Nola, la Scuola Imprenditoriale Diocesana aperta a giovani e adulti

Opportunità di impresa e formazione di qualità per uomini e donne dai 21 ai 50 anni: quando la Chiesa non sta a guardare.

 

Lezioni di impresa? Ci pensa la Diocesi di Nola, precisamente la Pastorale Sociale e Lavoro, la Pastorale Giovanile e la Caritas che, insieme, hanno ideato un percorso formativo di alto livello per creare impresa all’insegna dei valori cristiani. Il progetto ha la collaborazione dell’Università Federico II e della Camera di Commercio di Napoli, partner ufficiali dell’iniziativa che si articola su quattro moduli: le fondamenta cristiane e laiche con un approfondimento del vangelo, della dottrina sociale della chiesa e della Costituzione; il mercato, l’impresa, le opportunità territoriali, le vocazioni locali, l’economia civile, l’idea business; e ancora i capitali, i finanziamenti, le banche, la qualificazione del personale; infine le varie forme societarie con lo studio delle cooperative, delle società di capitali, dei consorzi, degli enti, delle associazioni.  L’esperimento pilota mira a formare giovani e adulti tra i 21 e i 50 anni affinché siano competenti e comprendano, con una visione etica ed avanzata, la gestione aziendale, l’economia, la finanza.

Nel corso del primo incontro della Scuola Imprenditoriale Diocesana tenutosi al seminario vescovile di Nola, il vescovo Francesco Marino ha concluso l’incontro “Questa scuola di formazione è un impegno di tutti. E tutti ce la dobbiamo mettere tutta. Da questa opportunità formativa potrebbe nascere qualche importante e bella opportunità per il nostro territorio. Perché questo avvenga, impegniamoci tutti e facciamo rete, una rete generatrice di buone pratiche e di speranza”.

 Si è parlato dell’importanza della formazione, della necessità di luoghi per orientare i giovani nelle scelte per il futuro, di luoghi dove ci si possa fermare e imparare a discernere e ad essere prima di tutto imprenditori di se stessi. Si è parlato della necessità di tornare a pensare e di imparare a saper leggere il territorio e le sue risorse. Si è parlato dell’importanza dell’impresa per il bene comune. E tra gli obiettivi c’è, soprattutto, la dignità della persona in un territorio difficile e in un momento ancor più complicato quando la disoccupazione raggiunge livelli spaventosi. Dunque, la diocesi che vanta una Pastorale dedicata proprio al Sociale e al Lavoro, fa la sua parte in maniera non comune per creare cultura ed evitare la rassegnazione.

La scuola Imprenditoriale diocesana vuole aggregare giovani, imprenditori e professionisti che, a partire dalla propria fede e dalla passione per il proprio territorio, si impegnano a valorizzarne le risorse, in vista del bene comune e proprio pensando al territorio campano, alla disoccupazione giovanile e alla bassissima densità di imprese cristiane della Regione.

Il percorso formativo inizierà sabato 15 febbraio. Le iscrizioni sono aperte fino al giorno precedente, venerdì 14, scaricando il modulo dal sito www.diocesinola.it e inviandolo compilato a diocesi.nola@progettopolicoro.it o semplicemente contattando il numero 3394162512

