Angelo Iannelli riceve il Premio Internazionale “Giacomo Leopardi – Matilde Serao – Giulio Indellicati
Riceviamo e pubblichiamo
Riconosciuto il suo impegni in Pandemia verso i più deboli. Nell’agro-aversano un’importante kermesse culturale con tante personalità .Dopo tanti riconoscimenti nel mese settembrino, l’artista poliedrico Angelo Iannelli è stato onorato, per l’ennesima volta, anche del Premio Internazionale “Giacomo Leopardi – Matilde Serao – Giulio Indellicati ”, giunta alla quattrodicesima edizione, che si è tenuta ad Aversa il 30 settembre 2020. Tale manifestazione culturale è stata organizzata dall’Associazione Culturale “Scuola Centro Kant”con il patrocinio del Comune di Aversa per una kermesse densa di emozioni. In questa serata è stato premiato alla carriera il giullare del Sorriso durante la Pandemia, Angelo Iannelli, dal Vescovo di Aversa Mons. Angelo Spinillo e dalla giornalista Maria Conte per aver donato messaggi di speranza al mondo, in particolare ai piu’ deboli, agli ultimi, agli invisibili . Pulcinella ha ribadito il suo ruolo nel lockdown con il suo libro contro il mostro invisibile del Covid-19 “Viaggio nella Pandemia – La sfida di Pulcinella”e i suoi contest alla luce degli ultimi aggiornamenti sui contagi già sarebbe pronto a scendere di nuovo in campo per donare Sorriso e Coraggio a tutti. Si sono susseguiti altri riconoscimenti. Nei prossimi mesi l’Associazione culturale “Scuola Centro Kant” si dedicherà a corsi di formazione gratuiti di giornalismo per i giovani e sarà anche possibile donare libri per i bambini disabili. Davvero importanti iniziative sociali.
L’instancabile Pulcinella del sorriso vi dà appuntamento alle prossime iniziative sociali.
Somma Vesuviana, il vecchio mercato ortofrutticolo…
Un discorso, in particolare, merita il mercato ortofrutticolo che una volta si svolgeva a Somma Vesuviana con la pregiata e saporitissima frutta. Prodotta nelle campagne sommesi, era il vanto e la fortuna della città sin dai tempi più antichi.
La frutta sommese – albicocche, ciliegie, mele e uva catalanesca – veniva convogliata, in parte, nei vicini mercati di Sant’Anastasia e Napoli ed, in parte, in altri mercati più lontani. Sin dall’inizio del XX secolo, le ciliegie, in particolare, e le albicocche di varie qualità viaggiavano, in apposite gabbiette, non solo alla volta dei grandi mercati italiani di Roma, Bologna, Padova, Piacenza e così via, ma anche verso quelli internazionali della Germania, Svizzera, Austria e Polonia, grazie alle spiccate capacità degli esportatori locali. A Somma vi era una grande organizzazione del mercato delle mele annurche con tanti produttori, grossisti, prezzi, modi e mezzi di trasporto. Nel 1901 il Bollettino Nazionale dell’Agricoltura dedicò, addirittura, un lungo articolo al commercio di Somma Vesuviana. I più importanti produttori locali erano Baldassarre D’Avino alias ‘o carpone, Michelangelo Raja e Michele Giuliano. Vi era, addirittura, anche una politica dei dazi adottata, nei confronti delle annurche sommesi, dall’Austria e dalla Germania. Il mercato di questo frutto, travolto dalla crisi dopo l’eruzione del 1906, fu salvato prima dai Ministri di Giolitti e poi dalla Grande Guerra, come riferisce il prof. Carmine Cimmino. L’albicocca di Somma Vesuviana, in particolare, sbarcò anche negli Stati Uniti grazie allo studioso svedese Gustav Eisen (1847-1940): lo scienziato – riferisce il prof. Domenico Parisi – presentò il frutto con tutte le sue proprietà all’Accademia dell’Agricoltura Americana in California nel luglio del 1914. L’uva catalanesca locale, invece, è stata sempre famosa. Questo frutto deve il suo nome alla sua origine geografica: fu importata qui dalla Catalogna, da Alfonso I d’Aragona nel XV secolo, e impiantato sulle pendici del Monte Somma. Su questi fertili terreni vulcanici l’uva fu presto sfruttata per