Napoli. Compravendita di posti di lavoro e titoli universitari, due arresti

A finire in manette, un ex dipendente dell’Università Federico II di Napoli ed un ex poliziotto. Un ex dipendente dell’Università Federico II, Ciro Palumbo, e un ex poliziotto, Domenico Del Giaccio, sono stati arrestati dai carabinieri del Nas nell’ambito di indagini su presunte compravendite di posti di lavoro nella Pubblica Amministrazione e di titoli di studio universitari. A Del Giaccio viene contestato l’accesso abusivo alle banche dati in uso alle forze dell’ordine mentre Palumbo, secondo la Procura di Napoli, si sarebbe offerto di mediare, in cambio di migliaia di euro, con alcuni impiegati della Federico II e delle Asl di Napoli e Caserta promettendo ai suoi “clienti” assunzioni e il superamento di esami universitari e dei test di accesso alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. Tutto è emerso nel luglio 2017, in un’indagine che ha portato a delle perquisizioni del Nas (coordinati dal tenente colonnello Vincenzo Maresca e dal tenente colonnello Gennaro Tiano) il giorno precedente i testi di medicina. Intercettate conversazioni in cui Palumbo millantava sviluppi positivi delle pratiche, colloqui propedeutici alle assunzioni e conversazioni con funzionari compiacenti.

Auchan-Conad, salvataggio flop: cassa integrazione per 364 nel Napoletano. 5323 in Italia

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Per ottenere la cassa integrazione che Conad, attraverso la società Margherita distribuzione, ha appena chiesto al governo sarà necessario oltre al placet dei ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico anche un accordo con i sindacati. Altrimenti la strada sarà tutta in salita per la cooperativa finanziaria bolognese che nella primavera dell’anno scorso ha acquisito da Auchan l’intero comparto italiano della multinazionale francese, scappata a gambe levate dallo stivale. Coop che ora chiede di mettere in cassa integrazione straordinaria il 60 per cento degli 8873 addetti dei 113 tra ipermercati e supermercati su cui intende agire senza ostacoli. Ma agire come ? Alla solita maniera, draconiana quanto semplice:  tagliando posti di lavoro, ridimensionando gli impianti oppure “girandoli” ad altre aziende. Cassa integrazione straordinaria che dunque dovrà coinvolgere 5323 addetti e che in base alle indiscrezioni Conad ha giustificato con un piano di ristrutturazione per crisi (solo annunciato ma non dettagliato e quindi molto vago) puntato sulla necessità di ridurre le ingenti perdite che tutti questi punti vendita stanno facendo registrare. Intanto, facendo un rapido calcolo basato sulla percentuale di cassa integrazione preannunciata, ammontano a 364 gli addetti da mettere in cassa integrazione sui 608 complessivi degli ipermercati di Nola (140 dipendenti), Mugnano (123 dipendenti), Giugliano (236 dipendenti) e Pompei (109 dipendenti). Ma su come Conad voglia distribuire la cigs impianto per impianto c’è il silenzio assoluto. C’è solo una data di scadenza dell’uso della cigs per quest’anno: il 31 dicembre. E’ anche probabile che una volta ottenuto il si del governo ( secondo i rumors molto difficile da conseguire ) la cooperativa decida di chiudere interi punti vendita. C’è però anche il parere definitivo dell’antitrust, circa l’acquisizione da Auchan dell’intero comparto nazionale,  che pende su tutta quanta la faccenda. Parere che è atteso entro i primi di marzo. A ogni modo in Campania la sensazione netta è che stiano rischiando grosso tutti gli ipermercati. Tanto per fare un esempio Conad ha già dichiarato che l’ìpermercato di Nola,  ubicato nel centro commerciale Vulcano Buono, non rientra nei suoi piani futuri e che gli altri iper campani saranno pesantemente ridimensionati.

