Fattore Fico sulla lista del Movimento 5Stelle: fedelissimi in pole per equilibrare coalizione

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La costruzione della lista M5S per le elezioni regionali in Campania entra nella fase in cui le pressioni sono più forti: non è affatto scontato che ci sia una lista civica del Presidente, come spesso accade, dunque si profila sempre più una lista M5S a piena impronta fichiana. Chiaro segnale che chi sostiene Roberto Fico vuole che il Movimento funzioni non da appendice ma da volano diretto del suo progetto politico.

Tra i nomi che circolano con maggior insistenza c’è quello di Elena Vignati, ex coordinatrice provinciale M5S e già consigliera comunale di Casoria. Un nome voluto proprio dall’area che fa capo a Fico, con l’idea di dare voce a una dirigenza che venga dal territorio, con esperienza e riconoscibilità locale. Vignati è percepita come un trait d’union tra la base e l’apparato organizzativo, capace di mobilitare nelle aree metropolitane, soprattutto nella fascia napoletana, dove il consenso può fare la differenza.

Altri nomi “blindati” sono gli storici del Movimento: Gennaro Saiello (consigliere regionale uscente), Claudio Cecere e Salvatore Flocco. Si parla anche di figure storiche legate al Movimento a Napoli e dintorni, con esperienze sia amministrative che elettorali, elementi che rientrano nei nuovi criteri interni che privilegiano chi ha già raccolto consenso e che soddisfa il codice etico in vigore. Rosa Volpe, giudice di pace, è un altro nome dato in forte ascesa.

Le regole interne del M5S sottolineano che non tutti possono candidarsi: serve l’iscrizione, certo, ma soprattutto una esperienza elettorale con un certo livello di consenso, come il numero di preferenze comunali non inferiore alla media di chi è stato candidato nella stessa lista. Chi ha già mandato istituzionale importante o esperienza è favorito. Norme che favoriscono un approccio meritrocratico alla formazione della lista.

Insomma, la lista M5S per la Regione sembra ogni giorno un po’ più definita come progetto “di Fico”, non tanto come parte di un’aggregazione civica ma come espressione diretta del suo “campo largo” interno, con nomi che riflettano fedeltà, territorialità, e capacità di mobilitazione.

Stellantis, resa dei conti a Torino: il futuro di Pomigliano appeso a un filo

L’attesa è finita: il prossimo 20 ottobre l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, incontrerà per la prima volta le organizzazioni sindacali a Torino. Un confronto richiesto da mesi e che arriva in un momento decisivo, soprattutto per il destino dello stabilimento di Pomigliano d’Arco, cuore produttivo del gruppo in Campania.

La fabbrica campana, dove nasce la Fiat Panda, pur essendo leader di vendite in Italia, da oltre un anno vive una situazione difficile: turni sospesi, cassa integrazione e un utilizzo ridotto della forza lavoro che coinvolge migliaia di famiglie. I sindacati hanno fissato con chiarezza i temi: garantire nuovi modelli ibridi a tutti gli stabilimenti italiani ed evitare che Pomigliano resti bloccata fino al 2028, anno in cui dovrebbe arrivare la nuova piattaforma “small”. Troppo lontano, avvertono le sigle, per un sito già messo a dura prova.

La Fim-Cisl, con il segretario Ferdinando Uliano, chiede un “vero piano industriale per l’Italia”, mentre la Uilm di Rocco Palombella e Gianluca Ficco insiste sulla necessità di tempi certi per la produzione. La Fiom, attraverso Samuele Lodi, sollecita risposte vincolanti, sottolineando che la sopravvivenza dell’automotive in Italia è una questione di interesse nazionale.

A complicare il quadro c’è anche la crisi della Trasnova, azienda di logistica interna a Pomigliano, che con la scadenza della commessa a dicembre ha annunciato licenziamenti per tutti i 288 addetti. Al tavolo convocato al Mimit, Stellantis non si è presentata, lasciando lavoratori e sindacati soli a chiedere almeno ammortizzatori sociali straordinari e la possibilità di un riassorbimento diretto da parte del gruppo.

La vertenza Trasnova è diventata il simbolo delle incertezze sul futuro dello stabilimento: senza logistica non c’è produzione, e senza un piano chiaro i lavoratori restano ostaggi di proroghe e cassa integrazione. La domanda che si ripete è netta: Stellantis investirà davvero in Italia o considera gli impianti nazionali un peso da gestire al minimo?

