Somma Vesuviana verso il voto, Barra (Pd): “Nessuno stallo, lavoriamo a un candidato di alto profilo”

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Il segretario cittadino del PD chiarisce sulle dimissioni annunciate, sulle dinamiche della coalizione e sul nodo dissesto: “Serve sintesi, non personalismi”
Intervista  a Francesco Barra, segretario cittadino del Partito Democratico di Somma Vesuviana, in vista delle elezioni amministrative di maggio.
Lei ha annunciato al partito e ai tesserati le sue dimissioni. Annunciate, dunque, ma non rassegnate: perché questo annuncio?
Sì, ho annunciato le dimissioni via mail al partito perché ai tavoli di confronto, invece di discutere di programmi, si parlava esclusivamente di autocandidature. Considerato il momento particolarmente delicato, legato alla costruzione di una coalizione progressista di centrosinistra, il livello provinciale ha ritenuto opportuno bloccare questo percorso e ci siamo rimessi subito al lavoro insieme.
È stato lei a portare sui tavoli il nome di Gino Cimmino?
No, si trattava semplicemente di un nome emerso da un sondaggio, niente di più. Non c’è stata alcuna pressione da parte mia. Il sondaggio, svolto a livello provinciale, ha fatto emergere il nome di Gino Cimmino come figura di alto profilo.
Perché persiste questa fase di stallo nel centrosinistra?
Non parlerei di stallo. Oggi ci troviamo a mettere insieme sensibilità diverse: maggioranza e opposizione della precedente esperienza amministrativa. È naturale che emergano più proposte. Stiamo lavorando per trovare una sintesi che porti all’individuazione di un candidato condiviso, di elevato profilo politico e culturale.
È vero che ha partecipato a un incontro promosso dall’associazione “9 Marzo”?
Sì, era un incontro pubblico e aperto. Colgo l’occasione per chiarire che al tavolo del PD siedono diverse forze: M5S, Casa Riformista, A Testa Alta, Alleanza Verdi e Sinistra, PSI, CDU e tre civiche — Per Somma (U. Parisi), Movimento 4.0 (Fratelli Granato) e Antonio Coppola, che al momento non ha ancora una lista con un nome definito.
A proposito del gruppo “A Testa Alta”: Carmine Mocerino, ex consigliere regionale, è tra i nomi proposti?
In realtà, circa venti giorni fa, Carmine Mocerino — tramite un suo referente — ha fatto sapere di non essere disponibile ad alcuna candidatura.
Sul dissesto, o presunto tale, non vi sentite responsabili?
Certo, ma è bene ricordare — soprattutto a chi ci attacca, in particolare Forza Italia — che non abbiamo partecipato al consiglio comunale perché avevamo forti perplessità sulla delibera relativa alla Soficop, già espresse al sindaco Di Sarno.
Quella delibera era propedeutica all’approvazione del piano di riequilibrio. Per quanto riguarda il ritardo, sarà presentato un ricorso dalla Commissaria alla Corte dei Conti, Sezioni Riunite, e riteniamo che  il ricorso possa essere accolto almeno per quanto riguarda i termini temporali. Sul merito, invece, non ci sono ancora certezze.
Vorrei inoltre chiedere a Forza Italia come mai nel 2022 hanno votato un debito di bilancio pari a zero e, successivamente, uno di meno 12 milioni di euro.

