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Discariche interrate, emissioni inquinanti, malattie e smog: la crociata di don Peppino

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Il parroco della chiesa madre di Pomigliano parla delle passeggiate del circolo Laudato si’ nei luoghi dello scempio ambientale a Pomigliano

Don Peppino, la chiesa locale ha trovato una chiave di lettura che sembra convincere: trasformare le processioni religiose in un appuntamento popolare contro l’inquinamento… “Quello che stiamo facendo si iscrive nel programma del circolo Laudato si’ di San Felice. Si tratta di passeggiate, nell’ultimo caso per esempio nella masseria Ciccarelli Fornaro, ieri sera, che ha visto la partecipazione di tante persone . Qui ci sono numerose criticità ambientali. Da queste parti per esempio c’è una fabbrica che inquina fortemente. Sul suolo cadono quotidianamente polveri scure, sui balconi, sulle case. Gli abitanti che vivono in quella zona vivono chiusi nei loro alloggi, non fanno uscire i loro bambini. C’è un’incidenza di malattie, anche gravi, troppo elevata. Abbiamo esposto il problema al sindaco, gli abbiamo anche detto di insistere sulla proprietà affinché venga persuasa a spostare quella fabbrica in una zona industriale idonea” Ci può descrivere il vostro obiettivo principale ? “A noi interessa che i problemi della gente vengano presi in considerazione, che i cittadini siano ascoltati. Noi come cristiani sentiamo che è fondamentale impegnarci per un ambiente pulito. A noi interessa il bene della collettività. Tutti hanno diritto alla salute: lo sancisce la nostra costituzione” Ieri che tipo di sensibilizzazione avete messo in atto ? “Abbiamo parlato insieme e visto un video che punta a rendere consapevoli i cittadini a comprendere i danni provocati dall’inquinamento” Lei personalmente cosa pensa della discarica di cava Castello, realizzata dai boss della zona che poi sopra vi hanno anche costruito le loro ville ? La discarica interrata si trova proprio accanto a masseria Ciccarelli Fornaro… “Provo orrore, perché è veramente un megamostro. Non è possibile che un mostro del genere sia stato realizzato in assenza di controlli. Io denuncio chi non ha voluto vedere in quel periodo. Non è possibile che chi doveva controllare non abbia fatto nulla per impedirlo, per proteggerci. All’epoca la politica tenne gli occhi chiusi. Mi auguro che ciò non accada ancora. Io incoraggio l’attuale amministrazione da una parte a essere molto rigida e dall’altra ad evitare che nascano altre fonti di inquinamento come l’impianto di compostaggio dei rifiuti. Mi unisco al grido di disapprovazione che proprio in questi giorni il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, ha levato contro l’arrivo di impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti. Le due chiese, quella di Pomigliano e quella di Acerra, si sono unite nella difesa del Creato”

Statua di San Gennaro al Ponte della Maddalena

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  Statua di San Gennaro al Ponte della Maddalena.  Qualche nota di storia.   La statua, voluta da Padre Rocco, ricorda che sul Ponte della Maddalena nel 1767 San Gennaro “fermò” la lava del Vesuvio che stava minacciando la città di Napoli. San Gennaro non fece il miracolo durante l’eruzione del 1872: il giornale londinese “The Graphic” dedicò un articolo e un disegno eccessivi alla “delusione” dei Napoletani. Il Ponte, l’edicola del Santo e i resti dei “Granili” possono costituire una metafora della Napoli apollinea e della Napoli dionisiaca. L’articolo è corredato con l’immagine del quadro di Oswald Achenbach “Il ponte della Maddalena”.   Il Ponte della Maddalena, che prese il nome della vicina chiesa, è stato un “luogo” fondamentale della storia di Napoli. Racconta Vittorio Gleijeses, citando il “Viaggio in Italia” del La Lande, che c’era presso il ponte un edificio in piperno, in cui venivano impiccati i condannati a morte: i cadaveri, solo quando incominciavano a putrefarsi, venivano staccati dalle forche e sepolti sulla spiaggia di Vigliena “insieme agli eretici e ai seguaci di altre religioni”. Nel 1768 sul ponte, che nel 1747 venne rifatto su disposizione di Carlo di Borbone e che nel1799 sarebbe stato teatro di aspri combattimenti tra i francesi di Championnet e le truppe filoborboniche,  il famoso frate domenicano Gregorio Maria Rocco, “più potente del re” secondo Alexandre Dumas, fece costruire un’edicola con la statua di San Gennaro e commissionò l’opera a Francesco Celebrano. Era un solenne ringraziamento per il miracolo che San Gennaro aveva compiuto nel novembre dell’anno precedente, quando la lava del Vesuvio era arrivata, dopo aver devastato villaggi e campi, poco lontano dal Ponte. I Napoletani atterriti, guidati da Padre Rocco, avevano portato “contro” la lava la statua del Patrono di Napoli, e il torrente di fuoco si era subito fermato, e la furia del vulcano si era spenta. Il miracolo venne ricordato anche con una epigrafe. Racconta Ludovico de la Ville sur Yllon che nel 1778 il papa Clemente VII fece collocare sulla base dell’edicola un’altra epigrafe in cui si comunicava che venivano concessi cento giorni di indulgenza a tutti i “fedeli” che adoravano quella statua del Santo Patrono di Napoli. Ma durante l’eruzione del 1872 accadde qualcosa di sorprendente. Il 27 aprile il Vesuvio si scatenò: si aprirono più bocche e la lava scese a valle così vasta e minacciosa che il Prefetto ordinò che gli abitanti di Resina, di Massa di Somma e di San Sebastiano abbandonassero le case e restassero nei paesi solo le squadre dei carabinieri e dei soldati per evitare l’arrivo dei saccheggiatori. Già il 24 una “vampa improvvisa” aveva colpito “con proiettili infuocati e ucciso” degli “infelici curiosi”, che ingannati dall’improvvisa tranquillità del vulcano e non tenendo in alcun conto gli avvertimenti di Luigi Palmieri, direttore dell’Osservatorio, erano saliti verso il cratere, “accompagnati da guide inesperte”. Morirono, scrisse il Palmieri, una decina di persone. Nella giornata del 28 i Napoletani si affollarono sul Ponte della Maddalena, davanti alla statua di San Gennaro, e, quando i frammenti pericolosissimi delle “bombe vulcaniche” incominciarono a piovere anche sul ponte e sulla strada che collegava Napoli alla Reggia di Portici, i “vatecari”, i carrettieri e gli scaricatori del porto incominciarono a supplicare il Patrono. Ma la “pioggia vulcanica”, invece di cessare, cresceva di intensità, tanto che alcuni scaricatori incominciarono a ingiuriare il Santo che non proteggeva più la sua città: infine, dalle ingiurie si arrivò al lancio di qualche pietra, e alcuni carrettieri, che volevano tornare a ogni costa nei loro paesi, osarono minacciare San Gennaro agitando i bastoni. Qualche giornale locale parlò, in termini assai vaghi, della “delusione” dei fedeli, ma il 1 giugno il giornale londinese “The Graphic”, che teneva a Napoli un corrispondente fisso, pubblicò la notizia dell’ “aggressione” e accompagnò l’articolo con un disegno veramente “eccessivo” di G. Durand. La statua di San Gennaro, collocata sul ponte della Maddalena, non solo ricorda il miracolo del 1767, ma indica concretamente il confine della Napoli che c’è ancora, e della Napoli che, scriveva Anna Maria Ortese, non c’è più: infatti subito dopo il ponte si notano i resti di un vasto edificio, i “Granili”, che venne costruito nel 1779 da Ferdinando Fuga e che era destinato alla conservazione e alla lavorazione del grano, e a ospitare le corderie e l’arsenale. Il ponte, l’edicola di San Gennaro e i Granili  mostravano e “mostrano” una caratteristica costitutiva di Napoli, “la irriducibile ambivalenza tra l’ordine solare (apollineo) in superficie e “disordine”  oscuro e misterioso(dionisiaco) nel sottosuolo dove la formazione geologica ha prodotto caverne, antri, vuoti di aria e di fuoco nel corpo tellurico” (Franco Mariniello, Corriere del Mezzogiorno, 4 giugno 2006).    

