Ieri hanno ricevuto le lettere di estromissione definitiva dagli organici i lavoratori dello storico Euromercato. Sono quasi tutti quarantenni e cinquantenni, padri e madri di famiglia.
Licenziamenti di Natale, lavoratori quarantenni e cinquantenni finiti in mezzo alla strada e con speranze di ricollocazione che, stando all’anagrafe e considerati i brutti tempi che corrono, sono purtroppo ridotte al lumicino. Lavoratori che attendevano un piano di rilancio che era stato promesso e sottoscritto alla Regione Campania.
Ma l’attesa si è rivelata una mera illusione. Ieri mattina, infatti, i 155 dipendenti dell’ipermercato ex Carrefour di Casoria, lo storico Euromercato, prima struttura di questo tipo nel Mezzogiorno, hanno ricevuto dalle mani del curatore, nominato dalla sezione fallimentare del tribunale di Napoli, la lettera di licenziamento. La brutale “cerimonia” funebre del lavoro che sparisce in salsa pre natalizia si è consumata nei locali dell’ufficio regionale del Lavoro, al centro direzionale. Locali messi a disposizione dallo stesso “Ormel” perchè i lavoratori non hanno più da molto tempo una sede dove incontrarsi e riunirsi. È fallita la società da cui dipendevano commessi, capireparto e operai dell’impianto di via Circumvallazione esterna, la IperCasoria, che nel 2010 aveva rilevato il grande ipermercato della Carrefour, multinazionale francese della distribuzione mondiale. Acquisizione che era stata salutata da aziende e istituzioni come un vero e proprio salvataggio finalizzato al rilancio dell’impianto commerciale, chiuso, ufficialmente per ristrutturazione, da quattro anni.
La chiusura, avvenuta nel gennaio del 2011, coinvolse non solo l’ipermercato ma il suo indotto e tutta quanta la galleria commerciale, composta da venti negozi: circa 600 i posti di lavoro complessivamente persi nel capannone commerciale. Ma il rilancio si è rivelato una chimera, nonostante un accordo siglato di recente alla Regione, il 20 novembre scorso, e che prevede la riapertura dell’ipermercato, ormai ridotto a un cumulo di macerie, smantellato da ladri e vandali e divenuto una sorta di enorme discarica di rifiuti. Nel frattempo la cassa integrazione è scaduta, svanita insieme alle promesse, e per i tanti addetti dell’ex Euromercato, inaugurato nel lontano 1978, si è aperto il baratro del licenziamento, a una sola settimana dal giorno di Natale. Ieri i lavoratori non hanno potuto fare altro che recarsi all’Ormel per andare a ritirare le lettere di licenziamento. Da più di due anni e mezzo queste maestranze stavano lottando per impedire la prospettiva ferale dell’estromissione definitiva dal mondo del lavoro.
È stato un lungo periodo di cortei, blocchi stradali e presidi improvvisati dappertutto per ottenere dalle istituzioni la garanzia della riapertura e del rilancio di una delle aree commerciali più appetibili dell’intera regione. Ma l’area ex Carrefour ora è quasi un deserto. Anche le altre attività che sorgono accanto all’ex ipermercato e alla galleria commerciale annessa annaspano tra mille difficoltà. Ora la parola spetta di nuovo alle istituzioni. La tensione è alta. “La Regione deve tener fede all’incontro del 20 novembre – spiegano i lavoratori licenziati – mettendo a disposizione tutti gli strumenti in grado di favorire nuovi investimenti capaci di far rinascere l’area commerciale dismessa. C’è una priorità – specificano gli addetti ex Carrefour – è cioè la salvaguardia dei livelli occupazionali e, per essere più chiari, il reimpiego dei 155 lavoratori”.