Mito, religione, arte, storia: la pastiera napoletana è un dolce enciclopedico

“Il dolce che sconfina oltre i limiti del tempo, il più ricco di sapori e del sentimento che esprime la fusione della famiglia, è la pastiera, regina per la sua delicatezza e per la generosità dei suoi profumi, sui quali prevale quello semplice e casalingo dell’arancio, così fertile nei giardini napoletani.” (N. Oliviero). Un poeta cantò: “Mangiat’ ‘sta pastiera e ncopp’’a posta/ dimme cumm’era: aspetto ‘na risposta/ Che sarà certamente “Oh mamma mia /chesta nunn’’è nu dolce: è ‘na poesia.”.L’ “ovaiuola” napoletana: un simpatico personaggio, descritto da Ernesto Del Preite e “disegnato” da Filippo Palizzi.       Dal 3 aprile al 6 luglio 2026, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) ospiterà la mostra intitolata “Parthenope. La Sirena e la città”, dedicata al profondo legame tra la figura mitologica di Partenope e la città di Napoli. Narra la mitica storia che la sirena si innamorò di Ulisse, ma venne respinta dall’eroe: e Partenope venne a vivere e a morire nelle acque del golfo in cui un giorno si sarebbe specchiata Napoli, la città “partenopea”. Per rendere omaggio alla sirena che aveva dato il nome alla città è probabile che si celebrasse a Napoli un culto misterico, durante il quale i sacerdoti offrivano a Partenope sette doni simbolici: la farina, simbolo di ricchezza; la ricotta, simbolo di abbondanza; le uova, simbolo di fertilità; il grano cotto nel latte, a rappresentare la fusione di regno animale e vegetale; i fiori d’arancio, profumo simbolo della terra campana; le spezie, per ricordare che il culto e la città erano aperti a tutti, e  lo zucchero, immagine di quella dolcezza che la splendida sirena aveva donato al mare, al cielo e ai luoghi di Napoli.   Sette erano i doni offerti dai sacerdoti e perciò sette, secondo alcuni studiosi, sono le strisce stese sulla pastiera. Antonio Latini (1642- 1692), il Cuoco “star” del Seicento, che per primo introdusse i peperoni nella “cucina”, fu anche il primo a parlare della “pastiera”, indicando come ingredienti il cacio parmigiano, la ricotta grassa di pecora, la farina di pane di Spagna, pepe, sale, cannella, i “pistacchi ammaccati macerati in Acqua Rosa muschiata”. Ippolito Cavalcanti, nella 5a edizione della “Cucina teorico-pratica “, pubblicata nel 1847, pubblicò un’articolata ricetta che indicava come ingredienti “il grano bianco, che sia il migliore, cinque libbra e mezzo di ottima ricotta, che non abbia nessuna parte sierosa, due libbra di zucchero fiorettato, una libbra di cocozza candita, mezza libbra di cedro candito, venti tuorli di uova fresche, e mezza quarta d’oncia di cannella pesta: il ruoto deve essere verniciato di sugna, e al di sopra con la pasta medesima ci farai una graticola con delle strisce di pasta.”   La pastiera fu creata, secondo gli storici, negli ultimi anni del ‘500, dalle suore del Convento di San Gregorio Armeno, che agli ingredienti simbolo di valori cristiani, il grano, la ricotta e le uova, avrebbero aggiunto le spezie orientali, che cominciavano ad essere presenti nelle cucine dei nobili, e il profumo dei fiori d’arancio che splendevano nel giardino del convento. Loredana Limone, la scrittrice e gastronoma, autrice anche del libro “Il fagiolo magico e altre fiaboricette”, racconta che quando i servitori dei potenti  andavano a ritirare le pastiere al convento di San Gregorio Armeno, “dalla porta del convento, che una monaca odorosa di millefiori apriva con circospezione, fuoriusciva una scia di profumo che s’insinuava nei vicoli intorno e, spandendosi nei bassi, dava consolazione alla povera gente per la quale quell’aroma paradisiaco era la testimonianza della presenza del Signore.”. E così la pastiera diventava una squisitezza democratica, capace di donare gioia e alti pensieri anche alla “povera gente”.   Si racconta che la pastiera produsse un altro prodigio: riuscì a far sorridere perfino Maria Teresa d’Austria- Teschen, la seconda moglie di Ferdinando II di Borbone, che era perennemente imbronciata. Il re ne fu contento, e accettò anche il fatto che, per veder sorridere la moglie, avrebbe dovuto aspettare un altro anno e la prossima Pasqua. Le uova fresche erano fondamentali per la pastiera: e per le vie di Napoli girava uno straordinario personaggio, “l’ovaiuola”, a cui De Bourcard, nella sua antologia “Usi e costumi di Napoli e contorni”, dedicò un malizioso articolo di Emmanuele Rocco e un disegno di Filippo Palizzi (immagine in appendice). Rocco fa un ironico elogio di queste venditrici che portano “in giro e lungi dal paterno casolare le loro bellezze e coi zoccoli e colle mani callose” sanno “preservarle da ogni pericolo” e dichiara, malinconico, che questo mestiere sta per scomparire perché ora i battelli a vapore e i treni portano a Napoli ogni giorno le uova di Terra di Lavoro e del Principato Citeriore che costano poco.   L’ “ovaiuola” napoletana tornerà nel casolare paterno dal “ninno suio che la vò bene; de chillo meglio n’auto non trova…ova fresc’ova, ova fresc’ova”. E’ la parte finale della canzone “l’ovaiola”, di cui Ernesto del Preite scrisse il testo e il Maestro Labriola la musica e che Rocco citò nel suo articolo.    

