Dalle Harmoníai all’Oreste di Euripide: “La Nuova Musica”

Benvenuti all’ottavo appuntamento di “Riavvolgi il futuro”. Se nello scorso appuntamento abbiamo scoperto l’aulos e la lyra, oggi scopriremo come si struttura il sistema musicale nell’antica Grecia e approfondiremo l’Oreste di Euripide.     Il sistema musicale dell’antica Grecia si fondava su una complessa struttura teorica che legava la matematica, l’etica e l’arte. Il nucleo fondamentale di questo sistema era il tetracordo, una successione di quattro note discendenti comprese nell’intervallo di una quarta giusta. All’interno del tetracordo, le due note estreme erano fisse, mentre le due note interne erano mobili e potevano variare la loro altezza in base al genere impiegato: il diatonico (composto da due toni e un semitono), il cromatico (caratterizzato da intervalli di semitono) e l’enarmonico, il più complesso, che utilizza intervalli di un quarto di tono o microtoni. Unendo due tetracordi, i Greci costruivano le loro scale complete, note come harmoníai o modi, ciascuna delle quali prendeva il nome da un’antica stirpe ellenica (dorica, frigia, lidia, ionica, eolia) e si distingue per la differente posizione del semitono all’interno della struttura discendente. Strettamente legata alla struttura tecnica era la teoria dell’ethos, secondo la quale ogni harmonia esercitava un’influenza specifica e inevitabile sull’animo umano. Ad esempio, l’harmonia dorica era considerata grave e virile, capace di infondere compostezza e moderazione, mentre quella frigia era associata a un ethos “entusiastico” e a emozioni sfrenate, tipiche dei riti dionisiaci.  Il sistema greco aveva una profonda base scientifica radicata nel pensiero pitagorico, che identificava la musica con il numero. Gli intervalli musicali (ottava, quinta, quarta) venivano definiti attraverso precisi rapporti matematici calcolati sulla lunghezza delle corde. Questa visione portò alla concezione dell’armonia delle sfere, l’idea che il movimento dei corpi celesti producesse suoni regolati dalle stesse proporzioni numeriche della musica udibile, rendendo quest’ultima un riflesso imperfetto dell’ordine cosmico.  L’Oreste di Euripide: Il cuore dell’approfondimento è l’analisi del celebre frammento dell’Oreste di Euripide , conservato su un papiro della Biblioteca Nazionale di Vienna (Pap. Wien G 2315) e risalente probabilmente al III o II secolo a.C., ma che riflette lo stile euripideo originale. Il testo poetico descrive il tormento del protagonista perseguitato dalle Erinni dopo il matricidio e la supplica del coro affinché possa finalmente trovare l’oblio. La musica che accompagna questi versi è di straordinario interesse tecnico poiché utilizza il ritmo docmiaco, caratterizzato da uno schema di cinque tempi (breve-lunga-lunga-breve-lunga) che per i greci era il simbolo dell’agitazione, dell’ansia e della follia. Dal punto di vista melodico, il frammento è scritto in un genere enarmonico o cromatico molto antico, che prevedeva l’uso di microtoni (quarti di tono), ideali per sottolineare il carattere angosciante e instabile della scena. Il testo analizza poi la notazione musicale presente sul papiro, costituita da piccole lettere poste sopra le sillabe del testo: alcune indicano l’altezza dei suoni per le voci, altre (se presenti) per gli strumenti di accompagnamento.   

💡 L’Angolo dell’Esperto: Euripide e la “Nuova Musica”

Analizziamo insieme il passaggio fondamentale dalla centralità del coro al protagonismo dell’attore solista, con un focus particolare sull’Oreste di Euripide. La tragedia greca non era intesa come un’opera letteraria da leggere, ma come uno spettacolo totale in cui la musica, la danza e la parola erano indissociabili; i momenti cantati includono la parodo, gli stasimi corali e le monodie degli attori. Verso la fine del V secolo a.C., con Euripide e la cosiddetta “Nuova Musica“, si assiste a una rivoluzione stilistica in cui la musica smette di essere un semplice supporto al testo per diventare un veicolo di espressione psicologica estrema. Questo cambiamento portò a una maggiore complessità melodica, con l’uso di melismi che spezzavano la rigida corrispondenza tra sillaba e nota, e all’impiego di ritmi più concitati e irregolari.  Ed eccoci arrivati alla fine cari musicofili e musicofile, se siete giunti fin qui vi attendo nel prossimo appuntamento per approfondire questo nostro fantastico discorso. P.S.: Vietato mancare ;^) . A presto!!!!! :^)