vinificare dai contadini vesuviani negli imponenti cellai delle masserie, dove ancora oggi è possibile trovare torchi che risalgono al ‘600. Negli anni venti del Novecento, i nostri contadini si erano tramandati un metodo di conservazione molto efficace, descritto all’epoca dal dottor S. C. Del Giudice, direttore della Cattedra Ambulante di Agricoltura per la Provincia di Napoli. Tutto ciò fece avvertire la necessità di un mercato ortofrutticolo all’ingrosso a Somma. La nuova attività commerciale venne alla luce verso la metà del 1946 grazie all’iniziativa di alcuni imprenditori locali di frutta: Raffaele D’Avino, Giuseppe Allocca, Michele Ragosta, Giuseppina Iaponte, Clemente Feola, Nicola e Vincenzo D’Alessandro. Il mercato fu collocato nella piazza Sant’Angelo, località Valle (abbasc ‘a vall ai tre ponti), ove organizzò la sua attività quotidiana, escluso le festività ufficiali. Ogni imprenditore – come riferisce lo storico Giorgio Cocozza – era rappresentante di una paranza o gruppo di vendita e svolgeva la sua attività sotto capannoni di fortuna, precariamente attrezzati. Nonostante la concorrenza di Napoli e di Sant’Anastasia, il volume d’affari del mercato ortofrutticolo sommese crebbe a dismisura, raggiungendo la punta massima intorno alla metà degli anni ’50 del Novecento. La consistente ed eccellente quantità di prodotti lo aveva fatto diventare un apprezzabile centro di raccolta e di smistamento a servizio di una vasta area geografica. Poi, all’improvviso, l’inizio della decadenza e la successiva e definitiva soppressione avvenuta verso la metà degli anni ’60. Le principali cause, che determinarono l’insuccesso, furono riscontrate in una scelta poco felice della fascia oraria, nella mancanza di spazi adeguati e di servizi di supporto, nel diniego dei concessionari di accordare prestiti ai produttori locali nel corso della stagione invernale e, infine, nell’ immobilismo dell’Amministrazione cittadina, che come sempre, nei momenti adatti, fece mancare l’apporto necessario per agevolare il decollo del mercato. Dagli atti deliberativi, tuttavia, non mancarono, però, le buone intenzioni dell’Ente locale, anche se rimasero tali. Il Consiglio cittadino, infatti, nel 1946, aveva già incluso nel programma delle opere pubbliche la sistemazione del mercato agricolo che, però, non fu realizzato. Otto anni dopo la Giunta cittadina, con delibera n°27/1955, incaricò l’ing. Luigi Magaldi di progettare e dirigere i lavori per la sistemazione del mercato agricolo di piazza Sant’Angelo – Valle. Ma anche stavolta nulla fu realizzato. Il Municipio ritornò nuovamente sull’argomento all’inizio del 1957 con due delibere di Giunta: la n° 19 e n° 106. A tal riguardo, l’Amministrazione decise di affidare l’incarico di redigere un progetto di un mercato ortofrutticolo, dapprima, all’ ing. Magaldi e, successivamente, all’ ing. Sdino, Il lungo iter si concluse, però, con un mal riuscito tentativo di realizzare una struttura lungo la strada che conduceva al cimitero cittadino, a sud della linea ferroviaria della Circumvesuviana Napoli – Ottaviano. Il nuovo complesso – afferma l’ing. Vincenzo Romano – fu realizzato con moderne strutture portanti in calcestruzzo armato e finanziato con un mutuo dalla Cassa per il Mezzogiorno. Realizzate le strutture portanti, al momento del disarmo ci fu un crollo di travi e solai, per fortuna senza vittime. Alla fine, per vari anni restarono in piedi solo i pilastri con tanti residui sparsi per terra. Il mercato non fu mai più realizzato, con la delusione dei cittadini, che oltre al danno dovettero subire la beffa di dover pagare il mutuo e lo smaltimento dei materiali di risulta. Oltretutto si aggiunsero anche le numerose spese giudiziarie. Dopo più decenni di abbandono, l’area fu poi ceduta all’Azienda della Plastica Vesuviana per la produzione di prodotti plastici.
