Crisi rifiuti, indagati il vice-presidente della Regione Campania e un assessore comunale

La Procura di Napoli ha notificato 23 inviti a comparire ad altrettanti indagati tra i quali figurano il vice presidente della Regione Campania con delega all’Ambiente, Fulvio Bonavitacola, e l’ex vice sindaco e attuale assessore all’Ambiente di Napoli, Raffaele Del Giudice. Si ipotizza il reato di omissione di atti d’ufficio per presunte inadempienze nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti, da parte degli enti locali, che hanno causato sanzioni per 190 mln di euro nei confronti dell’Italia da parte dell’Ue. Tra i destinatari figurano ex e attuali funzionari pubblici, come l’ex l’amministratore di Sapna Gabriele Gargano e l’ex direttore di Asia Francesco Mascolo. Eseguite anche perquisizioni nelle sedi della Sapna (società della Città Metropolitana di Napoli che si occupa della gestione integrata dei rifiuti nella provincia del capoluogo) e dell’Asia (azienda integrata nel territorio del Comune di Napoli, che effettua i servizi di igiene ambientale). Fissato un calendario di interrogatori.

Sciopero alla “Idea Bellezza”di Nola, Gargiulo & Maiello: “Nostre telecamere non spiano nessuno. Licenziamenti giustificati”

 Richiesta di rettifica ai sensi dell’articolo 8 della legge 47/1948   Egregio direttore de Il Mediano, Scrivo la presente in nome e per conto della Gargiulo & Maiello S.p.a., in forza di specifico mandato ricevuto, al fine di significarLe quanto segue. Ieri, 4 febbraio 2019, è stato pubblicato sul sito del quotidiano da Lei diretto “Il Mediano.it” l’articolo titolato: “Le telecamere ci spiano: licenziati 4 iscritti al sindacato. E’ sciopero alla “Idea Bellezza”, a firma di Piero Neri. Va in primis precisato come Idea Bellezza sia il marchio di proprietà della Gargiulo & Maiello, società fondata nell’ormai lontano 1967, attiva da oltre cinquant’anni nel settore della distribuzione all’ingrosso e al dettaglio di articoli di profumeria e cosmetici. Un’azienda con un fatturato di gruppo di oltre 100 milioni di euro e che da lavoro, unitamente alla controllata Europrogetto, a circa 500 dipendenti. Ciò detto, ritiene la mia assistita, e a buona ragione, come il su citato articolo riferisca notizie assolutamente non riscontrate, destituite del benché minimo fondamento, invero solo lesive del suo buon nome e della sua immagine. E’ infatti assolutamente falso che l’azienda stia “spiando” i lavoratori mediante una serie di telecamere di videosorveglianza così come è falso che il licenziamento dei “4 dipendenti” iscritti al sindacato Uiltucs sia stato determinato dalle ragioni indicate nell’articolo. La Gargiulo & Maiello è società che nel corso della sua lunga storia ha sempre operato nel pieno rispetto dello Statuto dei lavoratori, garantendo a tutti i suoi dipendenti, nessuno escluso, la giusta e pina applicazione dei contratti collettivi di categoria succedutisi nel tempo. L’unica, sacrosanta verità, è che il licenziamento dei lavoratori, è stato in realtà determinato solo ed esclusivamente dalla condotta di questi tenuta durante l’orario di lavoro in assoluto dispregio delle norme, basilari, di sicurezza, poste a tutela della incolumità loro, dei colleghi e della produzione tutta siccome comprovabile in ogni sede. Le chiedo dunque di voler provvedere , ai sensi dell’art. 8 della legge 47/1948, alla rettifica di quanto riportato nel citato articolo nella collocazione prevista dalla legge e con risalto analogo a quello riservato la brano giornalistico cui la rettifica si riferisce. Riservata, in ogni caso, alla Gargiulo & Maiello ogni più ampia azione, in sede civile e penale, contro ogni eventuale coobbligato a tutela del suo buon nome. Distinti saluti                                          avv. Valerio Ciccariello   Risponde il giornalista professionista Pino Neri, autore dell’articolo contestato: Premetto che non conoscevo l’azienda in questione prima di imbattermi nella notizia dello sciopero e dei licenziamenti. Perché è una notizia giornalistica da pubblicare doverosamente e tempestivamente quando un sindacato proclama uno sciopero e a seguito di ciò i lavoratori manifestano, sventolando bandiere, davanti all’azienda e sulla pubblica via. Il mio dovere professionale è stato poi di capire perché il sindacato, la Uiltucs, avesse proclamato lo sciopero e perché i lavoratori della fabbrica che commercializza i prodotti “Idea Bellezza” stessero manifestando. Il rappresentante della Uiltucs mi ha quindi spiegato i suoi motivi, così come hanno fatto i lavoratori. Le loro dichiarazioni testuali sono state da me virgolettate e riportate integralmente. Non ho dunque affermato nulla di personale né mi sono lasciato andare a commenti arbitrari e soggettivi ma mi sono limitato a riportare quanto accaduto, a descrivere i protagonisti del fatto, cioè lo sciopero e la manifestazione pubblica degli operai, e a riferire le loro spiegazioni sul perché della loro azione sindacale. E’ del resto ciò che hanno fatto nella stessa giornata del 4 febbraio altre testate giornalistiche on line, che nel riportare il fatto, lo sciopero e la manifestazione, hanno scritto le stesse cose che ho scritto io. Esattamente le stesse. Articoli di altre testate, che riportano contenuti anche più lunghi di quelli che ho pubblicato io, che sono finiti in un comunicato nazionale diramato in tutta Italia dal sito del sindacato Uiltucs-Uil. Esistono inoltre ampie prove documentali del fatto che il braccio di ferro tra i lavoratori e la Gargiulo & Maiello sia stato originato dalla questione della videosorveglianza aziendale e da quella dell’applicazione del contratto di lavoro. infine, per quanto riguarda i licenziamenti, da cui poi è scattato il conflitto di strada (la manifestazione), mi sono limitato a registrare le dichiarazioni del sindacalista che rappresenta le ragioni dei lavoratori che hanno perso il posto. Distinti Saluti                                                          Pino Neri  