Somma, la rinascita del Portale Antico del Santuario di Santa Maria a Castello

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo: L’ antico portale del piccolo Santuario di Santa Maria a Castello, a Somma Vesuviana, un luogo caro alla devozione e alla storia della nostra comunità, è stato restaurato. Per lungo tempo il portone ha portato su di sé i segni del tempo: il legno segnato dagli anni, le parti deteriorate dall’umidità e dall’usura, testimoni silenziosi di secoli di vita e di preghiera. Oggi, grazie a un attento e paziente lavoro di restauro, questo antico ingresso è tornato al suo originario decoro e alla sua dignità. Il recupero è stato realizzato con grande cura e dedizione dall’artigiano Raffaele Ragosta, che con autentico spirito di servizio ha voluto offrire il proprio lavoro alla comunità. Un gesto di generosità che non è solo un intervento materiale, ma anche un segno concreto di amore per il nostro santuario e per le nostre tradizioni. Il portale restaurato rappresenta ora non solo un elemento architettonico recuperato, ma anche un simbolo di attenzione, di memoria e di partecipazione alla vita della nostra comunità. Il nuovo portale sarà benedetto domani alle ore 18:00, prima della Santa Messa, dal rettore del santuario Don Francesco Feola. Sarà un momento semplice ma significativo, in cui rendere grazie per questo dono e condividere insieme la gioia di vedere restituito al santuario uno dei suoi elementi più antichi e preziosi.

Agenti intercettato auto con kit del ladro, 3 fermati a Volla

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VOLLA – Nella mattinata di mercoledì, la Polizia di Stato ha denunciato un 28enne e due 23enni, tutti napoletani, per concorso in possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli. In particolare, gli agenti del Commissariato Ponticelli, durante i servizi all’uopo predisposti, nel transitare in via del Progresso a Volla, hanno effettuato un controllo ad un’autovettura con a bordo tre persone. I poliziotti, insospettiti dall’atteggiamento insofferente degli occupanti, hanno controllato il veicolo in cui hanno rinvenuto diversi arnesi atti allo scasso, tra cui un passamontagna, una centralina elettronica e tre chiavi di auto, di cui i prevenuti non hanno saputo giustificarne il possesso. Per tal motivo, gli indagati sono stati denunciati dal personale operante.

Polizia ispeziona deposito della ditta di trasporti e trova pezzi di ricambio rubati

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  NOLA – Nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha denunciato un 63enne napoletano e un 48enne di origini polacche, per ricettazione. In particolare, gli agenti del Commissariato di Nola, durante i servizi all’uopo predisposti, hanno ispezionato un deposito di una Società di trasporti rinvenendo della merce, trafugata nella stessa giornata da una nota società automobilistica, di cui era stata presentata relativa denuncia; all’interno del deposito, gli agenti hanno rinvenuto 39 leve per cambio automatico e 4 motori di autovetture. Inoltre, a seguito di un controllo stradale di un autoarticolato proveniente dal deposito in questione, sono stati rinvenuti al suo interno 120 compressori di aria condizionata per vettura, privi di matricola e relativi documenti di trasporto. Per tali motivi, gli indagati sono stati denunciati dal personale operante mentre la refurtiva è stata restituita al legittimo proprietario.

Giro di prostituzione a Marigliano, 4 clienti sorpresi dagli agenti: ora si punta agli sfruttatori

