Parroco di Ercolano condannato a 8 anni per abusi su giovane disabile

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Ercolano – Una vicenda dolorosa ha scosso la città degli Scavi. Un sacerdote che da anni viveva ed esercitava il suo ministero a Ercolano è stato condannato a oltre otto anni di reclusione per abusi sessuali su un giovane disabile.

Il processo, celebrato davanti alla nona sezione del Tribunale di Napoli, si è concluso con una sentenza pesante: 8 anni e 7 mesi di carcere, interdizione dai pubblici uffici e risarcimento a favore della vittima. L’imputato, Don Roberto Gerolamo Filippini, originario della provincia di Como ma da tempo inserito nel tessuto cittadino, è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale continuata all’interno del centro Don Orione, struttura ercolanese dedicata all’assistenza.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, tra il 2014 e il 2019 il religioso avrebbe approfittato della fragilità del giovane di Capua, convincendolo con frasi inquietanti come “Andiamo a fare l’amore poi ti do il regalo” o ancora “vieni che ti calmo io”. Parole che, stando all’accusa, celavano un rapporto di potere e manipolazione durato anni. La conferma definitiva è arrivata con l’incidente probatorio, nel quale la vittima – assistita dall’avvocato Paola Santantonio – ha raccontato con fermezza le violenze subite.

La comunità ercolanese ha accolto con sgomento la notizia della condanna. Un luogo simbolo di accoglienza e sostegno come il centro Don Orione, per anni punto di riferimento per tante famiglie, è diventato teatro di una storia che lascia amarezza e indignazione.

Il sacerdote, difeso dagli avvocati Licia Gianfaldone e Mario Acquaruolo, ha tentato fino all’ultimo di respingere le accuse. Ma i giudici hanno dato pieno credito alla versione della vittima e alle prove raccolte dagli inquirenti, scrivendo la parola fine a un processo che in città era seguito con grande attenzione.

Adesso resta il dolore per una ferita che tocca da vicino Ercolano, città abituata a lottare per risollevarsi e che oggi si trova a fare i conti con un caso che segna profondamente il suo tessuto sociale.

Mariglianella si stringe attorno a Daniele: oggi i funerali e il lutto cittadino

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Mariglianella vive oggi una delle giornate più tristi della sua storia recente. Alle 15.30 si terranno i funerali di Daniele Ponzo, il ragazzo di soli 17 anni tragicamente scomparso lo scorso 25 settembre e ritrovato senza vita all’interno di un cantiere in via Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. L’intera comunità si prepara a dire addio a un giovane la cui perdita ha lasciato un vuoto incolmabile.

Familiari, amici, compagni di scuola e tantissimi cittadini hanno deciso di stringersi attorno al dolore della famiglia Ponzo-Iolo, partecipando a un abbraccio collettivo fatto di vicinanza, preghiere e silenzio. La camera ardente, prima allestita presso la Sala del Commiato di Marigliano e successivamente, da ieri, nella Parrocchia di San Giovanni Evangelista, è stata meta di un continuo pellegrinaggio. Fiori, biglietti, lumini e pensieri hanno accompagnato la veglia, trasformando il luogo in uno spazio di memoria e affetto.

Per sottolineare il profondo cordoglio che ha colpito la cittadinanza, il sindaco di Mariglianella, Arcangelo Russo, ha proclamato il lutto cittadino nella giornata odierna. «Nel rispetto del dolore che ha colpito la nostra comunità – ha dichiarato il primo cittadino – ho disposto che oggi, 30 settembre 2025, in concomitanza con le esequie di Daniele, sia osservato il lutto cittadino. Le bandiere degli edifici pubblici saranno esposte a mezz’asta. Invito cittadini, scuole, attività commerciali e associazioni a unirsi, ciascuno a suo modo, a questo segno di rispetto e partecipazione».

Il corteo funebre partirà nel primo pomeriggio per raggiungere la parrocchia dove sarà celebrata la funzione religiosa. Si prevede una partecipazione straordinaria, segno di quanto Daniele fosse conosciuto e amato. La comunità, pur nella sofferenza, vuole stringersi attorno alla famiglia per accompagnare il giovane nell’ultimo viaggio e per riaffermare, con un silenzio carico di emozione, che nessuno viene dimenticato.

Mariglianella oggi si ferma davvero: il dolore diventa memoria condivisa e la solidarietà una carezza collettiva per chi resta.