Pomigliano d’Arco, l’assessore Tartari: “Un protocollo tra comuni per una nuova sensibilità ambientale”

Un Tavolo per l’Ambiente (e per il futuro). Anche in altri comuni dell’area nolana le misure varate da tempo a Pomigliano d’Arco: dalla installazione degli abbattitori su tutti i tipi di canne fumarie, una limitazione del traffico veicolare e l’impegno costante per l’ambiente. Nasce dunque il primo protocollo di intesa per le attività finalizzate a contenere l’inquinamento nell’area che comprende varie realtà, da Brusciano a Marigliano, da Mariglianella a San Vitaliano e oltre. Territori in cui vi sono diversificate problematiche ambientali che riguardano in primis l’inquinamento atmosferico. Il protocollo, che durerà un anno salvo tacito rinnovo, prevede l’intervento dell’azienda ASM, la municipalizzata pomiglianese che si assume impegni di intervento nei confronti dei cittadini, residenti in tutti i comuni firmatari del protocollo, e degli esercizi commerciali. «L’Asm fornirà abbattitori per le canne fumarie limitando i costi e sarà più semplice per tutti anche sostituire gli impianti domestici con quelli a condensazione – spiega l’assessore Mariagrazia Tartari (responsabile dell’Ambiente nella giunta comunale di Pomigliano d’Arco)- sono incentivi che hanno una duplice finalità: consentire a chi intende dotarsi di apparecchiature moderne e soprattutto non inquinanti e salvaguardare l’ambiente, di conseguenza la propria salute e quella altrui. Ma è solo l’inizio perché questo protocollo favorirà una sinergia irrinunciabile, una collaborazione che permetterà la puntuale realizzazione delle attività previste e, non ultima, una più diffusa sensibilità ambientale».

