Coronavirus, un nuovo decesso in Campania: è il parroco di Caggiano(SA)

Nuova vittima in Campania per Coronavirus: si tratta del parroco di Caggiano (Salerno), don Alessandro Brignone. Aveva 45 anni. Il cuore del parroco ha cessato di battere questa mattina intorno alle ore 6 nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Polla (Salerno) dove era ricoverato da martedì sera. Il sacerdote, originario di Salerno, si era infettato partecipando ad un incontro di neocatecumanali svoltosi a fine febbraio in una struttura alberghiera di Atena Lucana (Salerno). Dallo stesso incontro é partito il focolaio del Covid -19 nel Vallo di Diano che ha portato alla messa in quarantena di quattro comuni: Atena Lucana, Caggiano, Polla e Sala Consilina. (ANSA).

VinGustandoItalia, diventare “Quasi Sommelier” in poche lezioni.

  …da oggi e per i prossimi articoli, scriverò  le lezioni e vi farò diventare “Quasi Sommelier”… Cari lettori, in questo periodo di incertezza e di sconforto, a causa della drammatica situazione che stiamo vivendo, ho sospeso (giustamente) i miei corsi di avvicinamento al vino, per ottemperare alle direttive governative. Allora mi è venuta un’idea: Perché non scrivere le lezioni e portare un po’ di conoscenza enogastronomica a tutti? Così da oggi e per i prossimi articoli, scriverò  le lezioni e vi farò diventare “Quasi Sommelier”. Pochi incontri per scoprire, conoscere e imparare a scegliere il vino. Un corso tagliato su misura per capire e valutare sfumature di colore, profumi e sapori del vino; un vero e proprio percorso sensoriale alla scoperta dell’essenza che si nasconde dietro un calice di vino; la tecnica per saper abbinare al meglio cibo/vino. 1 Lezione: Un po’ di teoria. Iniziamo spiegando chi è il Sommelier e quali sono le sue funzioni. Un tempo era considerato il cameriere del vino, ma oggi le cose son cambiate. Il Sommelier è una figura professionale a tutto tondo che deve avere capacità relazionali e dialettiche, inoltre deve ben conoscere le tecniche di degustazione; deve avere competenze relative alla vitivinicoltura, all’enologia. Deve conoscere bene e saper applicare il metodo di abbinamento cibo/vino, deve conoscere le principali norme del galateo relative alla mice en place ed alle tecniche di servizio. Un buon Sommelier deve saper scegliere il bicchiere adatto, la corretta temperatura di servizio, la successione dei vini a tavola, ma deve sapere a menadito il Rito dell’apertura della bottiglia così come la gerarchia della servita ad un tavolo. Inoltre deve saper redigere una carta dei vini e saper far fronte alla rotazione delle scorte in cantina. Mica cosa da poco. Ma quali sono i suoi strumenti, gli attrezzi del mestiere? Al Sommelier necessita un cavatappi doppia alzata, un termometro per alimenti liquidi, una pinza per tappi, uno stopper, un decanter, un suaglass, un cestello porta bottiglia, un bicchiere da degustazione. Tanta roba, che pero viene presa soltanto all’occorrenza, andiamo per gradi. Ricordate che il vino va presentato alla sinistra del commensale e va versato alla destra dello stesso, sempre con l’etichetta rivolta verso il cliente. La bottiglia va aperta al tavolo, potete rifiutarvi di accettare una bottiglia portata già aperta. Cosa fondamentale quando il nostro amico Sommelier vi presenta un vino è la temperatura di servizio, è si…iniziate a ricordare che le basse temperature aumentano le durezze e le alte temperature aumentano le morbidezze , lo so lo so vi state chiedendo ma che sono le durezze e le morbidezze? Ve lo spiego: La morbidezza del vino è un’esperienza (piacevole…) che la bocca vive allorché il prodotto contenga una serie di componenti fra cui, in primis, glicerolo (un polialcolo derivato dalla fermentazione alcolica), zuccheri, alcoli. Un vino risulta pertanto pastoso, morbido, abbastanza morbido, poco morbido, spigoloso – e quest’ultimo aggettivo “dice” tutto . Quanto alla durezza del vino, essa è viceversa dovuta ad una serie di componenti fra cui gli acidi, i sali minerali, i tannini. Se significativa, impatta in bocca provocando ovviamente sensazioni di freschezza ma di acidità ove in eccesso, di sapidità ma di salato ove in eccesso, di tannico ma di astringente ove in eccesso. Il nostro Sommelier deve conoscere la gerarchia della mescita ad un tavolo. Facciamo questo indovinello: Al tavolo vi sono sedute 6 persone, un Prelato, un Autorità riconosciuta, una Donna Anziana, una Donna Giovane, un Uomo Anziano, un Uomo Giovane. Il ragazzotto per fare lo sborone chiede una buona bottiglia, chi deve essere servito per prima? La prima mescita va sempre a chi ha richiesto il vino per l’assaggio e poi? E poi il Prelato, è si la chiesa vince sempre, poi l’autorità riconosciuta, poi la donna anziana, poi la donna giovane, poi l’uomo anziano ed infine il ragazzotto. Ricordate che il buon vino si fa in vigna, e fondamentale sono le condizioni pedoclimatiche: Altitudine, latitudine, terroir e clima oltre alla scelta del vitigno. Esistono tre vinificazioni, rosso, rosato bianco, anche da un uva rossa si può produrre vino bianco, basta separare il mosto fiore dalle bucce, perché il colore è dato proprio dalle bucce. A chi non è capitato aprire una bottiglia e sentire un odore di muffa, ed il vino con un sapore sgradevole,  “odore di tappo”, ma sapete cosa vuol dire? “Odore di Tappo” che altro non è che un fungo o una muffa (Armillaria Mellea, Tricloroanisole), che si sviluppano alla base della pianta durante la crescita  e imprimono al sughero odore pungente che si trasferisce al vino. Credo che basti così per iniziare, vi rimando alla prossima lezione dove spiegherò le differenze tra Vino aromatico, Vino aromatizzato, Vino frizzante, Vino Spumante, Vino liquoroso e Vino passito. Alla prossima , senza mai dimenticare il mio motto, Le tre T “Tipicità, Tradizione e Territorio”.