Centrodestra, stallo totale: Fdi vuole Cirielli, Fi un civico. E il Prefetto…

Ore decisive per il centrodestra, che dopo la vittoria ottenuta nelle Marche si prepara a un nuovo passaggio cruciale sul fronte delle candidature regionali. Oggi i leader della coalizione – Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi – si ritroveranno a Lamezia Terme per sostenere Roberto Occhiuto in Calabria. Un’occasione che potrebbe trasformarsi anche in un vertice informale sulle scelte da compiere in Campania, Puglia e Veneto.

Il rebus campano resta il più complesso. Fratelli d’Italia continua a spingere con decisione sul nome di Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri e figura di primo piano del partito della premier. La sua disponibilità a candidarsi non è mai venuta meno, ma schierare un esponente di governo in una competizione considerata in salita non è una decisione semplice. Forza Italia, invece, insiste su un profilo civico capace di intercettare quell’elettorato moderato che potrebbe non riconoscersi né nella candidatura di Roberto Fico né in un volto troppo marcato politicamente.

Tra le opzioni non di partito, il nome del prefetto Michele di Bari rimane sul tavolo. Negli ultimi giorni se ne era ipotizzato un ridimensionamento, ma più per tattica che per reali valutazioni di merito. Di Bari è sostenuto soprattutto dagli azzurri, che vedono nella sua figura istituzionale un possibile punto di equilibrio. Accanto a lui resistono le ipotesi accademiche: Matteo Lorito, rettore della Federico II, e Gianfranco Nicoletti, numero uno dell’Università Vanvitelli. Entrambi mantengono rapporti trasversali con le diverse anime della coalizione.

Non mancano altre suggestioni, come quella che porta a Giosy Romano, attuale presidente della Zes unica, o il nome a sorpresa di Marilù Faraone Mennella, segnalata da più osservatori dopo la sua presenza sul palco a Telese. La rosa resta quindi ampia e in continuo movimento.

A complicare ulteriormente lo scenario ci sono le altre partite regionali: in Veneto la Lega punta a un proprio candidato nel dopo-Zaia, mentre FdI rivendica spazi in Lombardia in vista del voto del 2028. Un intreccio di equilibri nazionali che inevitabilmente condiziona anche la Campania.

Il pressing dal territorio è forte. «La coalizione arriverà presto a una sintesi», ha assicurato Gianpiero Zinzi, coordinatore regionale della Lega. Ma il vero passo in avanti potrà arrivare soltanto da una decisione diretta di Giorgia Meloni, chiamata a dirimere i contrasti interni e a imprimere la svolta.

Stellantis e il caso Trasnova, nuovo confronto al Ministero: cresce la tensione

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A Roma si riapre oggi un tavolo delicato sul destino di un settore strategico per l’economia campana: l’automotive. Al centro della discussione ci sarà la vertenza Trasnova, che rischia di trasformarsi in un precedente capace di mettere in crisi l’intero indotto delle forniture legate a Stellantis. Il timore di sindacati e istituzioni è che il gruppo automobilistico decida di disertare anche questo appuntamento al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, come già accaduto per i due incontri precedenti, l’ultimo dei quali in prefettura a Napoli. Un’assenza che rischierebbe di far precipitare la vertenza in emergenza sociale. Il nodo principale riguarda la decisione di Stellantis di reinternalizzare, a partire da gennaio, le attività oggi gestite da un centinaio di dipendenti Trasnova. Per loro lo scenario sarebbe drammatico: disoccupazione certa dal 1° gennaio, dopo un anno di proroga senza alcuna prospettiva di ricollocazione. Una scelta giudicata incomprensibile dai sindacati, soprattutto perché la cessione a società terze era stata accompagnata dalla promessa di garantire continuità occupazionale. Ma la questione va oltre Trasnova: se questa tessera cade, l’intero mosaico delle piccole e medie imprese che lavorano per Stellantis – officine, subfornitori, aziende specializzate – rischia di sgretolarsi. Per la provincia di Napoli, già segnata da una disoccupazione superiore alla media nazionale, sarebbe un colpo durissimo. La deputata M5s Carmela Auriemma ha sottolineato che nel primo semestre del 2025 la produzione di auto in Italia è crollata del 33%, con metà dei lavoratori degli stabilimenti in cassa integrazione. A Pomigliano la situazione appare particolarmente grave: lo stabilimento Giambattista Vico fermerà per una settimana tutte le linee produttive, compresa quella della Panda, il modello più venduto in Italia. Secondo la Fiom-Cgil, che ieri ha diffuso un’analisi dei bilanci Stellantis, il progressivo disimpegno dal nostro Paese è evidente: negli ultimi dieci anni a Pomigliano la produzione è diminuita di circa 19 mila vetture l’anno e nel 2024 tutti i dipendenti sono stati coinvolti dagli ammortizzatori sociali. Il segretario generale Michele De Palma chiede scelte radicali: nuovi modelli popolari per saturare gli impianti, il rilancio della gigafactory, la valorizzazione dei marchi Maserati e Alfa Romeo, nuove assunzioni e più investimenti in ricerca e sviluppo. Per i sindacati non bastano incentivi all’acquisto di auto: serve un piano industriale concreto, con garanzie vincolanti contro licenziamenti e delocalizzazioni. La Fiom invoca l’intervento diretto di Palazzo Chigi e un fondo europeo straordinario per difendere occupazione e produzione. Se oggi Stellantis non si presenterà al tavolo ministeriale, la vertenza Trasnova potrebbe diventare la miccia di una mobilitazione nazionale capace di travolgere l’intero settore automobilistico italiano.

