Acerra, la Chiesa locale tenta il rilancio con Sepe

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Il cardinale Crescenzio Sepe oggi pomeriggio in visita a una delle diocesi più martoriate da crisi, inquinamento e illegalitĂ .

L’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, è appena giunto nel duomo di Acerra, dove sta per concelebrare, insieme al vescovo uscente della diocesi, Giovanni Rinaldi, la conclusione dei lavori di restauro della cattedrale ottocentesca, costati circa un milione di euro. Lavori che hanno conosciuto anche momenti drammatici, come quando un disoccupato, uno dei tanti disperati della zona, il 28 luglio ha tentato di appiccare il fuoco al duomo, davanti ai fedeli terrorizzati. Il senza lavoro in quell’occasione è stato arrestato dalla polizia.

Fortunatamente l’atto vandalico non ha danneggiato più di tanto la cattedrale, dove sono stati riportati danni sulle superfici di alcuni altari laterali. Intanto Sepe oggi dĂ  la benedizione al tentativo di rilancio di una delle diocesi più difficili d’Italia, dominata, del resto come quella della vicinissima Napoli, da disoccupazione, corruzione, camorra e flagellata dall’ecomafia. Il 10 novembre ad Acerra giungerĂ  il nuovo vescovo, Antonio Di Donna, vice di Sepe per diversi anni.

Volla, marciapiedi rubati

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Ostacoli e trappole lungi i marciapiedi della cittadina vollese: la protesta dei cittadini.

Abbiamo ricevuto più volte segnalazioni e lamentele sull’uso indiscriminato che si fa a Volla (e non solo) dei marciapiedi. "Nel Comune di Volla, per una persona bene in salute è impossibile camminare sui marciapiedi, per un invalido sulla sedia a rotelle è ancora più pericoloso perché costretto con la sua carrozzella a percorrere in mezzo alla strada con il pericolo di essere investito. Un grazie a chi dovrebbe assicurare l’incolumitĂ  dei cittadini", ci scrive un cittadino.

Wikipedia, la più popolare e utilizzata enciclopedia del web, definisce il marciapiede come "uno spazio sopraelevato posizionato al lato di una strada, riservato al transito ed allo stazionamento dei pedoni". L’etimologia della parola è legata al francese "marchè" (marcher = camminare) e "Ă  pied" = a piedi). L’articolo 3, comma 1°, n. 33 del Codice della strada definisce marciapiede come quella "parte della strada, esterna alla carreggiata, rialzata o altrimenti delimitata e protetta, destinata ai pedoni". Ciò significa che un veicolo non ha alcun diritto a stazionare o a circolare sul marciapiede, ad eccezione delle rampe per l’accesso ad eventuali aree esterne alla carreggiata appositamente create, come ad esempio parcheggi, garage o proprietĂ  private.

L’unica eccezione consentita è per i veicoli provvisti di quattro piccole ruote di gomma, spinti da "giovani" signore (mamme), o da "non più giovani" signori e signore (nonni) all’interno dei quali, il più delle volte, giacciono i bebè. Nel caso in cui un pedone dovesse attraversare la carreggiata riservata alla circolazione dei veicoli per raggiungere il marciapiede situato al lato opposto della stessa, costui dovrebbe utilizzare gli appositi attraversamenti pedonali, indicati da appositi segnali, che dovrebbero essere liberi. Il marciapiede generalmente fa parte del demanio così come ne fanno parte anche le strade, eccezion fatta per alcuni casi di lottizzazioni in cui sono di proprietĂ  privata, anche se aperti alla circolazione pubblica.

I marciapiedi, così come le strade, rappresentano il biglietto da visita di un paese e della civiltĂ  di una comunitĂ . L’ordine, la pulizia, la cura, l’attenzione e il rispetto delle strade, dei marciapiedi e delle cose comuni danno subito l’impatto e l’idea sul tipo di cittĂ  che si ha di fronte e di civiltĂ  che ivi ci abita. L’impatto quasi sempre, alle nostre latitudini, è decisamente negativo ed è testimone della nostra cultura. Il comune di Volla non fa eccezione a questo. Infatti in esso, e in quelli limitrofi, per chi non lo sapesse, la definizione di marciapiede è stata modificata dalla cultura indigena.