Marigliano, RI.GENERA: l’amministrazione comunale stoppa il nuovo sito di trattamento rifiuti

Improvvisa svolta nell’ennesima bega rifiuti che coinvolge la città: il Comune di Marigliano ha avviato il procedimento di annullamento del permesso a costruire rilasciato nell’agosto del 2015 alle ditte Soc. So.F.Invest srl (proprietaria) e “RI.GENERA s.r.l.” (affittuaria). La determina n.58 del 4 agosto 2015 autorizzava, infatti, la realizzazione di un opificio industriale a servizio dell’attività di gestione di rifiuti in “regime semplificato” (una deroga di legge all’autorizzazione all’esercizio di una attività di recupero di rifiuti). Con una nuova determinazione pubblicata in Albo Pretorio il 18 marzo 2020, a firma del responsabile del settore IV, l’architetto Sabato Esposito, il procedimento viene annullato per chiara illegittimità urbanistica, sottolineata dall’assenza del preventivo e obbligatorio provvedimento autorizzatorio unico regionale (soggetto competente) ai sensi dell’ex art.27bis TUA o ex art.208 TUA. In pratica la società RI.GENERA, per l’ottenimento del permesso di costruire rilasciato nel 2015, pare abbia prodotto certificazioni che successivamente, in seguito a nuovi accertamenti, sono state rilevate come inidonee: di conseguenza quel permesso va annullato. Con questo atto amministrativo in pratica si blocca, per il momento, l’arrivo di circa duecentomila tonnellate di rifiuti che sarebbero state trattate all’interno del nuovo sito in costruzione a ridosso dell’isola ecologica, lungo via Nuova del Bosco, periferia nord di Marigliano. Esulta Saverio Lo Sapio, consigliere di maggioranza ed esponente dei Verdi – autosospesosi nel novembre 2019 – che sul suo blog Oxigeno chiarisce anche gli ultimi sviluppi dell’intricata vicenda: “Il TAR con ordinanza n. 95 del 16 gennaio 2020 ha chiarito che il decreto della Regione era solo un semplice parere: in effetti era accaduta ancora una volta una cosa strana e poco chiara, come strano e poco chiaro è questa nuova autorizzazione (anche questa sarà impugnata) giunta dalla Regione stranamente proprio in questi giorni di piena emergenza Coronavirus”. Nell’inverno del 2018 il consigliere Lo Sapio si era battuto in prima persona, riuscendo in breve tempo a coinvolgere l’intera comunità, per lanciare e sostenere una petizione in città che alla fine aveva fatto registrare oltre tremila firme, tutte per dire no alla richiesta della società RI.GENERA di accogliere sul suolo comunale tonnellate di rifiuti pericolosi e non. Da allora, coadiuvato dall’amministrazione comunale e anche da esponenti dell’opposizione, il suo impegno non si è mai fermato, fino a ottenere il successo confermato nero su bianco dalla determina di queste ore. “Al fine di portare alla luce tutti i lati oscuri di questa vicenda, il 20 gennaio 2020 ho depositato una denuncia alla Procura della Repubblica di Nola, e un’altra è stata consegnata al Comandante della Polizia Locale, Emiliano Nacar, il cui interessamento ha prodotto importanti progressi, anzi una svolta fondamentale direi”, ha chiarito ulteriormente il consigliere. Seguiranno senza dubbio aggiornamenti in questa battaglia legale che sembra proprio una storia infinita fatta di cavilli giudiziari, deduzioni e controdeduzioni.

Il Punto di Vista su…la sicurezza ai tempi del Coronavirus

Negli ultimi giorni il tempo si è dilatato. Il tema della sicurezza urbana per questa rubrica era stato proposto qualche giorno prima che l’emergenza totalizzasse a livello mondiale tutti i canali di informazione, social compresi. Detto ciò, non ci sembra anacronistico proporre entrambi gli interventi giunti in redazione. Quello dell’avvocato Vittorio De Filippo che ci aiuta a capire, codici e decreti alla mano (una volta di più) come comportarci per non trasgredire alle nuove regole che in questi giorni hanno modificato radicalmente – e non si sa per quanto ancora – i nostri stili di vita. D’altra parte l’intervento di Giuseppe Auriemma ci riporta alla mente una città che, pur non in tempi in cui si ha paura del contagio dell’altro, avrebbe bisogno di «cure», precise e radicali. E non di «tamponi» per ovviare alle emergenze quotidiane. Tornerà forse di moda, lo auspichiamo, la questione sicurezza come la intendevamo poche settimane fa, quando le paure erano altre. La delinquenza, gli atti vandalici…non certo il contatto umano. Due contributi ai quali si aggiunge quello di Francesca Allocca, medico. Fa il punto, la dottoressa Allocca, su quanto sia paradossale un Paese che manda in trincea giovani medici appena laureati e su quanto i nostri governanti stiano invece ancora mostrando scrupoli nel dire stop, almeno per un anno, agli accertamenti fiscali. Passerà. Lo dicono i corsi e ricorsi storici.

