Arzano, Luigi Maiello nuovo dirigente della Polizia Municipale: incarico fino a luglio

Nuovo innesto nella macchina amministrativa del Comune di Arzano durante la fase di gestione commissariale. Con la delibera numero 13 del 13 marzo 2026, il Commissario straordinario ha disposto l’assegnazione temporanea di un dirigente proveniente dal Comune di Pomigliano d’Arco, entrambi nella Città Metropolitana di Napoli.
Il provvedimento riguarda il dottor Luigi Maiello, dipendente a tempo indeterminato dell’ente pomiglianese, che sarà destinato all’Area IV – Polizia Municipale del Comune di Arzano con qualifica dirigenziale. L’incarico decorrerà dalla data di presa di servizio e, secondo quanto stabilito nell’atto amministrativo, avrà durata fino al 31 luglio 2026, con la possibilità di una eventuale proroga.
L’assegnazione avviene attraverso la formula del comando temporaneo tra amministrazioni pubbliche, prevista dalla normativa vigente, e sarà regolata da una specifica convenzione tra i due Comuni. Nel documento si evidenzia come la scelta sia stata effettuata tenendo conto dell’esperienza professionale e dei titoli posseduti dal dirigente, ritenuti adeguati alla copertura del posto.
La decisione arriva in una fase particolare per il Comune di Arzano, attualmente guidato dal Commissario straordinario dopo il recente scioglimento dell’amministrazione. L’obiettivo dell’ente è garantire continuità amministrativa e piena operatività di uno dei settori più delicati dell’apparato comunale, quello della Polizia Municipale, fondamentale per le attività di controllo del territorio e per la gestione della sicurezza urbana.
La delibera è stata dichiarata immediatamente eseguibile, proprio per consentire l’attivazione in tempi rapidi dell’incarico e assicurare il regolare funzionamento degli uffici.

Rissa nel locale, il proprietario del Ritual: il ragazzo sta bene, noi collaboriamo con indagini

0

Poche ore fa Vittorio Candurro, proprietario del “Ritual”, nota discoteca di Pomigliano d’Arco, si è espresso con un reel sui social in merito all’episodio avvenuto nella notte tra sabato e domenica, aggiornando i suoi seguaci anche sulle condizioni del ragazzo ferito.

Sono stati individuati i due presunti responsabili. Intanto la vittima, un19enne di Mugnano del Cardinale, attualmente ricoverato all’Ospedale del Mare, sarebbe fuori pericolo: secondo le prime informazioni, le sue condizioni non sarebbero gravi.

Il proprietario ha spiegato che “questo tipo di atteggiamento non è tipico del nostro locale: solitamente non succede. A differenza di quello che si dice, non siamo fuori controllo”.

Nonostante ciò, ha dichiarato che verranno aumentati i controlli agli ingressi e ha rivolto le sue scuse alle vittime per quanto accaduto.

Il locale, inoltre, non ha preso le distanze dall’accaduto: al contrario, ha contribuito fornendo testimonianze e video utili alle indagini, collaborando con le forze dell’ordine per individuare i responsabili.

“Siamo una discoteca nuova, giovane, che ha voglia di fare. Ho sentito il papà della vittima: il ragazzo sta bene”, conclude nel video, ribadendo la disponibilità del locale per eventuali chiarimenti.