Somma Vesuviana, pubblica illuminazione: forse la svolta a San Valentino

Quella pubblica illuminazione ancora al palo… Alfine l’incontro, che si pensava decisivo (leggi qui), c’è stato. Nella riunione tenutasi martedì mattina tra le parti si è giunti ad una possibile svolta. La Enel Energia  si è fatta accompagnare da un noto consulente amministrativo che ha praticamente illustrato al sindaco, alla  responsabile dei lavori pubblici,  alla responsabile deil’urbanistica, al segretario generale e ad alcuni consiglieri presenti, tutti i rischi contabili a cui si sta esponendo il Comune nel non dare ancora il via libera ai lavori. L’azienda  ha invitato l’amministrazione ad attenersi al codice degli appalti e a rispettare il contratto siglato ormai da diversi mesi. L’amministrazione comunale dal canto suo ha annunciato che il tanto atteso parere della soprintendenza è arrivato  da pochissimi giorni ed è positivo. Dunque, le parti si incontreranno venerdì mattina poiché anche l’amministrazione ha chiesto qualche giorno per prendere atto del parere della soprintendenza e per una nuova consulenza con gli avvocati dell’ente. Venerdì mattina il braccio di ferro tra le parti dovrebbe trovare la parola fine e portare “alla luce” un nuovo inizio.

È l’anastasiana Almerina Bove il nuovo commissario della Fondazione Ravello

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L’avvocato Almerina Bove

Avvocato, vice capo di Gabinetto del governatore Vincenzo De Luca, ieri mattina Almerina Bove è stata nominata commissario straordinario della Fondazione Ravello. 

Il consiglio generale di indirizzo della Fondazione Ravello è stato convocato ieri nella sede di viale Wagner, tracciando il percorso che porterà in tempi brevi al nuovo statuto dell’ente che organizza il Ravello Festival. Ed è questa la fase che toccherà condurre all’avvocato Bove che succede a Mauro Felicori. Oltre ad Almerina Bove designata per la Regione Campania, i componenti chiamati a ratificare il nuovo statuto e designare il nuovo consiglio di amministrazione, sono: Giuseppe Testa, avvocato capo dell’Avvocatura regionale; Mario Vasco, dirigente dell’Ufficio Speciale per il controllo e la vigilanza su enti e società partecipate e Raffaele Balsamo, dirigente di Staff. Per il Comune di Ravello: il sindaco Salvatore Di Martino; l’avvocato Paolo Imperato; l’ex ragioniere comunale Michelangiolo Mansi. Per la Provincia di Salerno: il presidente Michele Strianese e Ciro Castaldo, dirigente del Settore Pianificazione Strategica e Sistemi Culturali.  

Sant’Anastasia, l’associazione «Possibile» presenta «Pulcinella è cattivo», ultimo libro di Gianluca Di Matola

L’appuntamento è alle 17, 30 di domani, venerdì 14 febbraio, alla biblioteca «Giancarlo Siani» di Madonna dell’Arco. Gianluca Di Matola ha accumulato premi e riconoscimenti letterari in giro per l’Italia con racconti e romanzi, ora presenta il suo ultimo lavoro «Pulcinella è cattivo» nella sua Sant’Anastasia. Il libro, edito da Clown Bianco è il vincitore del premio GialloLuna NeroNotte per il miglior romanzo inedito (assegnato nel 2018). La storia, un noir che si snoda nei quartieri popolari dell’hinterland napoletano, ha protagonisti che non dimenticherete facilmente. Degrado, pedofilia, temi forti. Ma la scrittura di Di Matola non diventa mai scabrosa o spiacevole. Ne parlerà, con l’autore, la giornalista Daniela Spadaro nell’evento organizzato dall’associazione Possibile che vede tra i fondatori Annarita De Simone.

Somma Vesuviana, il consigliere Sergio D’Avino: “Il consiglio comunale non è un bar”