Somma Vesuviana, il sindaco Di Sarno replica alla minoranza: «Tutti, me compreso, vogliono la verità».

 Alla nota dei consiglieri Piscitelli, Allocca, Di Pilato, Parisi, che incitava il sindaco ad andare in Procura per far luce su quella che hanno definito «presunta» indagine, replica il sindaco: «L’unico timore è che per colpa di qualcuno si macchi la reputazione di Somma Vesuviana». «Il sindaco di Somma Vesuviana vada in Procura e chieda chiarezza sulle indiscrezioni e sulla continua fuga di notizie rispetto ad una presunta indagine riguardante le ultime elezioni amministrative, lo faccia da rappresentante delle istituzioni che non può permettersi di vedere una città in balia delle chiacchiere. Se non lo farà lui, lo faremo noi». È il testo della nota diffusa ieri a firma dei consiglieri comunali di minoranza del gruppo «Somma Futura», vale a dire il candidato sindaco del ballottaggio Celestino Allocca, Umberto Parisi e Vincenzo Piscitelli ma anche la consigliera di Forza Italia Lucia Di Pilato. Tutti loro chiedono che Salvatore Di Sarno, il sindaco eletto alla fine di quelle amministrative 2017, «intervenga con energia» sulla vicenda. Una vicenda che forse è bene ricapitolare: oramai dagli ultimi mesi dello scorso anno circolano a Somma Vesuviana pagine e pagine di trascrizioni relative ad un’inchiesta che sarebbe partita nel 2017, prima delle elezioni: ci sono abusi edilizi di politici, plichi protocollati in municipio in forma anonima, conversazioni che vertono sul voto prima e dopo il ballottaggio, conversazioni finalizzate ad organizzarsi per compravendita di voti, in cambio di soldi, di favori o di altro. Di rinvii a giudizio non si ha ancora notizia e nessuna delle persone coinvolte si è fatta avanti per rivelare se sia stato o meno ascoltato, se abbia ricevuto avvisi di garanzia o se sia stato, laddove tutto questo vi abbia condotto, rinviato a giudizio. Intanto la diffusione della notizia ha portato alle dimissioni di due consiglieri comunali, Mariarosaria Raia e Andrea Scala del gruppo Insieme per Somma, esponenti di opposizione ma eletti nel 2017 con la maggioranza, ossia in sostegno di Di Sarno. Loro due hanno deciso che – con questa coltre di nebbia e chiacchiere che sta avvolgendo la città, non fosse più il caso di rimanere in assise, eppure nessuno dei due risulta sfiorato dall’inchiesta. Intanto, i consiglieri di Somma Futura e la consigliera di Forza Italia avevano chiesto un consiglio comunale urgente, richiesta che ora ribadiscono, aggiungendo: «Tuttavia è ancora più urgente tutelare le istituzioni e sottrarle alle parole della piazza. Noi crediamo che chi rappresenta le istituzioni oggi non possa tacere: Salvatore Di Sarno si presenti alla Procura di Nola e chieda chiarezza. Va difesa la democrazia e va difesa anche la magistratura, oggi tirata per la giacchetta da un clima torbido che non aiuta nessuno». Fughe di notizie, chiacchiericci, una situazione che si riverbera inevitabilmente non solo sull’amministrazione comunale ma su tutta la politica locale. Ed è il sindaco a replicare. «Io in Procura posso anche andarci – dice Di Sarno –  ma a chiedere cosa, se c’è un’indagine?  A chiedere di fare presto? La magistratura inquirente sa quando chiudere il fascicolo. Tutti coloro che non hanno niente a che fare con le indagini, vogliono a tutti i costi la verità. Me compreso. Ne ho bisogno soprattutto per diradare ogni dubbio su chi è coinvolto.  L’unica cosa che so è che chi ha la coscienza pulita non deve preoccuparsi. Ho solo il timore che per colpa di qualcuno si macchi la reputazione di Somma Vesuviana e che la dignità di un paese venga messa alla forca». Forse la cosa più triste in tutta questa vicenda che potrà o meno, prima o dopo, avere seguito sono i commenti social dei cittadini che reagiscono all’ipotesi che uno o più sommesi siano coinvolti nella compravendita di voti. «Mica è una novità». «Si è sempre fatto». Ecco, l’anomalia è questa. L’incapacità di indignarsi ancora.  