Torre del Greco, passaggio di consegne alla Capitaneria di Porto

Angelo Labella è il nuovo Comandante della Capitaneria di Porto di Torre del Greco. Il mare non deve essere  solo una risorsa, ma bene tutelato e condiviso   Nella suggestiva cornice di Villa Campolieto, una villa vesuviana situata lungo il Miglio d’oro, nel comune di Ercolano,  ha avuto luogo la cerimonia del passaggio di consegne tra il Capitano di Fregata (CP) Leonello Salvatori e il pari grado Angelo Labella. Il Comandante Labella è ufficialmente il nuovo Comandante della Capitaneria di Porto di Torre del Greco il quale ha preso l’incarico dal collega che lascia Torre del Greco dopo un anno per assumere un nuovo e prestigioso incarico presso il Reparto Ambientale Marino del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dove continuerà a operare a tutela dell’ambiente marino e costiero. Angelo Labella proviene dal Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera. Nel suo curriculum spiccano ruoli di alto profilo, nell’ambito del Secondo Reparto del Corpo, occupandosi di Protezione di dati personali, Prevenzione della corruzione e interrogazioni parlamentari. A presiedere la cerimonia, il Contrammiraglio (CP) Gaetano Angora, Direttore Marittimo della Campania, davanti al quale il Comandante Salvatori ha pronunciato la solenne formula di rito che ha ufficializzato il cambio al vertice. Al nuovo Comandante Labella chiediamo quali le importanti sfide che l’attendono: ≪Sono stato designato quale capo del compartimento marittimo e comandante del porto di Torre del Greco, una realtà portuale storica, stessa dal 1908,  che ha un connubio nel panorama nazionale associato proprio alla marineria italiana, quindi dalle antiche tradizioni. Cercheremo in tutti i modi di agevolare l’azione amministrativa tenendo sempre ben impressi i principi dell’azione amministrativa, ovvero la trasparenza, l’efficacia e l’efficienza≫. Quali gli obiettivi nel breve e nel lungo termine?  ≪Quelli di aumentare dove è possibile le performance già ottime della Capitaneria di Porto di Torre del Greco, ovviamente  seguendo le linee di indirizzo del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie  di Porto e della Direzione Marittima di Napoli e  -laddove dovessero esserci – anche quelle delle Procure competenti per il territorio di giurisdizione della Capitaneria di Porto di Torre del Greco≫. Comandante, quali sono gli uomini e i mezzi di cui potrà disporre da domani mattina? ≪Nel compartimento marittimo di Torre del Greco, che include anche l’ufficio locale marittimo di Portici, avrò il supporto dei 70 uomini circa che sono presenti in forza presso il compartimento marittimo. Come mezzi abbiamo a disposizione una motovedetta e un gommone dislocato presso l’ufficio locale di Portici, ovviamente più il parco auto. Con queste riusciremo a fare le attività di vigilanza previste dalle normative di settore≫. Quali sono le prime cose che lei si è impegnato a fare? ≪Sì, non ho mai lavorato nell’area campana, quindi innanzitutto devo in brevissimo tempo capire  il contesto esterno dove andiamo a lavorare questo è uno dei primi obiettivi quello di conoscere molto bene la situazione portuale quindi i concessionari, gli utilizzatori e i fruitori del porto, e  cercherò di capire quali sono le criticità che un porto come quello di Torre del Greco può avere≫. La collaborazione della Capitaneria con le altre istituzioni è consolidata, il Comandante della Polizia Municipale di Torre del Greco  Gennaro Russo, conferma questa sinergia ≪ Sin dal mio arrivo al comando e di concerto con tutte le altre forze dell’ordine sul territorio, abbiamo da subito instaurato un rapporto di collaborazione reciproca e di mutualità che ci ha portato sul territorio ad operare azioni importanti sotto ogni profilo, come la  sicurezza della balneazione con pattugliamenti sulla zona costiera che ci hanno portato a rilevare una serie di illeciti in materia di balneabilità, di ambiente e di ecologia. Noi riteniamo che solo collaborando sul territorio possiamo arrivare a delle azioni non solo di salvaguardia  ma anche a difesa dei cittadini che si trovano a vivere in territori come i nostri, che presentano una serie di criticità sia dal punto di vista morfologico che dal punto di vista socio-culturale≫. Il Comandante uscente  Leonello Salvatori  durante il suo mandato ha portato avanti diverse iniziative sul fronte ambientale e nella salvaguardia del mare, nonché per la sicurezza della navigazione e nella filiera della pesca con particolare attenzione alla tutela del consumatore; ha intensificato l’attività di controllo ambientale in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica e con le altre forze dell’ordine. Al Comandante chiediamo di tracciarci il consuntivo di un anno intenso di attività: ≪ I risultati sono stati sicuramente ragguardevoli. Abbiamo fatto decine di attività di controllo non solo nei comuni rivieraschi ma anche nella provincia di Benevento. Inoltre  siamo stati i primi in Campania a fare il bando di concorso per Skipper  come ufficiale di porto di seconda classe≫. Alla cerimonia hanno partecipato, oltre al Contrammiraglio (CP) Gaetano Angora, Direttore Marittimo della Campania, una nutrita rappresentanza di autorità militari, civili e religiose e i Gonfaloni dei Comuni di Torre del Greco, Ercolano, Portici e San Giorgio a Cremano, oltre ai sindaci dei comuni costieri, i Procuratori delle Procure della Repubblica di Torre Annunziata e Benevento, i vertici delle forze di polizia e delle polizie locali e i presidi degli Istituti scolastici dei comuni di competenza. Torre del Greco è sede di una Capitaneria di Porto, con una lunga storia legata al mare, alla pesca, al diporto, alle attività portuali e al turismo marittimo.                