“Sventra-banche” arrestati: clan di Pomigliano dietro la base

I loro nomi sono finiti sui principali giornali on line napoletani già ieri ma quelli che devono preoccupare sono i particolari dell’operazione, messa a segno da carabinieri e polizia, che negli ultimi giorni ha portato in carcere otto personaggi dell’area compresa tra Pomigliano, Casalnuovo, Somma Vesuviana e Casoria. E sono particolari che devono preoccupare parecchio. Questo non solo perché, secondo gli inquirenti, gli otto arrestati costituiscono una pericolosa quanto ricca banda organizzata e specializzata nello sradicare di notte, con metodi terroristici, bancomat e cassette di sicurezza dalle banche. Atti criminali compiuti con l’ausilio di tir e gru, peraltro dopo aver tranciato cavi telefonici e isolato interi quartieri usando grandi rimorchi piazzati di traverso sulle strade (i casi della Banca di Credito Popolare di Acerra – bottino 35 mila euro – e della Unicredit di Aversa – bottino mezzo milione di euro, lingotti d’oro, Rolex, titoli – , risalenti rispettivamente al settembre e al novembre dell’anno scorso, sono stati emblematici in tal senso).  C’è infatti un altro aspetto da chiarire meglio: la base logistica della banda, il posto cioè dove i tir, i camion e gli altri veicoli rubati per mettere a segno le “spettacolari” rapine venivano parcheggiati e dove venivano cambiate le targhe degli automezzi per sviare eventuali controlli.  Ebbene, per gli inquirenti quel posto, quel piazzale divenuto quartier generale di fatto dell’organizzazione criminale degli sventra banche, sarebbe una proprietà riconducibile a due esponenti di uno storico clan della camorra di Pomigliano. “Sono pregiudicati anche loro”, aggiungono i titolari dell’inchiesta. Due personaggi che non sono finiti in manette con gli altri e che al momento non si sa neppure se siano indagati o meno. Uno, il titolare, diciamo così, “principale”, per comodità lo chiameremo con un codice di fantasia, “F1”. Il secondo, da sempre subalterno al primo, lo chiameremo “R1”. C’è poi un terzo attore, “F2”, pure lui pregiudicato, è il fratello di F1: avrebbe procurato una pala meccanica ai rapinatori. Dunque, sul ruolo di “R1” c’è da dire che, in base alle indiscrezioni, avrebbe intascato somme di danaro contante per tenere i mezzi rubati nel suo piazzale. R1, stando sempre alle indagini, sapeva pure benissimo che quelli fossero dei veicoli rubati e a cosa servissero. Non è finita. Un altro aspetto inquietante di questa inchiesta è che ci sono almeno quattro personaggi in corso di identificazione che hanno interagito con gli arrestati e che sono anche loro tutti pregiudicati. Si tratta di affiliati ad alcuni dei clan più potenti della Campania. Insomma, questa storia più che di criminalità spicciola sa proprio di camorra, quella con la C maiuscola, quella mafiosa, capace di corrompere tutto e tutti.  Comunque nel frattempo in carcere si trovano Giuseppe La Barbera, 40 anni, di Casalnuovo,  Alfredo Botta, 53 anni, di Somma Vesuviana, Giuseppe Perna, 52 anni, di Casalnuovo, i fratelli Paolo Tondi, 44 anni,  e Francesco Tondi, 45 anni, di Pomigliano, Giovanni Borrelli, 43 anni, di Casoria, Gerardo Migliaro, 46 anni, di Nocera, e Michele Gallinaro, 56 anni, di Caivano. Secondo l’accusa La Barbera e Perna davano le direttive, organizzavano, coordinavano e fornivano telefoni e strumentazione, gestivano la cassa comune e partecipavano alle azioni criminose, cosa quest’ultima che facevano anche Paolo e Francesco Tondi. I due fratelli avevano il compito specifico di reperire gli automezzi rubati da utilizzare per i furti e le rapine e di condurre gli stessi automezzi nella base logistica di Masseria Papaccio, zona sud occidentale di Pomigliano. Botta invece, sempre stando all’accusa che ha portato agli arresti, gestiva le ricetrasmittenti e l’antenna installata sull’auto utilizzata come una sorta di “centrale radiomobile” durante le rapine. Gerardo Migliaro, Giovanni Borrelli e Michele Gallinaro procuravano infine auto, tir e camion rubati per mettere a segno i colpi.  A ogni modo la sensazione netta è che non sia finita qui. L’inchiesta è per forza di cose destinata a espandersi. Per il momento le rapine finite al vaglio degli investigatori sono otto. Due sono state tentate e sei sono state consumate tra luglio e novembre a Poggiomarino, qui due volte (Unicredit), Acerra (Banca di Credito Popolare), Afragola (Unicredit), Parete (Intesa San Paolo), Frattamaggiore (Credito Italiano), Poggiomarino (Unicredit) e Aversa (Unicredit).  Sono però oltre dieci i colpi, progettati, tentati o portati a termine, su cui sono puntate le attenzioni, anche a Brusciano, a Nocera, a Pomigliano. Per tutti quasi sempre uguale la tecnica utilizzata o pianificata. Con i rimorchi lunghi si bloccavano le strade, piazzandoli di traverso alla stregua di barriere anticarro. Poi mettevano un camion dotato di una gru davanti alla banca. La gru sventrava la parete anteriore dell’istituto di credito e così i rapinatori potevano portare via i bancomat oppure sfondare anche l’interno delle filiali per trafugare le cassette di sicurezza. Nel frattempo le strade venivano occupate “militarmente”, con i criminali che rimanevano di guardia a bordo delle auto, probabilmente armati di tutto punto, mentre i complici svuotavano le filiali. Ad Aversa per meglio isolare le zone di “attacco” hanno anche tranciato i cavi telefonici. Il primo colpo effettuato con questi “metodi paramilitari” – è l’espressione utilizzata ieri dal procuratore di Napoli Nord, Francesco Greco –  è stato registrato il 14 dicembre del 2018, ad Acerra. Vittima predestinata la filiale della Banca di Credito Popolare, poi di nuovo aggredita nel settembre dello scorso anno. Nel 2018 oltre al bancomat furono portate via le cassette di sicurezza. Si parlò anche di danaro per il pagamento di stipendi e pensioni. Ma non si è mai saputo alcun dettaglio, né l’ammontare esatto del bottino. L’inchiesta però continua: altri colpi di scena dietro l’angolo.
Lo sventramento della Banca di Credito Popolare di Acerra nel dicembre 2018
Lo sventramento della Banca di Credito Popolare di Acerra nel dicembre 2018