Il Punto di Vista di Giuseppe Auriemma su…la sicurezza ai tempi del Coronavirus

Il punto di vista di Giuseppe Auriemma, inviatoci in verità qualche giorno prima che l’emergenza coronavirus esplodesse totalizzando l’intera informazione, ma quando già c’era nell’aria il rischio e la paura per il virus in arrivo dalla Cina, si sofferma sulle criticità della sicurezza a Somma Vesuviana. 
La sicurezza in una città è un tema importante del nostro tempo e una sfida che coinvolge diversi strumenti e conoscenze per affrontare la complessità del problema. Nella nostra Somma Vesuviana, la sicurezza è sempre più avvertita come emergenza e necessità per migliorare la qualità della vita e il benessere dei suoi abitanti. E – proprio in un periodo dove la “paura del contagio e dell’altro”, si fa forte e determina uno stato di insicurezza collettiva, che genera diffidenza e paura – avere strade, piazze e luoghi significativi della vita collettiva sicuri, può fare la differenza. Gli avvenimenti di cronaca degli ultimi giorni ci riferiscono una crescente preoccupazione (spesso vera e propria indignazione), dovuta a diversi furti e rapine nelle case della diffusa periferia della nostra città. Nessuno si sente più al sicuro; nemmeno nella propria abitazione. Che fare? Improcrastinabile la necessità di azioni e interventi per la cura dei luoghi degradati e dei luoghi di importanza comune, piazze, cimitero, Santa Maria a Castello, e molte aree di periferia, insieme ad una adeguata prevenzione dei fenomeni di violenza urbana.
Negli ultimi tempi sono aumentate le segnalazioni da parte dei cittadini circa il degrado e la scarsa sicurezza in cui versano alcune aree della piazza principale, piazza Vittorio Emanuele III, nelle ore serali e non solo, e in alcuni punti meno frequentati, come l’area di passaggio tra via Aldo Moro e la piazza, oppure la cupa San Giorgio, mai veramente restituita alla sua funzione e vivibilità.
La problematica fu oggetto di una mia interrogazione consiliare quattro anni fa (prot. 399 del 11.01.2016), a seguito di atti vandalici denunciati, uno addirittura a scapito dell’auto dell’allora parroco della chiesa di San Giorgio, a cui furono squarciate le 4 ruote dell’auto. Sono seguiti una serie di eventi allarmanti,  tra cui scippi e intimidazioni subite dai cittadini, terrorizzati anche da atteggiamenti violenti mostrati da persone in stato di ebbrezza, tossicodipendenti, bande di ragazzi con comportamenti a due poco antisociali.
La domanda che vorrei ci ponessimo ora è: cosa è cambiato negli ultimi quattro anni? Abbiamo da tempo la presenza di telecamere in diversi punti della Piazza. Ma quanto sono davvero efficaci? Sono realmente presidiate con un controllo anche videoregistrato? La presenza delle forze dell’ordine – utile per la tutela della sicurezza e il rispetto delle ordinanze riguardo la viabilità e la vivibilità – è sufficiente o è scarsa?
Garantire la sicurezza significa proteggere il normale svolgimento delle attività quotidiane sul territorio, con il presidio degli spazi significativi insieme a una prevenzione adeguata dei fenomeni di disagio e degrado sociale. Promuovere la sicurezza significa trasmettere ai cittadini la certezza di potersi muovere e interagire in spazi protetti e vivibili, così da favorire e invogliare le relazioni sociali, l’integrazione, anche multietnica, e un’ordinata e civile convivenza.
Ma cosa si potrebbe fare? Cosa non si è fatto?
È importante che vi siano iniziative di promozione e prevenzione per rispondere al diffuso degrado e disagio sociale rivolti soprattutto ai giovani. Di queste non si hanno purtroppo notizie. Sarebbe utile una programmazione annuale e un tavolo istituzionale per attivare politiche giovanili da anni assenti sul nostro territorio. E’ ormai indispensabile un programma di informazione e formazione per i cittadini, per coinvolgerli e per fronteggiare i fenomeni di violenza urbana e gli atti di vandalismo che sono all’ordine del giorno.
Infine, una proposta: l’istituzione di Assistenti Civici, già sperimentati in molti comuni in Italia, volontari, in età lavorativa o pensionati, ben formati e disponibili a impegnare una parte del loro tempo a favore della collettività. Sono cittadini, cioè persone con senso civico e buona volontà che non si limitano a notare le cose che non vanno, magari lamentandosi con il Comune, ma si impegnano in attività di supporto alla polizia locale, per prevenire l’insorgere di problemi, attraverso un monitoraggio del territorio assegnato, segnalando eventuali comportamenti incivili e problematiche.
                                                          Giuseppe Auriemma

