STRIANO – Un nuovo sequestro preventivo è stato eseguito a Striano nei confronti di uno stabilimento appartenente a una società operante nel settore dolciario, nell’ambito delle attività di contrasto all’inquinamento del fiume Sarno.
L’operazione è stata condotta dalla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, con il supporto dei carabinieri della stazione di Striano. Alla base del provvedimento vi sarebbero presunte violazioni della normativa ambientale e il mancato rispetto delle prescrizioni imposte dal tribunale in occasione di un precedente sequestro.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il capannone era già stato sequestrato nel dicembre 2024. Successivamente, il Tribunale di Torre Annunziata ne aveva disposto il dissequestro il 14 luglio 2025, stabilendo però il divieto di utilizzo per attività produttive.
Durante il controllo, i militari avrebbero invece accertato la presenza di lavorazioni legate alla trasformazione di prodotti derivati dalla frutta. Inoltre, lo stabilimento sarebbe risultato privo dell’autorizzazione allo scarico delle acque reflue industriali, che venivano convogliate in cisterne collocate in prossimità del canale Rio Foce, oltre che delle necessarie autorizzazioni alle emissioni in atmosfera.
Per questi motivi è stato disposto il sequestro d’urgenza dell’intero impianto, che si estende su una superficie di circa 5mila metri quadrati.