Somma Vesuviana, “Le gustose avventure con Nonno Gigi tra riti e ricette”: quando il cibo diventa racconto

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Presentato alla Tenuta San Sossio di Somma Vesuviana il libro di Antonio Raia e Filomena Castaldo     Fuori un tempo da lupi: pioggia, freddo e vento. La primavera tarda ad arrivare. Dentro un caldo tepore: tende e broccati rigorosamente bianchi. Fuori la tormenta, dentro solo belle parole.In questo contrasto climatico e cromatico si è svolta, ieri, presso la Tenuta San Sossio a Somma Vesuviana, la presentazione del libro “Le gustose avventure con Nonno Gigi tra riti e ricette”, scritto dall’ingegnere Antonio Raia e dalla vulcanica nutrizionista dottoressa Filomena Castaldo. Un pubblico composto, cortese e attento ha seguito tutte le fasi di un evento che, a tratti, è sembrato un vero e proprio spettacolo.   Antonio Raia ha illustrato con dovizia di particolari i passaggi di un libro pensato per i ragazzi, capace di riportare alla luce antiche leggende, miti e riti della tradizione sommese. La dottoressa Castaldo si è soffermata con precisione sugli aspetti nutrizionali della Dieta Mediterranea, sul corretto rapporto tra alimentazione e natura, evidenziando come il cibo sia anche cura e rispetto dell’ambiente. Non solo atmosfere e profumi, dunque, ma anche difesa del Creato. Due interventi trasmessi via Internet hanno arricchito l’evento. Il giornalista Luciano Pignataro ha portato il suo saluto, manifestando grande interesse per la pubblicazione, di cui ha curato la prefazione.   Don Sergio Chiesa, presidente onorario dell’associazione “Cibo e Salute”, ha invece offerto una riflessione che ha intrecciato nutrizione e spiritualità, particolarmente significativa nel contesto della settimana santa. Il pubblico ha seguito in religioso silenzio, applaudendo con partecipazione i vari momenti della serata. A rendere ancora più viva l’atmosfera, la rappresentazione teatrale curata da Simona Seraponte e Mimmo Angrisani, con il prezioso contributo dei giovani Rebecca, Amber, Roberto e Mario, che attraverso poesie, canti e suoni hanno restituito una testimonianza autentica del patrimonio culturale popolare sommese. Un vero abbraccio tra fede, cultura, scienza e poesia.   Molto apprezzato anche l’intervento di Irene Molaro, imprenditrice di Somma Vesuviana, che ha dialogato con autori e pubblico sul tema delle mense scolastiche e sull’importanza della cultura nutrizionale. A conclusione della serata, un gustoso menù ispirato alle ricette del libro: casatiello, tortano, zuppa di fagioli, ragù e polpette, accompagnati da un’ottima catalanesca di annata. Nonostante i rigori di un inverno che tarda ad andar via, a Somma si è vissuta una serata bella e serena, lontana dalle polemiche politiche delle imminenti elezioni amministrative. La tempesta, però, si avvicina.  