Il Punto di Vista di Vittorio De Filippo su…la sicurezza ai tempi del Coronavirus

Notizie utili e informazioni da metabolizzare nell’intervento dell’avvocato Vittorio De Filippo il quale, più che fornire la sua opinione, ha deciso di ripercorrere punto per punto gli interventi legislativi da rammentare.  Nelle ultime settimane numerosi sono stati gli interventi legislativi del Governo nazionale e di quelli regionali finalizzati ad emanare misure di contenimento e di gestione dell’emergenza epidemiologica COVID-19. Dato certo è che dal 9 marzo l’Italia intera è blindata da stringenti misure destinate al contrasto del virus. Il D.P.C.M. 9 marzo 2020, dettando ulteriori disposizioni in attuazione del D.L. n. 6/2020, ha esteso, a tutta la penisola italiana e fino al 3 aprile 2020, le 18 misure già contemplate dal D.P.C.M. 8 marzo 2020, art. 1, inizialmente valide per talune province del Nord Italia. Per quel che interessa in questa sede, la lettera a) dell’art. 1, D.P.C.M. 8 marzo 2020 ha imposto a tutti i cittadini il divieto di spostamento dalla propria dimora, salvo che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute; l’intento è chiaramente quello di prevenire ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Con direttiva dell’8.3.2020, il Ministero degli Interni ha sancito che il cittadino può dimostrare le esigenze lavorative, le situazioni di necessità ed i motivi di salute attraverso l’esibizione di un’autodichiarazione rilasciata ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 445/2000, secondo il modello ministeriale appositamente predisposto, da ultimo modificato in data 17.3.2020 (ora bisogna attestare anche di non essere in quarantena). Ancora più importante, la medesima direttiva ha, inoltre, precisato che, nel caso di posto di blocco, l’autodichiarazione può essere resa seduta stante dal cittadino utilizzando i moduli messi a disposizione dagli operatori delle Forze dell’Ordine; in tal modo si è evitato un ulteriore onere a carico dei cittadini di doversi premunire della relativa documentazione. In caso di violazione del detto obbligo, l’art. 4 del DPCM 8 marzo, al II comma, ha stabilito che l’illecito è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale, secondo cui: “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione… di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro”. Per completezza, va chiarito che i più gravi reati ipotizzabili potrebbero identificarsi in: “Resistenza a pubblico ufficiale” (art. 337 c.p.), per chi, nel fuggire dalle forze dell’ordine, resista alle stesse; Delitti colposi contro la salute pubblica (452 c.p.), che va a punire chiunque commette, per colpa, alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 438 (Reato di “Epidemia”) e 439 (Reato di “Avvelenamento di acque o di sostanze alimentari”) c.p.. È importante precisare che ai sensi del citato art. 4 sono sanzionati col reato contravvenzionale ex  art. 650 c.p. solo le violazioni degli “obblighi” contenuti nel suindicato D.P.C.M., rimanendo escluse quelle relative alle “raccomandazioni” ivi contemplate. A titolo esemplificativo, dunque, non commette reato colui che si allontana giustificatamente dalla sua dimora privo dell’autodichiarazione, atteso che, ai sensi della direttiva del Ministero degli Interni, la stessa, in caso di fermo,  può essere resa seduta stante dal cittadino mediante la compilazione dei moduli messi a disposizione dagli