Somma Vesuviana, arrestato 38enne di Marigliano per tentato omicidio di un 59enne sommese

Carabinieri arrestano 38enne per tentato omicidio I Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna hanno arrestato Raffaele Toscano, 38enne di Marigliano già noto alle forze dell’ordine, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Nola su richiesta della locale Procura. L’uomo è ritenuto gravemente responsabile del reato di tentato omicidio di un 59enne di Somma Vesuviana. Le indagini dei Carabinieri coordinati dalla Procura di Nola hanno permesso di accertare che lo scorso 20 giugno a via Malatesta nel comune di somma vesuviana, all’interno di una rivendita all’ingrosso di frutta, Toscano abbia attinto con 3 colpi d’arma da fuoco la vittima 59enne – titolare della ditta – per un presunto credito nei suoi confronti in realtà mai riscontrato. I carabinieri hanno notificato il provvedimento a Toscano, già detenuto per il fermo effettuato nei suoi confronti il 26 giugno scorso.

Somma Vesuviana, Piscitelli e Di Pilato:”La maggioranza Di Sarno è risicata e ricattabile”

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Riceviamo e pubblichiamo dai consiglieri comunali Piscitelli e Di Pilato. Ancora Dissensi in Maggioranza. Il ricatto continua. Il Sindaco Di Sarno è ancora una volta ostaggio della sua maggioranza, o meglio ostaggio del singolo Consigliere Comunale. Ancora un volta si assiste ad un dissenso con tanto di nota e comunicato stampa, rispetto ad una deliberazione della Amministrazione Comunale. Una maggioranza risicata( solo 13 consiglieri comunali) come è quella che governa la nostra Città ( lo farà fino a giugno 2022) è continuamente ricattata dal 13esimo Consigliere, che determina la maggioranza minima in Consiglio Comunale. Vedi richieste particolari, vedi atti perentori sponsorizzati da qualche Consilgiere, vedi la nomina dell’assessore mancante, vedi la difesa/nomina di un dirigente: sono tutte situazioni che determinano continui litigi/ricatti ( politico/amministrativi, ovviamente ) che fanno gola all ultimo ( ovvero 13esimo) Consigliere . Secondo NOI è sconcertante che un paese come il nostro venga governato per un altro anno da una maggioranza risicata e ricattabile ( cosa che comporta azioni e risultati che potrebbero indirizzarsi verso il bene del singolo e non quello comune). Rimanendo sempre dalla parte dove ci ha voluti il popolo, ovvero all’ opposizione di questa maggioranza, SIAMO disposti per il bene di Somma Vesuviana a votare tutti quegli atti che valuteremo opportuni ed indispensabili per il bene comune. Inviatimo pertanto il Sindaco ad essere libero nelle scelte, senza doversi preoccupare continuamente di fare i calcoli per vedere come “azzeccare”, ricercandoli di volta in volta, a destra e/o a manca, i nuneri utili per raggiungere la maggioranza in Consiglio Comunale. NOIciSIAMO I Consiglieri Comunali Lucia Di Pilato Vincenzo Piscitelli

Portici, Tenta rapina al ristorante giapponese:arrestato

Tenta rapina a ristorante giapponese ma viene bloccato dai Carabinieri. 41enne in manette I carabinieri della stazione di Portici hanno arrestato per minacce a scopo estorsivo e tentata rapina Luigi Sannino, 41enne del posto già noto alle ffoo. E’ entrato in un ristorante giapponese di Corso Garibaldi e minacciato di morte il titolare affinché gli consegnasse l’incasso. Gli ha poi spruzzato negli occhi dello spray disinfettante. I militari sono arrivati poco dopo, allertati da un poliziotto libero dal servizio che cenava nel ristorante. Grazie alla collaborazione dell’agente, i carabinieri hanno arrestato il 41enne che è ora ai domiciliari in attesa di giudizio.