Retata al mercato di Marigliano, abusivismo commerciale nel mirino

0
Pugno duro contro l’abusivismo commerciale all’interno del mercato settimanale di Marigliano, Sanzioni e Sequestro Amministrativo Gli Agenti della Polizia Locale di Marigliano, agli ordini del Comandante Dott. Nacar Emiliano, stanno effettuando settimanalmente un controllo capillare di Polizia Amministrativa, individuando all’interno dell’area mercatale cittadina, tutti i commercianti privi di autorizzazioni alla vendita. Nelle ultime due settimane, infatti, gli Agenti hanno intensificato le verifiche e portato a termine una serie di interventi mirati a contrastare le irregolarità commerciali, per garantire il rispetto della legalità. In particolare, nella giornata odierna, gli Agenti hanno individuato un commerciante che nonostante gli fosse già stato notificato decreto di revoca dell’autorizzazione nell’anno 2024, si avviava ad allestire nuovamente lo stand utile all’esposizione di abbigliamento da commercializzare. Lo stesso, una volta avvicinato, alla richiesta di esibizione della documentazione, non era in grado di fornire nessuna certificazione accertante la regolarità dei pagamenti alla data odierna, reiterando così una condotta di morosità con l’Ente concessionario. Al commerciante è stata contestata nell’immediato una sanzione amministrativa di 5000 euro unitamente al sequestro amministrativo della merce già esposta sul banco di vendita. Il commerciante è stato diffidato alla prosecuzione dell’attività di vendita e lo stesso prontamente liberava l’area occupata. – Prosegue senza sosta il controllo da parte dei miei uomini a tutela dei consumatori e venditori seri e onesti – dichiara il Comandante Nacar – questi interventi sono parte di una programmazione che mira al decoro dell’area mercatale, affinché sia un luogo sempre più ordinato, sicuro e di qualità a beneficio della Città ma soprattutto degli esercenti che operano onestamente.

Rubato materiale scolastico da 400.000€ a San Giorgio a Cremano

0

Nella notte tra sabato 14 e domenica 15 marzo, all’ITI Medi di San Giorgio A Cremano, è avvenuto un furto di materiale scolastico per un valore di circa 400.000€

I ladri si sono introdotti nell’edificio di notte e hanno rubato 250 computer di ultima generazione, tablet e apparecchiature audiovisive. Il danno recato alla struttura scolastica è consistente, con una stima di 400.000€.

I danni però non si limitano al furto. Infatti, oltre alla perdita dei dispositivi elettronici, la scuola superiore “ITI Medi” ha subito dei veri e propri atti vandalici, con finestre rotte, distributori automatici in frantumi e un intero istituto devastato.

Il primo ad esporsi è stato il dirigente scolastico Salvador Tufano: “È un colpo durissimo per la nostra scuola. I ladri non si sono limitati a rubare gli strumenti che i nostri professori utilizzano per costruire il futuro dei nostri ragazzi, ma hanno anche vandalizzato tutto quello che trovavano lungo il cammino. Distributori automatici rotti, finestre divelte… è un atto di pura distruzione”.

L’Istituto Tecnico Medi è da tantissimo tempo, precisamente dagli anni ‘70, un punto fondamentale per l’intera zona vesuviana e vanta ogni anno un elevato numero di studenti (più di 1.500) con una media di 300 diplomati ogni anno.

L’intera comunità è scossa da questo triste evento e spera che si possa risalire al più presto ai responsabili.

Il dirigente Tufano ha poi precisato come questo attacco non abbia causato solo danni economici, ma soprattutto morali: “I ladri si sono introdotti nell’Iti Medi nella notte fra sabato e domenica dal lato confinante con i terreni agricoli di via Tufarelli. Quello che fa più male è il fatto che i ladri hanno colpito una scuola che lavora ogni giorno per garantire ai giovani del territorio una formazione di qualità. È un danno non solo economico, ma anche morale. Siamo costernati e speriamo che i responsabili siano presto assicurati alla giustizia”.

Violenza al Ritual di Pomigliano, fermato il gruppo della rissa con coltello

  Sono stati individuati e fermati i presunti autori della violenta aggressione avvenuta nel fine settimana all’interno della discoteca Ritual di Pomigliano d’Arco. A portare a termine l’operazione sono stati i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, intervenuti subito dopo il grave episodio che ha provocato il ferimento di due giovani. La vicenda si è verificata nella notte tra sabato e domenica durante una serata nel noto locale della movida dell’area vesuviana. Nel corso di una lite scoppiata per motivi ancora in fase di accertamento, la situazione sarebbe degenerata rapidamente. Secondo le prime ricostruzioni investigative, un gruppo di ragazzi avrebbe aggredito due giovani presenti nel locale, colpendoli prima con bottiglie di vetro e poi con un’arma da taglio. Ad avere la peggio sono stati un ragazzo di 19 anni originario di Mugnano del Cardinale, in provincia di Avellino, e una ragazza di 18 anni residente a San Gennaro Vesuviano, nel Napoletano. Entrambi hanno riportato diverse ferite durante l’aggressione e sono stati soccorsi e trasportati in ospedale per ricevere le cure necessarie. Subito dopo l’episodio i carabinieri hanno avviato una rapida attività investigativa per individuare i responsabili. Gli investigatori hanno analizzato attentamente i filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza installate all’interno e nei pressi della discoteca. Proprio le immagini hanno consentito di ricostruire le fasi della rissa e identificare alcuni dei giovani ritenuti coinvolti. Nella mattinata di oggi i militari dell’Arma hanno quindi eseguito il fermo dei presunti aggressori, tutti residenti nell’area di Pomigliano d’Arco e nei comuni limitrofi. Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio della vicenda e accertare eventuali responsabilità di altri partecipanti alla rissa. Nelle prossime ore è atteso anche un comunicato ufficiale dei carabinieri con ulteriori particolari sull’operazione.