Operazione della polizia ad Acerra, fermati 27 con precedenti

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Servizio straordinario di controllo del territorio ad Acerra da parte della Polizia di Stato. Nella giornata di sabato, gli agenti del locale Commissariato, supportati dal Reparto Prevenzione Crimine Campania, hanno messo in campo un’operazione mirata a rafforzare la sicurezza e la presenza delle forze dell’ordine sul territorio cittadino. L’attività si è concentrata nelle zone ritenute più sensibili, con posti di controllo e verifiche mirate sia su strada che nelle aree maggiormente frequentate. Nel corso dell’operazione sono state identificate complessivamente 90 persone, tra cui 27 già note alle forze dell’ordine per precedenti di polizia. Un dato che conferma l’attenzione degli agenti verso soggetti ritenuti potenzialmente a rischio sotto il profilo della sicurezza. Parallelamente, sono stati controllati 55 veicoli, con verifiche approfondite sui documenti di circolazione e sulle condizioni dei mezzi. Le attività hanno portato anche alla contestazione di 4 violazioni del Codice della Strada, a testimonianza di un monitoraggio costante non solo sotto il profilo della sicurezza pubblica ma anche della prevenzione degli illeciti legati alla circolazione. L’operazione rientra in un più ampio piano disposto dalla Questura di Napoli, volto ad intensificare i controlli nei centri dell’area metropolitana, con l’obiettivo di prevenire reati e aumentare la percezione di sicurezza tra i cittadini. La presenza capillare delle pattuglie sul territorio rappresenta infatti uno strumento fondamentale sia per contrastare fenomeni criminali sia per garantire un presidio visibile nelle aree urbane più frequentate. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni, con servizi analoghi già programmati per mantenere alta l’attenzione e assicurare un costante monitoraggio del territorio.

Somma Vesuviana, l’arte e il senso di comunità rigenerano vico Lentini

Riceviamo e pubblichiamo Una mattinata di profonda emozione e cittadinanza attiva quella vissuta oggi presso l’Hub-Side, lo spazio della Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore. Al centro dell’evento, la presentazione del progetto “Una Via Crucis in Vico Lentini”: un percorso di quattordici bassorilievi nato dalla sinergia tra l’Istituto Superiore “Caravaggio” di San Gennaro Vesuviano e l’associazione “Amici del Casamale”, con il prezioso sostegno dell’azienda F.lli Ciampa srl.   Il valore del “Noi” contro l’individualismo L’incontro è stato aperto da Salvatore Aliperta, presidente dell’associazione “Amici del Casamale”, che nei saluti di rito ha rivolto un ringraziamento corale ai parroci, ai soci e, soprattutto, agli studenti del “Caravaggio” per l’impegno profuso nella riqualificazione del vico.       L’intervento di Giuseppe Ciampa, sponsor e membro dell’associazione, che ha spostato il focus sull’importanza del legame sociale: “Viviamo in un mondo che ci spinge all’indipendenza estrema e al pensiero fisso su se stessi. Dobbiamo invece ricordare che siamo parte di una comunità, la quale cresce solo grazie al contributo che ognuno di noi decide di apportare.”   Un concetto ripreso con forza dal Professor De Simone, storico del territorio, che ha esortato i giovani artisti a farsi custodi della bellezza: “Coltivate e preservate l’arte, perché è l’unico strumento capace di dare un’anima vera al territorio”.     Il talento degli studenti e la forza del riscatto La Dirigente Scolastica, Annarita Cortese, ha espresso grande orgoglio per il lavoro svolto da studenti e professori, sottolineando il valore educativo di un progetto che esce dalle aule per farsi “strada”. Il racconto tecnico è stato affidato al Professor Marco Domestico, responsabile delle riprese video, che ha illustrato le fasi realizzative evidenziando come gli alunni abbiano operato in totale autonomia, dimostrando maturità e competenza tecnica. L’anima creativa del progetto, il Professor Vincenzo De Luca, ha spiegato la filosofia dietro la scelta dei bassorilievi: l’arte come antidoto al degrado. “L’arte in Vico Lentini rimarrà nel tempo,” ha dichiarato De Luca, “ma serve la coscienza di tutti per far rivivere i luoghi e sottrarli all’abbandono che purtroppo oggi li caratterizza.”     Dalla visione alla realtà: la nuova vita del Vico Un momento di grande impatto emotivo è stato la proiezione del video di presentazione, che ha mostrato il “prima e dopo” del vico: un contrasto netto che ha reso tangibile il miracolo della riqualificazione operata dai ragazzi. A conclusione della presentazione, dopo la celebrazione della Santa Messa officiata dal parroco Don Nicola De Siena, i partecipanti si sono spostati in processione verso Vico Lentini. Qui, tra le mura antiche del borgo, sono state ufficialmente inaugurate le 14 stazioni della Via Crucis, trasformando il vicolo in un sentiero di fede e civiltà che da oggi è ufficialmente restituito alla comunità di Somma Vesuviana.  