Prosegue senza sosta a Marigliano l’attività della polizia locale contro il fenomeno della prostituzione su strada e dei clienti che intercettano le lavoratrici del sesso lungo le arterie cittadine. L’azione di controllo, coordinata dal comandante della polizia locale, il maggiore Emiliano Nacar, viene portata avanti su indicazione dell’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Bocchino. Nel corso dell’ultima settimana gli agenti hanno intensificato i pattugliamenti nelle zone maggiormente interessate dal fenomeno, elevando quattro sanzioni amministrative per un totale complessivo di circa 2.000 euro. Le multe sono state contestate a clienti sorpresi mentre contrattavano prestazioni sulla pubblica via. Dal comando fanno sapere che l’attività non si limita alle sanzioni immediate, ma mira anche a raccogliere elementi utili per un’indagine più ampia. Gli accertamenti condotti dalla polizia locale stanno infatti contribuendo alla costruzione di un dossier destinato alla Procura della Repubblica di Nola, con l’obiettivo di individuare eventuali soggetti coinvolti nello sfruttamento del racket della prostituzione. Secondo quanto emerso durante i controlli, in alcuni casi i gruppi che gravitano attorno al fenomeno avrebbero tentato di eludere la presenza degli agenti anche attraverso azioni di disturbo. Tra queste vi sarebbe l’appiccamento di incendi in alcune aree, utilizzati come stratagemma per distogliere l’attenzione delle pattuglie impegnate sul territorio. L’attività di contrasto potrebbe essere ulteriormente rafforzata nei prossimi mesi. L’amministrazione comunale ha infatti annunciato una campagna di assunzioni di personale nella polizia locale, anche con contratti a tempo determinato. Gli agenti aggiuntivi saranno impiegati sia nei servizi legati al progetto “Terra dei Fuochi”, attivo fino al mese di ottobre per il monitoraggio delle aree a rischio incendio, sia nelle attività di controllo del territorio. In programma anche il potenziamento del sistema di videosorveglianza cittadino. In particolare, è previsto il rafforzamento delle telecamere nella zona di via Rapillo, area finora rimasta scoperta e considerata sensibile proprio per la presenza del fenomeno della prostituzione. L’attenzione dell’amministrazione e del comando resta quindi alta per prevenire e contrastare ogni forma di illegalità legata a questo contesto.

Carabinieri scoprono l’ufficio dello spaccio: 17enne taglia droga con la card della libreria

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San Giorgio a Cremano – Portici: garage, ufficio di consulenza o mini market? Carabinieri arrestano 17enne per spaccio. Tagliava la droga con la loyalty card della libreria E’ notte e i carabinieri della stazione di San Giorgio a Cremano stanno effettuando un servizio di controllo del territorio. Obiettivo: contrastare lo spaccio di droga. Siamo in Corso Garibaldi e i carabinieri già sanno dove porre la loro attenzione. Lì alla fine di un vicoletto c’è una possibile piazza di spaccio. I militari sono li di fronte. Da quella stradina che porta ai portoni e ai box esce un ragazzo, si guarda intorno, è agitato. Controlla che nessuno lo stia guardando e va via. I carabinieri, attraversano la strada e entrano nel vicoletto. Giù in fondo c’è una porta in ferro con una tettoia, la luce è accesa. I militari attendono, all’esterno anche delle telecamere che controllano l’ingresso e il perimetro. Esce un uomo. La porta si sta per chiudere ma il piede del maresciallo la ferma. Si fa irruzione. Davanti a loro la più classica delle scene che si può trovare in un ufficio: due uomini una scrivania ed uno schermo. Dietro la scrivania, proprio come un responsabile di un’agenzia di consulenza, un 17enne incensurato. Sul tavolo la droga pronta per il prossimo cliente. Di lato l’altro uomo, osserva scrupolosamente lo schermo di una tv. Sono riprodotte le telecamere che danno all’esterno. E’ tutto in ordine all’interno del locale. Sulla scrivania c’è tutto l’occorrente per il confezionamento delle dosi e a contornare le pareti anche degli scaffali con le provviste: droga sottovuoto e materiale per il confezionamento ancora sigillato. Alla vista dei militari il 17enne si alza e li aggredisce. Anche l’altro si unisce alla colluttazione, ma poi scappa. Il 17enne viene bloccato. Perquisito, viene trovato in possesso di 200euro nascosti nella tasca del gilet. Ben più ampio è il bottino trovato all’interno del deposito. 380 euro all’interno di una casettina di sicurezza – fungeva verosimilmente da cassa per depositare o dare il resto. Sul tavolo 35 grammi tra cocaina e hashish già pronte per essere vendute. Involucri in cellophane, cucchiaini e un bilancino di precisione. Trovata anche una scheda utilizzata per suddividere la cocaina. La scheda – paradosso – è quella per l’iscrizione come cliente a una nota catena di librerie.

