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Casoria, concluso il corso sulla sicurezza stradale per la Polizia Locale: “Collaborazione e formazione”
Casoria. Si è concluso martedì mattina, presso la sala convegni dell’Istituto Andrea Torrente, il corso di specializzazione sulla sicurezza stradale per la Polizia Locale.
L’Istituto superiore di via Duca d’Aosta ha ospitato un importante momento di formazione, iniziato lo scorso 10 marzo e terminato con un incontro con le istituzioni del territorio. L’esperienza formativa ha coinvolto oltre 85 operatori e più di 20 Comandi di Polizia Municipale della Campania, oltre a una rappresentanza arrivata da Ponza, comune del Sud Pontino.
Il corso di specializzazione dedicato al Codice della Strada e alla sicurezza stradale è stato organizzato dalla Regione Campania – Scuola di Polizia Locale ed è stato rivolto agli operatori di Polizia Locale.
All’incontro di chiusura sono intervenuti il sindaco di Casoria, Raffaele Bene, il dirigente della Scuola Regionale di Polizia Locale, Dionisio Limongelli, la dirigente scolastica del Torrente, Annamaria Orso, e il comandante della Polizia Locale di Casoria, Pasquale Pugliese, direttore del corso. Il convegno, moderato dal giornalista de Il Mattino Franco Buononato, ha sottolineato l’importanza della Polizia Locale sul territorio come primo presidio di legalità e di vicinanza ai cittadini.
Il sindaco Raffaele Bene ha sottolineato l’impegno degli agenti nelle situazioni di emergenza e la loro presenza sul territorio come valore aggiunto: «Protagonisti silenziosi ma fondamentali della vita quotidiana delle nostre comunità.
Ringrazio la Regione Campania, l’Istituto Superiore “Andrea Torrente” e la preside Annamaria Orso per l’ospitalità, la Scuola di Polizia Locale e tutti i Comandi presenti per aver scelto Casoria come punto di riferimento, grazie anche al comandante Pasquale Pugliese.
La sicurezza è un bene comune e si costruisce insieme, con competenza, dedizione e spirito di servizio».
Alla fine del convegno la dirigente Annamaria Orso e gli altri ospiti istituzionali sono stati omaggiati con una pergamena. In chiusura, gli allievi dell’indirizzo alberghiero hanno preparato un pranzo per i partecipanti al percorso di formazione.
Conclude il comandante Pasquale Pugliese:
«La sicurezza è un bene comune e si costruisce ogni giorno attraverso la collaborazione tra istituzioni e cittadini. La legalità non va solo predicata, ma soprattutto praticata, con comportamenti responsabili, impegno nello studio, rispetto delle regole e senso civico».
Scoperta fabbrica clandestina di soldi falsi in casa: arrestato dai finanzieri
Maxi operazione della Guardia di Finanza a Torre Annunziata, dove i militari del Comando Provinciale di Napoli hanno individuato e smantellato una vera e propria stamperia clandestina di banconote false. L’intervento ha portato al sequestro di denaro contraffatto per un valore complessivo superiore ai 2 milioni e 800mila euro e all’arresto del responsabile.
L’operazione è stata condotta dai “baschi verdi” del Gruppo Torre Annunziata nell’ambito dei controlli economici sul territorio. I finanzieri hanno individuato un immobile, situato nella periferia oplontina, trasformato in laboratorio per la produzione di banconote false, pronte per essere immesse sul mercato. La maggior parte dei tagli sequestrati riguarda banconote da 50 euro, con una presenza minore di pezzi da 100 euro.
All’interno del locale sono stati rinvenuti anche oltre 12mila ologrammi contraffatti, necessari per riprodurre le caratteristiche di sicurezza delle banconote. Il laboratorio risultava dotato di attrezzature sofisticate: stampanti ink-jet e laser, un computer con software professionali di grafica, strumenti per il taglio e la punzonatura, cliché, telai per la finitura manuale e materiali specifici come inchiostri e vernici.