San Michele e la diavolessa: a Napoli e a Ottaviano l’immagine di una fantastica storia di magia

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Apre l’articolo l’immagine della statua conservata a Ottaviano, nella sagrestia della chiesa di San Michele. Essa fa riferimento al quadro che Leonardo da Pistoia dipinse nel 1542: l’opera, conservata nella chiesa napoletana di Santa Maria del Parto, è strettamente collegata alla storia leggendaria della passione d’amore che si accese tra un vescovo e una nobildonna: una storia scritta, forse, anche con i filtri della magia, e raccontata con visibile partecipazione emotiva da Matilde Serao e da Benedetto Croce. Leonardo da Pistoia ebbe qualche problema con il volto della diavolessa.

 

La versione “semplice” della storia narra che il vescovo di Ariano Irpino, Diomede Carafa, si innamorò perdutamente di Vittoria Colonna D’Avalos e, risultando vani i suoi tentativi di seduzione, si vendicò ordinando a Leonardo da Pistoia di dipingere il quadro in cui San Michele liberatore trafigge il diabolico drago con volto di donna, il volto di Donna Vittoria. La versione più complessa salva il buon nome del vescovo e fa partire tutta la storia da Donna Vittoria, che per sua sfortuna era stata novizia nel Monastero di Sant’Arcangelo a Baiano, il monastero di Forcella in cui le monache scrissero nere pagine di corruzione, di perversione, di omicidi e di magia.

Dunque, Donna Vittoria “perse la testa” per il vescovo Carafa, che le fonti descrivono come affascinante nei modi e nel parlare, e, avendo subito capito che non sarebbe riuscita a sedurlo solo con le sue qualità, chiese aiuto a una “fattucchiara”, Alamanna, che le fornì un filtro d’amore, forse a base di aloe. Vittoria versò il filtro nelle frittelle che consegnò al vescovo perché le distribuisse ai poveri: il vescovo commise un peccato di gola, mangiò un paio di frittelle e venne immediatamente travolto dall’ empio desiderio di “possedere” carnalmente la Colonna D’Avalos. Il Carafa tentò inutilmente di sottrarsi a questa passione che offendeva la sua castità e il suo onore e metteva a rischio la sua carriera – un giorno sarebbe diventato cardinale e membro del Santo Uffizio.