Marigliano, pane ammuffito custodito vicino i pozzetti delle fogne. Sequestro e denuncia

Pane ammuffito custodito vicino i pozzetti delle fogne. Oltre 200 chili di prodotti sequestrati dai Carabinieri. 1 denuncia 

I Carabinieri Della Stazione Forestale di Marigliano, insieme a quelli della locale stazione e a personale dell’ASL, hanno effettuato il controllo di un panificio/tavola calda nel centrale Corso Umberto a Marigliano. 

Durante l’ispezione, in un locale seminterrato di 50 mq, i militari hanno avvertito un cattivo odore e scoperto che provenisse da due pozzetti della fogna aperti. 

Ancora nel seminterrato, locale abusivamente destinato a deposito e alla lavorazione degli  alimenti , i carabinieri hanno trovato in un surgelatore 150 kg di alimenti in pessimo stato di conservazione (mandorle sgusciate, carne varia, prodotti di rosticceria, sfogliatelle, bignè, biscotti vongole congelate, panini napoletani, creme per dolci e piccola pasticceria). 
Trovati anche 50 kg di alimenti scaduti pronti destinati alla somministrazione ai clienti (mandorle sgusciate, carni varie, confetture per dolci, ricotte e dolci vari già preparati). 
E ancora, per produrre pane grattugiato era utilizzato pane ammuffito. 
Il titolare dell’attività è stato denunciato in stato di libertà per la cattiva conservazione degli alimenti. 
I cibi e il locale seminterrato sono stati posti sotto sequestro:  elevata una sanzione amministrativa di 3500 euro per gli alimenti scaduti. 

La visita del Prefetto di Napoli al centro Asterix di San Giovanni a Teduccio

Riceviamo e pubblichiamo.  “La sicurezza non è solo la protezione dai reati, ma è anche crescita civile e cultura. Tutte le iniziative che possono aprire degli spazi dove la comunità si incontra, dove c’è formazione e ci sono attività culturali che coinvolgono la popolazione nella crescita civile sono ben accette”. Queste le parole del Prefetto di Napoli, Marco Valentini, che ha visitato il Centro Asterix a San Giovanni a Teduccio, gestito dall’associazione Callysto, assegnataria della struttura. Presso il Centro Asterix, l’associazione Callysto sta portando avanti un progetto di riqualificazione e valorizzazione, per fare in modo che diventi un polo culturale disponibile alla partecipazione ed all’utilizzo dei cittadini e delle realtà associative del territorio. Accompagnato dal presidente di Callysto, Francesco Micera, il Prefetto ha visitato tutti i locali e il giardino esterno, anch’esso oggetto di interventi di riqualificazione. “Io spesso uso San Giovanni a Teduccio come metafora del futuro della città, perché c’è la Apple Accademy e poi c’è il quartiere: in sostanza, c’è un bivio tra questi due spazi, dove bisogna scegliere che strada percorrere. E la strada da percorrere è quella di far contaminare tutte le cose che devono migliorare dalle esperienze positive che sono dei semi, che pian piano crescono, destinati a trasformare tutta la vita del quartiere. E’ però importante che tutti i soggetti che lavorano in questo senso, e qui ce ne sono diversi e io li ho incontrati quasi tutti, si parlino tra di loro e facciano iniziative comuni”, ha proseguito il Prefetto Valentini “Siamo onorati della visita del Prefetto, sempre vicino a noi e alle nostre iniziative. Con lui e con tutte le istituzioni, il mondo associativo e la cittadinanza attiva vogliamo costruire un percorso condiviso e vogliamo farlo attraverso una riqualificazione autentica del Centro, che consenta di aprirlo alla fruizione in maniera sistemica”, dichiara il presidente di Callysto, Francesco Micera

Castel Volturno, bimbi puniti con metodi da tortura in una scuola materna:arrestati due coniugi

Un asilo degli orrori, in cui i bimbi non venivano accuditi o educati, ma puniti con metodi da tortura, come lo spezzamento delle unghie e il peperoncino negli occhi, tenuti segregati in stanze buie: lo ha scoperto a Castel Volturno (Caserta) la Polizia, che ha messo agli arresti domiciliari, su ordine del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, due coniugi ghanesi di 35 anni, che gestivano l’asilo abusivo. Sono state le piccole vittime di cinque e sei anni, prevalentemente di origine nigeriana, a tracciare il quadro dell’orrore, permettendo agli inquirenti di raccogliere elementi tali da ottenere l’arresto della coppia.