Nel 1975, infine, il discorso sul mercato ortofrutticolo tornò ancora in auge negli atti ufficiali del Municipio. Gli estensori della Relazione al Piano Regolatore Generale di Somma Vesuviana, nel maggio del 1975, sostennero che il problema della raccolta e della commercializzazione del prodotto agricolo avrebbe potuto trovare una soluzione mediante la costruzione di un centro all’uopo destinato, con funzione, in un primo momento, di mercato ortofrutticolo. Detta struttura fu ubicata in un area in prossimità della Somma – Marigliano (attuale mercato settimanale), a nord del centro abitato. Nella realtà, però, conclude Giorgio Cocozza, si era consolidata la tesi di coloro che sostenevano di essere opportuno ed economicamente vantaggioso ampliare e potenziare il mercato ortofrutticolo di Sant’Anastasia. E Somma rimase, ancora una volta, a mani vuote nel settore portante della sua economia.
Nel 1975, infine, il discorso sul mercato ortofrutticolo tornò ancora in auge negli atti ufficiali del Municipio. Gli estensori della Relazione al Piano Regolatore Generale di Somma Vesuviana, nel maggio del 1975, sostennero che il problema della raccolta e della commercializzazione del prodotto agricolo avrebbe potuto trovare una soluzione mediante la costruzione di un centro all’uopo destinato, con funzione, in un primo momento, di mercato ortofrutticolo. Detta struttura fu ubicata in un area in prossimità della Somma – Marigliano (attuale mercato settimanale), a nord del centro abitato. Nella realtà, però, conclude Giorgio Cocozza, si era consolidata la tesi di coloro che sostenevano di essere opportuno ed economicamente vantaggioso ampliare e potenziare il mercato ortofrutticolo di Sant’Anastasia. E Somma rimase, ancora una volta, a mani vuote nel settore portante della sua economia. Ottaviano, i beneficiari del Reddito di Cittadinanza lavoreranno per il Comune
Il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, qualche settimana fa aveva informato i cittadini sull’inizio del programma del patto per il lavoro e per l’inclusione sociale.
Il sindaco Capasso, in un post su facebook in cui si diceva fiducioso per l’inizio del progetto, parlava di alcune delle mansioni che i beneficiari del reddito di cittadinanza avrebbero dovuto svolgere, quali: “Attività di tutela del verde pubblico, attività di vigilanza degli studenti durante le fasi di entrata e uscita dagli istituti scolastici, gestione della biblioteca comunale prossima all’inaugurazione, aggiornamento della numerazione civica della città ed altri progetti di pubblica utilità.” Il progetto prevede che dopo la delibera di giunta e l’accreditamento degli operatori da parte dell’Ufficio tramite l’Ambito 26 (Comune di San Giuseppe Vesuviano), i beneficiari potranno entrare nella piattaforma GePI, un’applicazione creata dal Ministero del Lavoro appositamente per la semplificazione e la gestione del lavoro degli assistenti sociali nell’accompagnare i percettori del RDC. Una volta terminata la procedura da parte dell’Ambito, inizieranno le valutazioni dei profili dei beneficiari che saranno poi selezionati e contattati esclusivamente dal proprio Comune.
Il sindaco sottolinea l’estrema importanza del progetto sia da un punto di vista sociale che meramente tecnico, permettendo dunque alle persone di impiegare il loro tempo e le loro energie nel miglioramento dei servizi della città.
Somma Vesuviana, Di Sarno: “Vigili e protezione civile insieme per potenziare i controlli dinanzi agli edifici scolastici”
Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana
“Pochi minuti fa abbiamo terminato la seduta di giunta con la quale abbiamo preso decisioni importanti in merito alle attività scolastiche. Abbiamo deliberato il potenziamento dei controlli dinanzi gli edifici scolastici con una collaborazione tra Protezione Civile e Corpo dei Vigili Urbani al fine di garantire i distanziamenti ed un miglioramento della viabilità. In mattinata e di concerto con il dirigente scolastico, Ernesto Piccolo, ho prorogato l’apertura del plesso di Via Bosco, in località Rione Trieste, Scuola Media “San Giovanni Bosco/Summa Villa” al 19 di Ottobre al fine di garantire sicurezza sanitaria ai ragazzi, i quali inizieranno con la Didattica a Distanza”. Lo ha annunciato poco fa, Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano.