Lo salvò il prezioso aiuto di un monaco procidano che, autorizzato dalle superiori autorità, studiava negromanzia e magia. Su consiglio del monaco, il vescovo affidò a Leonardo da Pistoia (1502 – 1548) il compito di dipingere il quadro “San Michele e la diavolessa”(immagine in appendice) usando colori impastati con un aroma particolare, capace di spegnere gli effetti del filtro usato da Donna Vittoria. Un’altra versione di questa storia dice che il vescovo invitò la signora a recarsi in chiesa e ad ammirare il dipinto: ella accettò e così scoprì che la diavolessa aveva il suo volto. La scoperta la sconvolse, e, come aveva previsto il monaco procidano, fu proprio questo incontrollabile turbamento ad annullare gli effetti del filtro che aveva stregato il vescovo. Osservò Benedetto Croce che nel quadro della chiesa di Santa Maria del Parto il volto della diavolessa “appare calmo, quasi sorridente, e par che non si accorga nemmeno della lancia che l’angelo le ha infitta sul dorso serpentino, sia che non la prenda molto sul tragico, sia che non voglia, pur nel languire morendo, scomporre la propria attraente vaghezza”.

Sorge il sospetto che il vescovo e il pittore siano stati veramente incantati da quel volto. E il dipinto, invece di turbare gli osservatori con l’immagine del castigo terribile, “rimase nel linguaggio del popolino come paragone di elogio: “Bella come il diavolo di Mergellina”.”. Nella statua di Ottaviano, invece, il volto della diavolessa esprime sconfitta e terrore, in netto contrasto, di colori e di forme, con il volto luminoso e sereno dell’Arcangelo vincitore. Questa statua di piccole dimensioni probabilmente fu donata alla chiesa del Patrono da Giuseppe IV Medici, che era un esperto collezionista di opere del genere, collegate direttamente e indirettamente alla storia della famiglia: e i D’Avalos e i Medici avevano stretto rapporti di parentela già nella seconda metà del ‘600.Ricordo, infine, per non essere rimproverato da qualche critico dal severo cipiglio – a Ottaviano non sono pochi – che la chiesa di Santa Maria del Parto venne costruita da Jacopo Sannazzaro, e ne ospita il monumento funebre, realizzato da frate Giovanni Angelo Montorsoli e da Francesco del Tadda.

A Castello di Cisterna al via “ CONFRONTI”, la mostra collettiva di Luigi Giordano

Riceviamo e pubblichiamo:

In occasione della XXI Giornata del Contemporaneo – AMACI 

Sabato 4 ottobre 2025 – Ore 11:00  alla Stazione Circumvesuviana EAV – Castello di Cisterna (Station Gallery) 

“CONFRONTI” è il titolo della mostra collettiva che inaugurerà sabato 4 ottobre 2025 presso la Station Gallery di Castello di Cisterna, a cura di Luigi Giordano, nell’ambito della Ventunesima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI. Il progetto nasce dall’idea che l’arte contemporanea sia, prima di tutto, luogo di incontro e di tensione creativa, uno spazio in cui visioni differenti non si annullano, ma si rafforzano nel dialogo. Nell’ex stazione della Circumvesuviana, trasformata in presidio culturale, le opere si intrecciano come voci di una stessa partitura, restituendo la complessità del nostro presente.

Così, i segni radicali in bianco e nero di Giovanni Mangiacapra incontrano le visioni urbane e materiche di Pietro Mingione; le metamorfosi cromatiche e liriche di Girolamo Mulinaro risuonano accanto ai collage critici di Domenico Severino, dove frammento e caos diventano specchio della società contemporanea. Le sculture archeologiche e simboliche di Giovanni Balzano dialogano con le geometrie intime e liriche di Mina Di Nardo, componendo un paesaggio corale di fragilità, resistenza e rinascita.

“CONFRONTI” non è soltanto una mostra, ma un percorso esperienziale, un invito a sostare davanti all’opera come davanti a un interlocutore vivo, capace di interrogare, evocare, sorprendere. In un tempo in cui i linguaggi si frammentano, l’arte qui si fa ponte e specchio, aprendo varchi di senso e nuove possibilità di relazione. La scelta dell’ex stazione come sede espositiva sottolinea il valore di una riappropriazione attraverso la cultura: un luogo di passaggio e transiti che diventa spazio di permanenza, di riflessione e di comunità.

La mostra si inserisce nel programma nazionale della Giornata del Contemporaneo, evento diffuso che coinvolge musei, fondazioni, gallerie e spazi indipendenti in tutta Italia, con l’obiettivo di rendere l’arte accessibile a tutti e di celebrare la sua forza trasformativa.

Ingresso libero – L’evento è gratuito e aperto a tutti.