Somma Vesuviana, covid, persona positiva per strada e senza mascherina :denunciata

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana. Di Sarno (sindaco di Somma): “Persona positiva al covid andava in giro per Somma e addirittura senza mascherina! Grazie al controllo dei Vigili Urbani è stata individuata, denunciata e segnalata alla Magistratura. Purtroppo registriamo altre due vittime” “Una persona positiva al Covid, obbligata alla quarantena, girava tranquillamente per le strade del nostro paese, entrando anche in qualche negozio e addirittura senza mascherina. Abbiamo individuato questa persona, l’abbiamo denunciata alle Autorità Giudiziarie e l’abbiamo segnalata alla Magistratura che ringraziamo. Questa è la fine che faranno tutti coloro i quali non rispetteranno la quarantena.  Il tutto è stato possibile grazie al Corpo dei Vigili Urbani guidato dal Tenente Colonnello Claudio Russo e alla collaborazione dei cittadini. I controlli ci sono. Abbiamo 247 positivi attivi da controllare con pochi Vigili a disposizione.  Chiedo a tutti i negozianti di accertarsi che i clienti indossino le mascherine. Purtroppo registriamo altre due vittime e dunque siamo a 30 decessi a Somma Vesuviana. Rispettiamo tutti le norme sanitarie: obbligo di mascherina anche all’aria aperta e anche per i vaccinati, divieto di consumo al bancone e all’interno di locali e bar, rispetto del distanziamento fisico. Prosegue l’attività al Polo Vaccinale di Somma Vesuviana dove è arrivato anche il vaccino Moderna”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano

Nola, assembramenti: stop alle udienze del giudice di pace

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  Porte chiuse negli uffici del giudice di pace di Nola fino alla fine della settimana: lo ha deciso ieri mattina la presidenza del Tribunale di Nola al termine di un sopralluogo effettuato sul posto.     L’antefatto alcuni giorni fa, quando sono stati scoperti tra i lavoratori dell’ufficio due casi di positività al covid 19. E’ intervenuta a quel punto l’ASL Napoli 3 Sud che ha disposto l’isolamento fiduciario per 5 persone: subito dopo è stato chiuso per una prima volta l’ufficio, che aveva riaperto i battenti riaperto proprio ieri mattina. Alla riapertura i dirigenti del tribunale hanno effettuato un sopralluogo, che però ha dato esito negativo. “Gli spazi antistanti le aule d’udienza – si legge nel provvedimento del presidente Picardi – evidenziavano un assembramento di avvocati e di parti del processo, in totale dispregio di ogni normativa in materia di prevenzione sanitaria e di contrasto all’epidemia di Covid-19”. Più leggera invece la situazione negli uffici situati al primo piano dell’edificio, dove sono ospitate le cancellerie e dove si trova il personale amministrativo che si occupa della gestione dei fascicoli. La chiusura ha effetto da questa mattina fino a venerdì, “salvo ulteriori proroghe”.

Volla, nuova condotta idrica in Via De Filippo e Via Parco Panorama

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Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Volla.

Volla, nasce la sinergia tra Gori e Amministrazione comunale per la nuova condotta idrica in Via De Filippo e Via Parco Panorama.

Si è svolto il 3 febbraio, presso la sede del Municipio di Volla, l’incontro tra alcuni responsabili di GORI e il Sindaco, Pasquale Di Marzo, finalizzato a definire alcune attività sinergiche per la realizzazione di una nuova condotta in via De Filippo e via Parco Panorama. I lavori, che inizieranno a partire da marzo 2021 e avranno una durata stimata di circa tre settimane, consentiranno di normalizzare gli allacci alla rete idrica per circa 40 famiglie residenti nel condominio “Via Verdi”. L’obiettivo, infatti, è quello di migliorare la distribuzione idrica e i livelli di pressione, riducendo anche le criticità legate alle perdite diffuse.

Oggi avviamo una proficua collaborazione con l’amministrazione comunale al fine di ottimizzare e potenziare il servizio sul territorio cittadino – sottolinea l’Amministratore Delegato di GORI, Giovanni Paolo MaratiNell’ambito delle previsioni del Piano degli Interventi 2021, provvederemo a normalizzare la distribuzione idrica per queste famiglie attraverso la posa di una nuova condotta di circa 200 metri, in ghisa sferoidale, e cento millimetri di diametro”.

Un passo importante e un intervento molto atteso dai cittadini – dichiara il Sindaco, Pasquale Di MarzoIn sinergia con GORI sono in programma anche altre opere per il potenziamento delle infrastrutture idriche presenti sul territorio, oltre ad un progetto che prevede la riqualificazione della rete fognaria in via Montanino, via Monteoliveto, via Beato Vincenzo Romano e via Lufrano”.

Napoli Centro: Servizi di controllo del territorio dei carabinieri. Denunce, sanzioni e strade del centro presidiate.

Denunce, sanzioni e strade del centro presidiate. Non si fermano i servizi di controllo del territorio disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Napoli. Strade del centro cittadino presidiate dai Carabinieri della Compagnia di Napoli Centro insieme ai colleghi del reggimento Campania. Cento le persone identificate, di questi sono trentacinque i pregiudicati. I militari dell’Arma sono stati impegnati in un servizio finalizzato alla repressione dell’illegalità diffusa, al contrasto dello spaccio e dell’abuso di sostanze stupefacenti, alla verifica del rispetto delle norme sulla circolazione stradale ed al controllo del rispetto della normativa in materia di contenimento della diffusione del Covid-19. Denunciate 10 persone: 5 parcheggiatori abusivi, 2 cittadini per furto aggravato di corrente elettrica, 2 ragazzi trovati in Largo Santa Maria maggiore con 2 coltelli a serramanico in tasca, 1 cittadino straniero non regolare sul territorio italiano ed 1 uomo per non aver osservato l’obbligo del divieto di ritorno nel comune di Napoli. Sono 8 le persone sanzionate per non aver indossato la prevista mascherina mentre 5 i ragazzi segnalati alla Prefettura di Napoli quali assuntori di sostanza stupefacente. I Carabinieri del nucleo operativo hanno rinvenuto una busta contenente 60 grammi di marijuana e 16 grammi di cocaina. Controlli anche al codice della strada per un totale di 15 contravvenzioni. I servizi continueranno anche nei prossimi giorni.