Ritocchi estetici illegali: intercettati 8 medici campani

0

Sono otto i medici abusivi intercettati dalla Guardia di finanza di Napoli che pubblicizzavano sui social interventi di chirurgia plastica eseguiti senza alcuna specializzazione e in condizioni precarie.

Secondo quanto emerso dalle indagini, le operazioni più praticate riguardavano iniezioni sottocutanee di botulino e acido ialuronico, i cosiddetti “filler” e “Botox”, sempre più diffusi per conferire al volto un aspetto più giovane e rimpolpato.

Secondo la legge italiana, questi trattamenti devono essere eseguiti con la massima attenzione e soprattutto con i dovuti titoli professionali, infatti solo un medico qualificato può eseguirli; inoltre i prodotti utilizzati devono essere tracciati.

I finanzieri del Gruppo di Giugliano in Campania, del Primo Nucleo Operativo Metropolitano di Napoli e della Compagnia di Casalnuovo di Napoli hanno accertato che, oltre alla mancanza delle necessarie licenze, le operazioni venivano effettuate in stanze prive di lettini, luci e attrezzature adeguate. Inoltre, i dispositivi medici utilizzati e le condizioni igieniche risultavano alquanto precarie.

I servizi venivano offerti a prezzi particolarmente vantaggiosi e i “falsi” medici percepivano anche il reddito di cittadinanza. Sono stati denunciati per esercizio abusivo della professione medica.

Le Fiamme gialle hanno inoltre sequestrato tre locali commerciali nella loro disponibilità, circa 3.000 euro in contanti, oltre a fiale di botulino, siringhe di acido ialuronico e altre apparecchiature mediche.

Si tratta di un fenomeno che in Italia è diventato sempre più diffuso: in diversi casi, pratiche simili hanno avuto conseguenze gravissime per i pazienti. Per questo motivo sono fondamentali maggiore informazione e controlli più stringenti.

Genitori dei bimbi cardiopatici protestano al Monaldi: “Difendiamo il reparto, qui i nostri figli hanno avuto una seconda vita”

Una maglietta bianca con un cuore rosso per manifestare “preoccupazione sullo stato di criticità in cui versa il reparto di cardiochirurgia pediatrica”: si sono riuniti alle 10 di questa mattina, nel piazzale dell’ospedale Monaldi di Napoli, i genitori dei bimbi cardiopatici che dopo il decesso, lo scorso 21 febbraio, del piccolo Domenico Caliendo, vittima di un trapianto di cuore fallito, hanno espresso vicinanza al cardiochirurgo Guido Oppido. Davanti al Monaldi ci saranno tantissimi genitori di tutta la Campania.
Quel reparto, viene evidenziato, per tutti i genitori di bambini cardiopatici congeniti, rappresenta “l’unico presidio specialistico del sud Italia e un’eccellenza del nostro sistema sanitario”. Così, nella mattinata di oggi, numerosi genitori di bambini affetti da cardiopatie congenite si sono ritrovati davanti all’ospedale Monaldi di Napoli per manifestare sostegno al personale sanitario e al reparto.

L’iniziativa è arrivata dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo, avvenuta lo scorso 21 febbraio a seguito di un trapianto di cuore che non ha avuto esito positivo. Un episodio doloroso che ha scosso profondamente l’opinione pubblica e che è ora oggetto di verifiche da parte della magistratura.