 

Somma Vesuviana, nuove scoperte rafforzano l’ipotesi della villa di Augusto

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo: Si rafforzerebbe l’ipotesi di una villa importante, della villa dove sarebbe morto l’Imperatore Augusto.   Trovate anche due macine! Aoyagi Masanori  – archeologo, professore Emerito dell’Università di Tokyo che ha seguito dal primo minuto la campagna di scavo, fondatore della missione archeologica a guida dell’Università di Tokyo : “Abbiamo trovato sette fornaci, delle quali due in queste settimane. Pensavamo che potessero alimentare un complesso termale privato. Ma adesso sono venute alla luce due macine, sempre di epoca antecedenti al 79 d.C. . Dunque abbiamo  sette fornaci e due macine, molto probabilmente per produrre qualche pane o qualcosa per cibi. Siamo dinanzi ad un’eccezionalità! Si rafforza l’ipotesi che sia la Villa dell’Imperatore Augusto”.   Oggi Masanori, giunto dal Giappone, si è recato in visita al sito archeologico.   Presenti il professore, archeologo Antonio De Simone, il sindaco, la Soprintendenza!   Paola Ricciardi – Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli: “  Abbiamo un finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro per il rifacimento della copertura del sito e il restauro di una buona parte degli scavi già emersi  e credo che dobbiamo iniziare a ragionare in direzione di una musealizzazione affiancata all’attività di scavo e conoscenza di tutte le parti ancora sommerse. Dunque di una sistemazione in situ dei reperti portati alla luce rendendoli fruibili al pubblico! ”.   Salvatore Di Sarno  – sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano: “Disposti a lavorare con la Soprintendenza sulla promozione, sull’accoglienza, sulla riqualificazione. Dobbiamo migliorare anche il sistema di trasporto urbano. Il sito archeologico della Villa Augustea disegna il futuro di tutto il territorio. Sappiamo che lo stesso documentario di successo, del regista Gianfranco Rosi, sarà molto presente all’estero. E’ fondamentale lavorare all’accoglienza del possibile flusso turistico internazionale”.   La Villa Augustea è  nel documentario – Sotto le Nuvole – del regista Gianfranco Rosi, di successo al Festival del Cinema di Venezia, dal 18 Settembre in tutte le sale cinematografiche d’Italia e sarà anche molto presente all’estero.    “Abbiamo trovato sette fornaci, delle quali due in queste settimane. Pensavamo che potessero alimentare un complesso termale privato. Ma adesso sono venute alla luce due macine . Dunque abbiamo  sette fornaci e due macine, molto probabilmente per produrre qualche pane o qualcosa per cibi. Siamo comunque dinanzi ad una grandezza eccezionale. E’ un sito eccezionale nel mondo romano. Seguendo questa eccezionalità,  possiamo arrivare fino alla persona ugualmente eccezionale da collegare all’epoca di Augusto. Per me si rafforza ulteriormente l’ipotesi che possa essere la Villa dell’Imperatore Augusto. Speriamo di trovare qualche scritta relativa all’impero romano e all’Imperatore Augusto”. Lo ha affermato Aoyagi Masanori, archeologo, professore Emerito dell’Università di Tokyo che ha seguito dal primo minuto la campagna di scavo, fondatore della missione archeologica a guida dell’Università di Tokyo che da 22 anni sta portando alla luce il meraviglioso sito archeologico della Villa Augustea. Vengono alla luce, dunque, anche due macine che sarebbero sempre risalenti all’epoca di Augusto. Oggi, Masanori era a Somma Vesuviana dove ha incontrato il professore, archeologo Antonio De Simone, anima della missione archeologica, tutto il team, il sindaco Salvatore Di Sarno e la Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli, Paola Ricciardi.  “Questo è un sito meraviglioso, su cui come Soprintendenza vogliamo assolutamente puntare per il rilancio del territorio.  Abbiamo un finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro per il rifacimento della copertura e il restauro di una buona parte degli scavi già emersi  e credo che dobbiamo iniziare a ragionare in direzione di una musealizzazione affiancata all’attività di scavo e conoscenza di tutte le parti ancora sommerse. Quindi iniziare a restituire al territorio e alla comunità una parte importante degli scavi   – ha affermato Paola Ricciardi, la Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli – perché li possa effettivamente fruire, conoscere e quindi amare come giusto che siano in quanto sono dei reperti veramente bellissimi. Pensiamo sicuramente a una musealizzazione di quest’area.  Quindi alla possibilità di rendere fruibile l’area con la lettura anche di una serie di reperti  che ora non sono visibili perché sono depositati, mettendoli in situ.  Quindi rendere quest’area un museo di se stessa”. L’obiettivo è quello di spostare parte del flusso turistico anche sulla fascia pedemontana dell’area vesuviana, ai pedi del Monte Somma!   Sotto Le Nuvole, il film del regista Gianfranco Rosi, vincitore del premio speciale della Giuria al recente Festival di Venezia, è in tutte le sale ma sarà presente anche in molte Nazioni. Nel film c’è la storia dello scavo archeologico di Somma Vesuviana, nel napoletano.  “Siamo in stretto contatto con la Sprintendenza che ringraziamo ed apprendo con profondo apprezzamento le dichiarazioni della Soprintendente. Insieme dobbiamo lavorare alla riqualificazione dell’area, ad una richiesta di potenziamento della linea ferroviaria dell’EAV e sulle capacità di accoglienza del flusso turistico. Il sito archeologico sta portando alla luce anche tante testimonianze importanti come ad esempio reperti faunistici risalenti a 2000 anni fa come resti di cinghiali, polli, a testimonianza dell’esistenza anche di un importante allevamento che potrebbe essere legato ad una villa importante. Sono venute alla luce statue – ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano –  mosaici, affreschi, luoghi, forse un luogo di culto, una grande cisterna, le stratificazioni geologiche delle eruzioni vulcaniche del 79 d.C. ma anche del 472 d.C. e ancora del 512 d.C. e del 1631, la storica eruzione sub – pliniana. E’ probabile che per i romani, questo fosse il territorio ricco di produzione, di bellezza, di ricchezza. Una bellezza oggi tramandata anche attraverso le tradizioni conosciute nel Mondo come la Festa delle Lucerne o i Riti della Montagna. Dobbiamo lavorare anche alla realizzazione di una Fondazione che possa prendersi cura del Patrimonio Culturale di Somma Vesuviana”.  