Ottaviano, rider rapinato, macelleria Bifulco: “Pronti ad assumerlo” . Il Sindaco: “Orgoglioso di loro”

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del comune di Ottaviano. Una macelleria e braceria di Ottaviano, leader del settore, è pronta ad offrire al rider di Napoli rapinato sabato scorso un lavoro da macellaio presso la sede di via Lavinaio I tratto a Ottaviano. A darne notizia è il sindaco del Comune vesuviano, Luca Capasso, che ha avuto un’interlocuzione con Luciano Bifulco, il titolare dell’azienda. Spiega Capasso: “Quello di Bifulco è un marchio rinomato, noto per la professionalità e la serietà: sono disponibili a dare un lavoro a Gianni Lanciano, il rider vittima della rapina, che ha espresso il desiderio di tornare a fare il macellaio. Ci troviamo di fronte ad un atto di grande generosità e sensibilità, che da sindaco mi rende orgoglioso. Appena ho telefonato a Luciano ho trovato subito porte aperte”. Aggiunge Luciano Bifulco: “Siamo pronti ad assumere Gianni Lanciano e anche altri: cerchiamo professionisti del settore della macelleria e della gastronomia. Saremmo contenti di poter esaudire il desiderio di Gianni, di dargli un’opportunità di lavoro dopo il brutto periodo che ha trascorso”.

Spara al vicino dopo lite e lo uccide

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BOSCOTRECASE. Un uomo di 46 anni è stato ucciso nel pomeriggio di oggi al termine di una violenta lite culminata in una sparatoria. Il drammatico episodio si è verificato in corso Umberto I, dove sono intervenuti in pochi minuti i carabinieri, il personale del 118 e i vigili del fuoco dopo la segnalazione di alcuni residenti che avevano udito gli spari.

  La vittima è stata identificata in Salvatore Solimeno, classe 1980, persona già conosciuta alle forze dell’ordine. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, l’uomo sarebbe stato raggiunto da almeno un colpo d’arma da fuoco durante una discussione avvenuta in uno spazio comune situato alle spalle di alcune abitazioni della zona.   Ferito gravemente, Solimeno sarebbe riuscito a raggiungere la propria casa nel tentativo di chiedere aiuto, ma le sue condizioni si sono aggravate rapidamente fino al decesso. Gli accertamenti effettuati nelle prime ore dell’indagine fanno ritenere che il proiettile possa aver lesionato l’arteria femorale, provocando una massiccia emorragia.   Dopo l’allarme, l’area è stata immediatamente isolata dai carabinieri che hanno avviato i rilievi tecnico-scientifici. Sul luogo del delitto sono stati rinvenuti e sequestrati tre bossoli che saranno ora sottoposti ad analisi. Presenti anche il magistrato di turno della Procura di Torre Annunziata e il medico legale.   Le indagini si concentrano su un uomo residente nelle vicinanze, anch’egli già noto alle forze dell’ordine, ritenuto il principale sospettato. Secondo quanto emerso nelle ore successive al delitto, il presunto autore degli spari si sarebbe allontanato subito dopo i fatti facendo perdere le proprie tracce.   Gli investigatori stanno cercando di chiarire il movente dell’omicidio e di ricostruire con precisione le fasi che hanno preceduto la sparatoria. La ricerca del sospettato è tuttora in corso.

Nel cuore di Napoli l’identità di Pietrarsa: un marchio che affonda le proprie radici nella tradizione sartoriale partenopea

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  L’ispirazione prende forma nella Napoli contemporanea, ancora oggi come nell’800, capitale cosmopolita e raffinata di riferimento Europeo per arte commercio e moda, in questa ottica nasce la visione che ancora oggi guida Pietrarsa a proporre un abbigliamento maschile capace di coniugare stile, qualità e accessibilità. Ogni collezione è pensata per uomini che ricercano capi realizzati con materiali selezionati, lavorazioni accurate e una vestibilità studiata per durare nel tempo, mantenendo vivo il valore della tradizione sartoriale napoletana. Il brand si distingue per un’offerta che spazia dal classico al formale, fino al casual contemporaneo, interpretando le esigenze dell’uomo moderno senza rinunciare all’eleganza. La filosofia è semplice: offrire prodotti di alto livello, curati nei dettagli e nei tessuti, a un prezzo competitivo, rendendo la qualità un valore accessibile e concreto. Oggi Pietrarsa è presente nel centro di Napoli con due punti vendita: il primo in Corso Umberto I 38, storico asse commerciale della città, e il secondo in Via Domenico Morelli 36, nel cuore di una delle zone più eleganti del capoluogo partenopeo. Due spazi che rappresentano l’incontro tra tradizione e modernità, dove l’esperienza sartoriale incontra il gusto contemporaneo. Più che un semplice negozio di abbigliamento, Pietrarsa rappresenta una continuità culturale e stilistica che celebra l’eccellenza napoletana attraverso capi pensati per accompagnare il tempo, senza seguire le mode passeggere ma valorizzando qualità, carattere e autenticità. Pietrarsa non è soltanto un marchio, ma una dichiarazione di stile: l’idea che l’eleganza debba essere duratura, autentica e accessibile, proprio come la migliore tradizione sartoriale napoletana insegna da generazioni. ‎<Questo messaggio è stato modificato>

Somma Vesuviana, la coalizione a sostegno di Silvia Svanera: “Le istituzioni si riconoscono nei progetti credibili”