PoliMedical Center Santillo taglia il traguardo dei 30 anni tra innovazione e cura

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Nel panorama della medicina specialistica, l’esperienza e l’approccio multidisciplinare rappresentano i pilastri fondamentali per garantire risultati sicuri ed efficaci. È su questi valori che si fonda il PoliMedical Santillo, una struttura che da circa trent’anni è un punto di riferimento per chi cerca professionalità e competenze all’avanguardia. ​L’esperienza del Dott. Vincenzo Santillo ​A guidare il centro è il Luminare Prof. Vincenzo Santillo, medico chirurgo specialista in:
  • ​Chirurgia Maxillo-Facciale
  • ​Medicina Estetica
  • ​Chirurgia Plastica e Ricostruttiva
  ​Il Dott. Santillo ha dedicato la sua carriera alla formazione continua, collaborando con diverse strutture di rilievo nazionale e internazionale. Questa apertura verso le innovazioni globali gli ha permesso di importare nel proprio studio le tecniche più avanzate e le informazioni più aggiornate del settore. ​Oltre il “Tuttologo”: La Forza della Specializzazione ​Il cuore del PoliMedical Santillo risiede nella sua filosofia operativa: “Non esiste il tuttologo”. Il centro crede fermamente nella specificità settoriale. La struttura è infatti composta da un team di numerosi professionisti, ognuno con una competenza d’eccellenza nel proprio ambito. ​Questo approccio garantisce che ogni paziente riceva un trattamento personalizzato, basato su una profonda conoscenza tecnica e su un aggiornamento costante di tutto lo staff.   ​Un Invito alla Prevenzione e al Confronto ​Il PoliMedical Santillo si propone come uno spazio aperto al dialogo. L’obiettivo non è solo fornire trattamenti, ma costruire un percorso di fiducia con il paziente. ​“Venite presso il centro, fateci le vostre domande e certamente insieme troveremo la soluzione migliore per voi.” – Dott. Vincenzo Santillo.

Sant’Anastasia, Gratteri agli studenti delle superiori: “Non voglio parlarvi del referendum ma di cultura e legalità”

ll procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri incontra gli studenti delle superiori a Sant’Anastasia , risponde alle loro domande ma volutamente evita il tema della riforma della giustizia: “Non voglio – dice dal palco – che l’attenzione si sposti ancora sul referendum, l’appuntamento con voi è stato organizzato dall’Anpi per parlare della cultura della legalità” Spazio dunque alle domande dei ragazzi, cominciando dal tema delle serie tv incentrate sulla camorra. “Chi si definisce uomo di cultura si deve porre il problema di qual è il messaggio che arriva dalle fiction sulle mafie soprattutto ai ragazzi. All’interno di qualsiasi opera ci deve essere una speranza. Qualcuno che ci dica che c’è la presenza dello Stato”. “Alcuni anni fa abbiamo scritto un libro sui film incentrati sulle mafie – ha raccontato Gratteri – abbiamo analizzato il film “Il padrino”, un capolavoro per sceneggiatura, musiche, costumi. Ma quella ‘Cosa nostra’ mostrata non è mai esistita. Le mafie esistono in modo parassitario, vessando la povera gente. Nei film sembrano cose nobili ma che non esistono. Nelle fiction, dove in un’ora di visione c’è solo violenza e non si vede la presenza positiva delle forze dell’ordine, quale messaggio passa? E quando lo abbiamo fatto notare, ci hanno accusato di voler tarpare le ali alla libertà di raccontare certe cose”. Il procuratore, inoltre, ha sottolineato che le mafie sono “avanzate tecnologicamente”, sottolineando che le forze di polizia sono penalizzate oggi dalla mancanza di fondi. Gratteri, infine, ha fatto appello ai ragazzi presenti “interessati ed appassionati di informatica” a pensare anche ad un futuro nelle forze dell’ordine: “Abbiamo tanto bisogno di informatici – ha detto – ma abbiamo il problema delle paghe basse. Bisognerebbe adeguare gli stipendi in base alle professionalità per non far scappare i nostri esperti”. E a chi gli chiedeva se si possono “sconfiggere le mafie”, ha risposto che “non si può sconfiggere la mentalità e l’atteggiamento mafioso, ma la mafia tradizionale sì, si può sconfiggere. Con assunzioni straordinarie – ha concluso – adeguando gli stipendi e creando nuove strutture”

