CONDIVIDI

Negli ultimi giorni il tempo si è dilatato. Il tema della sicurezza urbana per questa rubrica era stato proposto qualche giorno prima che l’emergenza totalizzasse a livello mondiale tutti i canali di informazione, social compresi.

Detto ciò, non ci sembra anacronistico proporre entrambi gli interventi giunti in redazione. Quello dell’avvocato Vittorio De Filippo che ci aiuta a capire, codici e decreti alla mano (una volta di più) come comportarci per non trasgredire alle nuove regole che in questi giorni hanno modificato radicalmente – e non si sa per quanto ancora – i nostri stili di vita.

D’altra parte l’intervento di Giuseppe Auriemma ci riporta alla mente una città che, pur non in tempi in cui si ha paura del contagio dell’altro, avrebbe bisogno di «cure», precise e radicali. E non di «tamponi» per ovviare alle emergenze quotidiane. Tornerà forse di moda, lo auspichiamo, la questione sicurezza come la intendevamo poche settimane fa, quando le paure erano altre. La delinquenza, gli atti vandalici…non certo il contatto umano.

Due contributi ai quali si aggiunge quello di Francesca Allocca, medico. Fa il punto, la dottoressa Allocca, su quanto sia paradossale un Paese che manda in trincea giovani medici appena laureati e su quanto i nostri governanti stiano invece ancora mostrando scrupoli nel dire stop, almeno per un anno, agli accertamenti fiscali.

Passerà. Lo dicono i corsi e ricorsi storici.