operatori delle Forze dell’Ordine. Per quel che concerne l’autodichiarazione da rendersi ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 445/2000, è lo stesso modello ministeriale a prevedere le possibili ipotesi di reato in cui potrebbe incorrere il cittadino. In particolare: art. 76 del DPR n. 445/2000, che invoca i reati di falso, anche commessi ai danni di pubblici ufficiali; art. 495 c.p. recante “Falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri”, il quale sanziona il fatto illecito con la la pena della reclusione da uno a sei anni. Volendo anche in tal caso esemplificare, il cittadino che si allontana dalla sua dimora, residenza o domicilio, in assenza di comprovate giustificazioni, oltre a violare il precetto di cui all’art. 650 c.p. (salvo che il fatto non costituisca un più grave reato), potrebbe incorrere nell’ulteriore reato ex artt. 76 DPR 445/2000 e 495 c.p. qualora, al posto di blocco, rendesse al Pubblico ufficiale false dichiarazioni e/o attestazioni. Situazione del tutto peculiare è, invece, quella che riguarda i cittadini della Regione Campania. Il Governatore, infatti, con ordinanza n. 15 del 13.3.2020 ha disposto ulteriori restrizioni, rispetto a quelle già gravi contemplate dai sopra menzionati D.P.C.M.; infatti, con decorrenza immediata e fino al 25.3.2020, è stato sancito che: “su tutto il territorio della Regione è fatto obbligo a tutti i cittadini di rimanere nelle proprie abitazioni”, salvo la sussistenza di comprovate giustificazioni (vedi D.P.C.M. 8/9 marzo 2020). Secondi illustri giuristi, la predetta disposizione evidenzierebbe profili di illegittimità costituzionale, in quanto lederebbe il diritto alla libertà di circolazione, di cui all’art. 16 della Costituzione. Ad ogni buon conto, la citata ordinanza regionale ha avuto, altresì, modo di precisare che:
  • “…sono considerate situazione di necessità quelle correlate ad esigenze primarie della persona…e degli animali affezione, per il tempo strettamente indispensabile e comunque in aree contigue alla propria residenza, domicilio o dimora”;
  • è consentita la presenza di un accompagnatore solo in specifici casi, quali: “spostamento per motivi di salute, ove lo stato di salute del paziente ne imponga la necessita”; “spostamenti per motivi di lavoro, purché si tratti di persone appartenenti allo stesso nucleo familiare in relazione al tragitto da/per il luogo di lavoro di uno di esse”.
Anche sotto il profilo sanzionatorio, il Governatore campano ha superato le disposizioni statali, prevedendo a carico dei trasgressori, oltre l’applicazione delle pene di cui al reato ex art. 650 c.p., anche la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario per 14 giorni. Con un successivo chiarimento (n. 6 del 14.3.2020), inoltre, il Presidente della Regione Campania ha precisato che: “L’attività  sportiva, ludica o ricreativa all’aperto in luoghi pubblici o aperti al pubblico non è compatibile con il contenuto dell’Ordinanza n. 15 del 13 marzo 2020”. Anche sotto tale ultimo aspetto l’ordinanza regionale supera le disposizioni del D.P.C.M. 9 marzo 2020, ove all’art. 1, III comma, si autorizza la pratica sportiva svolta all’aperto “…a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro”. Sta di fatto che il TAR Campania, con decreto cautelare reso il 18.3.2020, ha ritenuto legittima l’ordinanza n. 15 del 13.3.2020. Al momento, dunque, vietato in Campania fare sport in luoghi pubblici.  