Somma Vesuviana, lettera in redazione: la repubblica dei candidati sindaco

Riceviamo e pubblichiamo dall’avvocato Vincenzo Nocerino In questi giorni si parla molto dei candidati a Sindaco a Somma Vesuviana. Ho provato a scrivere una riflessione semplice su come funziona davvero  la politica  nei paesi come il nostro. Non è una critica a qualcuno , ma un tentativo  di capire  la nostra comunità C’è un paradosso curioso che attraversa la politica dei paesi vesuviani: i cittadini spesso faticano a fidarsi della politica, ma allo stesso tempo non sono mai stati così numerosi come quelli che vogliono farla , e possibilmente da sindaco. È la fotografia di queste settimane a Somma Vesuviana, dove le prossime elezioni amministrative stanno generando un clima che qualcuno definisce vivace, altri confuso, altri ancora semplicemente inevitabile. La sensazione diffusa è una sola: tutti contro tutti e tutti pronti a correre per la fascia tricolore. Dopo la fine anticipata dell’amministrazione guidata da Salvatore Di Sarno, il quadro politico locale si è improvvisamente aperto. Quando un’amministrazione cade prima della scadenza naturale, accade quasi sempre la stessa cosa: vecchie alleanze si sgretolano, amicizie politiche si raffreddano, nuovi gruppi nascono nel giro di pochi giorni. E soprattutto emerge un fenomeno tipico dei comuni dell’area vesuviana: la moltiplicazione delle candidature. I partiti nazionali provano a mettere ordine, ma sul territorio contano molto di più le dinamiche locali. Così accanto alle sigle tradizionali nascono liste civiche, gruppi spontanei, movimenti cittadini. Ognuno con la propria idea di città, certo, ma anche con il proprio leader di riferimento. Ed ecco che il mosaico si complica. Ogni gruppo politico ha il suo candidato naturale. Ogni quartiere ha il suo punto di riferimento. Ogni tavolo di trattativa si conclude quasi sempre con la stessa frase: «Se non c’è accordo, mi candido io». Nasce così quella che qualcuno, con ironia ma non troppo, ha già definito la “repubblica dei candidati sindaco”. Sarebbe facile ridurre tutto a una semplice gara di ambizioni personali. Ma la realtà è più complessa. Nei paesi vesuviani la politica non è soltanto appartenenza ideologica: è soprattutto relazione umana, presenza sul territorio, fiducia costruita nel tempo. Si vota chi si conosce. Si vota chi si incontra al mercato o davanti al bar. Si vota chi si è visto intervenire per risolvere un problema personale o del quartiere. Per questo il sindaco non è percepito come una figura distante, ma come il volto concreto della comunità. Ed è proprio questa vicinanza che rende la carica di Sindaco così ambita. Il rischio, però, è evidente. Quando le candidature diventano troppe e le coalizioni nascono più per vincere che per governare, la politica perde profondità e diventa una competizione permanente tra leadership locali. In quel momento il dibattito smette di concentrarsi sui problemi della città, quali  – lavoro, servizi, urbanistica, ambiente, tasse – e si trasforma in un gioco di equilibri, alleanze e rivalità personali. Eppure Somma Vesuviana meriterebbe molto di più di una semplice corsa al potere. Meriterebbe una discussione vera sul suo futuro. La politica dei piccoli centri ha un pregio e un difetto: il Sindaco non può nascondersi. Qui non esistono leader lontani o decisioni anonime. Chi amministra una città incontra ogni giorno i cittadini per strada, al bar, in chiesa, al mercato. Per questo la fascia tricolore pesa più di quanto sembri. Non è soltanto un simbolo istituzionale: è una promessa di responsabilità e di impegno. E allora, mentre cresce il numero di chi sogna di diventare sindaco, vale la pena ricordare una verità semplice ma severa: una città non ha bisogno di molti candidati. Ha bisogno di persone capaci di amare davvero la propria comunità. Perché il potere può essere desiderato da molti; la politica come servizio, invece, è scelta  da pochi.  

Somma Vesuviana, la corsa a sindaco tra ambizioni personali e alleanze da costruire