Somma Vesuviana, niente unità del centrodestra: si dimettono cinque componenti del direttivo di Fratelli D’Italia

Riceviamo e pubblichiamo “Nessun percorso possibile con chi è corresponsabile del dissesto finanziario”. Cinque componenti del direttivo di Fratelli d’Italia – Sezione Vesuviana di Somma Vesuviana hanno rassegnato le proprie dimissioni immediate e irrevocabili dall’incarico, formalizzando la decisione in una nota indirizzata al commissario provinciale del partito. Si tratta di Tommaso Piscitelli, Raffaele Nocerino, Rossella Improta, Raffaele Ciccarelli e Martina Cerciello.   Una scelta motivata da “ragioni politiche e organizzative gravi, non più ignorabili”, che – come si legge nel documento – rendono impossibile la prosecuzione di qualsiasi percorso condiviso all’interno del direttivo . Alla base della decisione, l’assenza di confronto interno, mai attivato dopo lo scioglimento del Consiglio comunale, la chiusura della sede del partito e l’assunzione di posizioni politiche non condivise da parte del segretario cittadino. Tra i punti più netti della presa di posizione, il giudizio sulla prospettiva politica che si sta delineando in città. I dimissionari respingono in maniera totale ogni ipotesi di sostegno alla candidatura di Antonio Granato, ritenuto “uno dei responsabili e protagonisti del dissesto del Comune di Somma Vesuviana”.   Una posizione che non riguarda dinamiche di schieramento, ma una valutazione politica precisa. I firmatari sottolineano infatti che, anche al di fuori di appartenenze partitiche e in eventuali percorsi civici, non sarebbe comunque possibile condividere un progetto con chi viene considerato corresponsabile del dissesto finanziario dell’Ente. In questo quadro viene richiamato anche il ruolo istituzionale ricoperto da Granato come presidente del Consiglio comunale, indicato come uno dei principali riferimenti nella fase che ha portato alla mancata approvazione del piano di riequilibrio finanziario nei termini previsti. Un passaggio confermato anche dalla Corte dei Conti, che ha accertato “la mancata approvazione da parte dell’Ente del piano di riequilibrio finanziario pluriennale entro il termine perentorio” , determinando un esito che ha inciso in maniera decisiva sul percorso finanziario del Comune. Le dimissioni segnano così una rottura politica netta, fondata – come evidenziato nel documento – sull’impossibilità di proseguire un percorso in assenza di condivisione, trasparenza e coerenza con i principi che avevano portato all’adesione al partito.