Così, i marciapiedi, il più delle volte abbandonati a se stessi e in alcune zone dissestati dall’uomo o dalla natura, sono diventati "di tutto e di più" volendo prendere a prestito il famoso slogan di televisiva nazionalpopolare memoria. Deposito della spazzatura, parcheggio per automobili, pista per ciclisti audaci o impauriti dal traffico stradale, banconi da esposizione di frutta, verdura, fiori, auto e moto in riparazione, contenitori del pesce e similari, giornali, riviste, alimentari, prodotti di mercerie, tavolini di bar, e chi più ne ha più ne metta.

Ormai, la cultura è stratificata, anzi, è incrostata, e difficilmente si riuscirĂ  a modificarla, anche perché coloro che utilizzano i "marciapiedi" in modo improprio sono giustificati sia dal pensiero comune, che il più delle volte recita: «poverino» e quello «come deve fare» sia, forse, da gabelle e regolamenti comunali che sono stati (vedi TOSAP) e stanno per essere approvati dalla politica e dai rappresentanti del consesso comunale (vedi Regolamento sulle Aree Pubbliche).

Quindi, ai diversamente abili, ai bebè in carrozzina, ai pedoni e a chi volesse passeggiare su "marciapiedi" riportati al loro significato originario, non resta che "arrangiarsi", facendo il saliscendi tra la carreggiata destinata ai veicoli e quella definita impropriamente "marciapiede", provando ad imitare i famosi slalomisti del circo bianco, stando attenti a non finire al pronto soccorso aumentando il lavoro dei poveri addetti e i costi sociali delle conseguenze.

Invece, se qualcuno, armato di buone intenzioni, volesse provare a cambiare la cultura, a far rispettare le cose per il significato con il quale sono state definite, allora la soluzione è semplice: basta cambiare la definizione originale. Non chiamandoli più "Marciapiedi". Troviamo una parola diversa che racchiuda la nuova funzione a cui sono stati destinati dalle nostre "abitudini" .
(Fonte foto: rete internet)

La passione napoletana per il piccante: intensa, controllata e breve

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L’autorevolezza del bucatino smorza il piccante, giĂ  di per sè ossequioso, del peperoncino verde. Napoli predilige una versione breve della piccantezza: gli ardori, se si prolungano, diventano un fastidio.

Vermicelli con i peperoncini verdi: 400 g. di bucatini, 300 g.peperoncini verdi, 300 g. pomodori pelati, 2 spicchi di aglio, olio extra vergine q.b., basilico, sale.

Tagliate a metĂ  i peperoncini e privateli del gambo e dei semini, e lavateli, asciugateli bene, friggeteli in una padella con olio quanto basta. Dopo la cottura utilizzate lo stesso olio per soffriggere l’aglio: quando sarĂ  dorato, toglietelo e cuocetevi i pelati con il basilico e il sale per venti minuti circa: a cottura ultimata unite i peperoncini. Lessate i vermicelli in acqua salata, scolateli e conditeli con il sugo.

Prosciutto di maiale al latte: 700 g di prosciutto di maiale, 1/2 cipolla, 1 carota, 1 gambo piccolo di sedano, mezzo litro di latte intero, sale e pepe q.b., 100 gr. di burro.

Tritate la carota, la cipolla e il sedano in piccoli pezzi. In un tegame sciogliere il burro e fate soffriggere le verdure. Legate la carne con spago da cucina e fatela rosolare nel soffritto di verdure, dopo qualche minuto aggiungete il latte, il sale, il pepe, fate cuocere il tutto a fuoco moderato per due ore circa, vedrete che il latte diventerĂ  una crema.

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Vito Teti ha scritto tutto quello che c’era da scrivere sulle molte virtù del peperoncino. Resta qualcosa da dire sulla fisica e sulla metafisica del “piccante“, ma c’è tempo. Una domanda: trovate “piccante“ Penelope Cruz adagiata su una coltre di peperoncini e coperta da uno sbuffo di peperoncini? Io no: il “piccante“ è movimento, e nell’ immagine di Penelope tutto è fermo. Napoli trovò utili pepe e peperoncino per rendere sopportabile la zuppa di frattaglie, ma non tollerò gli eccessi. Racconta Nello Oliviero che Don Gennaro Carafa Cantelmo Stuart, principe di Roccella, una volta all’anno offriva agli amici del Circolo della Vela e del Remo Italia, “le salsicce della sua Calabria“, in cui “l’arrogante ardore del peperoncino aveva sopraffatto il delicato profumo e il sapore della carne di maiale.”.