Riceviamo a dalla coalizione a sostegno della  sindaca Silvia Svanera e pubblichiamo
La presenza di rappresentanti regionali e nazionali a sostegno della nostra candidata sindaca Silvia Svanera non è una semplice testimonianza di vicinanza politica, ma il riconoscimento della credibilità di un progetto chiaro, coerente e radicato nel territorio.
La nostra è una coalizione politica, composta da forze che condividono valori, programmi e una visione di governo. Per questo può contare su interlocuzioni solide con i livelli sovracomunali, indispensabili per cogliere opportunità concrete: finanziamenti per opere pubbliche, riqualificazione di scuole e impianti sportivi, miglioramento dei trasporti, sostegno alle attività produttive e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale.
 Le istituzioni si riconoscono nei progetti credibili. Aggregazioni elettorali di carattere civico prive di una solida cornice politica non aiutano un’interlocuzione giusta con i livelli di governo sovracomunali.
Chi considera queste presenze semplici passerelle elettorali dimostra non solo una visione politica miope, più attenta alle dinamiche personalistiche della competizione elettorale che al futuro della città, ma anche una scarsa conoscenza del funzionamento delle istituzioni. Il Comune è l’ente più vicino ai cittadini, ma senza un dialogo costante e proficuo con Regione, Governo ed enti sovracomunali si rischia di perdere opportunità importanti per il territorio.
Amministrare bene significa anche saper costruire relazioni istituzionali solide e metterle al servizio della comunità, trasformandole in risorse, investimenti e risultati concreti per Somma Vesuviana.

La lettera. Somma verso il ballottaggio: i cittadini chiedono rispetto, non passerelle elettorali

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  Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’ing. Vincenzo Piscitelli, candidato ed ex consigliere comunale Mancano ormai pochi giorni al ballottaggio del 7 e 8 giugno che vedrà contrapposti Antonio Granato e Silvia Svanera nella corsa alla guida del Comune di Somma Vesuviana. Una sfida che, nelle ultime settimane, ha assunto sempre più una dimensione sovracomunale, con l’arrivo in città di parlamentari, consiglieri regionali, assessori ed esponenti nazionali del centrosinistra chiamati a sostenere la candidatura di Silvia Svanera.   Una presenza massiccia che pone però una domanda politica tutt’altro che secondaria: dov’erano questi rappresentanti istituzionali quando Somma Vesuviana viveva una delle fasi più delicate della sua storia amministrativa?   Per giorni i cittadini hanno assistito a un susseguirsi di comizi, incontri pubblici, fotografie e appelli al voto. Un vero e proprio pellegrinaggio politico che racconta quanto il voto sommese sia considerato strategico dagli equilibri regionali. Eppure è proprio qui che emerge una contraddizione evidente.   La memoria dei cittadini non è corta. L’ultima esperienza amministrativa guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno si è conclusa anzitempo in un clima caratterizzato da tensioni e dinamiche che molti osservatori hanno ricondotto più agli equilibri politici esterni che alle reali esigenze della comunità locale. Una vicenda che ha lasciato in molti la sensazione che il destino dell’amministrazione cittadina sia stato deciso lontano da Somma Vesuviana, all’interno di logiche e accordi che nulla avevano a che fare con le priorità dei cittadini.   Ed è proprio questo il punto politico centrale. Chi oggi arriva a Somma Vesuviana per chiedere fiducia agli elettori dovrebbe spiegare ai cittadini quale garanzia esista affinché il futuro dell’ente non venga nuovamente condizionato da decisioni assunte nelle segreterie di partito o nei palazzi regionali.   I sommesi hanno il diritto di scegliere il proprio sindaco e la propria amministrazione senza il timore che, una volta spenti i riflettori della campagna elettorale, il destino della città possa essere nuovamente subordinato a strategie che guardano altrove.   Le campagne elettorali passano, le passerelle finiscono e gli onorevoli tornano a Roma o a Napoli. A restare sono i cittadini, i problemi della città e la necessità di garantire stabilità amministrativa.   Per questo motivo il tema vero di questo ballottaggio non è soltanto chi vincerà tra Antonio Granato e Silvia Svanera. La questione è capire se Somma Vesuviana potrà finalmente tornare ad essere governata dai sommesi e per i sommesi oppure se continuerà ad essere terreno di conquista per strategie politiche decise altrove.   I cittadini, questa volta, meritano una risposta chiara prima di recarsi alle urne.

Viribus Unitis 100, l’Under 19 verso la Coppa Campania: oggi la finale contro il Real Bacoli Sibilla

La categoria Under 19 della Viribus Unitis 100 di Somma Vesuviana è pronta a scrivere una pagina importante della propria storia sportiva. Oggi, venerdì 5 giugno, infatti, i giovani rossoblù disputeranno per la prima volta la finale di Coppa Campania contro il Real Bacoli Sibilla. La gara si giocherà oggi alle ore 17 allo stadio “Alberto Vallefuoco” di Mugnano di Napoli e rappresenta un traguardo storico per il club sommese. Dopo aver conquistato sei vittorie nel percorso di Coppa Campania, la formazione Under 19 è riuscita a raggiungere per la prima volta l’atto conclusivo della competizione. Un risultato ottenuto grazie al lavoro svolto dal tecnico Tommaso Pentella, responsabile anche del settore giovanile, e dal suo collaboratore Andrea Secondulfo. Per la squadra, tuttavia, questa finale non rappresenta un punto d’arrivo, ma una nuova tappa di un percorso di crescita iniziato due anni fa. «Vincere questa coppa significherebbe coronare il percorso intrapreso, ma soprattutto valorizzare ancora di più il lavoro svolto in questi due anni, dando il giusto riconoscimento ai sacrifici, all’impegno e alla dedizione che hanno accompagnato ogni momento da quando ho iniziato questo percorso», ha dichiarato Tommaso Pentella. L’allenatore individua il segreto di questo gruppo nella capacità di aver costruito un ambiente sereno e coeso, fondato sulla fiducia reciproca e sulla valorizzazione di ogni singolo ragazzo. Un lavoro condiviso con Andrea Secondulfo, collaboratore e amico di lunga data, scelto per la sua serietà e per il rapporto di stima che li lega da anni. Ed è forse proprio questo spirito di squadra, unito alla passione e al sacrificio quotidiano, ad aver permesso alla Viribus Unitis 100 di raggiungere uno dei traguardi più prestigiosi della sua storia recente.