Nola, il Seminario Vescovile promuove la Scuola Imprenditoriale Diocesana

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Il Seminario Vescovile inaugura la Scuola Imprenditoriale Diocesana rivolta a giovani e adulti interessati a realizzare nuovi progetti imprenditoriali. Con la collaborazione dell’Università Federico II e della Camera di Commercio di Napoli nasce “Percorso formativo – Formazione imprenditoriale”. Grande successo per la presentazione della Scuola Imprenditoriale Diocesana presso la biblioteca San Paolino all’interno del Seminario Vescovile di Nola. La Città dei Gigli punta ai giovani, agli affamati di sapere, a chi ha grinta e coraggio per mettersi in gioco senza la paura di affrontare nuove sfide. È per loro che nasce l’ambizioso progetto “Percorso formativo – Formazione imprenditoriale”, organizzato in collaborazione con l’Università Federico II e la Camera di Commercio di Napoli. Il corso è destinato a un’ampia fascia di giovani e adulti con età compresa tra i 21 e i 50 anni. Diviso in quattro moduli con una lezione al mese da febbraio a maggio 2020, il percorso formativo vedrà alternarsi sulla scena grandi personalità, avvocati, manager e docenti universitari, tra cui l’Avv. Serino, Prof.ssa De Vivo, Don Aniello Tortora, Dott. Borgomeo, Dott. Nastro, solo per citarne alcuni. La Scuola Imprenditoriale Diocesana si pone l’obiettivo di creare un fulcro di aggregazione per giovani, imprenditori e professionisti per affrontare lo scenario lavorativo con i giusti mezzi dell’era digitale. È fondamentale, oggi, creare spazi dinamici da dedicare alle nuove generazioni per soddisfare e colmare quel gap causato dalla mancanza di luoghi atti a orientare i giovani nelle scelte per il futuro. La mission del corso è diffondere l’idea principale da cui ha origine ogni nuovo percorso d’impresa: prima di tutto, bisogna imparare a essere imprenditori di se stessi. “Stasera ho ascoltato parole appassionate. Questa scuola di formazione è un impegno di tutti. E tutti ce la dobbiamo mettere tutta. Da questa opportunità formativa potrebbe nascere qualche importante e bella occasione per il nostro territorio. Perché questo avvenga, impegniamoci tutti e facciamo rete, una rete generatrice di buone pratiche e di speranza”. Così il vescovo Francesco Marino ha concluso l’incontro di inaugurazione della Scuola di Formazione Imprenditoriale che si è tenuto presso il Seminario Vescovile di Nola. I membri degli uffici PSL, PG e CARITAS hanno ideato un percorso formativo di alto livello per condividere con gli aderenti all’iniziativa una nuova chiave di lettura del territorio e delle sue risorse, puntando a valori cristiani come fondamento per creare impresa. Il percorso di alta formazione promosso da un’entità locale come il Seminario Vescovile di Nola rappresenta una valida occasione di crescita per l’imprenditoria intesa come bene comune, un segno di speranza che la Chiesa di Nola prova a donare al territorio.