Sant’Anastasia, denunciata una persona con obbligo di firma che faceva jogging a chilometri da casa

Decine di persone fermate dagli agenti della polizia locale al comando di Pasquale Maione che sta stringendo la morsa sui controlli. Tutti i fermati sono stati finora trovati con la necessaria autocertificazione. Ma la gente è troppa e tra di loro ci sono i nuovi “furbetti” che non hanno ancora compreso l’importanza di rimanere in casa per l’emergenza da coronavirus. C’è chi va a fare la spesa due volte al giorno, chi porta il cane a spasso in un altro quartiere, fidanzati che si danno appuntamento e amici che si riuniscono nelle case. Non va, ma intanto la Polizia Locale di Sant’Anastasia sta facendo la sua parte e ieri mattina una persona, tra l’altro con obbligo di firma dai carabinieri, è stata fermata mentre si dava allo jogging in tutt’altra zona della città.

Niente passeggiate e jogging: il Tar Campania dà ragione a De Luca

Il Tar Campania ha respinto il ricorso presentato contro l’ordinanza del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, con la quale viene fatto divieto, per contenere il contagio, di passeggiare e fare jogging. Il Tar Campania, con il decreto cautelare monocratico depositato oggi, ha respinto l’istanza cautelare di sospensione dell’ordinanza del Presidente della Regione (del 13 marzo) e del Chiarimento (del 14 marzo) che non consentono, tra l’altro, l’attività sportiva all’aperto ritenendola non compatibile con esigenze sanitarie, perché visto “il rischio di contagio, ormai gravissimo sull’intero territorio regionale” e il fatto che i “dati che pervengono all’Unità di crisi istituita con Decreto del Presidente della Giunta regionale della Campania dimostrano che, nonostante le misure in precedenza adottate, i numeri di contagio sono in continua e forte crescita nella regione” va data “prevalenza alle misure approntate per la tutela della salute pubblica”.

Il dott. Galli “spara a brenna” contro il dott. Ascierto. Ma forse è solo l’inizio della “campagna d’autunno” del Lombardo-Veneto