Boscoreale, 19enne aggredito e rapinato in auto: grave ma salvo dopo l’operazione

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Un violento episodio di cronaca si è verificato nella notte a Boscoreale, in via Passanti Flocco. Un ragazzo di 19 anni, originario di Torre Annunziata e già noto alle forze dell’ordine, è stato vittima di un’aggressione culminata in una rapina. Secondo quanto ricostruito dalle prime testimonianze, il giovane si trovava all’interno della propria auto quando è stato avvicinato da un individuo non ancora identificato. Senza preavviso, l’aggressore lo avrebbe colpito con un oggetto contundente al fianco sinistro, per poi impossessarsi di alcuni effetti personali prima di darsi alla fuga. Le condizioni del ragazzo sono apparse subito gravi. Soccorso dal personale del 118, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, dove i medici hanno accertato il collasso di un polmone. È stato sottoposto immediatamente a un intervento chirurgico e successivamente trasferito all’Ospedale del Mare di Napoli, dove resta ricoverato in prognosi riservata. Nonostante la gravità delle lesioni, non sarebbe in pericolo di vita. Sul caso indagano i carabinieri della stazione di Boscoreale e del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, che stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione e di individuare il responsabile. Al momento non si escludono piste legate a regolamenti di conti o contrasti personali. La vicenda ha destato forte preoccupazione nella comunità locale, scossa dall’ennesimo episodio di violenza che coinvolge giovanissimi.

Sant’ Anastasia, si rinnova il ricordo della strage nazista

Archivio foto Ciro Colombrino
Il 1° ottobre del 1943, durante la ritirata strategica dei tedeschi, una cannonata, sparata da un mezzo blindato dell’esercito nazista in località Ponte di Ferro, colpì il sagrato della Parrocchia Santa Maria La Nova, ammazzando otto persone innocenti. I nomi di quelle vittime furono scolpiti successivamente su una lapide marmorea, che fu collocata sulla facciata della stessa chiesa, ad iniziativa della Sezione Comunista. Eccoli i nomi: Castaldo Annunziata, Capuano Immacolata, Carbone Pasquale, Granata Raffaela, Panico Sofia, Polise Rosa, Riglia Maria e Sebeto Maria. Giacomo De Luca, invece, giovanissimo, trovò la morte nei pressi del ponte della Circumvesuviana, pronto ad offrire il suo contributo. Una triste pagina della storia di Sant’ Anastasia. In queste ore sul social Facebook circola una breve cronistoria di quel nefasto evento: nella mattinata del 1° ottobre del 1943, un battaglione della divisione corazzata Fallschirm-Panzer-Division 1 Hermann Göring era di ritirata a Sant’Anastasia, inseguita dai mezzi corazzati degli Alleati Americani, questi ultimi erano fermi davanti al Santuario di Madonna dell’Arco. I militari americani chiesero ad alcuni presenti di poterli indicare dove erano fermi i tedeschi. Tra i giovani presenti un ragazzotto si offrì di accompagnarli. I militari lo invitarono a salire sull’autoblinda che era di testa alla colonna. Il ragazzo era Giacomo De Luca, classe 1905. Arrivati sotto al ponte della Circumvesuviana, i tedeschi lo fecero saltare, e l’esplosione tolse la vita a Giacomo che era seduto sulla macchina militare. Il suo corpo fu portato davanti al Santuario su un carretto. Il 24 febbraio del 1947, fu riconosciuto Partigiano Combattente Caduto [cfr. Sant’ Anastasia Oggi, archivio foto di Ciro Colombrino].
Giacomo De Luca
    (archivio foto Ciro Colombrino)
Il 1° ottobre – afferma Maria Elena Capuano, presidente ANPI locale – rappresenta il giorno della nostra memoria cittadina, identifica la storia della nostra comunità, ma non solo. Questa data diventa paradigma dell’orrore, della brutalità, della banalità, della assurdità di tutte le guerre. Il nostro 1° ottobre 1943 non può essere una sterile celebrazione: deve, prima di tutto, incarnare esempio di resistenza per poi trasformarsi in una autorevole memoria. Non bisogna dimenticare – continua Capuano – ciò che abbiamo subito, e non bisogna accettare nessuna logica di sopruso, di oppressione, di occupazione, di sterminio. La Madre di tutte le Guerre deve diventare un momento per innalzare un inno imperituro alla Libertà, alla Democrazia, alla Pace. Oggi più che mai.
Sant’ Anastasia autoblinda (archivio foto Ciro Colombrino)

Boutique del falso da 1 milione di euro a Pomigliano: la gestivano marito e moglie