 L’obiettivo del raduno è stato quello di richiamare l’attenzione sulla situazione del reparto e ribadire il valore di una struttura considerata un punto di riferimento per l’intero Mezzogiorno.

Secondo molti genitori presenti, il reparto rappresenta infatti un’eccellenza della sanità del Sud Italia e uno dei pochi centri altamente specializzati nel trattamento delle cardiopatie congenite pediatriche. Per questo motivo hanno voluto esprimere pubblicamente la loro vicinanza ai medici e agli operatori sanitari che vi lavorano ogni giorno.

Le famiglie hanno anche sottolineato di non voler alimentare polemiche o contrapposizioni con la madre del piccolo Domenico, alla quale hanno rivolto parole di affetto e solidarietà per la tragedia vissuta.

Allo stesso tempo, i genitori hanno ricordato come negli anni centinaia di bambini abbiano ricevuto cure salvavita proprio nel reparto di cardiochirurgia pediatrica del Monaldi, grazie alla professionalità e all’impegno dei medici.

Per questo motivo hanno invitato a evitare processi mediatici affrettati, ribadendo la necessità di attendere gli esiti delle indagini e di riconoscere il lavoro svolto quotidianamente da un’equipe considerata da molti un punto di riferimento nella cura delle cardiopatie infantili.

Le parole dei genitori

«Siamo qui prima di tutto come genitori. Il dolore per quanto accaduto al piccolo Domenico è enorme e nessuno può restare indifferente davanti a una tragedia simile. Proprio per questo sentiamo il dovere di esprimere la nostra vicinanza alla sua famiglia. Ma allo stesso tempo vogliamo ricordare che il reparto di cardiochirurgia pediatrica del Monaldi rappresenta da anni un presidio fondamentale per centinaia di famiglie come le nostre».

È questo il messaggio che molti genitori hanno voluto lanciare davanti all’ospedale napoletano.

«Molti di noi arrivano dal Vesuviano, ma anche da tante altre zone della Campania e del Sud Italia. Per i nostri figli questo reparto è stato spesso l’unica possibilità di cura vicino casa. Qui tanti bambini sono stati operati, seguiti e salvati».

Le famiglie sottolineano come negli anni il reparto sia diventato un punto di riferimento per la cardiochirurgia pediatrica nel Mezzogiorno.

«Sappiamo che la magistratura sta facendo il suo lavoro e sarà giusto accertare ogni responsabilità. Ma chiediamo rispetto per chi lavora ogni giorno in questo reparto. I medici e gli operatori sanitari del Monaldi hanno dedicato la loro vita alla cura dei nostri figli e in tanti casi hanno dato ai nostri bambini una nuova possibilità».

Molti genitori ricordano anche le difficoltà che sarebbero costretti ad affrontare senza questo centro.

«Quando non c’è disponibilità o quando il reparto è in difficoltà siamo costretti a spostarci fuori regione, a Roma o ancora più lontano. Significa viaggi, spese, giorni di lavoro persi e tanta paura. Per questo difendiamo il Monaldi: perché per tante famiglie rappresenta non solo un ospedale, ma una speranza concreta».

Il messaggio finale delle famiglie è chiaro.

«Il dolore per una tragedia non può cancellare il lavoro di anni. Il Monaldi resta un presidio sanitario fondamentale e un punto di riferimento per tanti bambini cardiopatici e per le loro famiglie».

FOTO

 

Violenta rissa in discoteca a Pomigliano: 19enne colpito con una bottiglia, ferita anche una ragazza

Notte di violenza in una discoteca di Pomigliano d’Arco, dove una lite tra giovani si è trasformata in una brutale aggressione. Il bilancio è di due feriti: un ragazzo di 19 anni, ricoverato in prognosi riservata, e una giovane di 18 anni colpita con un’arma da taglio.

L’episodio è avvenuto nelle prime ore di oggi all’interno di un locale notturno situato in via dell’Aeronautica. Secondo le prime informazioni, nel corso della serata sarebbe scoppiato un violento alterco tra alcuni presenti che nel giro di pochi istanti è degenerato in una vera e propria rissa.