A poco meno di due mesi dalle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, il quadro politico di Somma Vesuviana appare ancora incerto e frammentato. I tavoli di confronto tra gruppi politici e civici si susseguono da settimane, ma senza approdare a una sintesi condivisa. Più che un vero “campo largo”, sembra emergere una corsa diffusa alla candidatura a sindaco, con diversi protagonisti pronti a scendere in campo.
Il nodo principale resta proprio la scelta del candidato unitario. In molte riunioni, iniziate con l’obiettivo dichiarato di costruire un progetto di rinnovamento, le trattative si arenano di fronte alle ambizioni personali e ai veti incrociati. Alcuni nomi vengono respinti con decisione perché ritenuti, direttamente o indirettamente, legati alla stagione politica che ha portato al dissesto finanziario del Comune. Per questo motivo, la parola d’ordine che continua a circolare nei vari schieramenti è una sola: cambiamento.
Molti osservatori locali ritengono che le indicazioni decisive potrebbero arrivare dai nuovi equilibri politici regionali, in particolare dai neo consiglieri regionali più votati e influenti, chiamati di fatto a orientare le scelte delle coalizioni e a facilitare eventuali sintesi.
Nel frattempo, alcuni protagonisti si stanno già muovendo con decisione. Peppe Nocerino procede spedito con la sua campagna elettorale, consolidando contatti e presenze sul territorio. Antonio Granato, invece, resta in attesa di ulteriori certezze all’interno della coalizione di centrodestra, dove il confronto sul candidato resta aperto.
I primi segnali di movimento arrivano anche dall’area che guarda a una possibile candidatura di Peppe Sommese, che ha iniziato a muovere i primi passi, pur in un quadro ancora incerto: non si esclude infatti che possano arrivare indicazioni politiche per una soluzione diversa. Tra gli spifferi della politica locale circola, in maniera non insistente ma con una certa costanza,  il nome dell’ex consigliere regionale Carmine Mocerino.
Tra i possibili candidati figura anche Celestino Allocca, pronto a scendere in campo ma ancora alla ricerca di un sostegno politico più solido. Nelle ultime settimane quest’ultimo  ha scelto di affidarsi soprattutto ai social per raccogliere consenso e disponibilità attorno al proprio progetto.
Tra i nomi circolati nelle riunioni del cosiddetto “campo largo” compare anche quello del giovane Antonio Coppola. Una candidatura che, almeno inizialmente, avrebbe trovato l’interesse di una parte dell’area progressista, alla ricerca di un volto nuovo capace di rappresentare un ricambio generazionale. Con il passare delle settimane, tuttavia, attorno al suo nome sarebbero emerse non poche perplessità. A pesare, secondo diversi osservatori politici locali, sarebbe innanzitutto la sua giovane età e una esperienza amministrativa ritenuta ancora limitata, fattori che in una fase delicata come quella attuale – con un Comune alle prese con il dissesto finanziario – vengono considerati da molti elementi di forte rischio. Ma non è solo una questione anagrafica. Nei confronti della possibile candidatura di Coppola peserebbe anche il timore che attorno alla sua figura possano ritrovarsi esponenti politici di lungo corso, alcuni dei quali indicati come protagonisti della stagione amministrativa che ha preceduto il dissesto. Un elemento che, secondo alcuni interlocutori dei tavoli politici, finirebbe per indebolire proprio quell’idea di discontinuità che molti dichiarano di voler rappresentare.
Intanto prende sempre più forza il nome di Adele Aliperta, che per molti rappresenterebbe una candidatura di discontinuità rispetto al passato. Secondo indiscrezioni,  Aliperta potrebbe già contare su quattro liste pronte a sostenerla, elemento che la renderebbe una delle figure più competitive in questa fase preliminare.
A oggi, però, il quadro resta tutt’altro che definito. Riunioni, incontri e trattative continuano senza sosta, ma una sintesi politica ancora non si intravede. Con la data del voto ormai vicina, Somma Vesuviana si trova di fronte a una fase di grande incertezza, in cui alle dichiarazioni di cambiamento dovranno presto seguire scelte chiare e candidature ufficiali.
Per ora, più che una corsa con schieramenti definiti, quella verso le urne sembra ancora una partita tutta da costruire.
Non si può fare a meno di notare, però, che sembrano essere state accantonate alcune delle regole tradizionali del confronto politico. “Un tempo- ci spiegano politici di anni fa-  si partiva dai problemi della città: si discuteva delle priorità, si cercavano le risorse e i finanziamenti per affrontarle, e solo dopo si individuava la persona capace di fare sintesi tra le diverse componenti, organizzando uno schieramento il più possibile largo e competitivo.
Oggi, invece, si assiste sempre più spesso a una corsa alla candidatura solitaria. Diverse persone si propongono come aspiranti sindaco prima ancora che esista un progetto politico condiviso o uno schieramento definito. Come se la candidatura personale, da sola, potesse rappresentare la risposta ai problemi della città”.
Più che l’avvio di un percorso politico strutturato, questa agitazione solitaria dà l’impressione di una forzatura e rischia di rendere ancora più difficile la costruzione di un progetto credibile di governo per Somma Vesuviana.