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Fiat: “Contro la crisi ancora cassa integrazione”

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Intervista a Giovanni Sgambati, segretario regionale della Uilm, che fa il punto sulla grande industria campana. I principali nodi da sciogliere: Fiat, Alenia, Fincantieri.

Dalla recente bozza d’intesa per Fincantieri ai problemi irrisolti di Fiat e Alenia. Giovanni Sgambati, segretario regionale della Uilm, dà una sua valutazione sulle condizioni in cui versa la grande industria campana.

Sgambati, qual è lo stato di salute della nostra grande industria?
“ L’Italia paga più dei nostri concorrenti perché non ha avuto programmi di sviluppo. In Campania questa contraddizione è ancora più forte perché anche qui la programmazione industriale è stata intaccata da un peso politico praticamente irrisorio da parte del Mezzogiorno ”.

Ma ci saranno pure degli elementi positivi…
“ Per il Sud gli unici dati positivi sono stati il lancio della produzione nuova Panda, a Pomigliano, i nuovi investimenti appena varati a Melfi e il rifinanziamento della legge 808, che servirà a decine e decine di aziende ”

Dunque i fondi per la ricerca e per i nuovi investimenti tecnologici, di cui si giovano tradizionalmente aziende come Alenia e Ansaldo ma che sembravano persi, sono stati recuperati in extremis?
“Si. Nella legge di stabilità, varata la settimana scorsa, è stato inserito il rifinanziamento della 808”.

Un altro dato positivo proviene da Fincantieri…
“La bozza d’intesa per Fincantieri è un importante passo in avanti: nell’assemblea di fabbrica del prossimo 3 gennaio sarà importante la valutazione positiva dei lavoratori”.

Veniamo alla spinosa questione dell’organizzazione del lavoro e dei rapporti sindacali. Perché in occasione degli accordi Fincantieri e Alenia non c’è stata la rottura con la Fiom e perché, invece, con la Fiat si è verificata la spaccatura tra voi e i metalmeccanici della Cgil?
“ Nelle produzioni aeronautiche e navali, cioè in Alenia e in Fincantieri, siamo in presenza di una manifattura molto diversa da quella di Fiat. Qui la flessibilità può essere presente per un periodo di tempo determinato. La produzione automobilistica invece richiede i tempi e l’organizzazione che ci siamo dati. L’accordo Fiat è innovativo”.

Un’innovazione da cui però è scaturito un conflitto sindacale e politico che ora fa temere il peggio, anche sotto il delicato aspetto occupazionale…
“E’chiaro che questa situazione non è facilmente risolvibile. L’unica strada è che qualcuno ci ripensi. Ma ci vorranno degli anni. La Fiom deve tornare a fare gli accordi”.

Intanto si avvicina la data della scadenza della cassa integrazione per migliaia di operai di Pomigliano e dell’indotto, che non tornano in fabbrica da anni…
“Dobbiamo contrastare la crisi con altri ammortizzatori sociali ”.

Ma la Fiat vuole licenziare tutti coloro che dovranno entrare in fabbrica per ordine della magistratura
“ Non faremo mai accordi per licenziare persone: la Fiat si assumerà le sue responsabilità”.
(Fonte Foto:Rete Internet)

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