Un terribile insulto allo stomaco e alle emorroidi: “sono dolori“ avrebbe detto Totò. E poiché gli amici di don Gennaro non osavano ribellarsi a quel generoso che portava addosso tanti cognomi di tanto peso, e perciò, mangiando in silenzio, in silenzio sudavano, sia per gli effetti immediati della salsiccia che al pensiero di quello che avrebbero sofferto la mattina dopo, un anonimo poeta, socio del Circolo, li vendicò: “…ma ‘o gusto e’ stu sasiccio / ‘ st’ommo ‘e core / ‘o fa sentì ddoie vote, e maie ‘o stesso…/ uno quanno se magna, e che sapore ! / e n’ato po’ quann’è ‘a matina appresso.”. Il sarcasmo sta tutto nella pausa che dovremmo collocare tra “ ‘st’ommo“ e “ ‘e core“.

Il popolo napoletano sa resistere, con saggia temperanza, ai furori dell’eros: predilige un piccante che accenda i sensi solo in parte e solo per poco. Il tema della seduzione dolorosa, senza piacere, ha sollecitato l’attenzione di Mastriani, della Serao, di Eduardo, e ha dettato a Salvatore Di Giacomo uno splendido racconto. Uno sconosciuto, che si dichiara come Pasqualino Offretelli, studente, si presenta in casa di Rosa Bellavita, e le racconta di aver visto il marito in compagnia di una donna da “due soldi” e per di più brutta. Rosa gli crede, sa che il marito la tradisce, e si scioglie in lacrime: lo studente approfitta del suo stato di prostrazione per sedurla. L’impulso a sedurre è sollecitato dagli odori: l’alito piacevole di lei, il profumo “che si sprigionava da quel corpo caldo, dai capelli di lei, dalla bocca odorosa di lei, supina”.

Poi, i rumori: il silenzio è rotto dai singhiozzi della donna, dal palpito del cuore del giovane, dall’ “eco metallica” del martello di un fabbro che in lontananza batte sull’incudine, e segna il ritmo della scena, e, nel momento più intenso, dal ronzio di un moscone che urta i vetri. Il tutto viene acceso dalla fragranza urtante e impetuosa- tutta la stanza ne è piena – dell’aceto, con cui poco prima la Bellavita aveva “conciato“ “un’insalata di cetrioli”: la scala tra gli estremi: l’aggressivitĂ  dell’aceto e la scipitezza del cetriolo.

Quando il giovane se ne va, Rosa apre “macchinalmente” le imposte e permette alla luce abbagliante di spazzar via, dalla stanza, la penombra e i suoi segreti. “Lui a me… e io a lui… e io a lui.”. Intanto il giovane giĂ  inquadra la storia nella prospettiva della sua miserabile mediocritĂ : “Per Cristo – mormorò – pare una farsa”. E quando si accorge di aver dimenticato i suoi quaderni nella stanza “di quella stupida” che non la smetteva di “singhiozzare a schianti”, il suo commento è un impietoso svelamento di senso: “Ci ho perso i quaderni… GiĂ , sempre qualcosa ci si rimette. E’ destino, è destino. E io ci ho rimesso i quaderni…”. Il fuoco del desiderio è giĂ  spento, resta la cenere della banalitĂ , il cetriolo ha vinto sull’aceto.

Il peperoncino verde della ricetta di Tiziana ha una piccantezza non arrogante, anzi pronta a rispettare il ruolo dei bucatini: ma se per caso dovesse perdere la testa e “sopraffare“ la pasta, il latte della seconda ricetta lo costringerebbe a moderarsi, a rientrare nei ranghi.
[Commento a cura di Carmine Cimmino]
(Fonte foto: Rete Internet)

LE RICETTE DI TIZIANA

Vesuvius: un viaggio nel mondo antico

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Domenica 20 Ottobre, ore 10.30 Karma, l’associazione che fonde cultura e spettacolo offrirĂ  uno strepitoso viaggio nel tempo. Un evento che porterĂ  il pubblico lontano dai tempi moderni e verso un salto nel mondo antico.