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Un medico di Bergamo ha sperimentato per primo il Tocilizumab, dice in  TV il dott. Galli. E il dott. Ascierto gli risponde con un elegante e malizioso post, sottolineando il fatto che i medici napoletani hanno comunicato immediatamente a tutti i risultati positivi della loro sperimentazione. Gli articoli di alcuni giornali del Nord fanno capire che, sconfitto il virus, altre nubi nere si addenseranno non solo sull’economia, ma anche e soprattutto sul sistema politico e amministrativo. Niente sarà come prima. E questo vale per tutti.   Non commenterò l’aspetto etico dell’attacco che l’altra sera, nel salotto della Berlinguer, il dott. Galli, dirigente sanitario dell’ospedale Sacco di Milano, ha sferrato contro il dott. Ascierto, oncologo del “Pascale” di Napoli. Non mi piacciono le prediche, soprattutto in questi momenti, nei quali, per fortuna, in ogni parte d’Italia tutti i medici stanno rispettando, nella forma e nella sostanza, il giuramento di Ippocrate, e molti medici in pensione hanno di nuovo indossato il camice e sono tornati negli ospedali.  E un grazie va a tutto il personale delle strutture sanitarie.  Ma credo che il dott. Galli abbia sbagliato, nel condurre il suo attacco, luogo, momento e manovra: insomma, si è dimostrato un mediocre stratega. “Non siete stati voi napoletani a sperimentare per primi il Tocilizumab, i primi sono stati i cinesi, e in Italia il primo è stato sicuramente il collega Rizzi a Bergamo. Diamo a Cesare quello che è di Cesare, e ai cinesi quello che è dei cinesi”. Il dott. Ascierto non ha risposto subito all’attacco milanese, e ha fatto bene: ha indotto il dott. Galli a credere di averlo sbaragliato. Anche Annibale, nelle prime tre ore della battaglia di Canne, fece in modo che i condottieri romani Lucio Emilio Paolo e Caio Terenzio Varrone si illudessero di aver vinto. E poi li schiacciò. La risposta del dott. Ascierto è arrivata il giorno dopo, ed è stata un documento notevole di quella elegante e sorridente malizia che fa parte del patrimonio culturale di Napoli. Il dott. Ascierto ha prima di tutto ringraziato i colleghi medici, poi ha affondato il colpo, con la levità di una carezza: “Non ci risulta che qualcuno lo stesse facendo in contemporanea e saperlo ci avrebbe peraltro aiutato. In questa fase, non è importante il primato. Quello che abbiamo fatto è comunicarlo a tutti affinché tutti fossero in grado di poterlo utilizzare, in un momento di grande difficoltà.”. Va bene, l’avete sperimentato prima voi, a Bergamo, il Tocilizumab, ma perché non l’avete comunicato anche a noi altri?: noi Napoletani l’abbiamo  comunicato a tutti: e la parola “tutti” viene ripetuta due volte, perché anche chi non vuol capire capisca. Inoltre, dice il dott. Ascierto, “in pochi giorni siamo stati in grado di scrivere una bozza di protocollo per l’ “Agenzia Italiana del Farmaco”  che ha avuto un riscontro positivo. Il nostro deve essere un gioco di squadra e la salute dei pazienti è la cosa che ci sta più a cuore.”