Musica contro le mafie a Sanremo

Premi agli artisti, incontri con gli studenti, showcase. Si è conclusa ieri 4 febbraio a Casa Sanremo la premiazione della decima edizione del Premio “Musica contro le mafie”. La serata, presentata da Claudio Guerrini, conduttore radiotelevisivo e storica voce di RDS; sancisce un lungo percorso di sensibilizzazione iniziato oltre un anno fa e che ha permesso alla manifestazione di raggiungere enormi riscontri con numeri da record: oltre 500 artisti hanno risposto alla call e ben 10 sono stati i finalisti live durante la “5 giorni di Musica contro le mafie” di Cosenza. Alla premiazione hanno partecipato, insieme al Coordinamento di Libera della Provincia di Imperia, anche gli studenti delle scuole di Sanremo, Imperia, Arma di Taggia, Ventimiglia e Bordighera, che oltre a svolgere un ruolo attivo nella giuria sono i principali fruitori della musica e destinatari di un messaggio di impegno e consapevolezza, di invito alla cittadinanza attiva. Il sodalizio con il patrón di Casa Sanremo, Vincenzo Russolillo, capace di coniugare forma e sostanza, glamour e contenuti, si conferma anche quest’anno, così come l’impegno concreto e l’attenzione alle tematiche sociali. Il valore aggiunto di questa edizione è stata l’interazione tra mondi apparentemente lontani ma che invece diventa possibile grazie al linguaggio universale della musica. Prima della cerimonia di premiazione è stato presentato il nuovo progetto di residenza artistica “Sound Bocs” (realizzato grazie a Mibact e Siae) che vedrà giovani artisti in un quartiere creativo in stile mitteleuropeo nel cuore della Calabria. I premi assegnati: la menzione del Club Tenco è andata al brano “Restiamo Umani” di Fabio Messieri dove la canzone d’autore e l’impegno civile si fondono e creano un appello accorato per tendere le mani all’altro. La menzione speciale di Musica contro le mafie insieme alla “targa giovane autore”, una borsa di studio di SIAE, è andata al brano “Non siamo pesci” di Chris Obehi, un lottatore di speranza e di vita incontenibile contro l’emorragia di umanità. Premio speciale “La musica può”, assegnato da Mklive attraverso “Perchicrea” di SIAE e MIBACT per gli artisti under 35, a Cance con il suo brano “Conosci?” sulle illusioni di una generazione tradita. Il premio Musica contro le mafie 10^ ed., opera realizzata dal maestro orafo Michele Affidato, è stato assegnato ai Romito, secondi classificati con il loro brano “Cosa ‘e niente” ci ricordano come sia importante scegliere da che parte stare prendendo posizione in situazioni di ingiustizia senza restare inermi. Con questo testo in lingua napoletana si sono voluti contrapporre a quella musica che diventa, suo malgrado, mezzo di diffusione ideologica di valori di marginalità e delinquenza. Prima classificata Micaela Tempesta che con la sua preghiera eretica “4m3n” (Amen) cruda e irriverente, ci ricorda come sia importante che la dimensione spirituale e l’impegno civile coincidano. Da “quella dell’ultimo banco”, come si è definita, ha fatto il pieno di premi, vincendo anche l’esibizione al prossimo concerto dell’Uno Maggio libero e pensante di Taranto e un tour nei festival del circuito Keepon Live. Alle ore 19 la Sala Lounge di Casa Sanremo ha ospitato lo showcase di tutti i premiati, con un infaticabile Claudio Guerrini che, al termine delle esibizioni, insieme al presidente di Musica contro le mafie Gennaro de Rosa, ha dato appuntamento alla prossima edizione” Il Premio è stato Ideato e organizzato dall’Associazione “Musica contro le Mafie” sotto l’egida di Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie), con il patrocinio di Avviso Pubblico e Legambiente, il Premio è un progetto culturale che si realizza con il supporto di preziosi contributi di Siae, Doc Servizi, Acep, Unemia, Omnia Energia, EarOne con il contributo istituzionale di Avviso Cultura PAC Calabria 2017/2019 di Regione Calabria e Comunità Europea e con la partnership di Casa Sanremo, Club Tenco, Uno Maggio Libero e Pensante, Keep On, Primo Maggio Roma, Officine Buone e il Maestro orafo Michele Affidato.