Brusciano, presentazione “Cyberbullismo” di Paolo Siani

Riceviamo e pubblichiamo

Il piccolo manuale per proteggere e guidare la generazione digitale sarà presentato presso l’aula consiliare Giancarlo Siani

Appuntamento da non perdere quello che si terrà mercoledì 1° ottobre alle ore 18, l’autore Paolo Siani presenterà il suo libro:“Cyberbullismo” presso l’aula consiliare Giancarlo Siani, via Cucca, Brusciano. Pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Sorsi è il volume numero venti.  Interverranno: il sindaco Giacomo Romano, le assessore Monica Cito e Maria Terracciano, la psicologa Isabella Continisio.

Cyberbullismo.

Il bullismo e la sua versione cyber nel nostro paese sono piuttosto diffusi e rappresentano ormai una vera emergenza. Secondo il Report OMS Europa del marzo 2024 il 15% degli adolescenti ha subìto atti di cyberbullismo. Un aumento rispetto al 2018, dal 12% al 15% per i ragazzi, dal 13% al 16% per le ragazze. Ed è probabile si tratti di una sottostima.

La rete oggi ha profondamente mutato il tradizionale bullismo, amplificandone la portata, sia nel tempo che nello spazio, con gravi conseguenze anche sulla salute. Infatti, un uso non consapevole della rete può provocare danni fisici e psicologici anche gravi.

Inoltre, ciò che preoccupa è l’uso sempre più precoce degli smartphone, se si pensa, per esempio, alla possibilità di delegare all’intelligenza artificiale la lettura di fiabe per far addormentare i bambini, anche in tenerissima età.

Un’ipotesi, quest’ultima, inutilmente deleteria considerando che nessuno strumento tecnologico, per quanto sofisticato, potrà mai sostituire il ruolo svolto dalla voce della mamma per la crescita dei bambini.

È necessario allora trovare un terreno culturale comune per un nuovo approccio all’educazione digitale, un lavoro difficile, certo, ma necessario, perché ci saranno, in un futuro non lontano, altre tecnologie, più potenti e più invasive che influenzeranno la vita quotidiana non solo degli adolescenti, ma anche dei bambini più piccoli.

 

Paolo Siani pediatra, è primario di pediatria all’ospedale Santobono di Napoli, è stato parlamentare nella 18 legislatura e vice presidente della commissione bicamerale infanzia e adolescenza, è stato presidente dell’associazione culturale pediatri.

Fa parte del consiglio direttivo della fondazione Giancarlo Siani ed è il responsabile del tavolo infanzia del Comune di Napoli.

 

Titolo: Cyberbullismo

Autore: Paolo Siani

Casa editrice: Giannini Editore

Pagine: 80

Prezzo: 6,00 €

 

Clementino lancia “Stargate Cimitile” con il videoclip “Na luce ind’ a sta città”

Riceviamo e pubblichiamo

E’ Clementino l’ambasciatore delle Basiliche Paleocristiane, il complesso che sorge proprio nel territorio in cui è cresciuto l’artista impegnato nel lancio di “Grande Anima”, il suo ultimo lavoro.

