Per ricordare Pino Parisi, classe 1953, con il quale ho condiviso tutto: dall’infanzia al servizio militare. Un simpatico compagno di viaggio che, purtroppo, non ho potuto salutare. Il 25 maggio ci ha lasciati improvvisamente. “Quando si perde un amico”, i ricordi ispirano sempre pensieri profondi.
Una triste notizia mi ha dato il buongiorno stamane: un amico, un caro compagno, ci ha lasciati nello sconforto e nell’incredulità. Un malore improvviso lo ha sottratto agli affetti più cari. Un tam-tam silenzioso ha radunato la folla degli amici di vecchia data, la classe ’53, per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio.
Stamattina mi sono sentito trafiggere il cuore ripensando ai momenti trascorsi insieme. Il dolore mi ha tormentato per l’intera mattinata, finché non mi sono rifugiato nella lettura di un racconto di Erri De Luca che parlava proprio della perdita delle persone care.
«Più invecchio», scriveva, «e più le persone che ho amato ci lasciano. Ed io non riesco a fare pace con nessuna di queste assenze. Allora scrivo. Prendo un episodio del nostro vissuto e lo racconto. Dentro al passato quelli che ami stanno tutti là, non ci manca nessuno».
Ed è proprio questo pensiero che mi ha dato forza: scrivere per tenere ancora accanto le persone amate. Finché le raccontiamo, continueranno a vivere dentro di noi.
Così mi sono cimentato anch’io nella scrittura, pur non avendone le capacità, utilizzando il potere della penna come una bacchetta magica. Essa mi consente di far rivivere le storie di Pierino, Scipione, Gigino, Raffaele e, oggi, di Pino Parisi; storie che mi avete raccontato o che abbiamo serenamente condiviso.
Non sono ancora pronto a lasciarti andare, amico mio. Voglio offrirti ancora un ultimo caffè nel bar di tuo padre, giù al rione Luzzatti, dove siamo cresciuti. Quel bar dove tua madre ci preparava cose buone nelle pause tra un gioco e i compiti di scuola. Quel luogo dove, crescendo, ci radunavamo tutti per organizzare le partitine di calcio o le feste in casa, quelle in cui sbocciavano i primi amori che puntualmente ci raccontavamo per giorni, senza mai stancarci.
Nell’ultima rimpatriata di qualche mese fa io non ho potuto essere presente, ma oggi gli amici mi hanno riferito quanto tu fossi dispiaciuto perché avresti voluto abbracciarmi.
Per quell’occasione affidai a Salvatore, che aveva organizzato la serata, una mia poesia dedicata a tutti voi, da leggere a tavola in mia assenza. Oggi, caro amico, voglio dedicarla solo a te.
Parla di amicizia e di quanto vi amo ancora oggi, con lo stesso sentimento di sempre.
❤️ “TENGO N’AMICO”
CORREVA L’ANNO…
Ricordi felici
I mie giorni felici
si coniugano al passato
e parlano di amici.
La vita me ne ha dati tanti
e che vvulit’ a me,
li amo tutti quanti…
e si putesse turn’aret
senza esagera`…
me’ striggnesse forte forte…
uno a uno,
pe’ nat pezzechill’e felicita’.
Ciao PINO, fai buon viaggio…difficilmente scorderò il tuo sorriso beffardo.
Sentite condoglianze alla famiglia.
Ciro NOTARO
autore solidale #PerStradaPerCaso
Il Mediano.it







