domenica, Aprile 26, 2026
12.6 C
Napoli

Ottajano, Festa di San Michele del 1820: ai “miseri” vengono distribuiti cesti di pasta: i tipi di pasta del tempo che fu….

Michele II Medic, principe di Ottajano,i fornì ai “locatari” della “Maccaronaria”, che occupava locali annessi alla Taverna del Passo, un elenco dettagliato di “miseri” ai quali il 5 maggio sarebbero stati consegnati “cesti” di pasta. I documenti ci forniscono un interessante elenco dei tipi di pasta, alcuni dei quali sono citati anche da Ippolito Cavalcanti nell’edizione del 1837 del suo libro “Cucina teorico-pratica”. Correda l’articolo la foto di “contadini”, “figure” di un corteo in costume che sfilò per le strade di Ottaviano durante un “Palio degli asini” degli anni ’90.

 

 

Michele II Medici, con questo consistente “donativo”, volle comunicare ai “notabili” ottajanesi che le finanze della famiglia Medici, sconvolte e disastrate dal padre, erano avviate sulla strada del risanamento: soprattutto grazie al sostegno dello zio, Luigi de’ Medici, che era ormai il personaggio politico più potente del Regno di Napoli. Luigi non sopportava questo nipote, ma gli consentì di svolgere un ruolo importante nel mercato del vino vesuviano e del grano pugliese. I Medici da tempo possedevano una “maccaronaria” presso la “Taverna del Passo” nella piazza di Ottaviano che ancora oggi si chiama “piazza Taverna”. Si chiamava Taverna del Passo, perché fino alla metà del ‘700 i mercanti che entravano in città con i loro carichi pagavano lì il “diritto del passo”.

 

Tra il 1790 e il 1805 i Medici affittarono la Taverna a Michele e Giovanni Mazza e a Giuseppe e Francesco Menichini per 850 ducati all’anno, una somma veramente notevole, che da sola ci fa capire quale fosse la misura degli incassi. Bisogna dire che alla Taverna del Passo non si giocava a carte: su questo punto i Medici furono intransigenti: sapevano che i problemi già erano troppi, e che non c’era spazio per quelli prodotti dal gioco, e dal fatale connubio tra gioco, soldi e boccali di vino. Tra la Taverna e la piazza del mercato c’era la “maccaroneria”: nel 1805 era rimasta in funzione solo una delle cinque “macchine” che nel 1790 producevano “maccheroni”: in questi 15 anni gestirono l’ “officina”, pagando tra 50 e 60 ducati all’anno, prima Michele e Vincenzo Menichini, certamente parenti con gli affittuari della Taverna del Passo, e poi Luigi e Antonio Pascale, membri di una famiglia, i Pascale, che, partiti come cocchieri dei principi, erano riusciti a entrare e ad occupare un ruolo di rilievo negli uffici dell’amministrazione del “feudo”.

 

In un angolo dell’edificio che ospitava la “maccaroneria” c’era ancora nel 1801 la “casa della macina”, che fu al centro di complicate questioni giuridiche tra la famiglia Medici e l’amministrazione comunale di Ottajano. Nel 1801 in questa “casa” non si macinava più niente, ma si riscuotevano i dazi imposti su tutta la farina che dai mulini di Sarno, di Cimitile e di Nola veniva ogni giorno portata ai forni e alle botteghe di Ottajano. Dal 1817 la Taverna venne gestita da Giovanni e da Angelo Pascale, e nel 1820 Michele II ordinò ai due “fittuari” di rimettere in funzione almeno tre delle “macchine” della “maccaroneria” e di preparare la pasta per i “miseri”, rinnovando così un rito antico, quello dei “donativi di cibarie” che i Medici facevano distribuire ai poveri a Pasqua, a Natale, per la festa del Patrono e in altri momenti solenni. Nel 1820 le “congregazioni” inviarono agli amministratori del principe un elenco di 190 famiglie di “miseri”, e Carlo Bifulco, direttore dell’amministrazione, non apportò nessuna modifica.

