale di raccolta differenziata. È evidente che il rallentamento dei conferimenti negli Stir si ripercuote su tutto il ciclo di raccolta e smaltimento. Di conseguenza la raccolta differenziata ne risente moltissimo e ad essere penalizzati sono soprattutto i Comuni virtuosi”.

Dalla lettera scritta da Allocca, invece, emerge anche qualche dato inquietante: per esempio, l’ordinaria attesa degli automezzi di Somma Vesuviana presso lo Stir di Caivano, infatti, è di 18 ore. Un’enormità, che dimostra quanto sia critica la situazione. “Siamo entrando in una nuova e drammatica emergenza rifiuti e si continua a parlare solo di discariche ed inceneritori – denuncia intanto il commissario regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli – ma non si spiega ai cittadini della Campania perché la Regione non ha mai realizzato un solo sito di compostaggio e quindi i comuni sono costretti a pagare il triplo per portare l’ umido della raccolta differenziata in altre regioni italiane.

“Per questo deficit strutturale la raccolta differenziata costa ai comuni virtuosi campani più del doppio rispetto a quelli delle altre regioni. Forse tanto disinteresse politico è dovuto al fatto che attorno ai siti di compostaggio ci sono pochi affari criminali da fare".
(Fonte Foto: Rete Interent)

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