Somma Vesuviana, Raia e Scala fuori, dimissioni protocollate

Come avevano annunciato ieri, questa mattina il consiglieri Maria Rosaria Raia e Andrea Scala del gruppo Insieme per Somma hanno rassegnato le loro dimissioni. e dimissioni giungono in seguito a delle serie e attente riflessioni, in virtù della quali, gli ex consiglieri Raia e Scala – sebbene dai banchi dell’opposizione, ed estranei a qualsivoglia indagine in corso e/o già espletata – hanno ritenuto opportuno fare un passo indietro. “Abbiamo affermato, e ribadiamo oggi, che in uno scenario (non un governo!), contornato da tante, troppe ombre, non è più possibile garantire una serena attività politico-amministrativa. Non riteniamo corretto, di fronte anche al solo dubbio, circa la legittima costituzione del massimo Organo democratico della Città, e soprattutto nel rispetto di tutti quei Cittadini che hanno creduto in noi, restare “incollati” alla sedia”. La scelta, presa ancor prima che siano resi noti i rinvii a giudizio relativi all’inchiesta sul voto di scambio e su altre vicende accadute a Somma Vesuviana durante la campagna elettorale 2017, a meno di dimissioni di massa, aprirà all’ingresso in assemblea pubblica dei primi non eletti e saranno due nuovi consiglieri di maggioranza. La Raia e Scala invece, subito dopo le dimissioni dell’ex assessore Giovanni Salierno, passarono sui banchi di opposizione.

“Le telecamere ci spiano”: licenziati 4 iscritti al sindacato. E’ sciopero alla “Idea Bellezza” di Nola

La “Idea Bellezza” di Nola è uno stabilimento che commercializza cosmetici. Si trova nell’Interporto, a poca distanza dal centro commerciale Vulcano Buono, dove l’azienda ha un suo punto vendita. Qui, nell’impianto dell’Interporto, lavorano circa 30 operai. Ma sono sorti problemi, notevoli problemi: dall’installazione di una serie di telecamere di sorveglianza che secondo il sindacato starebbero “spiando” i lavoratori all’applicazione del contratto di categoria. Intanto l’azienda ha appena licenziato 4 dipendenti. Sono tutti iscritti al sindacato Uiltucs-Uil. Ora stanno scioperando, bandiere della Uiltucs tra le mani, davanti allo stabilimento. “Abbiamo proclamato 2 giorni di sciopero – dichiara Emanuele Montemurro, segretario della Uiltucs – a seguito della pretestuosa decisione aziendale di licenziare quattro dipendenti iscritti al nostro sindacato. Tutto questo sta accadendo perchè noi più volte abbiamo denunciato la mancata applicazione del contratto nazionale di lavoro e chiesto la rimozione dell’impianto di sorveglianza illegittimamente installato dall’azienda. Poi però la società ha contestato e licenziato i quattro dipendenti strumentalmente. Basti pensare che per due di loro il provvedimento è scattato con la contestazione di un orario di lavoro che non stavano effettuando, un orario sbagliato dunque, in cui i lavoratori non c’erano nell’impianto perchè erano stati comandati soltanto due ore dopo”. Lo sciopero sta proseguendo. L’impianto è bloccato.

Somma Vesuviana, controlli antidroga:arrestato un 24enne e denunciata una 22enne

Controlli antidroga dei Carabinieri. Una persona arrestata e una denunciata
Blitz antidroga dei carabinieri nelle città di Somma Vesuviana e Brusciano, nell’ambito di un servizio disposto dal Comando Provinciale di Napoli. A  Somma vesuviana, i militari della locale stazione insieme a quelli della sezione operativa hanno arrestato un operaio 24enne e incensurato per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Durante una perquisizione domiciliare rinvenuti 760 grammi di hashish, suddivisi in 8 panetti e 7 stecchette. La droga era nascosta nell’armadio di una camera da letto. Il 24enne è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio.Incensurata anche una 22enne di Somma Vesuviana denunciata dai carabinieri per lo stesso reato. Perquisita, la donna nascondeva nel giubbino 2,5 grammi di marijuana e una stecchetta di 0,6 grammi di hashish. Sarà segnalato alla Prefettura, invece, un 31enne di Ottaviano già noto alle ffoo, trovato in possesso di una bustina di marijuana di 0.9 grammi.Controlli e perquisizioni anche a Brusciano.  I carabinieri della locale stazione hanno setacciato il rione “ex lege 219” e rinvenuto in un sottoscala condominiale 76,29 grammi di cocaina e 125 grammi di marijuana. La droga – avvolta in una busta di plastica –  era già ripartita in dosi pronte per essere smerciata.

