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Il punto di vista di Giuseppe Auriemma, inviatoci in verità qualche giorno prima che l’emergenza coronavirus esplodesse totalizzando l’intera informazione, ma quando già c’era nell’aria il rischio e la paura per il virus in arrivo dalla Cina, si sofferma sulle criticità della sicurezza a Somma Vesuviana. 
La sicurezza in una città è un tema importante del nostro tempo e una sfida che coinvolge diversi strumenti e conoscenze per affrontare la complessità del problema. Nella nostra Somma Vesuviana, la sicurezza è sempre più avvertita come emergenza e necessità per migliorare la qualità della vita e il benessere dei suoi abitanti. E – proprio in un periodo dove la “paura del contagio e dell’altro”, si fa forte e determina uno stato di insicurezza collettiva, che genera diffidenza e paura – avere strade, piazze e luoghi significativi della vita collettiva sicuri, può fare la differenza. Gli avvenimenti di cronaca degli ultimi giorni ci riferiscono una crescente preoccupazione (spesso vera e propria indignazione), dovuta a diversi furti e rapine nelle case della diffusa periferia della nostra città. Nessuno si sente più al sicuro; nemmeno nella propria abitazione. Che fare? Improcrastinabile la necessità di azioni e interventi per la cura dei luoghi degradati e dei luoghi di importanza comune, piazze, cimitero, Santa Maria a Castello, e molte aree di periferia, insieme ad una adeguata prevenzione dei fenomeni di violenza urbana.
Negli ultimi tempi sono aumentate le segnalazioni da parte dei cittadini circa il degrado e la scarsa sicurezza in cui versano alcune aree della piazza principale, piazza Vittorio Emanuele III, nelle ore serali e non solo, e in alcuni punti meno frequentati, come l’area di passaggio tra via Aldo Moro e la piazza, oppure la cupa San Giorgio, mai veramente restituita alla sua funzione e vivibilità.
La problematica fu oggetto di una mia interrogazione consiliare quattro anni fa (prot. 399 del 11.01.2016), a seguito di atti vandalici denunciati, uno addirittura a scapito dell’auto dell’allora parroco della chiesa di San Giorgio, a cui furono squarciate le 4 ruote dell’auto. Sono seguiti una serie di eventi allarmanti,  tra cui scippi e intimidazioni subite dai cittadini, terrorizzati anche da atteggiamenti violenti mostrati da persone in stato di ebbrezza, tossicodipendenti, bande di ragazzi con comportamenti a due poco antisociali.
La domanda che vorrei ci ponessimo ora è: cosa è cambiato negli ultimi quattro anni? Abbiamo da tempo la presenza di telecamere in diversi punti della Piazza. Ma quanto sono davvero efficaci? Sono realmente presidiate con un controllo anche videoregistrato? La presenza delle forze dell’ordine – utile per la tutela della sicurezza e il rispetto delle ordinanze riguardo la viabilità e la vivibilità – è sufficiente o è scarsa?
Garantire la sicurezza significa proteggere il normale svolgimento delle attività quotidiane sul territorio, con il presidio degli spazi significativi insieme a una prevenzione adeguata dei fenomeni di disagio e degrado sociale. Promuovere la sicurezza significa trasmettere ai cittadini la certezza di potersi muovere e interagire in spazi protetti e vivibili, così da favorire e invogliare le relazioni sociali, l’integrazione, anche multietnica, e un’ordinata e civile convivenza.
Ma cosa si potrebbe fare? Cosa non si è fatto?
È importante che vi siano iniziative di promozione e prevenzione per rispondere al diffuso degrado e disagio sociale rivolti soprattutto ai giovani. Di queste non si hanno purtroppo notizie. Sarebbe utile una programmazione annuale e un tavolo istituzionale per attivare politiche giovanili da anni assenti sul nostro territorio. E’ ormai indispensabile un programma di informazione e formazione per i cittadini, per coinvolgerli e per fronteggiare i fenomeni di violenza urbana e gli atti di vandalismo che sono all’ordine del giorno.
Infine, una proposta: l’istituzione di Assistenti Civici, già sperimentati in molti comuni in Italia, volontari, in età lavorativa o pensionati, ben formati e disponibili a impegnare una parte del loro tempo a favore della collettività. Sono cittadini, cioè persone con senso civico e buona volontà che non si limitano a notare le cose che non vanno, magari lamentandosi con il Comune, ma si impegnano in attività di supporto alla polizia locale, per prevenire l’insorgere di problemi, attraverso un monitoraggio del territorio assegnato, segnalando eventuali comportamenti incivili e problematiche.
                                                          Giuseppe Auriemma