Durante lo scontro il 19enne è stato colpito più volte alla testa con una bottiglia di vetro. I colpi gli hanno provocato traumi importanti al capo, rendendo necessario il trasferimento d’urgenza all’ospedale del Mare di Napoli. Le sue condizioni sono considerate serie e i medici hanno deciso di mantenere la prognosi riservata.

Nella confusione è rimasta ferita anche una ragazza di 18 anni. La giovane ha riportato una ferita da arma da taglio alla natica sinistra ed è stata trasportata all’ospedale di Nola per le cure del caso.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Castello di Cisterna, che hanno avviato immediatamente gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica della vicenda.

Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e verificando eventuali immagini di videosorveglianza del locale per individuare i responsabili dell’aggressione. Al momento non è ancora chiaro cosa abbia scatenato la violenza.

Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti ci sarebbe una discussione nata per motivi banali, forse uno sguardo o una parola di troppo durante la serata, ma ogni dettaglio resta ancora da chiarire.

Nonostante la gravità dell’episodio, nessuno dei due giovani feriti risulterebbe al momento in pericolo di vita.

Foto di repertorio

Muore carbonizzata nell’incendio dell’abitazione: trovati mozziconi di sigaretta accanto al letto

0
Dolore e incredulità tra Cuma e Licola dopo la morte di Teresa, una donna di 65 anni deceduta in un incendio divampato nella sua abitazione. Il corpo della vittima è stato trovato carbonizzato nella camera da letto dell’appartamento di via delle Colmate, dove viveva insieme al marito. La tragedia si è verificata nel primo pomeriggio. Dopo aver pranzato insieme, Teresa aveva deciso di sdraiarsi per riposare mentre il marito era uscito in giardino. Poco dopo l’uomo ha iniziato a sentire dei rumori sospetti provenire dall’interno della casa. Quando si è avvicinato per capire cosa stesse accadendo ha visto il fumo e le fiamme propagarsi dalla zona della camera. In pochi minuti sul posto sono arrivati anche alcuni vicini di casa, richiamati dall’odore pungente dell’incendio e dal fumo visibile dall’esterno. Nonostante i tentativi di intervenire, nessuno è riuscito ad entrare nell’abitazione: l’aria era ormai irrespirabile e le fiamme si erano già diffuse. L’allarme ha fatto scattare l’intervento dei vigili del fuoco, dei sanitari del 118 e della polizia del commissariato di Pozzuoli. Dopo aver spento il rogo, i pompieri hanno trovato il corpo della donna nella stanza da letto, completamente avvolto dalle conseguenze dell’incendio. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto. I primi rilievi indicano che una parete della stanza risulta fortemente annerita, circostanza compatibile con una fiammata improvvisa. Secondo le prime ipotesi, l’incendio potrebbe essere partito da alcuni indumenti presenti nella stanza. Durante il sopralluogo sono stati recuperati anche diversi mozziconi di sigaretta. Pare infatti che la donna avesse l’abitudine di fumare mentre era a letto. Non si esclude che Teresa si sia addormentata con la sigaretta accesa e che questa, cadendo tra i vestiti o sul pavimento, abbia provocato il rogo. Al momento gli investigatori ritengono poco probabile l’intervento di terze persone o l’ipotesi di un gesto volontario. Le indagini proseguono comunque per chiarire ogni dettaglio della tragedia.

Il 26 settembre 1835 Donizetti presenta al “San Carlo” una nuova opera, la “Lucia di Lammermoor”