A Napoli la personale di Gioia Caliendo: allo Spazio 57 arriva “Pedine”

Venti opere tra tele e sculture per raccontare il rapporto tra identità e immagine sociale. Si intitola “Pedine” la mostra personale di Gioia Caliendo, in programma dal 10 al 24 aprile allo Spazio 57 Art Gallery di Napoli, in via Chiatamone 57. Il vernissage è fissato per il 10 aprile alle 18. L’esposizione è curata da Ferdinando Sorrentino.

Pittrice e scultrice, originaria di San Giuseppe Vesuviano e residente a Palma Campania, Caliendo è laureata in Arti visive all’Accademia di Belle Arti di Napoli. La sua ricerca ruota attorno alla figura dell’“omino”, elemento ricorrente della sua produzione, attraverso cui l’artista affronta temi come l’Anima sensibile, connessioni umane e condizione umana.

La mostra raccoglie 20 lavori, 18 tele ad olio e 2 sculture, e sviluppa un percorso costruito sul delicato equilibrio tra autenticità e maschera sociale. Il titolo richiama l’idea dell’individuo come pedina dentro uno scacchiere fatto di regole implicite, aspettative e convenzioni. Un impianto concettuale che Ferdinando Sorrentino accompagna in chiave curatoriale valorizzando il nucleo più riconoscibile del progetto e il messaggio delle opere.

Tra i nuclei centrali dell’esposizione ci sono le tele dedicate al tema dell’iceberg, metafora del sé nascosto, e le due sculture “L’Anima” e “Lo scudo”, quest’ultima incentrata sul rapporto tra individuo e maschera sociale.

Per Gioia Caliendo, già presente in mostre personali, collettive e rassegne del territorio, “Pedine” rappresenta un nuovo passaggio del suo percorso artistico, confermando una cifra espressiva riconoscibile tra pittura e scultura.

Orari di apertura: martedì-venerdì dalle 15 alle 19, sabato dalle 10.30 alle 19. Domenica, lunedì e festivi chiuso.

Usava un’auto rubata con contratto falso: nei guai due persone

  Un’operazione accurata portata avanti dalla Polizia Municipale di Marigliano ha permesso di fare luce su un veicolo rubato, individuando la persona che ne faceva uso in modo continuativo. Le attività, coordinate dal comandante Emiliano Nacar, si sono sviluppate attraverso un lavoro investigativo dettagliato che ha sfruttato in maniera decisiva il sistema di videosorveglianza cittadino. Le immagini raccolte hanno consentito agli agenti di seguire gli spostamenti dell’auto e di accertare che il mezzo era nella piena disponibilità del soggetto identificato, che lo utilizzava con regolarità. Durante i controlli, l’uomo ha esibito documenti di circolazione e un contratto di noleggio che, a un esame più approfondito, sono risultati falsificati. In particolare, la documentazione riportava come intestataria una società con sede nell’Europa dell’Est, sulla cui autenticità sono ora in corso ulteriori verifiche da parte degli investigatori. Gli elementi raccolti hanno quindi portato al sequestro sia del veicolo che degli atti esibiti. Nel corso delle indagini è emerso anche il coinvolgimento di un secondo individuo, ritenuto parte attiva nella gestione del mezzo e nella produzione o utilizzo della documentazione contraffatta. Entrambi i soggetti sono stati denunciati a piede libero con le accuse di ricettazione e falsificazione di documenti da parte di privati. Il fascicolo è ora al vaglio della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, che sta valutando ulteriori sviluppi. Gli accertamenti, infatti, potrebbero allargarsi ad altri eventuali soggetti o a un sistema più ampio legato all’utilizzo di veicoli rubati con documentazione falsa.