Per la presentazione del progetto Stargate Cimitile: le Basiliche Paleocristiane, un portale tra passato e futuro, il rapper internazionale,  ha realizzato un videoclip inedito che sarà proiettato per la prima volta il 30 settembre, nel corso dell’evento che si terrà alle 18 proprio nel complesso basilicale di Cimitile.

Si chiama “Na luce ind’ a sta città” ed è un omaggio alla terra dalla quale nonostante il successo non intende staccarsi.

Un messaggio in musica pregno di significato, rivolto soprattutto alle nuove generazioni del Sud, chiamate a scommettere nelle proprie radici: “Da ragazzino scavalcavo il muro di casa di mia zia per andare a riprendere il pallone caduto nelle Basiliche Paleocristiane. Un posto magico: cantare davanti alla tomba di San Felice in Pincis mi ha messo i brividi, mi ha commosso. È il mio posto del cuore, il simbolo delle radici che non ho mai voluto perdere. Le Basiliche Paleocristiane però non appartengono solo a noi: quello che rappresentano per il cammino compiuto dall’umanità merita di essere conosciuto dal mondo”

“L’ Agenzia di Sviluppo – aggiunge il rapper che vive a pochissima distanza dal suggestivo monumento alle origini della cristianità – lavora ogni giorno con passione perché questo accada, e io ci ho messo la mia voce ed il mio cuore per dare più forza a questa luce, alla luce della mia terra”.

Il progetto è ideato e realizzato dall’Agenzia di Sviluppo dei Comuni dell’Area Nolana e finanziato dalla Regione Campania grazie ad un emendamento in legge Finanziaria presentato dal consigliere regionale Giuseppe Sommese.

Sì concretizza in un eBook multimediale che sarà disponibile su tablet presso la biglietteria delle Basiliche e accessibile anche su Apple Books e Android: cinque capitoli che raccontano le origini del complesso e la figura di Paolino, le radici del Cristianesimo, la scoperta archeologica e le sue implicazioni storico – artistiche,  gli spolia come segno di transizione e il rapporto tra Nola, cultura e futuro.

Dai testi di San Paolino, cui si deve la trasformazione del sito nel più importante luogo di pellegrinaggio di tutta la cristianità occidentale, è stata liberamente tratta una sceneggiatura per un filmato di 15 minuti, autonomo rispetto al resto dell’eBook, per raccontare quel mondo attraverso la voce di Melania, nobile romana, vicina a lui nella fede.

“Un progetto innovativo che coniuga storia, fede, arte e tecnologia – spiega   Vincenzo Caprio, amministratore unico dell’Agenzia di Sviluppo – un lavoro impegnativo, ma gratificante che ha visto l’Agenzia al centro di una rete istituzionale e promotrice di una sinergia tra artisti, studiosi, registi ed esperti di nuove tecnologie” .

“Questa iniziativa risponde in pieno alla mission della nostra società, che punta allo sviluppo integrato del territorio, valorizzandone le potenzialità e le specificità per migliorare le condizioni di vita dei nostri concittadini e l’attrattività della nostra straordinaria terra”, aggiunge Giuseppe Caccavale, presidente del Tavolo dei Comuni dell’Agenzia di Sviluppo della quale fanno parte 18 amministrazioni comunali e la Città Metropolitana di Napoli.

“Progetto ambizioso e innovativo che rappresenta un deciso passo in avanti lungo la strada della valorizzazione delle Basiliche Paleocristiane, sito di grande pregio che merita di essere conosciuto ben oltre i confini regionali. È per questo che ringrazio l’Agenzia di Sviluppo per l’originale intuizione e il consigliere regionale Giuseppe Sommese che si è prodigato per favorire il sostegno della Regione Campania verso una iniziativa che potrà moltiplicare la conoscenza del nostro meraviglioso complesso. Dal canto nostro continueremo ad appoggiare ed a promuovere con convinzione ogni attività di rilancio che persegua l’obiettivo della crescita di Cimitile e dell’intero territorio”, sottolinea poi  il sindaco di Cimitile Filomena Balletta, partner del progetto Stargate.

“Essere riusciti a garantire il sostegno della Regione a questo progetto è motivo di grande soddisfazione, per me doppio perché sono proprio di Cimitile. Il mio impegno è da sempre rivolto a promuovere la cultura e le tante vocazioni che caratterizzano l’intero territorio regionale, convinto che solo valorizzando le nostre identità si possa generare crescita e sviluppo. In questo contesto le Basiliche Paleocristiane di Cimitile entrano a pieno titolo come patrimonio unico, che merita di essere riconosciuto e raccontato ben oltre i confini locali”, evidenzia infine  Giuseppe Sommese, consigliere regionale e presidente della Prima Commissione.