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Volla, marciapiedi rubati

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Ostacoli e trappole lungi i marciapiedi della cittadina vollese: la protesta dei cittadini.

Abbiamo ricevuto più volte segnalazioni e lamentele sull’uso indiscriminato che si fa a Volla (e non solo) dei marciapiedi. "Nel Comune di Volla, per una persona bene in salute è impossibile camminare sui marciapiedi, per un invalido sulla sedia a rotelle è ancora più pericoloso perché costretto con la sua carrozzella a percorrere in mezzo alla strada con il pericolo di essere investito. Un grazie a chi dovrebbe assicurare l’incolumità dei cittadini", ci scrive un cittadino.

Wikipedia, la più popolare e utilizzata enciclopedia del web, definisce il marciapiede come "uno spazio sopraelevato posizionato al lato di una strada, riservato al transito ed allo stazionamento dei pedoni". L’etimologia della parola è legata al francese "marchè" (marcher = camminare) e "à pied" = a piedi). L’articolo 3, comma 1°, n. 33 del Codice della strada definisce marciapiede come quella "parte della strada, esterna alla carreggiata, rialzata o altrimenti delimitata e protetta, destinata ai pedoni". Ciò significa che un veicolo non ha alcun diritto a stazionare o a circolare sul marciapiede, ad eccezione delle rampe per l’accesso ad eventuali aree esterne alla carreggiata appositamente create, come ad esempio parcheggi, garage o proprietà private.

L’unica eccezione consentita è per i veicoli provvisti di quattro piccole ruote di gomma, spinti da "giovani" signore (mamme), o da "non più giovani" signori e signore (nonni) all’interno dei quali, il più delle volte, giacciono i bebè. Nel caso in cui un pedone dovesse attraversare la carreggiata riservata alla circolazione dei veicoli per raggiungere il marciapiede situato al lato opposto della stessa, costui dovrebbe utilizzare gli appositi attraversamenti pedonali, indicati da appositi segnali, che dovrebbero essere liberi. Il marciapiede generalmente fa parte del demanio così come ne fanno parte anche le strade, eccezion fatta per alcuni casi di lottizzazioni in cui sono di proprietà privata, anche se aperti alla circolazione pubblica.

I marciapiedi, così come le strade, rappresentano il biglietto da visita di un paese e della civiltà di una comunità. L’ordine, la pulizia, la cura, l’attenzione e il rispetto delle strade, dei marciapiedi e delle cose comuni danno subito l’impatto e l’idea sul tipo di città che si ha di fronte e di civiltà che ivi ci abita. L’impatto quasi sempre, alle nostre latitudini, è decisamente negativo ed è testimone della nostra cultura. Il comune di Volla non fa eccezione a questo. Infatti in esso, e in quelli limitrofi, per chi non lo sapesse, la definizione di marciapiede è stata modificata dalla cultura indigena.

Così, i marciapiedi, il più delle volte abbandonati a se stessi e in alcune zone dissestati dall’uomo o dalla natura, sono diventati "di tutto e di più" volendo prendere a prestito il famoso slogan di televisiva nazionalpopolare memoria. Deposito della spazzatura, parcheggio per automobili, pista per ciclisti audaci o impauriti dal traffico stradale, banconi da esposizione di frutta, verdura, fiori, auto e moto in riparazione, contenitori del pesce e similari, giornali, riviste, alimentari, prodotti di mercerie, tavolini di bar, e chi più ne ha più ne metta.

Ormai, la cultura è stratificata, anzi, è incrostata, e difficilmente si riuscirà a modificarla, anche perché coloro che utilizzano i "marciapiedi" in modo improprio sono giustificati sia dal pensiero comune, che il più delle volte recita: «poverino» e quello «come deve fare» sia, forse, da gabelle e regolamenti comunali che sono stati (vedi TOSAP) e stanno per essere approvati dalla politica e dai rappresentanti del consesso comunale (vedi Regolamento sulle Aree Pubbliche).

Quindi, ai diversamente abili, ai bebè in carrozzina, ai pedoni e a chi volesse passeggiare su "marciapiedi" riportati al loro significato originario, non resta che "arrangiarsi", facendo il saliscendi tra la carreggiata destinata ai veicoli e quella definita impropriamente "marciapiede", provando ad imitare i famosi slalomisti del circo bianco, stando attenti a non finire al pronto soccorso aumentando il lavoro dei poveri addetti e i costi sociali delle conseguenze.

Invece, se qualcuno, armato di buone intenzioni, volesse provare a cambiare la cultura, a far rispettare le cose per il significato con il quale sono state definite, allora la soluzione è semplice: basta cambiare la definizione originale. Non chiamandoli più "Marciapiedi". Troviamo una parola diversa che racchiuda la nuova funzione a cui sono stati destinati dalle nostre "abitudini" .
(Fonte foto: rete internet)

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