Pomigliano d’Arco chiede Verità per Giulio Regeni

«Pomigliano d’Arco chiede la verità per Giulio Regeni». Da questa mattina, come è stato fino ad oggi per quella dedicata alla senatrice Liliana Segre, è affissa sulla facciata del Municipio di Pomigliano d’Arco una gigantografia con questo testo.       Giulio Regeni, dottorando italiano dell’Università di Cambridge, fu rapito in Egitto il 25 gennaio 2016 e ritrovato senza vita il 3 febbraio successivo. Da allora la famiglia chiede verità sulla sua fine.

Elezioni regionali in Campania, la proposta di Capasso: “Leader del centrodestra vengano a Ottaviano per confrontarsi”

“Vi invito tutti a Ottaviano per incontrare gli amministratori locali e con loro scegliere il candidato che dovrà raccogliere la sfida di guidare la Regione nei prossimi cinque anni. Abbiamo il dovere di essere più veloci dei veti incrociati, per dare a questa terra un governo capace e non calato dall’alto”. Così il sindaco di Ottaviano, esponente del centrodestra, Luca Capasso lancia un messaggio ai leader nazionali Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, ma anche a Mara Carfagna, a Stefano Caldoro e a tutti coloro dicono di avere a cuore il bene della Campania. Il primo cittadino invita i leader della coalizione di centrodestra a confrontarsi con gli amministratori locali sulle prossime elezioni regionali in Campania: un modo per affrontare tutti insieme la questione della candidatura a presidente e del programma. Spiega Capasso:  “Personalmente sono stanco di leggere ogni giorno un nome e un minuto dopo di assistere all’epidemia di mal di pancia in Forza Italia o nei partiti della coalizione, sono sinceramente deluso dal gioco al massacro che si apre un minuto dopo che qualcuno lancia questa o quella candidatura”. Aggiunge il sindaco: “Una classe dirigente, seria e capace, può e deve discutere e confrontarsi, anche aspramente, però ha anche l’obbligo di assumersi al momento giusto la responsabilità di fare delle scelte e di farle in modo trasparente, coerente, intelligente. Invece stiamo assistendo ad  lento e inesorabile logoramento sui nomi, che finisco col dare agli avversari politici un vantaggio di cui non hanno certo bisogno” Di qui l’idea: “Venite a Ottaviano, incontrate tutti e facciamo sintesi. Ci state?”