Particolarmente rilevante la tecnica utilizzata per rendere le banconote più credibili: i falsari sottoponevano i biglietti a un processo di “invecchiamento” per conferirgli un aspetto vissuto, nel tentativo di aggirare i sistemi di sicurezza dell’euro, come filigrana, ologrammi e fili di sicurezza.
Secondo le stime, la vendita delle banconote sul mercato illecito avrebbe potuto fruttare oltre 280mila euro.
Nel corso della perquisizione, i finanzieri hanno inoltre scoperto e sequestrato circa 2,2 chilogrammi di sostanze stupefacenti, tra marijuana e hashish, evitando la loro immissione nelle piazze di spaccio locali.
Il responsabile, un cittadino italiano, è stato arrestato e posto a disposizione della Procura di Torre Annunziata. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il provvedimento disponendo la custodia cautelare in carcere.
Resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
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Danneggiata la Statua di San Paolino durante un tentato furto
A Nola, nel Duomo della città, è avvenuto un tentato furto che ha portato al danneggiamento della Statua di San Paolino
Lo spiacevole episodio si è verificato nel Duomo di Nola dove una donna, in cerca di denaro e convinta della presenza dei soldi delle offerte, si sarebbe scagliata contro la statua, luogo dove vengono riposte le offerte.
Stando alle prime informazioni, nel tentativo di rubare i soldi, la Statua di San Paolino è caduta a terra riportando danni evidenti. La dinamica non è ancora chiara e quindi non si può dire se la caduta della statua sia avvenuta volontariamente nel tentativo di furto o se sia stata causata in maniera accidentale.
Dalle immagini che circolano online si vede la statua per terra con frammenti sull’altare, segno di un forte impatto.
Attualmente sarebbe stata fermata la probabile responsabile del tentato furto e stando a quanto dicono persone del luogo, la donna sarebbe di Cicciano ed è una lavoratrice conosciuta nella zona.
Intanto, già in tantissimi si sono proposti per ripristinare la Statua di San Paolino e si rivolgono a Don Mimmo per ricevere indicazioni.
Questo è un episodio che ha sconvolto l’intera comunità di Nola, sia per il tentativo di furto in sé sia per il danno morale recato all’identità religiosa del popolo.
Volla, Consiglio comunale: la minoranza abbandona l’aula dopo contestazioni sulla convocazione
Signor Presidente, Signor Sindaco, colleghi Consiglieri, cittadini di Volla,
quando parliamo del futuro di Volla non discutiamo soltanto di atti amministrativi, ma di qualità della vita e di rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Intervengo da consigliera di maggioranza con spirito leale e costruttivo, non per polemica, ma per contribuire a rafforzare l’azione amministrativa. Perché il dovere principale che abbiamo è garantire servizi e dare risposte, come abbiamo promesso nel nostro programma.
Credo che la politica comunale debba essere prima di tutto servizio: affrontare problemi collettivi e migliorare concretamente la vita della comunità. Proprio per questo sento il dovere di dire con chiarezza che oggi serve un cambio di passo sulle priorità, e serve farlo adesso, prima che la distanza tra Comune e cittadini si trasformi in sfiducia.
Sappiamo tutti che la struttura comunale è sottodimensionata. Ma questo dato, da solo, non può diventare una giustificazione. Dobbiamo invece puntare su coordinamento, obiettivi verificabili e un metodo che valorizzi chi lavora. E soprattutto dobbiamo favorire ascolto e coinvolgimento di dipendenti e funzionari, con una visione amministrativa chiara, strumenti adeguati e fiducia. Perché senza empowerment anche la migliore volontà rischia di incontrare ostacoli.
I cittadini ci chiedono fatti concreti. Ci chiedono servizi sociali più strutturati per minori, disabili e anziani. Ci chiedono manutenzione ordinaria di strade e spazi pubblici, non solo interventi in emergenza. Ci chiedono maggiore attenzione alla viabilità, più controlli, più sicurezza urbana, più presenza sul territorio. E ci chiedono scuole curate con manutenzione costante e programmata.