Sferra un pugno a un passante senza motivo, denunciato un quindicenne

I  Carabinieri  della stazione di Grumo Nevano denunciano un 15enne . Ha tirato un pugno ad un passante senza motivo.
I carabinieri della Stazione di Grumo Nevano hanno denunciato un 15enne del posto, responsabile di un’aggressione ai danni di  un 34enne di origini bengalesi che percorreva a piedi piazza Pio XII. Secondo quanto ricostruito dai militari il ragazzo, che sostava in piazza insieme ad altri coetanei, ha avvicinato la vittima e senza alcun motivo apparente l’ha colpita con un pugno in pieno volto. 20 i giorni di prognosi prescritti al 34enne per una frattura al setto nasale. I carabinieri, grazie all’analisi delle immagini di alcune telecamere installate nella piazza e nelle vie limitrofe, sono riusciti ad identificare l’aggressore. Il giovanissimo ha ammesso di aver colpito  ma non ha saputo spiegare il motivo del suo gesto.

Somma Vesuviana, alcune «chicche» dell’inchiesta sul voto 2017

Tra i comunicati politici (Pd, Italia Viva), tra le richieste di consigli comunali straordinari per discutere della situazione (Somma Futura), tra le dichiarazioni del sindaco Salvatore Di Sarno che confida nella magistratura, oggi dovrebbero dimettersi i consiglieri Maria Rosaria Raia e Andrea Scala (Insieme per Somma) che, pur non essendo coinvolti nell’inchiesta, hanno deciso di mollare prima che, eventualmente, la «nave» affondi. Chi si aspettava, come annunciato qualche ora prima dal sindaco domenica pomeriggio, prima della riunione di maggioranza convocata d’urgenza, un comunicato stampa corale è rimasto deluso. Ha parlato soltanto Di Sarno, facendo fede appunto nei magistrati. Le voci che circolano però non danno un quadro di politici propriamente tranquilli e ieri dovrebbero essere state ascoltate in Procura alcune persone su taluni fatti dell’inchiesta. Indiscrezioni parlano di udienze già fissate a breve e di dieci rinvii a giudizio partiti soprattutto sulla parte dell’inchiesta (corposa) che riguarda la compravendita di voti o, se si vuole, il voto di scambio. Già, perché nelle pagine dell’inchiesta, fatica e mezzi degli investigatori avrebbero monitorato e intercettato (telefoni ed ambienti) fino a portare alla luce un trend che a Somma Vesuviana, ma pure in paesi limitrofi, è sempre andato di moda: se nell’ultimo decennio si parlava di soldi in cambio di preferenze – do ut des mai tramontato – ma pure di lavatrici ed elettrodomestici consegnati a casa di elettori disposti a vendere un proprio diritto, nel 2017 ci si sarebbe, come dire, modernizzati. Elettori ed elettrici che avevano «cose da pagare» e chiedevano «regali», pacchetti di voti smerciati e pagati in anticipo che naturalmente richiedevano prove e dunque fotografie alla scheda nel seggio, richieste di posti di lavoro, farmaci pagati e ritirati da chi ne aveva bisogno direttamente in una farmacia di Somma Vesuviana ed esami medici a go go. Liste di attesa negli ospedali pubblici? In campagna elettorale, anno 2017, non occorreva. Pare che si chiedesse e c’era chi indirizzava per ottenere gratis qualunque cosa, e con decorosi limiti di spesa. C’è chi pagava 50 euro a voto, chi faceva risparmiare persino ticket sanitari, chi si limitava a pagare la spesa di medicine, chi sarebbe andato con pacchetti da diecimila euro in una precisa zona della città. E su tutto ciò c’è anche l’ombra di noti pregiudicati che, in un caso o nell’altro, un ruolo lo hanno avuto. Che fosse procacciare voti o sostenere apertamente o meno, qualche candidato. Tutto da provare, naturalmente, tutto da discutere nelle aule di tribunale dove – si sa – la verità giudiziaria non sempre coincide con quella…vera. Corposa l’inchiesta, dicevamo. E le indiscrezioni sono iniziate da tempo, tanto che si favoleggiava di oltre settemila pagine – manco Somma fosse Mafia Capitale (l’ordinanza relativa, per i curiosi, si ferma a 428). Sarebbero invece poco più di 1500 però, oltre ad avere risvolti che porteranno più indagati nelle aule di tribunale, rischierebbero pure di far saltare qualche amicizia e/o minare la fiducia tra compari e comparielli, alleati e/o amici di vecchia data che si sarebbero lasciati andare a commenti non proprio «felici» sull’uno o sull’altro. La responsabilità, in questi casi, è personale. Chi ha sbagliato, e lo diranno i giudici, pagherà. Però a Somma Vesuviana c’è una questione politica inderogabile che non si può far finta di non vedere. Le domande da farsi, tolti i comunicati stampa che invocano a gran voce chiarezza, fiducia nella magistratura e altre ovvie considerazioni, è: quanto influirà tutto ciò sulla vita amministrativa? Somma Vesuviana attendeva la svolta, attende ancora la pubblica illuminazione, attende lavori pubblici, attende aree verdi. Attendeva la svolta culturale e sociale, non certo quella giudiziaria. E ci chiediamo, giacché tra maggioranza e opposizione non sono di certo tutti coinvolti nella vicenda che poi si dipanerà in giudizio, come mai si dimette chi non lo è mentre chi sa benissimo di esserlo resta tranquillo al suo posto? Il garantismo è un valore, ma forse dovrebbe esserlo molto di più l’amore che tutti lor signori, da destra a sinistra, avete urlato dai palchi verso la vostra città.    