Il consigliere di maggioranza Sergio D’Avino dice la sua – come avevano già fatto il presidente dell’assise Giuseppe Sommese e il consigliere di opposizione Pasquale Piccolo, sulla richiesta di Somma Futura che aveva chiesto di inserire all’ordine del giorno una discussione sull’inchiesta relativa al voto 2017 – che non ha ancora portato a provvedimenti giudiziari ma i cui atti di indagine sono inesplicabilmente circolati in numerosi ambienti sommesi. Di seguito la dichiarazione che D’Avino ha fatto pervenire al mediano.it “Molta è stata la meraviglia, non solo mia personale, ma di tutti i consiglieri di maggioranza e qualcuno di opposizione a fronte della richiesta di inserimento all’ ordine del giorno del Consiglio Comunale da parte di alcuni Consiglieri Comunali. Mi chiedo: come si può fare una richiesta di convocazione di un consiglio comunale sulla base di una notizia apparsa solo sugli organi di stampa? Nessun atto ufficiale è pervenuto né al Sindaco (in quanto rappresentante dell’Amministrazione) né ad alcun Consigliere Comunale. Ricordo a tutti che il Consiglio Comunale è l’organo principe e unico deputato per discutere delle problematiche della nostra amata città, e non certo per essere considerato alla stregua di un BAR dove poter fare la chiacchierata su cose inesistenti o presunte. Ed è inutile ergersi a paladini della Giustizia come è inutile dispensare consigli non richiesti di richieste di carichi pendenti e altro. La politica la si fa quotidianamente per le strade, tra la gente e non certo nelle aule di tribunale. Sarebbe opportuno abbassare i toni e fare silenzio rispettando il lavoro della magistratura. Se indagine esiste, è giusto che la magistratura, e solo essa, si occupi della questione. La fiducia nelle istituzioni è una prerogativa che non può essere abbandonata soprattutto da chi ricopre una carica istituzionale. Lasciamo fare ad ognuno il proprio lavoro. Noi per conto nostro continueremo RESPONSABILMENTE ad occuparci e a risolvere i problemi della nostra città e non ci limiteremo semplicemente a fare quattro chiacchiere al BAR. Se questo è costume di qualche Consigliere, farebbe bene a dedicarsi solo a quello”.

Somma Vesuviana, il presidente Sommese: «Basta strumentalizzazioni»

Torna sulla convocazione del consiglio comunale di dopodomani e sulla conferenza dei capigruppo di lunedì, il presidente dell’assise Giuseppe Sommese, dopo la diffusione della nota di Somma Futura (qui) Già ieri Sommese aveva detto la sua (qui), ma il presidente intende far sentire la propria voce, ancora una volta prima di venerdì, stigmatizzando quelle che definisce «strumentalizzazioni», sui social e altrove. «Deve essere chiaro, limpido, cristallino, che la conferenza dei capigruppo avrebbe accolto la proposta di Somma Futura, se il capogruppo avesse saputo presentarla – dice Sommese – non soltanto definendo l’oggetto della discussione che si chiedeva ma, giacché pretendevano un consiglio monotematico, anche presentando la richiesta con il numero sufficiente di firme, come da regolamento del consiglio comunale e come stabilito dal Testo Unico degli Enti locali». Evidentemente Sommese si riferisce al comma 2 dell’art. 39 del Tuel che stabilisce come la convocazione di una seduta di assise debba essere richiesta da un quinto dei consiglieri. «In assenza di ciò, giacché non hanno saputo nemmeno argomentare, la loro richiesta andava ovviamente respinta». Ma a quali strumentalizzazioni si riferisce Sommese? «Il ruolo dei consiglieri comunali è una cosa seria, non può essere messo alla berlina sui social  – prosegue il presidente – ho visto e letto chi ipotizza che l’amministrazione fugga dal confronto ma non c’è nulla di più falso. Il confronto si fa sui fatti. Vogliono protestare in consiglio comunale? Vogliono mettere striscioni, incatenarsi? Vogliono portare in aula questi famosi atti che starebbero circolando? Li vogliono leggere in Consiglio? Vedremo, ma intanto i cittadini devono sapere che né la conferenza dei capigruppo, né l’ufficio di presidenza, hanno proibito alcunché, stiamo solo rispettando leggi, norme e regolamenti come tutti dovrebbero fare nel rispetto del ruolo».  

Quando a Somma Vesuviana  arrivò l’epidemia “spagnola”…..