 In un luogo di straordinaria bellezza, gli spettatori visiteranno le stupende sale del MAV (Museo Archeologico Virtuale) di Ercolano, grazie ad una visita spettacolo interattiva: "VESUVIUS". Un viaggio nei tempi delle più antiche e spettacolari cittĂ  romane: Ercolano e Pompei.

Accompagnati dalla dea EBE, e scortati da due ancelle, i visitatori potranno ammirare le suggestive sale del Museo Virtuale. E l’evento non finisce qui. Lungo il percorso, il pubblico incontrerĂ  i personaggi che hanno vissuto durante quell’epoca indimenticabile. Tra le mura “interattive” del Mav si ascolterĂ  il drammatico racconto di Plinio il Giovane, che vide morire suo zio durante l’eruzione del 79. S’incontrerĂ  il buffo e ubriaco Lucio Calpurnio Pisone, suocero di Giulio Cesare.

SarĂ  possibile decidere le sorti di un gladiatore, condannato a morte, mentre gli uomini che parteciperanno alla visita-spettacolo saranno liberi di contrattare con una Lupa (l’antica prostituta romana) che li sedurrĂ  con il suo fascino. Alla fine del percorso, nei pressi dell’antico foro, una donna offrirĂ  al pubblico del buon vino vesuviano, ormai un habitué degli eventi di Karma. Una visita-spettacolo che, questa volta, oltre a miscelare cultura e spettacolo offre anche una ricca dose di divertimento. Per visitare le sale del MAV in una modalitĂ  a unica ed esclusiva.

Testo e Regia: Antonio Ruocco Fonti e ricerche: Antonio Raia. Con: Paola Sabino, Angelo Imperatore, Antonio Granatina, Emiliana Bassolino, Paola D’Uva, Giuliano del Gaudio e la partecipazione straordinaria di Sergio Boccalatte.
Prenotazione obbligatoria, max: 50 persone
Info e prenotazioni: karmartecultura@libero.it
(Fonte foto: Ufficio Stampa Karma Arte Cultura e Teatro)

Acerra, polo dei rifiuti pericolosi, è polemica: “Ingerenze politiche”

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Il via libera concesso dalla Regione alla Ecodrin per lo smaltimento di amianto e oli industriali sta indispettendo gli ambientalisti. Cannavacciuolo: “Il commercialista della ditta è un consigliere comunale”. Accuse anche in un comunicato del Pd.

 Ormai la realizzazione ad Acerra di un polo dei rifiuti pericolosi è dietro l’angolo. Amianto e oli chimici stanno per fare rotta nell’area industriale, accanto all’inceneritore, alla centrale elettrica a olio di palma, alla Montefibre e ad altri due impianti privati in cui si smaltiscono rifiuti e dove si svolgono attivitĂ  connesse.

Una societĂ  locale, la Ecodrin, si occuperĂ  di quest’ultimo business in ordine di tempo autorizzato dalla Regione. Intanto gli ambientalisti e quel che resta del Pd di Acerra, qui molto ridimensionato in termini di consenso e palesemente frammentato, tentano la carta della polemica per contrastare la trasformazione di questo vasto territorio, a secolare vocazione agricola, in una sorta di centro nazionale “d’eccellenza” dello smaltimento delle immondizie d’ogni sorta. Alessandro Cannavacciuolo, leader pluriminacciato degli ambientalisti locali, punta su un tre questioni.

“La Ecodrin ha messo a segno due colpi – riferisce – realizzare l’impianto dei rifiuti pericolosi grazie al via libera della Regione, dell’Asi e alla licenza edilizia del Comune mentre dallo stesso Comune di Acerra ha avuto un appalto per lo smaltimento dei rifiuti di una scuola, la Capasso. Intanto – l’accusa dell’ambientalista – abbiamo saputo che un commercialista che lavora per conto della Ecodrin è un consigliere comunale di maggioranza: ci sono chiari problemi di incompatibilitĂ ”. Sulla stessa falsariga il comunicato del Pd, che però approfondisce aspetti più tecnici.

