Nei social network tutti negativi i commenti sul comportamento dei sindacati nelle vertenze della grande distribuzione commerciale.
La sensazione dell’abbandono si è impadronita di tanti lavoratori coinvolti in alcune delle vertenze più difficili della Campania: Ipercoop, Carrefour, Fiat. Una sfiducia che si ripercuote sull’autorevolezza del sindacato e che corre nel web. Nel calderone di Facebook la domanda ai lavoratori è la seguente: “Secondo voi le organizzazioni di categoria come si sono comportate e come si stanno comportando nella vertenze della grande distribuzione campana, cioè la ex Carrefour Casoria (ipermercato ceduto e poi chiuso, 200 cassintegrati) e quella Ipercoop (250 licenziamenti e minaccia di abbandono della Campania da parte della Coop)?”.
La risposta è un plebiscito di giudizi negativi e stroncature. Lucia De Maio: “Posso rispondere io. Sono una lavoratrice Coop che apparteneva agli ex supermercati campani. Sono stati venduti a un’azienda “bara”, "La Immobilmare", che a soli cinque giorni dalla cessione, voluta da Coop, licenziò noi lavoratori. Fortunatamente i giudici del lavoro con tre sentenze consecutive hanno giudicato il fatto "fraudolento", vale a dire un escamotage usato da Coop solo per liberarsi dei lavoratori, cosi come voleva fare l’anno scorso per i 660 colleghi campani.
Purtroppo allora i sindacati furono del tutto assenti. Lasciò soli i lavoratori a combattere contro i cosiddetti “mulini a vento”. Per la mia dolorosa esperienza credo che in Campania la triade sia da rifare o cancellare. Anche loro hanno subito una mutazione genetica ripercorrendo continuamente le strade del clientelismo: addirittura la Filcams firmò la nostra condanna a morte”.
Fortunato Varriale: “Ciao Lucia: anche questa volta non ci sarà risposta”. Lucia De Maio: “Infatti, troppa paura per metterci la faccia e allora che non si lamentino”. Dalla Coop alla Fiat. Mario Di Costanzo, operaio ed rsa Fiom dello stabilimento di Pomigliano, riflette sul progressivo allontanamento dei lavoratori dai sindacati e sulle critiche. “Ci sarebbe – dice – da fare una bella discussione su questi argomenti”. Il blog Confronti Operai: “E’ una realtà: quella di chi si vende per paura e/o per fame, come i giannizzeri della Fiat, veri e propri venduti, o i 50 addetti (su 700) di Auchan. C’è sempre chi non ha fiducia nella lotta e sposa le ragioni del padrone. Sono quelli che devi trascinare nella lotta e dai quali devi guardarti le spalle”. Savatore Abbate: “Noi di Carrefour è meglio se non parliamo proprio del sindacato!”.
Luisa Grazioso: “Posso dire che ci hanno rovinato, che ci hanno riempito di frottole”. Rispondono solo i lavoratori ex Carrefour di Casoria, impianto chiuso che i 200 cassintegrati vogliono per far riaprire a tutti i costi. Ma i lavoratori, che fine hanno fatto? Si fa vivo Salvatore D’Isanto, Ipercoop di Quarto: “Da Ipercoop: zero!”. Sono di nuovo gli ex Carrefour a tornare alla carica. Antonella Montanino: “Sindacato?”. Gennaro Imperatore: “Grazie dei fiori”. Si riaffaccia qualcuno di Ipercoop. Paola Guadagno, rsa della Filcams-Cgil nell’Ipercoop di Afragola non si esprime, preferisce chiedere: “Ma è un’intervista? O cosa?”.
Quindi di nuovo gli addetti Carrefour. Rosaria Migliuolo: “Non spendiamo parole inutili”. Anna Cecere: “Chi è il sindacato: per caso quelli che ci dovevano tutelare? no comment”. Marina De Falco: “Sindacato? No comment”.