Acerra, sequestra la compagna per 5 giorni poi si mimetizza tra la folla quando arrivano i carabinieri

ACERRA – Assisteva all’intervento dei carabinieri confuso tra i curiosi, osservando da pochi metri il salvataggio della donna che, secondo gli investigatori, avrebbe tenuto segregata in casa per cinque giorni. È uno dei particolari più inquietanti della vicenda avvenuta ad Acerra e conclusasi con l’arresto di un 34enne. Tutto è iniziato quando un cittadino ha sentito provenire da un’abitazione delle grida disperate. Le richieste di aiuto provenivano da una donna di 34 anni che si trovava all’interno dell’appartamento senza possibilità di uscire. L’uomo non ha esitato e ha chiamato il numero di emergenza 112. I carabinieri sono arrivati sul posto poco dopo le 20.30 trovando l’abitazione completamente chiusa. La porta d’ingresso risultava sbarrata mentre l’unica finestra disponibile era protetta da una pesante cancellata metallica. Per raggiungere la donna è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Una volta liberata, la 34enne ha raccontato di essere rimasta rinchiusa nell’abitazione per cinque giorni consecutivi. Secondo la sua versione, il compagno usciva di casa portando con sé le chiavi e il telefono cellulare della donna, lasciandola completamente isolata. La vittima ha inoltre riferito ai militari di aver subito episodi di violenza e maltrattamenti e di aver vissuto quei giorni in uno stato di forte paura. Proprio il timore di possibili ritorsioni avrebbe reso ancora più difficile chiedere aiuto. Mentre i soccorritori e i carabinieri erano impegnati nelle operazioni di salvataggio, il presunto responsabile si trovava nelle immediate vicinanze. Era tra le persone che osservavano quanto stava accadendo, cercando di passare inosservato. Il tentativo, però, non è riuscito. I militari lo hanno riconosciuto e fermato immediatamente. Dopo gli accertamenti, per il 34enne sono scattate le manette con l’accusa di sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia. L’uomo è stato condotto in carcere mentre la donna è stata affidata alle cure e all’assistenza previste per le vittime di violenza domestica. Una vicenda che ha profondamente colpito la comunità locale e che riporta l’attenzione sul fenomeno delle violenze tra le mura domestiche.

Acerra, la risposta dello Stato: imprenditore arrestato, sequestro record di tabacchi a Pomigliano

  ACERRA – Un arresto, cinque tonnellate di tabacchi lavorati esteri sequestrate e centinaia di controlli sul territorio. È il bilancio della vasta operazione ad “alto impatto” condotta nella mattinata di ieri ad Acerra e nelle zone limitrofe da Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza.   L’attività, coordinata nell’ambito dei servizi straordinari di controllo del territorio, ha visto l’impiego di numerosi uomini e mezzi appartenenti alle diverse forze dell’ordine. In campo gli agenti della Squadra Mobile di Napoli, del Commissariato di Acerra, del Reparto Prevenzione Crimine Campania e delle unità cinofile della Polizia di Stato. Presenti anche i militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, supportati dal personale della Polizia Metropolitana di Napoli.   Durante i controlli sono state identificate 273 persone e sottoposti a verifica 171 veicoli. Gli operatori hanno inoltre elevato 29 verbali per violazioni al Codice della Strada.   Nel corso delle attività sono state effettuate numerose perquisizioni che hanno portato alla denuncia di una persona trovata in possesso di 31 munizioni calibro 45 detenute illegalmente. Due soggetti sono stati invece segnalati amministrativamente per possesso di sostanze stupefacenti ad uso personale. Complessivamente sono stati sequestrati circa 20 grammi tra cocaina e hashish.   L’episodio più rilevante riguarda però il contrasto al contrabbando di tabacchi. Gli investigatori hanno eseguito una perquisizione all’interno di una società con sede a Pomigliano d’Arco, dove sono state rinvenute 12 pedane contenenti 500 casse di tabacchi lavorati esteri da 10 chilogrammi ciascuna. Il quantitativo complessivo ammonta a circa 5.000 chilogrammi di merce risultata introdotta in evasione dell’accisa.   Al termine degli accertamenti un uomo di 63 anni, ritenuto responsabile della detenzione del carico, è stato arrestato con l’accusa di contrabbando di tabacchi lavorati esteri.

Prostitute uccise, Landolfi prova a impiccarsi in cella. Era già stato aggredito

  SANT’ANASTASIA – Ha tentato di farla finita nel carcere di Poggioreale l’uomo che poche settimane fa ha confessato il duplice omicidio di due prostitute ritrovate senza vita in un cantiere abbandonato di Pollena Trocchia. Mario Landolfi, 48 anni, residente a Sant’Anastasia, avrebbe cercato di impiccarsi utilizzando un lenzuolo all’interno della struttura penitenziaria. A raccontare quanto accaduto è stata la moglie Fiorina Romano. «Ha ancora i segni sul collo», ha spiegato la donna. Un episodio che segue un’altra presunta aggressione denunciata dallo stesso detenuto. Secondo il racconto della consorte, infatti, alcuni giorni prima qualcuno avrebbe tentato di soffocarlo con un cuscino mentre dormiva. Dopo la segnalazione agli agenti della Polizia Penitenziaria sarebbe stato disposto il trasferimento in un altro reparto. La vicenda continua a scuotere profondamente Sant’Anastasia, dove Landolfi era conosciuto. L’uomo, sposato e padre di famiglia, viveva nel comune vesuviano ed è stato identificato dai carabinieri poche ore dopo il ritrovamento dei corpi delle due vittime grazie alle testimonianze raccolte sul posto. Secondo la moglie, il 48enne sarebbe oggi profondamente provato. «Ora che è lucido è pentito di quello che ha fatto», ha dichiarato. Durante i colloqui con le figlie, aggiunge la donna, scoppierebbe spesso in lacrime. Fiorina Romano continua a sostenere di non aver mai sospettato nulla. «Non avrei mai immaginato che fosse capace di uccidere qualcuno», afferma. E ricorda la notte in cui i carabinieri arrivarono a casa per arrestarlo: «Lui stava dormendo. L’ho svegliato e gli ho detto: “cosa hai combinato?”. Lui mi guardò e non rispose nulla». Mentre la giustizia prosegue il suo corso, resta alta l’attenzione sulle condizioni del detenuto e sulla sua sicurezza all’interno del carcere.

