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Somma Vesuviana. Addio a zia Matilde , memoria gentile del Casamale

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Ci sono persone che, senza fare rumore, diventano parte dell’anima di un luogo.
Matilde De Stefano, per tutti semplicemente zia Matilde, era una di quelle persone. Un volto familiare, una presenza discreta ma imprescindibile del borgo Casamale e soprattutto del piccolo santuario di Santa Maria a Castello, dove per tantissimi anni, insieme all’amata sorella Rita, ha custodito con dedizione la stanzetta dei ricordini e delle giostre. Un luogo semplice, ma pieno di vita, di sorrisi e di ricordi, dove intere generazioni hanno trascorso frammenti preziosi della propria infanzia.
A luglio prossimo avrebbe compiuto novant’anni. Da tempo si preparava a quel traguardo con la gioia semplice che la contraddistingueva: desiderava accanto tutte le persone  che  le  avevano voluto bene nel corso della sua lunga vita. Ma quella festa, purtroppo, non ci sarà. Questa mattina zia Matilde è tornata tra le braccia del Padre.
Se n’è andata in silenzio, proprio come ha vissuto: con mitezza, umiltà e una fede immensa. Una donna generosa, capace di donarsi agli altri senza mai chiedere nulla per sé. La sua vita è trascorsa tra le mani strette al libretto delle preghiere e alla corona del rosario, con quella devozione autentica che non aveva bisogno di parole.
Per anni ha collaborato anche nella gestione della scuola dell’infanzia di San Pietro, preparando con amore pranzetti genuini e gustosi per tanti bambini. Era una lavoratrice instancabile, sempre pronta a rendersi utile, a mettersi al servizio degli altri con semplicità e dedizione. In ogni gesto metteva cura, attenzione e quel senso familiare che faceva sentire tutti accolti.
Resterà indelebile il ricordo del pellegrinaggio a Roma per il Giubileo appena un anno fa. Nonostante il sole cocente e la lunga attesa, zia Matilde volle essere con noi. Con la forza della fede superava ogni fatica, perché per lei quei momenti erano nutrimento dell’anima.
E ancora più viva resterà l’immagine della sua emozione al passaggio della processione del Cristo Morto. Il freddo non la spaventò. Avvolta nella pelliccia donata dalle nipoti, rimase seduta e commossa al centro della stradina, aspettando il passaggio della “sua Madonna”, con gli occhi pieni di emozioni.
Zia Matilde ha dedicato la sua esistenza agli altri: alle sorelle, agli amatissimi nipoti e pronipoti, alla sua comunità. E forse il dono più grande che lascia è proprio questo esempio silenzioso di bontà, fede e presenza costante.
Il Casamale oggi perde una delle sue figure più autentiche.
Ma il ricordo di zia Matilde continuerà a vivere nei racconti, nei gesti tramandati, nelle preghiere sussurrate e negli occhi di chi, passando davanti a quella piccola stanzetta del santuario, penserà ancora a lei con affetto.
Buon viaggio, zia Matilde.
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