Presunta indagine a Somma Vesuviana, i consiglieri di minoranza: “Sindaco si presenti in Procura e chieda chiarezza”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal gruppo Somma Futura, Celestino Allocca, Umberto Parisi e Vincenzo Piscitelli e dalla consigliera di Forza Italia Lucia Di Pilato   “Il sindaco di Somma Vesuviana prenda in mano la situazione, vada in Procura e chieda chiarezza sulle indiscrezioni e sulle continua fughe di notizie su una presunta indagine riguardante le ultime elezioni amministrative. Lo faccia da rappresentante delle istituzioni che non può permettersi di vedere una città in balia delle chiacchiere. Se non lo farà lui, lo faremo noi”. Così i consiglieri comunali del gruppo Somma Futura, Celestino Allocca, Umberto Parisi e Vincenzo Piscitelli e la consigliera di Forza Italia Lucia Di Pilato invitano il primo cittadino di Somma Vesuviana a intervenire con energia nella questione delle indagini sulla recenti elezioni in città. Spiegano i consiglieri comunali: “Abbiamo chiesto un consiglio comunale urgente: è una richiesta che ribadiamo. Tuttavia è ancora più urgente tutelare le istituzioni e sottrarle alle parole della piazza. Noi crediamo che chi rappresenta le istituzioni oggi non possa tacere: Salvatore Di Sarno si presenti alla Procura di Nola e chieda chiarezza. Va difesa la democrazia e va difesa anche la magistratura, oggi tirata per la giacchetta da un clima torbido che non aiuta nessuno”      