Accanto a queste priorità, c’è poi un tema decisivo: l’urbanistica. E l’urbanistica non è solo materia tecnica, ma è la fotografia della nostra visione politica. Dobbiamo chiederci quale idea di paese vogliamo realizzare per Volla. Il contesto territoriale ed economico sta cambiando, e ci sono dinamiche di sviluppo che dobbiamo saper governare. Non possiamo restare spettatori. Dobbiamo orientare questi processi nell’interesse pubblico.
In questo senso richiamo la mia nota protocollata, la n. 0035087 del 17 novembre 2025, con la quale chiedevo un indirizzo politico chiaro sul PUC e sulle aree ZES, proprio per dare alla macchina amministrativa una direzione esplicita e una cornice condivisa. Per avviare davvero il PUC dobbiamo prima rafforzare l’organizzazione tecnica: assicurare una guida stabile al Settore Urbanistica, oggi privo di Responsabile dal 23 Gennaio 2026 e costituire l’Ufficio di Piano. Solo così sarà possibile predisporre il Preliminare e avviare la VAS con tempi certi.
Nel frattempo, avanzo una proposta concreta, costruttiva e immediata: aprire un tavolo di concertazione con imprenditori e categorie economiche, nella massima trasparenza e nel pieno rispetto delle norme, per trasformare lo sviluppo in ricadute pubbliche reali, strutture e servizi a disposizione della comunità.
Quando si realizzano interventi edilizi o produttivi, la normativa urbanistica prevede il rispetto degli standard urbanistici, cioè quelle dotazioni minime di spazi e servizi per la collettività, come parcheggi, verde e attrezzature pubbliche, stabilite dal Decreto Ministeriale n. 1444.
In linea generale questi standard devono essere realizzati o ceduti al Comune nell’ambito dell’intervento. Solo quando ciò non è tecnicamente possibile, gli strumenti urbanistici possono prevedere forme alternative, come la monetizzazione, cioè il versamento di un contributo economico al Comune. Tuttavia credo che il tema non debba essere ridotto al semplice introito economico. Possiamo e dobbiamo costruire soluzioni più utili per la città. Attraverso gli strumenti di collaborazione tra pubblico e privato previsti dall’ordinamento, come gli accordi disciplinati dall’art. 11 della Legge 7 agosto 1990 n. 241, il Comune può valutare caso per caso che gli operatori economici, in alternativa o in aggiunta alla monetizzazione, contribuiscano direttamente alla realizzazione di opere di interesse pubblico.
Questo può avvenire su aree individuate dall’amministrazione, nell’ambito della pianificazione urbanistica prevista dalla Legge 17 agosto 1942 n. 1150 e dal D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380.
Naturalmente queste scelte devono essere coerenti anche con gli indirizzi strategici dell’amministrazione e con gli strumenti di programmazione dell’ente, a partire dal Documento Unico di Programmazione, che rappresenta il quadro nel quale il Consiglio comunale individua le priorità della città e orienta le politiche pubbliche.
Parliamo, ad esempio, della realizzazione di parcheggi pubblici, aree a verde attrezzato, spazi culturali e di aggregazione, centri sociali per anziani e persone con disabilità, impianti sportivi di quartiere o strutture dedicate ai giovani.
In questo modo gli interventi urbanistici non producono solo edifici, ma anche servizi e infrastrutture utili alla comunità. Opere realizzate dai privati, ma destinate all’uso pubblico.
È un modo concreto per trasformare lo sviluppo e gli investimenti in qualità urbana, servizi e opportunità per la città.
Concludo. Io credo che questa amministrazione abbia tutte le possibilità per imprimere una svolta concreta, ma è utile assumere impegni chiari e verificabili. La politica locale non si misura dalle parole che pronunciamo in quest’Aula, ma dai servizi che i cittadini trovano fuori da quest’Aula. I cittadini ci hanno scelto perché abbiamo preso un impegno. Oggi dobbiamo rendere quell’impegno concreto. Io sono in maggioranza e voglio esserlo nel modo più utile: contribuendo a portare risultati per tutta la comunità vollese, in coerenza con ciò che abbiamo promesso ai cittadini. Grazie.
Prof.ssa Simona Mauriello Consigliera Comunale – Moderati per Volla