Il modello Somma Vesuviana al fine di garantire scuole sicure e soprattutto sicurezza ai ragazzi:
“In squadra tre assessori dalla Viabilità all’Edilizia Scolastica, passando ovviamente per la Pubblica Istruzione. A tempi di record abbiamo realizzato una nuova pavimentazione agli ingressi di alcuni plessi scolastici – ha proseguito Di Sarno – grazie all’intensa attività dell’Assessore all’Edilizia Scolastica, Salvatore Esposito. Abbiamo messo in campo una vera cabina di regia, guidata in modo davvero egregio dall’Assessore alla Pubblica Istruzione, Stefano Prisco, la quale ha fatto rete tra tutti i dirigenti scolastici dando vita a numerosi incontri per l’intera Estate ed anche in questi giorni. Una cabina d’ascolto in modo tale che potessimo fare squadra con le Istituzioni Scolastiche. Grazie a questa cabina, abbiamo potuto elaborare un piano aperture. C’è stata una grande solidarietà perché ad esempio alcuni dirigenti scolastici di plessi dove c’erano spazi in più, hanno subito dato la disponibilità ad ospitare la platea di altre scuole. Ho trovato dei dirigenti che rappresentano al meglio lo Stato, perché esercitano il loro ruolo con amore e professionalità. Un ringraziamento a tutti loro. Poi, grazie all’impegno davvero costante dell’Assessore alla Viabilità, Sergio D’Avino, abbiamo reso le strade più sicure con installazione di dissuasori, percorsi pedonali protetti lungo gli incroci. A breve realizzeremo anche due rotonde per eliminare del tutto alcuni incroci pericolosi e migliorare la mobilità rendendola più sicura in quanto è fondamentale per il mondo scuola. Noi lavoriamo per garantire sicurezza ai nostri ragazzi. Le scuole sono sicure, il corpo docente di questo paese è altamente professionale ed ugualmente lo sono anche assistenti e bidelli. Chiedo ai genitori di stare tranquilli. Rispettiamo le regole!”.
Intanto la situazione a Somma Vesuviana:
“Oggi altri 7 nuovi positivi – ha concluso Di Sarno – e siamo arrivati ad un totale di 84 positivi mentre abbiamo altre 114 persone in isolamento, i positivi attivi sono 51. A breve aumenteremo i controlli sul territorio”.
Una trattoria “letteraria” nella Napoli dell’Ottocento: lo Scoglio di Frisio.
I racconti della Pozzolini Siciliani e di Giuseppe Porcaro. I “piatti” più famosi della trattoria, e le liste dei clienti stilate tra il 1858 e il 1859 dai poliziotti ”travestiti” dei Borbone, alla caccia di liberali e di nemici della monarchia. I pranzi in onore di Carducci e di Zola. Carlo del Balzo fa l’elogio della trattoria.
A Posillipo, lungo la strada del Paradisiello, c’era la trattoria “Lo Scoglio di Frisio”, gestita dalla famiglia Musella, i “Pacchianiello”. In un libro pubblicato nel 1880 Cesira Pozzolini Siciliani racconta che la trattoria era famosa per “la genovese d’annecchia”, “i maccheroni con le vongole”, il fritto di triglie e calamari “ e quelle sogliole color d’oro che escono dal mare e saltano in padella.”. Secondo Giuseppe Porcaro, la lista era completata da “bottiglie di Posillipo e di Vesuvio, di Capri rosso e bianco, di asprinio e di lacrima Christi, musica in parte patetica e in parte ridicola, allegria, buon umore…e il conto di monsù Pacchianiello sempre salato. Ma chi bada al conto? Chi bada a monsù Pacchianiello?”. Nella trattoria si esibiva uno dei più famosi posteggiatori napoletani, “’o zingariello”: il soprannome gli veniva dal colore della pelle. Negli ultimi anni dei Borbone lo “ Scoglio di Frisio” acquistò la fama di essere luogo d’incontro di “settari” e di liberali che tramavano contro la monarchia. E quindi venne senza sosta controllata da poliziotti “travestiti” che “studiavano persino i gesti, le occhiate, il modo di vestire dei sospetti”, e quando “le parole dei commensali si facevano palesemente sediziose e antimonarchiche”, procedevano agli arresti. Tra il 1858 e il 1859 questi poliziotti “travestiti” comunicavano ai loro capi gli elenchi delle persone che frequentavano “lo Scoglio”: sono notizie preziose, come dimostrano quelle pubblicate da Porcaro, dalle quali apprendiamo che erano clienti abituali della trattoria il console di Danimarca, inglesi, francesi, olandesi, tedeschi, i parroci di Posillipo e di Mergellina, imprenditori, funzionari dei ministeri, “galantuomini” di Napoli e della provincia. Il 6 novembre del 1859 ci fu una “tavolata” di 110 persone, 40 donne, 40 uomini, 25 ragazzi, tutti operai, tutti “ospiti dei loro padroni, i fratelli Labalme“ che possedevano una “ferriera” alle rampe Brancaccio. Questa “tavolata” “era solita farsi ogni anno”.Il 14 novembre 1859 mangiarono allo “Scoglio” “don Michele”, usciere del Tribunale Civile e una “tavola” di “noti personaggi” del quartiere Porto, i “cui nomi verranno comunicati a parte, anche se niente è da dire sui loro comportamenti.”. Si trattava probabilmente di guappi e camorristi. Il 27 novembre del 1859 due poliziotti travestiti da “cantinieri” registrarono la presenza di una “compagnia di dieci persone, tra le quali c’erano i fratelli Giuseppe e Luigi Marino, figli del Cassiere del Banco della Prima Cassa di Corte”. E’ giusto ricordare che, quando Garibaldi entrò in Napoli, Luigi Marino era già un garibaldino ardente. Nel 1891 allo “Scoglio di Frisio” gli intellettuali napoletani offrirono un banchetto a Giosuè Carducci e alla sua nuova fiamma Annie Vivanti, e Ferdinando Russo con la sua canzone “Scetate, bella mia”, cantata in onore della Vivanti da maliziosi posteggiatori, stava per scatenare un dramma della gelosia. Allo “Scoglio di Frisio” nel marzo del 1892 il libraio – editore napoletano Luigi Pierro festeggiò con gli amici la croce di cavaliere della Corona d’Italia che il re gli aveva concesso, e nel 1894 gli scrittori napoletani salutarono ‘Emile Zola. Raccontano che Gabriele D’Annunzio abbia scritto sul registro degli ospiti illustri della trattoria: “Al par di Saffo mi inabisserò sullo Scoglio di Frisio lanciandomi dall’alto di una fumante caldaia di vermicelli alle vongole”. L’immagine pare autenticamente dannunziana. Ma ha ragione il Porcaro quando scrive che le parole più belle a questa trattoria, posta in un angolo magico del golfo, le dedicò nel 1885 il “saporitissimo” Carlo Del Balzo, scrivendo che “lo Scoglio di Frisio” era il luogo dell’amore e che un gentiluomo, solo se avesse “mangiato le ostriche innaffiate di Capri” in compagnia di una donna raffinata, avrebbe potuto cogliere la meravigliosa bellezza di un paesaggio in cui erano incastonati Capri, Sorrento, il Vesuvio, le luci di Napoli e “il mare cantava la sua vecchia canzone alle alghe nascoste tra gli scogli”.
Pomigliano, Covid alla scuola Ponte: la situazione
A Pomigliano la dirigente scolastica ha comunicato il 5 ottobre scorso, attraverso il sito istituzionale, che una maestra del circolo didattico Ponte, 1100 alunni tra elementare e materna, è risultata positiva al Covid per cui una delle scuole più grandi del territorio è rimasta chiusa da allora. Niente lezioni da lunedi. Non si sa ancora per quanto tempo si protrarrà questa situazione. Il circolo Ponte consta di tre plessi, uno è ubicato in via Roma, porta ovest della città, un secondo in via Guadagni, nel centro di Pomigliano, e il terzo in via Principe di Piemonte, zona di semiperiferia verso il confine con Casalnuovo. Intanto i genitori degli alunni sono molto preoccupati. Sostengono sul web che ci siano altri positivi nella scuola (notizia non confermata) e chiedono che vengano disposti subito i tamponi per i loro figli. Rientrato invece l’allarme al liceo Cantone, dove una studentessa era risultata positiva, cosa che aveva determinato la chiusura della scuola nella scorsa settimana. L’edifico è stato sanificato ed è stato riaperto. Sanificato nel frattempo anche il circolo didattico Ponte. E da qui giungono notizie secondo cui l’asl sta facendo fare i primi tamponi ai bimbi dei plessi di via Roma e di via Principe di Piemonte.