Al via un nuovo percorso panoramico: 500 Cupole sui tetti del Duomo di Napoli

Riceviamo e pubblichiamo   La città vista da un’altra prospettiva . I tetti del Duomo di Napoli si aprono alla città     È una Napoli diversa quella che ci aspetta dopo l’inaugurazione del nuovo percorso di visita guidata di “500 Cupole sui tetti del Duomo di Napoli” itinerario turistico culturale che porta cittadini e turisti fino a 40 metri d’altezza, lungo la sommità della Cattedrale, aprendo una vista a 360 gradi che abbraccia il centro storico, il Vesuvio e l’intero Golfo. Il percorso che si snoda sui tetti del Duomo di Napoli offre una prospettiva inattesa e suggestiva, svelando le stratificazioni artistiche e storiche della Cattedrale e dell’intera città. Un’esperienza capace di unire meraviglia e racconto, fede e tradizione. Promossa dalla Fondazione Napoli C’entro, l’iniziativa si inserisce nel percorso del MUDD – Museo Diocesano Diffuso, grazie al modello innovativo di valorizzazione, promosso dall’Arcidiocesi di Napoli, che mira alla tutela del patrimonio artistico e religioso del territorio per offrirlo alla comunità come strumento di sviluppo e opportunità lavorativa per i giovani. La conferenza per l’inaugurazione del nuovo percorso panoramico dei tetti del Duomo di Napoli, alla presenza del Cardinale don Mimmo Battaglia, Arcivescovo di Napoli, del presidente della Regione Campania Roberto Fico e del Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, è stata anche l’occasione per presentare il nuovo infopoint del MUDD, situato nel cortile della Cattedrale all’interno del Palazzo della Curia Arcivescovile. Si tratta di un tassello fondamentale per la fruizione e l’accoglienza: uno spazio funzionale dedicato all’orientamento di turisti e pellegrini, pensato per facilitare l’accesso all’intero patrimonio diocesano. «Oggi la città di Napoli – sottolinea il Cardinale don Mimmo Battaglia- riceve un dono dai giovani del Museo Diocesano Diffuso, il MUDD: la possibilità di fruire della bellezza di Napoli da una prospettiva diversa, quella che è possibile vedere dai tetti del Duomo. Sarà un luogo di contemplazione che diventa un invito per quanti vi saliranno a ragionare dal tetto in su, perché le quasi 500 chiese del Centro Storico rappresentano il segno che a Napoli Dio è sempre un vicino di casa, uno che ti abita accanto. La città dall’alto si mostra come un luogo di ferite e speranze, sfide raccolte da enti ecclesiastici, istituzioni pubbliche, fondazioni ed enti del Terzo Settore che insieme costruiscono la rete del bene comune orientata dalla sua storia di fede». I primi interventi di restauro finalizzati all’apertura di un percorso turistico sui tetti della Cattedrale risalgono al 2014/2015, furono realizzati nell’ambito del Grande Progetto “Centro Storico di Napoli, valorizzazione del sito UNESCO” e hanno interessato diverse aree del Duomo e le sue coperture. Oggi, grazie alla collaborazione tra la Fondazione Napoli C’entro, che ha sostenuto i lavori di adeguamento con un sistema che garantisce una fruizione sicura, con salita in ascensore e uscita dedicata, il Capitolo Cattedrale e il Comune di Napoli, quel disegno trova piena fruizione pubblica, restituendo alla città una nuova prospettiva sul suo patrimonio culturale. Un impulso decisivo al percorso del MUDD arriva dalla Regione Campania, che nell’aprile 2024 ha sottoscritto con l’Arcidiocesi di Napoli un accordo per la valorizzazione del patrimonio culturale e religioso, con l’obiettivo di restituire alla città nuovi spazi di fruizione e partecipazione. L’intesa ha unito interventi di restauro e riqualificazione a un investimento sulle competenze, attraverso un programma formativo rivolto a 60 giovani accompagnatori turistici, attualmente in fase di completamento. Questo impegno ha trovato ulteriore concretezza nel marzo 2025, con la delibera di un finanziamento pari a 9.433.000 euro destinato al potenziamento del Museo