Al termine di una sfida lunga e sofferente, il Napoli ha sconfitto ai rigori il Cagliari e si è assicurato il passaggio ai quarti di Coppa Italia per la prima volta dal 2021.
Mister Conte ha saggiamente deciso di fare turnover (quasi) totale, dando spazio a chi ha avuto meno opportunità. In questo contesto particolare, a rubare l’occhio è stato Antonio Vergara, alla prima assoluta da titolare in maglia azzurra dopo una lunga trafila nelle giovanili. Il ragazzo di Frattaminore ha dato prova di grande personalità e qualità, di cui si era avuto un assaggio nel finale contro il Qarabag: oltre all’assist per Lucca, ha spesso cercato il pallone e giocato in maniera propositiva, scegliendo di andare frequentemente in verticale. Questa prestazione, unita ai lampi della scorsa stagione in Serie B, conduce ad un discorso più ampio. Infatti, per una società che si autofinanzia come il Napoli, sarebbe molto importante avere un vivaio che produce costantemente giocatori di talento, per non dover affidarsi esclusivamente al player trading: senza voler scomodare giganti come la Cantera del Real o la Masia del Barcellona, si potrebbe guardare al modello dell’Atalanta o del Lecce, da cui ogni anno escono calciatori destinati a carriere importanti. In tal senso, la presenza di un direttore sportivo come Manna, che ha lavorato nel settore, è un primo passo in questa direzione, così come l’acquisto di Baridò pensato per la Primavera.