Covid-19, ancora casi in aumento in Campania: Napoli prima per numero di contagi
La Regione Campania presenta casi record. Critica la situazione Covid-19 soprattutto a Napoli, che dallo scorso 26 settembre è prima in Italia superando persino la capitale per incremento di contagi. A Cercola chiuse già due istituti a poche settimane dall’avvio del nuovo anno scolastico. A Nola eseguiti tamponi in modalità drive-in per evitare il sovraffollamento degli ospedali.
La situazione Covid-19 non smette di far parlare di sé neanche a distanza di mesi dalla lenta ripresa post lockdown. I bollettini giornalieri dell’Unità di Crisi della Regione Campania continuano a spegnere le speranze di quanti credevano in una fine immediata. Purtroppo lo stop che ha interessato il mondo intero non è bastato per fermare le conseguenze devastanti del virus.
Una seconda ondata è quella che attualmente il Paese è costretto a vivere. Nella sola giornata di oggi la Regione Campania ha registrato ben 544 positivi su un totale di 7504 tamponi effettuati in giornata, vale a dire il 3,6% in più rispetto alla giornata di ieri. Preoccupa la quota dei nuovi casi in aumento nelle zone di Napoli e provincia. Troppa leggerezza e disattenzione, minimo l’impegno da parte di molti a cercare di contribuire al contrasto della diffusione del virus. Tanti ancora i contagi che rendono preoccupante lo scenario attuale.
In base alla graduatoria dell’incremento dei contagi suddiviso per province dallo scorso 26 settembre Napoli si posiziona al primo posto in Italia, superando addirittura la capitale. In base ai dati analizzati relativamente all’incremento settimanale dei casi la Regione Campania si mantiene ad oggi con un incremento dei positivi del 23,27% in media in una settimana.
Uno degli ultimi casi che ha fatto molto discutere in città riguarda la chiusura della scuola dell’infanzia “Custra” a Cercola, dove un’insegnate è risultata positiva al Covid-19. Non appena è stata ufficializzata la comunicazione, tutto l’istituto con professori e alunni è stato sottoposto alla procedura anti Covid-19 con obbligo di tamponi e disposizione di chiusura dell’intero plesso. L’attuale situazione è preoccupante soprattutto se si considera questo come secondo caso a distanza di pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico. Il primo si era verificato lo scorso 15 settembre quando è stata disposta la chiusura della sede centrale e dei plessi collegati all’istituto comprensivo “Luca Giordano”.
Tempestiva la comunicazione del sindaco di Cercola che commenta: «Stiamo lavorando di concerto con l’Asl e il Dirigente per l’attuazione del protocollo. La scuola resterà certamente chiusa oggi e domani per ottemperare alle direttive dell’Uopc in merito alla sanificazione. Siamo in attesa delle determinazioni dell’Asl in merito alla catena di contagio (classe e docenti) che chiaramente avrà le sue conseguenze sulla riapertura delle scuola. Ovviamente il problema è legato solo al plesso “Nana”, le altre scuole funzioneranno regolarmente ed anche eventuali congiunti dei bambini che frequentano il plesso “Nana” potranno continuare a frequentare sino ad eventuali diverse disposizioni» specifica Fiengo, nel tentativo di placare gli allarmismi generati da parenti allarmati, sottolineando il tentativo di affrontare con umiltà e dedizione questa emergenza complessa.
Non meno preoccupante la situazione a Portici dove si registra un focolaio in una struttura privata di ricovero. In totale 57 le persone risultate positive al virus, di cui 16 dipendenti e 41 anziani. In linea di massima, gli indici epidemiologici nella Regione Campania sono in costante crescita. Nel comune di Nola, dove attualmente si contano 39 positivi, compreso il primo cittadino, è stata presa la decisione di istituire dei punti dove effettuare tamponi in modalità drive-in, evitando in tal modo di caricare gli ospedali già oberati dalle richieste di test.
