Il via libera concesso dalla Regione alla Ecodrin per lo smaltimento di amianto e oli industriali sta indispettendo gli ambientalisti. Cannavacciuolo: “Il commercialista della ditta è un consigliere comunale”. Accuse anche in un comunicato del Pd.
Ormai la realizzazione ad Acerra di un polo dei rifiuti pericolosi è dietro l’angolo. Amianto e oli chimici stanno per fare rotta nell’area industriale, accanto all’inceneritore, alla centrale elettrica a olio di palma, alla Montefibre e ad altri due impianti privati in cui si smaltiscono rifiuti e dove si svolgono attività connesse.
Una società locale, la Ecodrin, si occuperà di quest’ultimo business in ordine di tempo autorizzato dalla Regione. Intanto gli ambientalisti e quel che resta del Pd di Acerra, qui molto ridimensionato in termini di consenso e palesemente frammentato, tentano la carta della polemica per contrastare la trasformazione di questo vasto territorio, a secolare vocazione agricola, in una sorta di centro nazionale “d’eccellenza” dello smaltimento delle immondizie d’ogni sorta. Alessandro Cannavacciuolo, leader pluriminacciato degli ambientalisti locali, punta su un tre questioni.
“La Ecodrin ha messo a segno due colpi – riferisce – realizzare l’impianto dei rifiuti pericolosi grazie al via libera della Regione, dell’Asi e alla licenza edilizia del Comune mentre dallo stesso Comune di Acerra ha avuto un appalto per lo smaltimento dei rifiuti di una scuola, la Capasso. Intanto – l’accusa dell’ambientalista – abbiamo saputo che un commercialista che lavora per conto della Ecodrin è un consigliere comunale di maggioranza: ci sono chiari problemi di incompatibilità”. Sulla stessa falsariga il comunicato del Pd, che però approfondisce aspetti più tecnici.
“L’autorizzazione concessa dalla Regione Campania ad una società di Acerra per trattare rifiuti pericolosi in zona Pantano e soprattutto le motivazioni del provvedimento – si scrive nel comunicato del Partito Democratico – costituiscono un atto di accusa, grave e senza appello, nei confronti dell’amministrazione comunale. La Regione Campania, infatti, ha giustificato l’ennesima autorizzazione ritenendo che il declassamento del sito di interesse nazionale per le bonifiche (SIN), il litorale domitio- flegreo, di cui Acerra fa parte, non imponga l’adozione di procedure stringenti e verifiche puntuali come la caratterizzazione del contesto interessato all’intervento”. Il Pd attribuisce all’attuale amministrazione comunale la responsabilità di non essersi opposta al declassamento del territorio acerrano deciso col decreto Clini.
Infine anche il comunicato del partito di Epifani affronta, senza però indicare mai il nome della ditta e soltanto facendo allusioni, i temi esplicitati da Cannavacciuolo circa il progetto Ecodrin. “Questa vicenda – si aggiunge nel comunicato – pone, ancora una volta con questo sindaco e questa maggioranza, il tema del conflitto d’interessi e le molteplici condizioni di incompatibilità in questo consiglio comunale e in questa giunta comunale . Dopo la cappa calata sulla vicenda dell’assessore al bilancio che, in qualità di professionista, presenziò al processo “Carosello Ultimo Atto”, questo procedimento autorizzativo regionale sembra riproporre la stessa questione per un consigliere comunale influente della maggioranza”.