. Non mi risulta che il dott. Galli abbia commentato la risposta del dott. Ascierto. Dunque il suo attacco è stato uno “sparare a brenna”, cioè a crusca, cioè a vuoto: durante le esercitazioni i soldati borbonici usavano caricare con palle di crusca i cannoni. Non ho potuto fare a meno di andare a rileggere gli articoli che vennero “sparati” contro il Sud ai tempi del colera del ’73, a partire da quello di Indro Montanelli:  il quale, avendo conosciuto i bassi di Napoli, si chiedeva meravigliato perché il vibrione non scegliesse la città come residenza permanente. Non ho potuto fare a meno di ammettere che ha ragione il sindaco di Napoli quando dice che se il virus fosse partito da Napoli, il primo decreto avrebbe autorizzato quelli del Nord a sparare a vista sui meridionali. L’attacco del dott. Galli me lo spiego oggi collegandolo al titolo della prima pagina di “Libero”  “Il Nord si arrangia da solo” e alla lunga scia di commenti in cui i lettori del giornale hanno ripetuto tutto il repertorio di accuse al Sud, al governo, ai migranti, e hanno rinnovato la richiesta urgente di autonomia. Il Nord, dicono i giornalisti di “Libero”, viene salvato dai suoi imprenditori, e non dalla “bizzarra squadra” del premier Conte, composta da “burocrati screditati, scienziati appisolati ed economisti gretini”, seguaci di Greta. E scrive Alessandro Sallusti che a questo governo i provvedimenti utili glieli hanno dettati Fontana e Zaia, i governatori della Lombardia e del Veneto. Quando il virus verrà definitivamente sconfitto, sull’Italia si addenseranno le nere nuvole della crisi economica e della ripartizione dei fondi destinati a rimettere in moto la “macchina” e ad affrontare il problema angoscioso della disoccupazione. Saranno tempi duri, perché alcune regioni del Nord approfitteranno della confusione e della debolezza del sistema  per calare “l’asso piglia tutto” o per realizzare il progetto dell’autonomia: o per fare entrambi i colpi. Credo che il Sud non si lascerà sorprendere: non sono pochi quelli che non riescono ancora a capire che nulla sarà come prima, e che in ciascuno di noi il dramma del virus sta delineando nuovi modi di vedere le cose, di “sentire”, di pensare. E di agire. Accade sempre dopo le grandi guerre. E questa che stiamo combattendo lo è.

Somma Vesuviana, il Royal dona 300 zeppole di San Giuseppe a forze dell’ordine e volontari

Un dono per chi si sta attivando per la sicurezza di tutti i cittadini. Il Bar Royal, al momento chiuso come tutte le attività simili, ha riaperto per un giorno il suo laboratorio dolciario per confezionare ben trecento zeppole, il dolce tipico della festa del papà.

Fritte e al forno, con crema e amarena d’ordinanza o in altri gusti. Il laboratorio del bar cittadino, il Royal, riapre per volontà del suo titolare che ha voluto trovare una maniera per ringraziare a modo suo tutti coloro che stanno collaborando con le autorità per uscire dall’emergenza coronavirus e tutelando il territorio.

Aisa, Corpo volontari di pronto intervento, protezione Civile Cobra 2,  forze dell’ordine e tutti  quanti sono impegnati sull’emergenza. Con la speranza di ricominciare quanto prima , insieme a tutti gli altri pasticcieri del territorio,  a preparare dolci tipici o squisiti dessert per tutti i cittadini sommesi,