(fonte foto: rete internet)
Ieri la visita di Del Mastro al Comune di Pomigliano: “Situazione non rosea”
Ieri Gianluca Del Mastro ha fatto per la prima volta ingresso in municipio da neosindaco in pectore. Del Mastro è andato a ritirare la convocazione per l’appuntamento di lunedì prossimo, 12 ottobre, alle 18, quando il sindaco uscente Lello Russo gli consegnerà la fascia tricolore da primo cittadino, formalizzando in questo modo l’insediamento del professore universitario alla guida della città delle grandi fabbriche. Durante la visita di ieri il nuovo sindaco ha incontrato i dipendenti comunali. “E’ stato molto emozionante – ha dichiarato a caldo Del Mastro – i dipendenti mi sono sembrati completamente collaborativi e devo dire in qualche caso anche felici della novità”. La sensazione di Del Mastro è che sarà necessario agire molto sul fronte della macchina municipale e delle aziende partecipate. “Col passare delle ore – conferma il sindaco, sostenuto da una coalizione composta da M5S, PD, Verdi e civiche – mi sto rendendo conto che ci sarà molto da intervenire perché la situazione che ci lascia l’amministrazione uscente non è rosea. Ci stiamo rendendo conto che la situazione in cui versano attualmente la macchina comunale e le finanze non è confortante. Una serie di manovre sbagliate soprattutto nella campagna elettorale ci porterà a dover intervenire profondamente per rimettere a posto le cose”. L’intenzione del sindaco è di agire immediatamente sul risanamento economico. “Ci sono procedimenti che scadono nelle prossime settimane – conclude il primo cittadino – e quindi li dobbiamo chiudere subito altrimenti rischiamo di trovarci in una situazione complicata”. Ieri Del Mastro avrebbe dovuto tenere un primo incontro con il sindaco uscente Russo. “Mi ha detto gentilmente – riferisce Del Mastro – che per motivi personali non poteva venire”.
Angelo Iannelli presenta il suo “Pulciburattino”, dono del maestro Adriano Ferraiolo
Riceviamo e pubblichiamo.
Durante la premiazione del prestigioso Premio dell’Ambasciatore del Sorriso, il maestro burattinaio Adriano Ferraiolo ha omaggiato l’artista poliedrico Angelo Iannelli di un Pulcinella burattinaio, il personaggio più amato dal pubblico del teatro di burattini. La maschera napoletana è da sempre la protagonista indiscussa, e in ogni spettacolo si contrappone con il suo spirito allegro e generoso al cattivo di turno: il diavolo, il guappo, il ricco o il prepotente. Sul palco ad affiancare il nostro amato Pulcinella, simbolo della comicità Partenopea in teatro, l’icona della comicità cinematografica Charlot Monello per rendere omaggio al grandissimo Chaplin. Una bellissima pillola di comicità. Il mondo dei burattinai per il maestro Andriano Ferraiolo ha avuto inzio all’età di 13 anni quando suo fratello non aveva voce e suo padre non lavorava più da tempo a causa di una malattia. In quel momento dovette interpretare sei personaggi davanti a un gremito di persone e dopo il primo spettacolo inizia a chiedere al padre di fargli fare il teatrino dei burattini, prendendo le redini in mano a 15 anni. Tante cittadinanze onorarie e tanti riconoscimenti da annoverare come l’incontro con il Papa Francesco che per l’occasione ha ricevuto in omaggio il Pulcinella artigianale costruito con arte e passione da Ferraiolo, in passato sono stati donati: al Presidente della Repubblica italiana Giovanni Leone e gli attori : Peppino De Filippo e Massimo Troisi e oggi ad’ Angelo Iannelli il “Pulcinella” che più di tutti a modificato la sua la maschera rendendola sociale e sempre più vicina ai meno fortunati . Inoltre, tra i premi più recenti ricevuti dal maestro Adriano Ferraiolo ,anche il premio Charlot a Salerno mentre nel 2019 è stato insignito del premio alla carriera al Giffoni Film Festival e diverse cittadinanze onorarie . Tante anche le soddisfazioni nel mondo della televisione con la sua partecipazione, dal 1963, a Studio 1 e a Canzonissima insieme a numerose rassegne di marionette e burattini, sempre alla Rai. Chissà che lo stesso Pulcinella iannelliano non abbia un buon feeling da burattinaio per rappresentare delle situazioni realistiche un giorno oppure vederli duettare insieme nelle più importanti piazze italiane.…
foto di Pio Angillotti.