“L’autorizzazione concessa dalla Regione Campania ad una societĂ  di Acerra per trattare rifiuti pericolosi in zona Pantano e soprattutto le motivazioni del provvedimento – si scrive nel comunicato del Partito Democratico – costituiscono un atto di accusa, grave e senza appello, nei confronti dell’amministrazione comunale. La Regione Campania, infatti, ha giustificato l’ennesima autorizzazione ritenendo che il declassamento del sito di interesse nazionale per le bonifiche (SIN), il litorale domitio- flegreo, di cui Acerra fa parte, non imponga l’adozione di procedure stringenti e verifiche puntuali come la caratterizzazione del contesto interessato all’intervento”. Il Pd attribuisce all’attuale amministrazione comunale la responsabilitĂ  di non essersi opposta al declassamento del territorio acerrano deciso col decreto Clini.

Infine anche il comunicato del partito di Epifani affronta, senza però indicare mai il nome della ditta e soltanto facendo allusioni, i temi esplicitati da Cannavacciuolo circa il progetto Ecodrin. “Questa vicenda – si aggiunge nel comunicato – pone, ancora una volta con questo sindaco e questa maggioranza, il tema del conflitto d’interessi e le molteplici condizioni di incompatibilitĂ  in questo consiglio comunale e in questa giunta comunale . Dopo la cappa calata sulla vicenda dell’assessore al bilancio che, in qualitĂ  di professionista, presenziò al processo “Carosello Ultimo Atto”, questo procedimento autorizzativo regionale sembra riproporre la stessa questione per un consigliere comunale influente della maggioranza”.

VIII Giornata del Perito Industriale

I Periti Industriali di Napoli si incontrano a CittĂ  della Scienza per rimettere al servizio la loro forza, le loro idee e ricostruire da zero un futuro economico diverso.

 “Due giorni per incontrarsi”, questo lo slogan che apre il programma di questa VIII Giornata del Perito Industriale che ha come obiettivo quello di aprire un dibattito che si pone come qualcosa di letteralmente “costruttivo”. Sì, perché oltre i temi della formazione in azienda, delle libere professioni, della ricerca e dell’innovazione economica e occupazionale, in un momento quanto mai critico per il Paese e in particolar modo per il suo Sud, oggi si parla di costruire qui a CittĂ  della Scienza e per CittĂ  della Scienza.

Questa la spinta di tutti i periti industriali, laureati di Napoli e studenti, a riunirsi in questa location di straordinaria importanza, che mai come quest’anno, dopo gli atti vandalici e criminali dello scorso 4 marzo, necessita una ricostruzione. A valle quindi dell’intesa siglata il 2 luglio, il convegno si è proposto di raccogliere un fondo per la risanazione del polo scientifico museale campano. Un’iniziativa di solidarietĂ  battuta anche attraverso la distribuzione di braccialetti di silicone sostenuta in primis dallo stesso sindaco Luigi De Magistris, e ideata dal Tesoriere del Collegio Professionale Corrado Delizia, che ha giĂ  sbancato nei giorni precedenti alla manifestazione con più di mille pezzi venduti.

Molti gli ospiti presenti nella Sala Newton di CittĂ  della Scienza oggi e che si apprestano a prendere la parola per tracciare un possibile percorso di rilancio di un tessuto produttivo in grave affanno. Parliamo di quasi duemila professionisti accreditati, tantissime aziende che approfittano della vetrina offerta da questa importante giornata di confronto per mostrare il loro lavoro, la loro “perizia” appunto. E poi, naturalmente, le istituzioni cittadine, provinciali, regionali e nazionali, i Dirigenti scolastici degli istituti tecnici industriali, nonché associazioni e sindacati.

Innovazione, competitivitĂ , sistema, formazione: queste sono le parole che ricorrono più spesso nei discorsi che accendono il dibattito. A partire dal vicedirettore del Tg1, Gennaro Sangiuliano, ospite d’eccezione nonché gran moderatore, che ci tiene a ricordare come quella che una volta era un’economia italiana solida e florida, sia sempre stata fondata sul lavoro di periti industriali che si sono distinti per la loro perizia. Giulio Natta, che 50 anni fa vinceva il Nobel per la chimica per aver inventato la plastica italiana; Olivetti, la cui azienda offriva lavoro a oltre 20.000 persone solo nella zona di Pozzuoli; Merloni, Enrico Mattei, Vittorio Valletta e molti altri.