M5S, Saiello: “Riapertura Pronto Soccorso Boscotrecase, risultato fondamentale per l’area vesuviana”

Riceviamo e pubblichiamo     “La riapertura del Pronto Soccorso dell’ospedale di Boscotrecase, prevista per l’11 giugno, rappresenta un risultato fondamentale per tutta l’area vesuviana. In questi anni, in Consiglio regionale, abbiamo sostenuto con forza la necessità di restituire piena operatività a questo presidio, raccogliendo le istanze dei territori, dei cittadini e degli operatori sanitari. La rete dell’emergenza-urgenza ha bisogno di un punto di riferimento come quello di Boscotrecase”. A dirlo è il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Gennaro Saiello. “Parliamo di un presidio strategico per le comunità di Boscotrecase, Boscoreale, Trecase, Torre Annunziata, Terzigno, Pompei e San Giuseppe Vesuviano – aggiunge Saiello – un’area vasta che in questi anni ha dovuto fare i conti con la chiusura del servizio e con il conseguente sovraccarico degli ospedali limitrofi, con inevitabili difficoltà nella gestione delle emergenze”. “Ringrazio il Presidente della Regione Campania Roberto Fico per l’impegno concreto nel rafforzamento della sanità pubblica e per aver posto tra le priorità la restituzione ai territori di servizi essenziali. La sua attenzione ha contribuito a riportare al centro dell’agenda istituzionale una sanità più vicina ai cittadini, capace di rispondere ai bisogni reali delle comunità”. “Continueremo a seguire da vicino questa fase – conclude Saiello – perché la riapertura di Boscotrecase si traduca in un potenziamento reale, stabile e duraturo della rete dell’emergenza-urgenza nell’area vesuviana”.

Somma Vesuviana, Affetto e sostegno ad Antonio Granato: la lettera dei Giovani in Campo

Riceviamo di “Giovani in Campo” e pubblichiamo
Caro Antonio,
ci sono lettere che si scrivono con la penna e lettere che si scrivono con il cuore. Questa è una di quelle.
Sono passati circa cinque mesi da quando, per la prima volta, abbiamo desiderato fortemente che tu diventassi il nostro Sindaco. Non perché cercassimo semplicemente un politico da sostenere, ma perché avevamo già riconosciuto in te qualcosa di molto più importante: una persona vera.
Prima ancora di essere un candidato, per noi sei stato una presenza. Una di quelle persone rare che riescono a farti sentire ascoltato, compreso e importante. Sei stato un punto di riferimento costante, una guida, quasi un padre per tutti noi. La persona alla quale ci si può rivolgere in qualsiasi momento, certi di trovare sempre una porta aperta, una parola sincera e una mano tesa.
In questi mesi ci hai insegnato che la politica può avere un volto umano. Ci hai dimostrato che l’umiltà non è debolezza ma forza, che l’altruismo non è un dovere ma una scelta quotidiana, e che il rispetto verso gli altri è il valore più grande che una persona possa possedere.
Hai creduto in noi quando forse noi stessi facevamo fatica a crederci. Ci hai incoraggiati a partecipare, a esporci, a metterci in gioco anche quando la paura e l’incertezza sembravano più forti del coraggio. Hai saputo vedere il meglio di noi prima ancora che riuscissimo a vederlo noi stessi.
Ci hai fatto sentire una famiglia.
E questo è probabilmente il regalo più grande che ci hai fatto.
Ci hai insegnato a guardare il nostro paese con occhi diversi, a sentirlo davvero nostro, ad amarlo come lo ami tu. 
Perché il tuo amore per questa terra si vede, si percepisce in ogni gesto, in ogni sacrificio, in ogni momento che dedichi agli altri senza chiedere nulla in cambio.
Oggi vogliamo dirti che siamo fieri del percorso che abbiamo condiviso. 
Siamo fiduciosi che, se ti verrà data l’opportunità di guidare il nostro paese, lo farai con la stessa passione, la stessa onestà e lo stesso amore che hai dimostrato fino ad ora.
Ma soprattutto vogliamo che tu sappia una cosa…..
Qualunque cosa accada, non sarai mai solo. Potrai sempre contare su di noi, sulla nostra presenza, sul nostro sostegno e sul nostro affetto. Perché chi ci ha fatto sentire parte di una famiglia non può essere dimenticato. Chi ci ha insegnato a credere non può essere lasciato indietro.
Ti auguriamo il meglio, con tutto il cuore.
Ti auguriamo di vedere realizzati i tuoi sogni, di continuare a essere quella persona semplice, autentica e generosa che abbiamo imparato a conoscere e a voler bene.
E se oggi siamo qui a scriverti, è perché prima ancora del Sindaco abbiamo scelto l’uomo.
Quell’uomo che ci ha insegnato che la vera grandezza non sta nel ruolo che si ricopre, ma nel bene che si lascia nel cuore delle persone.
Con immensa stima, affetto e gratitudine,
I tuoi giovani.