In questi giorni l’opera torna sulla scena del teatro napoletano, e mi piace ricordare il successo del debutto, raccontato da Samy Fayad nel libro “Donizetti a Napoli (1822- 1838), di cui Domenico Rea scrisse la prefazione. Merita di essere ricordato il librettista, Salvatore Cammarano, che scrisse anche il libretto del capolavoro di Verdi “Il trovatore”. “In Lucia Donizetti è senza macchia. La sua lirica non ha rivali per tenerezza…la sua lira ha il soffio del Petrarca, la sua orchestra, nel sestetto, nel coro del terzo atto, nell’introduzione del quarto ha profondità dantesche.”( Prince de Valois).     Quella sera del 26 settembre 1835 il pubblico del “San Carlo”, che nemmeno l’infuriare del colera è riuscito a tenere lontano dal teatro, tributa all’opera un successo strepitoso: l’intensità e la durata degli applausi procurano a Donizetti “un collasso nervoso; viene sollevato da terra e portato di peso nella sua casa di via Corsea 65, dove rimane a letto per alcuni giorni”. Quando si riprende, scrive a Ricordi che l’opera “è piaciuta, e piaciuta assai se devo credere agli applausi e ai complimenti ricevuti”. Era presente anche il principe Leopoldo, conte di Siracusa e fratello del re Ferdinando II, e anche lui è stato generoso di applausi e di complimenti. Forse Leopoldo non gradì la decisione di Donizetti di dedicare l’opera a Francesco Saverio Del Carretto, ministro e ispettore generale della polizia borbonica, e fedelissimo esecutore di quei provvedimenti “tirannici” del re che il fratello non condivideva.  Ma Donizetti era un uomo prudente, e perciò ricordò all’editore di pubblicare la dedica anche sulla ristampa del “libretto”. Tutti i cantanti suscitarono l’ammirazione del pubblico: il baritono Domenico Cosselli, il basso Carlo Ottolini Porto, il tenore Gilbert Duprez, che quella sera “inventò”, secondo alcuni studiosi, il “do di petto”, il soprano Fanny Tacchinardi, che era figlia del violoncellista e tenore Nicola Tacchinardi, e aveva sposato il compositore Giuseppe Persiani: anche Verdi la tenne in grande considerazione, perché la sua voce, agile, intensa e brillante, le permetteva di cantare la stessa aria con cadenze diverse.  Verdi rese omaggio al genio di Donizetti inserendo nel coro del “Nabucco” le battute iniziali del concerto che chiude il secondo atto della “Lucia di Lammermoor”. Racconta Samy Fayad che Donizetti nella lunga scena del delirio di Lucia ricorse “a uno strumento oggi in disuso, l’arpa ad acqua o armonica, costruita da Benjamin Franklin, che con il suo suono bianco e algido rende ancora più spettrale il gioco dei rimandi con la voce del soprano. Delirio in scena e delirio in sala alla fine dell’atto con la morte di Lucia”. Il librettista fu Salvatore Cammarano (1801-1852), figlio del pittore Giuseppe, erede di generazioni di attori, cantanti, pittori, musicisti e commediografi.  Salvatore iniziò l’attività creativa scrivendo una tragedia “alfieriana”, il “Baldovino”, che riuscì a far rappresentare al teatro Fiorentini grazie al sostegno dell’“Accademica Poetica Delfica”. Poi divenne scenografo del “San Carlo” e in breve divenne direttore di scena. Taciturno, amante della solitudine, “ma prolifico padre di sei figli, ama fare interminabili passeggiate sotto i portici della chiesa di San Francesco di Paola, dove spesso si assopisce a ridosso di una colonna”. Nel 1832 l’ostilità di Domenico Barbaja, onnipotente impresario del “San Carlo”, gli impedì di essere nominato librettista ufficiale del teatro, ma la collaborazione con Donizetti lo impose all’attenzione del mondo musicale non solo in Italia. Per Verdi Cammarano scrisse i libretti di quattro opere, “Alzira”, “La battaglia di Lepanto”, “Luisa Miller”, “Il trovatore”, e Samy Fayad ci rivela che Verdi “schiavizzatore, stroncatore e fustigatore dei propri librettisti”, trattò Cammarano con sorprendente cortesia, quasi con “soggezione”. “Le richieste di modifiche sono fatte sempre col condizionale: “non amerei”, “desidererei”, “non mi piacerebbe”..Il tono è sempre deferente: “…e voi, uomo di talento e di carattere tanto superiore, non vi offenderete se io, meschinissimo, mi prendo la libertà di dirvi…” “Vi prego di perdonarmi l’ardire”…E ottiene dall’occhialuto e dinoccolato Cammarano con le blandizie ciò che da altri librettisti (fatta eccezione di Arrigo Boito) ottiene con lo scudiscio.”. Salvatore Cammarano, poco nota “eccellenza” napoletana…