A Somma Vesuviana, nel 1918, durante l’epidemia di spagnola si ebbe un aumento della mortalità totale a poco più del triplo del normale: l’aumento interessò tutte le fasce d’età, ma particolarmente quelle a maggior impegno lavorativo e sociale, ed in modo prevalente interessò soggetti di sesso femminile. L’influenza, normalmente, come ben sappiamo, è una malattia generale dell’organismo, causata da uno specifico virus, caratterizzata essenzialmente, e nella maggior parte dei casi, nella forma non complicata, da febbre più o meno elevata, dolori articolari, muscolari e/o ossei. Essa si presenta periodicamente – afferma il dott. Vincenzo Perna – interessando un numero più o meno grande di persone e la sua comparsa periodica è da mettere in relazione alla comparsa di nuovi ceppi di virus, diversi (antigenicamente) da quelli responsabili delle infezioni precedenti. Si parla in genere di pandemia (vedi coronavirus) o epidemia a secondo della numerosità della popolazione contagiata. Pandemie influenzali sono state segnalate durante il secolo scorso, ma la più grave di cui si abbia notizia si manifestò con caratteri di particolare gravità nel maggio del 1918 in Spagna (da cui il nome spagnola), interessando poi le popolazioni di tutti i continenti.  Più atroce della peste del 1348 e di qualsiasi altra pandemia di cui si abbia memoria, fu però sminuita durante la sua devastante diffusione e poi fatta cadere nell’oblio. Nel corso del primo conflitto mondiale non si volevano ulteriormente deprimere truppe e civili, e infatti tra i pochi Paesi che ne davano notizia vi era la Spagna – da cui il nome – che era neutrale, e si tendeva perciò a minimizzarla e a dare solo poche indicazioni comportamentali di massima. Gli studi, all’epoca, determinarono che i morti dovuti a tale pandemia furono circa 20 milioni nel mondo ed oltre 300.000 in Italia. Dall’esame di alcuni campioni di tessuto polmonare di militari morti a causa della grande influenza si accertò che il virus responsabile era di origine suina.  Ma quali conseguenze provocò la spagnola a Somma Vesuviana? Dagli esami dei registri cimiteriali e grazie ad alcune considerazioni logico – aritmetiche, il Dott. Vincenzo Perna constatò nel 2001 che durante l’epidemia di spagnola morirono a Somma circa 270 cittadini, di cui 118 maschi e 152 donne con un plus di morti nel sesso femminile di 34 unità. Il picco determinato dall’eccesso di mortalità dovuto all’influenza si verificò durante l’intervallo di un semestre e per la precisione dal mese di settembre 1918 al mese di febbraio 1919. A ciò si aggiunse, nel periodo febbraio – aprile 1919, sempre a Somma, una piccola epidemia di vaiolo, che provocò altri 16 morti. L’ammalarsi di influenza spagnola, particolarmente, in gravidanza comportò a quell’epoca per tante donne sommesi un neonato sicuramente morto; così come l’ammalarsi dell’infante, prima del compimento del primo anno di età, determinò tante morti di bambini di sesso maschile di cui è notoria la minore resistenza biologica. Nella prima infanzia, ancora, la mortalità all’incirca triplicò a testimoniare che la causa infettiva risultò aggravare le condizioni di vita dei piccoli bambini, accentuando il rischio dovuto alle carenti condizioni igienico- ambientali del tempo in città. I ragazzi, invece, gli adolescenti e i giovani adulti ormai impegnati nella piena attività sociale e lavorativa furono a pagare il loro tributo maggiore in vite umane, a causa dei frequenti contatti ed interazioni sociali tipiche dell’età. L’attività lavorativa dei maschi (contadini) per lo più agricola, li portava a trascorrere la giornata nei campi, in spazi aperti e senza molti contatti con altre persone; la donna, invece, conducendo una vita da casalinga, aveva molti e più frequenti contatti con altre donne e persone in genere. A ciò bisogna aggiungere, soprattutto, che coloro che si ammalavano di spagnola venivano accuditi esclusivamente da donne, e la vicinanza stretta con l’ammalato era la condizione che determinava la maggiore probabilità di ammalarsi. In pratica su tre decessi due erano donne. Benché oggi le nostre conoscenze sono molto più avanzate rispetto a quelle del 1918, e che tutti gli Stati abbiano definito programmi precauzionali per affrontare eventuali pandemie (screening dei passeggeri che viaggiano dalle regioni potenzialmente epidemiche, procedure di quarantena, stoccaggio di antibiotici, antivirali, vaccini batterici ecc.), i ricercatori sottolineano l’importanza di una buona comunicazione tra i Paesi e soprattutto di una buona informazione delle popolazioni: durante la spagnola riuscirono a proteggersi di più le popolazioni che erano state informate in modo corretto e tempestivo e che avevano assunto precocemente determinati comportamenti, come l’evitare raduni o l’adottare specifici accorgimenti igienici.

