La pessima prestazione di Cannavaro mette il capitano sul banco degli imputati dopo la disfatta dell’Olimpico.
Doveva essere la marcia su Roma è stata invece una Caporetto: il big match dell’Olimpico regala al campionato il primo stop del Napoli, tradito nella Capitale dalla sua bandiera. Chissà cosa starà passando in queste ore nella testa di Paolo Cannavaro, colpevole su entrambe le reti messe a segno da Pjanic e principale accusato sul banco degli imputati dopo la disfatta contro i giallorossi.
Sì è vero, pesano tanto anche le due clamorose palle gol fallite da Pandev ed Insigne nel primo tempo e l’ingresso forse troppo tardivo di Higuain nella ripresa, ma questa sconfitta peserà tanto sul futuro del capitano azzurro: fortuna vuole che se l’infortunio di Britos dovesse essere più serio del previsto, per il difensore della Loggetta potrebbe esserci l’occasione del riscatto già martedì a Marsiglia nella trasferta di Champions League. In chiave futura però è ormai chiaro che per il 32enne fratello dell’ex Pallone d’Oro Fabio, lo spazio in azzurro si ridurrà in maniera drastica: evidente ormai la poca fiducia di Benitez nei suoi confronti, incerto il suo futuro sul prato del San Paolo ad un anno e mezzo di scadenza contrattuale.
Nella prima di Maradona in versione tifoso, Napoli si riscopre ormai orfana del capitano simbolo dell’era De Laurentiis: di contro una Roma fin qui capace di inanellare otto vittorie in altrettante gare, con un calcio champagne ma qualche infortunio di troppo dei big (vedi Totti e Gervinho ndr) che potrebbe pesare a lungo andare. L’impressione al ritorno dalla seconda sosta di campionato è sempre la stessa e porta ad un tricolore che ancora una volta potrebbe rivelarsi a tinte bianconere…
(Fonte foto: Rete Internet)