“Diventare Donna a Muyeye”, il nuovo ed interessante progetto del Rotary Club

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal Rotary Club Nell’attuare le finalità del motto di quest’anno , Il Rotary connette il mondo, e dopo un’attenta e diretta valutazione dei bisogni della comunità di Muyeye in Kenya, con una particolare attenzione alle adolescenti in età scolare, è nato un progetto ambizioso ma facilmente realizzabile che ha messo in connessione e unito nell’azione 9 club Rotary e 2 Club Rotaract di 3 distretti differenti (2100-2000-9212) I Rotary Club Nola Pomigliano d’Arco e Acerra Casalnuovo A.Montano , in collaborazione con il Rotary Club di Malindi (Kenya),  hanno proposto un service al quale si sono attivamente associati i seguenti Club : Campania Napoli, Ottaviano, Poggiomarino Vesuvio Est, Marigliano Adrianea, Torre Annunziata Oplonti, Schaffhausen-Munot (Svizzera) e i Club Rotaract di Nola Pomigliano d’Arco e Malindi. Il progetto “Diventare Donna a Muyeye” – il Rotary in un percorso di educazione all’igiene e alla consapevolezza –  è inquadrato nell’ Azione Comunitaria Internazionale del Rotary, finalizzata alla promozione e sviluppo di attività umanitarie e messa in pratica attraverso la sponsorizzazione e/o volontariato a favore dei progetti internazionali.  Le aree di intervento coinvolte sono la prevenzione e la cura delle malattie, i servizi e l’igiene, la salute della donna, l’ alfabetizzazione e l’educazione di base. Ben 2.5 milioni di persone nel mondo non hanno accesso a strutture igienico- sanitarie adeguate e 1.400 bambini muoiono ogni giorno a causa di malattie dovute alla mancanza di servizi igienici e acqua pulita. Per le donne la situazione è ancora più difficile perché durante il ciclo mestruale avrebbero bisogno di una maggiore cura della persona. Inoltre, ci sono ancora oggi molti Paesi nel mondo dove il ciclo mestruale costituisce una problematica complessa, un grande tabù. In tante zone dell’Africa molte ragazzine non sono a conoscenza delle mestruazioni e molto spesso l’arrivo del menarca le terrorizza perché non comprendono costa stia succedendo al loro corpo. Inoltre gli assorbenti sono molto costosi e molte ragazze usano stracci o altri materiali poco igienici, o peggio ancora rimedi primitivi, per tamponare il flusso durante le mestruazioni mettendo ad alto rischio gli organi genitali e l’apparato riproduttivo. La mancanza di assorbenti, di condizioni igieniche adeguate e di una corretta informazione sul ciclo mestruale è anche causa di una forte dispersione scolastica che spesso porta all’abbandono: molte bambine e ragazze saltano le lezioni compromettendo fortemente il raggiungimento di quella libertà che solo la cultura può offrire. Questo compromette fortemente l’educazione di base delle ragazze rispetto ai ragazzi della stessa età, aumentando la disparità di genere che già esiste per ragioni culturali. Una disinformazione diffusa, dovuta spesso a tabù culturali, insieme all’assenza di acqua e al costo elevato degli assorbenti, impediscono alle ragazze e alle donne di evolversi culturalmente, oltre a diffondere malattie con conseguenze spesso insanabili. La finalità del service è quella di fornire l’acqua grazie alla costruzione di un pozzo nel villaggio rurale di Muyeye ( Malindi) in Kenya e di formare le giovani adolescenti del villaggio di Muyeye sull’importanza di una corretta igiene personale e l’ uso di assorbenti durante il ciclo mestruale, attraverso un programma di educazione all’igiene nelle scuole e una fornitura annuale di assorbenti. Il progetto prevede la sponsorizzazione, da parte di ogni club, ma anche di amici non rotariani, di almeno 1 ragazza adolescente keniota, nel villaggio di Muyeye,  per la fornitura annua di assorbenti al costo di euro 30,00 all’anno per ragazza . All’atto della sponsorizzazione sarà inviata una foto della ragazza con il nome, l’età e una breve descrizione.  Data l’importanza della continuità di tale progetto chiediamo ai club aderenti di impegnarsi almeno per una triennalità. Alle ragazze verrà consegnato un kit contenente: la fornitura di assorbenti igienici per un anno (2 pacchi al mese per un totale di 24 pachi), 1 t-shirt con il logo del progetto, 2 slip ,12 saponette, 1 asciugamani, un opuscolo informativo sull’importanza di una corretta igiene intima e sull’uso di assorbenti igienici e un opuscolo informativo sul corretto smaltimento degli assorbenti. Info: progettomuyeye@gmail.com Il coordinatore del progetto Michelangelo Riemma racconta come è nato il suo legame con la comunità di Muyeye :  –   il mio primo viaggio è stato nel 2010 con la scuola di cui sono Dirigente Scolastico, l’Istituto Comprensivo “Aldo Moro” di Casalnuovo, gemellata dal 2012 con l’Almona Academy school di Muyeye, nei pressi di Malindi.  In questi anni volontari medici, l’intera comunità educante dell’IC Aldo Moro e tante altre persone hanno contribuito allo sviluppo della comunità di Muyeye. Nel 2018, con l’azione umanitaria chiamata “Una vacanza donando un sorriso” frutto di un service dei Club Rotary Acerra Casalnuovo A.Montano e Nola Pomigliano d’Arco, di cui sono socio e Past President, e il Rotaract Nola Pomigliano d’Arco, sono partito insieme a mia moglie , la dott.ssa Felicia Mocerino, le mie figlie rotaractiane Mena e Francesca, gli amici del Rotary Acerra Casalnuovo A.Montano, Teresa De Dominicis e il marito Sandro Del Pozzo, e la giovane Eleonora Ricco. Insieme siamo tornati nel villaggio di Muyeye dove abbiamo fatto costruire la tettoia per la mensa e le sedie per le aule dell’Almona school. Da un confronto attento e significativo con la Dirigente Scolastica dell’Almona Academy school e la capo villaggio delle donne di Muyeye, siamo venuti a conoscenza che la forte dispersione scolastica delle ragazze di Muyeye era causata dall’arrivo del ciclo mestruale e dall’impossibilità economica di acquistare assorbenti igienici. Problematica che oltre a portare all’abbandono scolastico , è causa di gravi malattie per l’apparato riproduttivo. Nello stesso periodo abbiamo conosciuto gli amici rotariani del Club di Malindi con i quali abbiamo trascorso una serata durante la quale è nata una forte  collaborazione per migliorare la vita della comunità di Muyeye.  Spinto dalla mia propensione al service rotariano e dal mio ruolo professionale di dirigente scolastico, ho sempre creduto nella forza delle azioni che ispirano sinergie efficaci e proficue per la comunità. Così, dalla connessione con numerosi club Rotary e Rotaract  ha iniziato a prendere forma  il progetto “Diventare Donna a Muyeye”  che sta coinvolgendo l’intera comunità rotariana e non; numerose sono le donazioni di amiche e amici non rotariani che si sono uniti alla nostra azione umanitaria. E’ quindi con grande orgoglio e convinzione  che posso sostenere l’affermazione del presidente internazionale :  “Il Rotary connette le persone e le unisce nell’azione” .  