«Quella era un’Italia del fare», afferma Sangiuliano, «Un’Italia in cui Napoli figurava come la terza cittĂ  industriale. Quello che dovremmo chiederci oggi è se siamo in grado di ricostruire un apparato produttivo in grado di intercettare la ripresa economica di cui abbiamo bisogno. Per farlo dovremmo imparare a “declinare” la parola Scienza più spesso». Perché ricostruzione non vuol dire soltanto risanare materialmente le mura di un edificio, ma anche risanare lo sviluppo, la materia scientifica in sé per riuscire così a combattere l’ormai imperante desertificazione industriale del Mezzogiorno.

Fortuna che qualcosa si muove, aprendo uno spiraglio di speranza, poggiando un primo mattone su cui costruire tutto il resto. Così, molte sono le aziende che in questo periodo hanno deciso di adottare una delle tante start-up nate all’interno dell’Incubatore di CittĂ  della Scienza, perché solo con queste e con l’instancabile lavoro dei ricercatori scientifici, dei giovani scienziati, Napoli può sperare di avere di nuovo una voce in capitolo. Ed è anche grazie a questo progetto che il 7 novembre prossimo, attraverso l’iniziativa Futuro Remoto, verranno riaperte alcune aree espositive distrutte dagli incendi dolosi per mostrare come la ricostruzione non si ferma a meri discorsi, ma si muove attraverso i fatti.

Lo stesso credo condiviso anche dal sindaco De Magistris, che nel suo breve discorso ha puntato molto l’attenzione sulla necessitĂ  di preservare il futuro dei giovani, quelli presenti in sala, provenienti dagli Istituti Tecnici campani, e di tutti quelli fuori, cittadini di una Napoli senza la quale non c’è sviluppo per l’Italia intera e che deve imparare a non chiudersi in se stessa, ma reagire come il suo glorioso passato ci insegna.

Per questo c’è molto da lavorare sulla formazione, come afferma la Responsabile del Polo QualitĂ  di Napoli Angela Orabona, perché senza non esiste sviluppo né tantomeno un futuro dignitoso da offrire ai giovani. Impresa difficile ma possibile, grazie a sistemi e strumenti formativi esistenti e validi come mostra anche il Collegio dei Periti e i suoi 92 comitati tecnico-scientifici presenti solo in Campania, sui 148 italiani complessivi.

«Creare occupazionabilitĂ , lanciare nuove imprese, generare e rigenerare le piccole e medie industrie, ma anche premiare le idee soprattutto quelle dei giovani», afferma Domenico Palmieri, curatore dei Rapporti Istituzionali del Collegio dei Periti Industriali di Napoli. Il dibattito mattutino ha poi lasciato il posto a un pomeriggio votato all’intrattenimento, con un buffet organizzato dall’Istituto Alberghiero “De Medici” di Ottaviano e lo spettacolo dei comici di Made in Sud.

Pomigliano, il mercato è una discarica: chiuso

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Venditori ambulanti troppo indisciplinati e mercatino all’aperto che al termine delle vendite diventa un immondezzaio. Ordinanza di chiusura per giovedì 24.

“E’ una situazione che può provocare danni alla salute pubblica: quell’area necessita di una radicale sanificazione”.

Il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, stavolta ha voluto usare il pugno duro per convincere i commercianti del mercato di via Miccoli a comportarsi in una maniera più civile e rispettosa verso la collettivitĂ . Al termine delle vendite infatti la grande area che ospita le bancarelle resta sistematicamente coperta da una coltre di rifiuti. Finora a nulla sono valsi gli sforzi di Enam, la societĂ  comunale di nettezza urbana, e dei vigili urbani, che hanno tentato più volte di persuadere i venditori a razionalizzare le loro attivitĂ , riducendo l’accumulo di rifiuti e depositando in modo adeguato tutti gli scarti.

