Vedi Napoli e poi soffri

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Napoli in bassa classifica per qualità della vita. E’ insieme ad  altre città del Sud 

Tutti i vigili urbani di Napoli in strada per accogliere i turisti  nel periodo natalizio , scriveva ieri questo giornale. E’ sicuramente  bello vivere la tradizione tra pastori e vicoli pittoreschi. Ma dove sbarcheranno le migliaia di persone che la polizia  locale cercherà di  sorvegliare e tutelare ? In una città in preda al caos. Nei posti bassi delle classifiche per vivibilità e sicurezza. Quasi un presagio quella di ieri, la preparazione all’ accoglienza dei visitatori. Poche ore prima che Italia Oggi e Università la Sapienza pubblicassero gli angoscianti dati sul peggioramento della situazione cittadina. Mantova è al primo posto e poi altre medie città. Ma si resta assai delusi nel non vedere Napoli in una posizione migliore. E’  stabile in basso, con  5 posizioni in meno rispetto all’ anno scorso e va dal  103simo al 108esimo posto. Non va giù solo per il lavoro e le opportunità di affari. La  città è in crisi per l’ambiente, la vivibilità quotidiana, la sicurezza, il traffico. Condivisibile o meno da parte di chi è stato chiamato ad amministrarla, il giudizio dei ricercatori calza alla perfezione “ nelle decisioni politiche è rilevante il brevissimo periodo,mentre per migliorare la qualità della vita dei cittadini è necessario formulare un piano coerente nel lungo periodo”.  Sta qui la ragione del basso punteggio. I parametri di valutazione scientifica sono oggettivi e le statistiche celano insidie. Ma è un fatto che quel piano di lungo periodo per  la vita di tutti i giorni – trasporti, smog, aree attrezzate, edificazione –  manca da tempo . E se il 53,9% degli italiani , più o meno 32 milioni di persone,  vive in province  tipizzate con qualità di  vita scarsa o insufficiente, i napoletani  non possono restare restare a lungo tra questi. Rende ancora più tristi apprendere che 39 su 41 città “maledette” sono nell’ Italia meridionale e insulare con Crotone, Trapani, Agrigento, Siracusa. La classifica , in fondo, chiama all’impegno la classe dirigente, spesso riluttante a rimboccarsi le maniche, su lavoro, ambiente, disagio sociale,servizi scolastici, tempo libero e via dicendo. E sarebbe meglio se prima di pensare a tutto questo per i turisti, a Napoli si pensasse al cuore pulsante della città. Dopo potremmo stilare una classifica anche diversa da quella di Italia Oggi e Università Sapienza.

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