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Improvvisa svolta nell’ennesima bega rifiuti che coinvolge la città: il Comune di Marigliano ha avviato il procedimento di annullamento del permesso a costruire rilasciato nell’agosto del 2015 alle ditte Soc. So.F.Invest srl (proprietaria) e “RI.GENERA s.r.l.” (affittuaria).

La determina n.58 del 4 agosto 2015 autorizzava, infatti, la realizzazione di un opificio industriale a servizio dell’attività di gestione di rifiuti in “regime semplificato” (una deroga di legge all’autorizzazione all’esercizio di una attività di recupero di rifiuti). Con una nuova determinazione pubblicata in Albo Pretorio il 18 marzo 2020, a firma del responsabile del settore IV, l’architetto Sabato Esposito, il procedimento viene annullato per chiara illegittimità urbanistica, sottolineata dall’assenza del preventivo e obbligatorio provvedimento autorizzatorio unico regionale (soggetto competente) ai sensi dell’ex art.27bis TUA o ex art.208 TUA. In pratica la società RI.GENERA, per l’ottenimento del permesso di costruire rilasciato nel 2015, pare abbia prodotto certificazioni che successivamente, in seguito a nuovi accertamenti, sono state rilevate come inidonee: di conseguenza quel permesso va annullato.

Con questo atto amministrativo in pratica si blocca, per il momento, l’arrivo di circa duecentomila tonnellate di rifiuti che sarebbero state trattate all’interno del nuovo sito in costruzione a ridosso dell’isola ecologica, lungo via Nuova del Bosco, periferia nord di Marigliano.

Esulta Saverio Lo Sapio, consigliere di maggioranza ed esponente dei Verdi – autosospesosi nel novembre 2019 – che sul suo blog Oxigeno chiarisce anche gli ultimi sviluppi dell’intricata vicenda: “Il TAR con ordinanza n. 95 del 16 gennaio 2020 ha chiarito che il decreto della Regione era solo un semplice parere: in effetti era accaduta ancora una volta una cosa strana e poco chiara, come strano e poco chiaro è questa nuova autorizzazione (anche questa sarà impugnata) giunta dalla Regione stranamente proprio in questi giorni di piena emergenza Coronavirus”.

Nell’inverno del 2018 il consigliere Lo Sapio si era battuto in prima persona, riuscendo in breve tempo a coinvolgere l’intera comunità, per lanciare e sostenere una petizione in città che alla fine aveva fatto registrare oltre tremila firme, tutte per dire no alla richiesta della società RI.GENERA di accogliere sul suolo comunale tonnellate di rifiuti pericolosi e non. Da allora, coadiuvato dall’amministrazione comunale e anche da esponenti dell’opposizione, il suo impegno non si è mai fermato, fino a ottenere il successo confermato nero su bianco dalla determina di queste ore. “Al fine di portare alla luce tutti i lati oscuri di questa vicenda, il 20 gennaio 2020 ho depositato una denuncia alla Procura della Repubblica di Nola, e un’altra è stata consegnata al Comandante della Polizia Locale, Emiliano Nacar, il cui interessamento ha prodotto importanti progressi, anzi una svolta fondamentale direi”, ha chiarito ulteriormente il consigliere.

Seguiranno senza dubbio aggiornamenti in questa battaglia legale che sembra proprio una storia infinita fatta di cavilli giudiziari, deduzioni e controdeduzioni.