Nola, la Scuola Imprenditoriale Diocesana aperta a giovani e adulti

Opportunità di impresa e formazione di qualità per uomini e donne dai 21 ai 50 anni: quando la Chiesa non sta a guardare.

 

Lezioni di impresa? Ci pensa la Diocesi di Nola, precisamente la Pastorale Sociale e Lavoro, la Pastorale Giovanile e la Caritas che, insieme, hanno ideato un percorso formativo di alto livello per creare impresa all’insegna dei valori cristiani. Il progetto ha la collaborazione dell’Università Federico II e della Camera di Commercio di Napoli, partner ufficiali dell’iniziativa che si articola su quattro moduli: le fondamenta cristiane e laiche con un approfondimento del vangelo, della dottrina sociale della chiesa e della Costituzione; il mercato, l’impresa, le opportunità territoriali, le vocazioni locali, l’economia civile, l’idea business; e ancora i capitali, i finanziamenti, le banche, la qualificazione del personale; infine le varie forme societarie con lo studio delle cooperative, delle società di capitali, dei consorzi, degli enti, delle associazioni.  L’esperimento pilota mira a formare giovani e adulti tra i 21 e i 50 anni affinché siano competenti e comprendano, con una visione etica ed avanzata, la gestione aziendale, l’economia, la finanza.

Nel corso del primo incontro della Scuola Imprenditoriale Diocesana tenutosi al seminario vescovile di Nola, il vescovo Francesco Marino ha concluso l’incontro “Questa scuola di formazione è un impegno di tutti. E tutti ce la dobbiamo mettere tutta. Da questa opportunità formativa potrebbe nascere qualche importante e bella opportunità per il nostro territorio. Perché questo avvenga, impegniamoci tutti e facciamo rete, una rete generatrice di buone pratiche e di speranza”.

 Si è parlato dell’importanza della formazione, della necessità di luoghi per orientare i giovani nelle scelte per il futuro, di luoghi dove ci si possa fermare e imparare a discernere e ad essere prima di tutto imprenditori di se stessi. Si è parlato della necessità di tornare a pensare e di imparare a saper leggere il territorio e le sue risorse. Si è parlato dell’importanza dell’impresa per il bene comune. E tra gli obiettivi c’è, soprattutto, la dignità della persona in un territorio difficile e in un momento ancor più complicato quando la disoccupazione raggiunge livelli spaventosi. Dunque, la diocesi che vanta una Pastorale dedicata proprio al Sociale e al Lavoro, fa la sua parte in maniera non comune per creare cultura ed evitare la rassegnazione.

La scuola Imprenditoriale diocesana vuole aggregare giovani, imprenditori e professionisti che, a partire dalla propria fede e dalla passione per il proprio territorio, si impegnano a valorizzarne le risorse, in vista del bene comune e proprio pensando al territorio campano, alla disoccupazione giovanile e alla bassissima densità di imprese cristiane della Regione.

Il percorso formativo inizierà sabato 15 febbraio. Le iscrizioni sono aperte fino al giorno precedente, venerdì 14, scaricando il modulo dal sito www.diocesinola.it e inviandolo compilato a diocesi.nola@progettopolicoro.it o semplicemente contattando il numero 3394162512