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Si viaggia, nuovo regolamento per l’accessibilità dei disabili sul trasporto ferroviario

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Percorsi per non vedenti, porte più larghe e mappe in rilievo. Queste le novità che verranno introdotte sulle nuove linee.

Da una pratica che dovrebbe essere quasi naturale, ovvero prendere il treno per spostarsi, questa comune abitudine, spesso, si trasforma in un’impresa a dir poco epica. Al di là dei ben noti disagi causati dai consueti ritardi, vi è anche la frequente inaccessibilità alle persone con disabilità che contraddistingue tante, se non la maggioranza, delle linee ferroviarie italiane. In special modo se analizziamo le tratte regionali e provinciali. Assenza di rampe, montascale e informazioni sonore per i non vedenti, sono le principali mancanze che un disabile deve affrontare.

Ed è proprio in virtù di questo stato “primordiale” in cui versano i trasporti ferroviari della nostra nazione, non possiamo che accogliere con positività le interessanti novità che arrivano dal parlamento europeo. Infatti, attraverso un percorso portato avanti dalla Commissione Europea, a Bruxelles è stato varato un regolamento del tutto nuovo che ha varato un pacchetto di requisiti tecnici rivolti al trasporto su rotaie.
Questa decisione, fanno sapere dall’euro parlamento, va incontro alle esigenze e ai diritti di spostamento delle persone con disabilità, che ricordiamo essere il primo fondamento della carta costituzionale per i diritti dell’essere umano.

All’interno del regolamento, sono previsti interventi nelle stazioni ferroviarie che si concretizzano nella realizzazione di rampe di accesso meno ripide, porte d’ingresso più ampie per consentire un migliore accesso delle carrozzine, percorsi podo-tattili a terra con mappe a rilievo per i non vedenti. Infine, si richiede una migliore illuminazione dei luoghi al fine di agevolare le persone ipovedenti.
Unica grossa pecca della nuova regolamentazione UE, è la non retroattività delle disposizioni. Infatti, il regolamento da poco approvato, varrà soltanto per le stazioni di nuova costruzione. Insomma, uno smacco davvero importante se si pensa alla realtà italiana che è fatta di stazioni datate dove l’ammodernamento e l’adeguamento alle norme sull’accessibilità non sono mai stati dei temi prioritari.

Si apprende, intanto, che queste direttive, una volta apprese dagli Stati Membri dell’Unione, dovranno essere a loro volta oggetto di piani specifici dove si spiegherà, in modo analitico, in che maniera e come si intenderà applicarle per superare gli ostacoli dettati dalle barriere architettoniche.
La risoluzione di ogni difficoltà che separa i disabili da una piena autonomia e partecipazione alla vita sociale appare ancora lontana. Eppure, volendo essere degli intramontabili ottimisti, possiamo dichiarare, con un sorriso a mezza bocca, che qualcosa pare stia muovendosi.

(Fonte foto: Rete Internet)

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