A scuola di legalità con Angelo Iannelli

Lezioni di legalità a Casola di Napoli con il prof. Pulcinella  gli alunni  incontrano l’attore  e regista  Angelo Iannelli “No al Bullismo”

 Ieri ,Martedi 11  Febbrario  alle ore 10:00, presso la palestra del Plesso Scuola Media dell’Istituto Comprensivo “Raffaele Iozzino” in Via Roma 38/Bis in Casola di Napoli,  si è svolta  la prima tappa del  tour della legalità per l’ attore e regista Angelo Iannelli che ha incontrato    gli alunni insieme ai genitori nelle vesti del   Pulcinella della legalità.  L’attività principale ha visto  la proiezione di un cortometraggio e la spiegazione di un libro  inerente al  tema trattato. Finalizzato alla sensibilizzazione dei ragazzi verso la delicata tematica trattata  delle diverse forme di bullismo che illecitamente vengono esercitate verso i propri simili. Evento  voluto fortemente dal vicesindaco Maria Di lorenzo con delega alla trasparenza e alla legalità.  Presenti il Sindaco di Casola di Napoli Costantino Peccerillo, il Dirigente Scolastico Carmela Iaccarino il Vicesindaco Città Metropolitana Francesco Iovino.

Casamarciano, gli alunni del Costantini a lezione di bullismo con il giovane scrittore Carmine Molaro

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Tanti gli spunti di riflessione offerti ai ragazzi da Carmine Molaro, autore del libro “Il difficile gioco della vita” e dalla sociologa Grazia Tatarella. 
“Bisogna ripartire dai sentimenti, limitando l’uso dello smartphone e dando invece risalto al contatto umano, agli sguardi. Sono queste le priorità su cui le istituzioni devono interrogarsi per favorire il dialogo ed il confronto tra i giovani, inserendo nella pianificazione progettuale tutte quelle iniziative che rafforzino il coraggio delle scelte. Complimenti a Carmine Molaro, giovane di questo territorio per aver trasformato un disagio in riscatto personale diventando oggi portavoce dei malesseri giovanili che dobbiamo debellare prima che sia troppo tardi”: è quanto dichiarato dal sindaco di Casamarciano Andrea Manzi nel corso dell’incontro tenutosi in mattinata nel salone dell’istituto scolastico Costantini sul tema del bullismo. Tanti gli spunti di riflessione offerti ai ragazzi da Carmine Molaro, autore del libro “Il difficile gioco della vita” e dalla sociologa Grazia Tatarella.
Dopo i saluti della dirigente Carolina Serpico che ha evidenziato il ruolo fondamentale della scuola, è stato lo stesso Carmine a prendere la parola dimostrando padronanza di linguaggio e competenze programmatiche sul tema.
“Sono stato vittima di bullismo quando ero un ragazzino di soli 14 anni – ha esordito Carmine – sono stato vittima del branco composto dai miei stessi compagni di classe che non riconoscevano in me un amico con cui condividere il percorso della vita. Sono stato male al punto da lasciare la scuola fino a quando è arrivata la scrittura, mia unica valvola di sfogo in quel periodo. Se oggi sono qui – continua Carmine – lo devo a me stesso e a chi ha creduto in me pubblicando la mia prima opera. A voi ragazzi presenti dico di non arrendervi, di denunciare eventuali soprusi e di farvi aiutare se ne è necessario. Il silenzio non deve essere il vostro complice ma il muro da abbattere. In gioco c’è la vostra vita”.