Esposto degli ambientalisti di Acerra contro i falsi risanamenti dei terreni ( tutte le foto).
Una bonifica col trucco: detriti di ogni sorta rimossi per ordine del Comune da un campo coltivato a patate fino al 2014 ma poi gettati poco più in là, sulla strada interpoderale che collega l’appezzamento alla vicina arteria provinciale. Scorie da bonificare negli appositi impianti di smaltimento ma che alla fine sarebbero stati scaricati a pochi metri di distanza. La denuncia depositata in procura è dell’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo e riguarda un grande terreno ubicato in una delle aree più inquinate della Terra dei Fuochi, la campagna coltivata tra Acerra e il confine con la provincia di Caserta. Il terreno finito sotto osservazione è stato coltivato fino a due anni fa a ortaggi ed è grande quanto due campi di calcio. Nel 2014 è stato sequestrato dalla polizia municipale. Dentro c’è di tutto: pietre dei binari ferroviari, pietre contaminate di laghi e fiumi, scorie, plastiche e migliaia e migliaia di immancabili bastoncini, i familiari cotton fioc, che però qui non hanno nulla del focolare domestico visto che la loro presenza massiccia è il segnale dello scarico di tonnellate di fanghi di depurazione. Di recente il comune di Acerra ha ordinato al proprietario dell’appezzamento la bonifica totale. Il titolare ha quindi chiamato una ditta per rimuovere a proprie spese i rifiuti sparpagliati sul terreno. Ma gli scarti ora si trovano a soltanto pochi metri di distanza. Non si sono mai mossi da lì. E intanto il campo di patate è rimasto ancora zeppo di scorie. “Quando ho osservato la finta bonifica – scrive Cannavacciuolo nella denuncia – insieme ai responsabili della ditta e al proprietario del terreno c’era anche un consigliere comunale”. Nell’esposto è stato fatto il nome del politico.