Somma Vesuviana, inchiesta sul voto 2017, Italia Viva “Occorre una nuova classe dirigente”

Dai locali responsabili di Italia Viva, riceviamo e pubblichiamo. In riferimento a quanto pubblicato dagli organi di stampa il Comitato di Italia Viva di Somma Vesuviana esprime forte preoccupazione per lo stato di incertezza politico creatosi sul futuro dell’amministrazione della nostra città. A nostro giudizio, serve la formazione di una nuova classe dirigente all’altezza per competenza ed efficienza che abbia a cuore il buon governo. Per questi motivi, saremo in prima fila per un nuovo modo di intendere la politica e per il rinnovamento e la formazione di una nuova classe dirigente e risponda alle esigenze e ai bisogni dei cittadini tutti. Il clima di incertezza non aiuta la governance e per questo auspichiamo che sia fatta chiarezza sui fatti di cronaca quanto prima possibile.  

Auto usate: la Campania è terza in Italia per compravendite

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Oggi gli italiani preferiscono le automobili e le moto usate, e i dati lo confermano, visto che si tratta di un settore che sta vivendo un forte successo negli ultimi tempi. Si tratta, in particolare, di un mercato sospinto in primis dalla convenienza economica di questa scelta e, in secondo luogo, dall’essere anche un comparto particolarmente ricco di alternative, in grado di andare incontro ad ogni gusto, aspettativa o budget. In tutto questo, se si analizza la situazione da un punto di vista regionale, la Campania dimostra di essere fra le zone d’Italia più interessate a questo mercato, tanto da aver raggiunto in Italia il terzo posto per compravendite.

Le auto usate piacciono ai campani

Cresce come detto il mercato delle vetture usate in Italia, sia a due che a quattro ruote. Stando ai numeri ufficiali emerge infatti come il comparto in questione abbia registrato un +5% in termini di vendite di moto di seconda mano, mentre la percentuale per le automobili usate ha raggiunto quota +3,6%. Piace in special modo il Diesel (+5,4%), mentre il report di ACI ha evidenziato anche il calo del nuovo e delle auto a gasolio (-23,6%). E la Campania? Da questo punto di vista, spicca fra le migliori tre regioni in Italia, con la sua medaglia di bronzo e il terzo posto in classifica. In tal caso il rapporto parla di oltre 26.300 passaggi di proprietà: meglio della Sicilia, del Piemonte e del Veneto. Soltanto la Lombardia e il Lazio sono riuscite a collezionare dati superiori a quelli campani.

Richieste di prestito: automobili usate prime tra le richieste in Campania

Le auto usate compaiono anche all’interno di un altro settore importante per la regione: quello dei finanziamenti. In Campania, infatti, il 17,8% di chi ha richiesto un finanziamento nel corso del trimestre tra maggio e luglio lo ha fatto con l’intenzione di comprarne una di seconda mano, affidandosi anche a siti specializzati per richiedere prestiti online per l’acquisto di auto, soprattutto usate Il dato ci fa capire quanto, in questa regione, sia presente quindi una forte preferenza per le varie opportunità offerte dall’acquisto di vetture usate, che superano addirittura le ristrutturazioni e le richieste di liquidità, rispettivamente al secondo e al terzo posto nelle preferenze dei cittadini campani. Altri settori inclusi in questa classifica sono il consolidamento debiti, l’acquisto di automobili nuove, l’acquisto di immobili, l’arredo, le spese mediche, per cui sempre più italiani si sono indebitati negli ultimi anni, e le motociclette usate. Concludendo, in questo momento nella nostra regione si registra una sempre maggiore attenzione verso il mercato delle vetture di seconda mano: dai numeri dei passaggi di proprietà a quelli relativi alle richieste di prestito, tutto sembrerebbe confermarlo.