Diocesano Diffuso. Proprio nell’ambito di questo programma è previsto, entro il 2027, un ulteriore sviluppo del percorso di visita dei tetti del Duomo, in continuità con il Protocollo sottoscritto. Tra gli interventi principali, la realizzazione di una nuova scala di collegamento con la Cappella del Tesoro Vecchio, che renderà l’esperienza di visita ancora più fluida e integrata con gli spazi della Cattedrale. «Questo percorso – spiega Vincenzo Porzio, direttore della Fondazione Napoli C’entro-  nasce dalla volontà di continuare a prendersi cura dei luoghi per prendersi cura delle persone, come già avvenuto al Rione Sanità. Oltre alla valorizzazione del Duomo di Napoli, in questo primo anno abbiamo riaperto spazi che rischiavano la chiusura, come il complesso di San Giovanni a Carbonara e la Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli, restituendoli alla città e trasformandoli in luoghi vivi, capaci di generare nuove possibilità. In poco più di un anno oltre 135mila persone hanno attraversato questi spazi, contribuendo con circa 200mila euro in donazioni volontarie: un segno concreto di fiducia che sostiene un modello fondato sulla partecipazione e sulla corresponsabilità. Ma soprattutto – conclude Porzio – abbiamo generato lavoro e opportunità: 20 giovani sono stati già assunti con contratti stabili e altri 15 stanno per ampliare l’organico per la gestione del percorso dei tetti del Duomo. Abbiamo accompagnato 40 giovani under 30 in un percorso formativo dedicato ai beni culturali ecclesiastici e altri 20 hanno appena iniziato il loro cammino». Un percorso che mette al centro i giovani, protagonisti delle attività di accoglienza e accompagnamento attraverso la Cooperativa di comunità La Sorte, in un’esperienza concreta in cui il patrimonio diventa occasione di formazione, lavoro e dignità. Il MUDD è sostenuto da una pluralità di istituzioni pubbliche e private grazie alle quali è stato possibile realizzare azioni straordinarie di recupero e tutela, valorizzazione e formazione: Fondazione CON IL SUD, Fondazione di Comunità San Gennaro EF, Fondazione Peppino Vismara, Fondazione Alberto e Franca Riva, Fondazione Grimaldi, con il supporto di Comune di Napoli, Regione Campania, Capitolo Metropolitano, Galleria d’Italia, Intesa Sanpaolo, Reale Foundation, Unione Industriali Napoli Gruppo Giovani Imprenditori. A partire dal 31 marzo 2026 – la visita sarà disponibile ogni giorno, dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 17.00, su prenotazione attraverso i siti ufficiali duomonapoli.it e muddnapoli.it Il costo del ticket è Intero – 10,00 € / Studenti – 8,00 € / Under 16 – 6,00 € / Under 6 – 0 €. I residenti nel Comune di Napoli potranno accedere gratuitamente prenotando sul sito del MUDD la tariffa dedicata, fino ad esaurimento posti. Sarà infatti riservata una percentuale dei posti della giornata all’accesso gratuito.    

Il Vescovo di Nola celebra il precetto Pasquale all’ISIS “Luigi de’ Medici” di Ottaviano

Lunedì 30 marzo, invitato dal Dirigente Scolastico prof. Vincenzo Falco, il Vescovo di Nola Francesco Marino ha celebrato la Santa Messa del precetto Pasquale nel luminoso salone per i convegni nell’edificio di Via Funari.   Hanno partecipato al rito docenti e alunni non solo dell’ISIS “Luigi de’ Medici”, ma anche degli altri Istituti Scolastici di Ottaviano. Intensa è stata l’attenzione prestata dai ragazzi alle parole del Vescovo che ha “predicato” i valori della pace come segno distintivo della Pasqua e ha esortato tutti a ispirare ai principi dell’idea di “comunità” ogni momento della vita quotidiana, soprattutto in un tempo come il nostro, segnato dalla violenza, dalla guerra, dai massacri. Conclusa la funzione religiosa, il Vescovo ha visitato e benedetto lo splendido “roof garden” all’ultimo piano dell’edificio di via Funari, che ormai si presenta come un perfetto modello di edificio scolastico, un esempio per tutto il territorio.