Terzigno, sparatoria e ferimento di due giovani : il caso arriva in Prefettura

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Dopo il ferimento di due giovani in via Isonzo, il prefetto Michele di Bari convoca un vertice con le forze dell’ordine e il primo cittadino. Rafforzare i controlli e fare piena luce sul raid le priorità emerse dall’incontro.

 

TERZIGNO – La sparatoria che nei giorni scorsi ha sconvolto Terzigno non resta confinata alle indagini di polizia. Il grave episodio, nel quale sono rimasti feriti due giovani di 19 e 22 anni, è approdato sul tavolo del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocato dal prefetto di Napoli Michele di Bari per fare il punto sulla situazione e valutare le iniziative da adottare sul territorio. 

Al vertice ha preso parte anche il sindaco Salvatore Carillo, chiamato a rappresentare la comunità di Terzigno in un momento particolarmente delicato. Al centro dell’incontro, l’analisi dell’agguato avvenuto in via Isonzo, lo stato delle indagini e le possibili misure per rafforzare la presenza dello Stato in un’area che, dopo quanto accaduto, chiede risposte rapide e concrete. 

Secondo quanto emerso, il prefetto ha assicurato la massima attenzione delle istituzioni sulla vicenda, confermando il pieno sostegno alle attività investigative e alle iniziative di controllo del territorio. Un segnale importante, mentre prosegue il lavoro degli investigatori per individuare gli autori del raid e ricostruire il movente che ha portato all’esplosione dei colpi di arma da fuoco. 

Il sindaco ha dichiarato: «Terzigno non è questa».

Al termine del Comitato, il sindaco Carillo ha voluto lanciare un messaggio chiaro, prendendo le distanze da un episodio che ha profondamente scosso la cittadinanza.

«Quanto accaduto ci preoccupa profondamente, ma non rappresenta la nostra comunità. Terzigno è un paese di persone perbene e non possiamo consentire che l’azione di pochi metta in discussione la serenità di un’intera città», ha dichiarato il primo cittadino. 

Parole che riflettono il clima vissuto in queste ore nel comune vesuviano, dove alla preoccupazione si accompagna la volontà di non lasciare che un grave fatto di cronaca comprometta l’immagine di un territorio che da anni punta sulla valorizzazione delle proprie risorse e sul rilancio sociale.

Nel frattempo gli investigatori continuano a lavorare per dare un volto ai responsabili della sparatoria. Tra gli elementi sui quali si concentrano le verifiche ci sono anche le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza comunale e dalle telecamere presenti nella zona dell’agguato, che potrebbero rivelarsi decisive per ricostruire gli spostamenti dei responsabili prima e dopo l’azione. Tra le ipotesi investigative resta al vaglio anche quella di contrasti maturati nell’ambito della criminalità giovanile, anche se al momento gli inquirenti mantengono il massimo riserbo.

Lo stesso Carillo ha voluto evidenziare il lavoro svolto quotidianamente dalle forze dell’ordine, ringraziando i Carabinieri, la Polizia di Stato e la Polizia Locale per l’impegno profuso nelle attività di prevenzione e nelle indagini in corso. 

La convocazione del Comitato provinciale rappresenta un passaggio significativo perché testimonia l’attenzione riservata dalle istituzioni a un episodio che ha destato forte allarme nell’intera area vesuviana.

L’obiettivo è duplice: da un lato individuare rapidamente i responsabili della sparatoria, dall’altro rafforzare la percezione di sicurezza tra i cittadini attraverso una presenza ancora più incisiva delle forze dell’ordine sul territorio.

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