 

Vennero distribuiti cesti di “maccaroni”, di “vermicelli”, di “ziti”, di “rotelle ” e di “tubi”: i primi tre tipi non hanno bisogno di spiegazione, gli altri due non sono citati dal Cavalcanti, ma credo che siano pasta corta, la cui forma è chiaramente spiegata dal nome. Vennero distribuiti anche “stivaletti”, “una pastina a forma di piccoli stivali”. Gli ziti Cavalcanti li chiama “maccheroni di zita”, perché si servivano al pranzo di nozze e venivano, per tradizione, preparati dalla famiglia della sposa, della “zita”: così la chiamavano i Napoletani. Il Cavalcanti ci informa che nel 1837 i Napoletani mangiavano anche “rughe di vecchia”, simili ai nostri rigatoni, “scorze di nocella”, simili ai gusci di nocciola, “mille fanti”, piccoli cilindri. I “paternostri” avevano la forma di “pennette con il gomito”, mentre i “ricci foritani” erano una “trafila di pasta fresca o secca di forma elicoidale che ricorda i capelli, in genere riccioluti, dei campagnoli, i “foritani” appunto, dal latino “foritanus”, “che viene da fuori”. La caratteristica forma era ottenuta avvolgendo sottili fili di pasta attorno a un ferro da calza o a un bastoncino di legno”. (Le spiegazioni sono fornite dall’edizione del libro di Cavalcanti pubblicata nel 2002 da “Grimaldi e C. Editori”).

 

In evidenza questa settimana

Somma al voto, A Testa Alta: “Con Silvia Svanera per ricostruire fiducia nelle istituzioni”

Riceviamo e pubblichiamo Da oggi il cambiamento vero nella nostra...

Somma al voto, Il Pd presenta la lista: “rinnovamento e giovani per sostenere Silvia Svanera

Riceviamo e pubblichiamo   Il Partito Democratico di Somma Vesuviana presenta...

Somma Città D’Arte schiera due indipendenti del Pd a sostegno di Silvia Svanera

Riceviamo e  pubblichiamo Il movimento civico "Somma Città d'Arte", guidato...

Somma Vesuviana al voto, depositate le due liste a sostegno di Giuseppe Nocerino Sindaco

Riceviamo e pubblichiamo In vista delle elezioni amministrative del 24...

Somma Vesuviana al voto, Silvia Svanera: “E’ il momento di cambiare rotta”

Riceviamo e pubblichiamo Dopo anni di impegno, radicato nel territorio,...

Argomenti

Somma al voto, A Testa Alta: “Con Silvia Svanera per ricostruire fiducia nelle istituzioni”

Riceviamo e pubblichiamo Da oggi il cambiamento vero nella nostra...

Somma al voto, Il Pd presenta la lista: “rinnovamento e giovani per sostenere Silvia Svanera

Riceviamo e pubblichiamo   Il Partito Democratico di Somma Vesuviana presenta...

Somma Città D’Arte schiera due indipendenti del Pd a sostegno di Silvia Svanera

Riceviamo e  pubblichiamo Il movimento civico "Somma Città d'Arte", guidato...

Somma Vesuviana al voto, depositate le due liste a sostegno di Giuseppe Nocerino Sindaco

Riceviamo e pubblichiamo In vista delle elezioni amministrative del 24...

Somma Vesuviana al voto, Silvia Svanera: “E’ il momento di cambiare rotta”

Riceviamo e pubblichiamo Dopo anni di impegno, radicato nel territorio,...

Ottaviano al voto: tutti i candidati e le liste delle 4 coalizioni

TUTTE LE LISTE E I CANDIDATI DI OTTAVIANO STEFANO PRISCO PARTITO...

Related Articles

Categorie popolari

Adv