Da qui l’ordinanza firmata ieri da Russo: giovedì 24 ottobre il mercato all’aperto di Pomigliano resterĂ  chiuso. C’è però da sottolineare anche l’inciviltĂ  degli avventori. Nei mercati all’aperto è spesso pure la clientela a macchiarsi del classico gesto incivile gettando immondizie tra un acquisto e l’altro.

Napoli, a Roma ammainata una bandiera?

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La pessima prestazione di Cannavaro mette il capitano sul banco degli imputati dopo la disfatta dell’Olimpico.

 Doveva essere la marcia su Roma è stata invece una Caporetto: il big match dell’Olimpico regala al campionato il primo stop del Napoli, tradito nella Capitale dalla sua bandiera. ChissĂ  cosa starĂ  passando in queste ore nella testa di Paolo Cannavaro, colpevole su entrambe le reti messe a segno da Pjanic e principale accusato sul banco degli imputati dopo la disfatta contro i giallorossi.

Sì è vero, pesano tanto anche le due clamorose palle gol fallite da Pandev ed Insigne nel primo tempo e l’ingresso forse troppo tardivo di Higuain nella ripresa, ma questa sconfitta peserĂ  tanto sul futuro del capitano azzurro: fortuna vuole che se l’infortunio di Britos dovesse essere più serio del previsto, per il difensore della Loggetta potrebbe esserci l’occasione del riscatto giĂ  martedì a Marsiglia nella trasferta di Champions League. In chiave futura però è ormai chiaro che per il 32enne fratello dell’ex Pallone d’Oro Fabio, lo spazio in azzurro si ridurrĂ  in maniera drastica: evidente ormai la poca fiducia di Benitez nei suoi confronti, incerto il suo futuro sul prato del San Paolo ad un anno e mezzo di scadenza contrattuale.

Nella prima di Maradona in versione tifoso, Napoli si riscopre ormai orfana del capitano simbolo dell’era De Laurentiis: di contro una Roma fin qui capace di inanellare otto vittorie in altrettante gare, con un calcio champagne ma qualche infortunio di troppo dei big (vedi Totti e Gervinho ndr) che potrebbe pesare a lungo andare. L’impressione al ritorno dalla seconda sosta di campionato è sempre la stessa e porta ad un tricolore che ancora una volta potrebbe rivelarsi a tinte bianconere…
(Fonte foto: Rete Internet)

Napoli, sindacati: la sfiducia corre sul web

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Nei social network tutti negativi i commenti sul comportamento dei sindacati nelle vertenze della grande distribuzione commerciale.

 La sensazione dell’abbandono si è impadronita di tanti lavoratori coinvolti in alcune delle vertenze più difficili della Campania: Ipercoop, Carrefour, Fiat. Una sfiducia che si ripercuote sull’autorevolezza del sindacato e che corre nel web. Nel calderone di Facebook la domanda ai lavoratori è la seguente: “Secondo voi le organizzazioni di categoria come si sono comportate e come si stanno comportando nella vertenze della grande distribuzione campana, cioè la ex Carrefour Casoria (ipermercato ceduto e poi chiuso, 200 cassintegrati) e quella Ipercoop (250 licenziamenti e minaccia di abbandono della Campania da parte della Coop)?”.

La risposta è un plebiscito di giudizi negativi e stroncature. Lucia De Maio: “Posso rispondere io. Sono una lavoratrice Coop che apparteneva agli ex supermercati campani. Sono stati venduti a un’azienda “bara”, "La Immobilmare", che a soli cinque giorni dalla cessione, voluta da Coop, licenziò noi lavoratori. Fortunatamente i giudici del lavoro con tre sentenze consecutive hanno giudicato il fatto "fraudolento", vale a dire un escamotage usato da Coop solo per liberarsi dei lavoratori, cosi come voleva fare l’anno scorso per i 660 colleghi campani.

Purtroppo allora i sindacati furono del tutto assenti. Lasciò soli i lavoratori a combattere contro i cosiddetti “mulini a vento”. Per la mia dolorosa esperienza credo che in Campania la triade sia da rifare o cancellare. Anche loro hanno subito una mutazione genetica ripercorrendo continuamente le strade del clientelismo: addirittura la Filcams firmò la nostra condanna a morte”.