Pomigliano, i primi passi di Del Mastro da sindaco in pectore. Ecco il nuovo consiglio
Dopo il voto che ha consegnato un nuovo sindaco alla strategica Pomigliano, il professore Gianluca Del Mastro sostenuto dall’alleanza M5S-PD, è tornata la calma nella città delle fabbriche. Ieri il primo atto da sindaco in pectore di Del Mastro è consistito in una visita presso il “Centro per l’autismo” di via Trento, a pochissima distanza dal Comune, una struttura municipale gestita da un’associazione e che però sta attraversando una fase problematica. “Un problema burocratico – ha dichiarato Del Mastro – non ha permesso al centro di ottenere il consueto sostegno che gli consente di andare avanti e di aiutare più di 70 bambini. L’amministrazione comunale deve sostenere queste importanti realtà e, nel caso specifico, sbloccare il contributo nel più breve tempo possibile”. Oggi Del Mastro si è recato in municipio per ricevere la convocazione finalizzata al passaggio delle consegne, lunedi pomeriggio. Intanto la proclamazione del neo sindaco sarà ufficializzata dalla commissione centrale elettorale probabilmente nelle prossime settimane. Dopodiché scatteranno i consueti venti giorni entro i quali dovrà essere convocato il nuovo consiglio comunale. Da fonti vicine al neosindaco sempre ieri si è appreso che Del Mastro già sarebbe al lavoro per la composizione della squadra di governo. Ieri l’unico politico di spicco dell’opposizione che ha lanciato un messaggio sui social è stato Maurizio Caiazzo, presidente del consiglio comunale dal 2010 a oggi ed ex fedelissimo di Lello Russo, l’uomo che, in linea con l’indirizzo della maggioranza uscente di centrodestra aveva costituito da candidato sindaco una coalizione che comprendeva Udc ed FdI. “Buongiorno Pomigliano D’Arco – il comunicato di Caiazzo – colgo l’occasione per salutarti, visto che oggi ti sei risvegliata con un nuovo sindaco: Gianluca Del Mastro. A lui gli auguri di un lavoro proficuo, mentre ad Elvira Romano faccio i complimenti per essersi battuta con grande forza. Siederemo in consiglio comunale impegnandoci al massimo per salvaguardare i punti cardine del programma elettorale della coalizione del BuonGoverno”. Il rafforzamento dei controlli per la sicurezza pubblica, un nuovo piano traffico, l’eliminazione della nuova pista ciclabile e della rotonda “Ponte” e lotta alle carenze nella fornitura dell’acqua gestita dalla Gori: sono queste le principali istanze rivendicate da Caiazzo. Intanto, in attesa che vengano ufficialmente proclamati gli eletti in consiglio comunale, ecco una prima, ufficiosa, composizione della nuova assemblea cittadina. Gianluca Del Mastro sindaco (primo turno: 10433 voti, 41,%; ballottaggio: 11664 voti, 61,2%). Maggioranza 15: “M5S” Salvatore Esposito, Salvatore Cioffi, Raffaella Morra, Federica Passariello, Alessandro Salvi, “PD” Vincenzo Libio, Giuseppe Toscano, Giovanni D’Onofrio, Paolo Danilo Mazia, “Nuove Generazioni” Raffaele Sibilio, Antonio Toscano, “Pomigliano 2020” Angelo Toscano, Marianna Manna, “Rinascita” Antonio Avilio, “Idea Pomigliano” Filippo Beneduce. Opposizione 9: Maurizio Caiazzo (2518 voti al primo turno, 10,1 %), Elvira Romano (primo turno: 9907 voti, 39,7 %; ballottaggio: 7399 voti, 38,8 %), “Lista Lello Russo” Giacomo Stringile, Giovanni Sgammato, “1799” Giuseppe Cantone, Franca Trotta, “Forza Pomigliano” Salvatore Coppola, “Idee e Movimento” Domenico Leone, “Riformisti” Giovanni Russo.