Fortunato Varriale: “Ciao Lucia: anche questa volta non ci sarĂ  risposta”. Lucia De Maio: “Infatti, troppa paura per metterci la faccia e allora che non si lamentino”. Dalla Coop alla Fiat. Mario Di Costanzo, operaio ed rsa Fiom dello stabilimento di Pomigliano, riflette sul progressivo allontanamento dei lavoratori dai sindacati e sulle critiche. “Ci sarebbe – dice – da fare una bella discussione su questi argomenti”. Il blog Confronti Operai: “E’ una realtĂ : quella di chi si vende per paura e/o per fame, come i giannizzeri della Fiat, veri e propri venduti, o i 50 addetti (su 700) di Auchan. C’è sempre chi non ha fiducia nella lotta e sposa le ragioni del padrone. Sono quelli che devi trascinare nella lotta e dai quali devi guardarti le spalle”. Savatore Abbate: “Noi di Carrefour è meglio se non parliamo proprio del sindacato!”.

Luisa Grazioso: “Posso dire che ci hanno rovinato, che ci hanno riempito di frottole”. Rispondono solo i lavoratori ex Carrefour di Casoria, impianto chiuso che i 200 cassintegrati vogliono per far riaprire a tutti i costi. Ma i lavoratori, che fine hanno fatto? Si fa vivo Salvatore D’Isanto, Ipercoop di Quarto: “Da Ipercoop: zero!”. Sono di nuovo gli ex Carrefour a tornare alla carica. Antonella Montanino: “Sindacato?”. Gennaro Imperatore: “Grazie dei fiori”. Si riaffaccia qualcuno di Ipercoop. Paola Guadagno, rsa della Filcams-Cgil nell’Ipercoop di Afragola non si esprime, preferisce chiedere: “Ma è un’intervista? O cosa?”.

Quindi di nuovo gli addetti Carrefour. Rosaria Migliuolo: “Non spendiamo parole inutili”. Anna Cecere: “Chi è il sindacato: per caso quelli che ci dovevano tutelare? no comment”. Marina De Falco: “Sindacato? No comment”.

Boscoreale esprime solidarietà ai Comuni della “Terra dei fuochi”

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L’atto si è concretizzato nel corso del consiglio comunale che si è svolto ieri, giovedì 17 ottobre.

 Si è tenuta ieri sera la programmata seduta di Consiglio Comunale in prima convocazione. L’assemblea consiliare, presieduta da Antonio Mappa, in apertura dei lavori, in un clima di forte commozione, ha osservato un minuto di raccoglimento in memoria dei migranti vittime della tragedia di Lampedusa dello scorso 3 ottobre.

Il Consiglio Comunale, poi, ha votato unanime una mozione esprimendo solidarietĂ  alle amministrazioni comunali dei territori siti nella cosiddetta “Terra dei fuochi”, e manifestando l’impegno ad attivare ogni iniziativa utile al ripristino della legalitĂ  violata in materia ambientale, non solo nella “Terra dei fuochi”, ma anche nell’ambito del territorio comunale di Boscoreale, giĂ  tormentato da precedenti violazioni ambientali tuttora in essere. Il civico consesso ha poi lungamente dibattuto sul futuro dell’azienda speciale Ambiente Reale, incaricata della raccolta dei rifiuti; dibattito dal quale è emerso il sostanziale buono stato dell’azienda in termini economici, anche se permane criticitĂ  nello spazzamento, dovuta a carenza di operatori.

Elemento significativo emerso è il lusinghiero dato della percentuale di raccolta differenziata. Si è passati, infatti, nel corso di quest’anno, dal 54,75% di gennaio al 63,71% di agosto. Il consistente aumento della percentuale è dovuto anche all’avvio di nuove convenzioni con consorzi di filiera per il riciclo di carta e cartoni, legno e olio vegetale, che si aggiungono a quelle giĂ  in precedenza attive relative a plastica, alluminio, acciaio, pile e batterie esauste e apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Tutto ciò ha comportato anche una riduzione di spesa per lo smaltimento e al contempo aumento di utileall’Azienda per la vendita di tali nuovi prodotti. Il consiglio, per continuare i lavori, si è aggiornato, in seconda convocazione, a martedì 22 ottobre, sempre alle ore 19:30.
(Fonte foto: Rete Internet)