Nei giorni scorsi, i Finanzieri del Comando Provinciale di Napoli, nell’ambito dell’intensificazione dell’attività a contrasto della contraffazione e dell’abusivismo commerciale nella zona nolana, hanno scoperto a Pomigliano d’Arco una “boutique del falso”, giungendo a sequestrare oltre 23 mila prodotti falsi di vario genere.   L’operazione, condotta dai finanzieri della Compagnia di Casalnuovo di Napoli, scaturisce dal controllo su strada di due coniugi italiani – incensurati – trovati in possesso di alcuni articoli contraffatti, occultati nella propria autovettura. Dai successivi riscontri, condotti anche tramite la rete, è emerso come gli stessi, non molto distante dal luogo del controllo, gestissero un vero e proprio emporio abusivo, con tanto di scaffali e campioni espositivi, non aperto al pubblico, che fungeva da deposito per l’offerta dei prodotti sui social network.   All’esito del blitz, nei locali sono stati rinvenuti e sequestrati oltre 23 mila articoli, tra cui orologi, profumi e capi di abbigliamento che riproducevano indebitamente i marchi di note griffe, nonché materiali per il loro confezionamento e spedizione a domicilio.   I prodotti sequestrati, ove immessi sul mercato, avrebbe fruttato un giro d’affari di circa 1 milione di euro.   I responsabili sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per i reati di contraffazione e ricettazione.

Maxi operazione con 150 uomini a Caivano dopo il caso Patriciello

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Durante le prime ore di questa mattina a Caivano si è svolta una maxi operazione interforze che ha coinvolto 150 uomini

Ad intervenire sono state la Squadra Mobile della Questura di Napoli, il commissariato di Afragola, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia metropolitana ed è intervenuta a supporto anche la squadra dei Vigili del fuoco.

Questa maxi operazione ad “alto impatto” ha coinvolto fino a 150 persone, effettuata a Caivano a seguito degli eventi accaduti nell’ultimo fine settimana.

Infatti, a seguito di queste due “stese”, con colpi d’arma da fuoco ad altezza uomo esplosi in mezzo alla strada e l’episodio di terrore in chiesa dove, durante la messa nella chiesa di San Paolo Apostolo al Parco Verde, è stato consegnato un proiettile in una bustina a don Patriciello, è stata rafforzata la sicurezza nella zona.

Questo gesto intimidatorio ha destato preoccupazione e scandalo sui social e in tutta la provincia. A seguito dell’evento, è stata rafforzata la scorta di Maurizio Patriciello e sono in aumento i controlli nella zona circostante la parrocchia.

Alcune fonti investigative hanno spiegato che l’operazione di oggi ha avuto l’obiettivo di ristabilire ordine e legalità in un luogo dove regna la criminalità e di imprimere il messaggio che lo Stato c’è.

Sono state effettuate perquisizioni, controlli a tappeto e posti di blocco nelle zone sensibili di Caivano, con attenzione particolare per la zona del Parco Verde, considerato il centro della criminalità.

Durante l’attività di controllo sono state identificate decine di persone e sono state eseguite numerose perquisizioni e sequestri di quantitativi di tabacchi lavorati esteri privi del marchio dei Monopoli di Stato.

Sono in corso le indagini per individuare i colpevoli dell’operazione svolta contro Patriciello, che da anni è volto di una campagna contro la criminalità e lancia costantemente messaggi a favore della libertà e della verità.

Somma, asfaltate 30 strade in 8 mesi, mai così tante da 30 anni

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:  Comunicato Stampa   Strade asfaltate a Somma Vesuviana, nel napoletano!   Ezio Micillo – Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano:“ Terminata l’asfaltatura di Via San Sossio, in queste ore stiamo iniziando Via Malatesta. Con il terzo lotto asfalteremo anche Via Vignariello e Via Marigliano, ma non solo! Tutte strade che non venivano asfaltate da più di 30 anni! Al termine dei tre lotti arriveremo a 20 strade, mentre altre 10 erano state già asfaltate in precedenza. Parliamo del 30% delle strade del paese!”.     “Abbiamo iniziato l’opera di asfaltatura anche di Via Malatesta che non veniva asfaltata da più di 30 anni. E’ stata asfaltata anche Via San Sossio, asse viario importante e lungo. Anche Via San Sossio non veniva asfaltata da un trentennio. Abbiamo completato via Napoli, Via Orlando, via Prima Traversa Casaraia, Via Don Minzoni. Stiamo continuando a ritmo serrato nell’opera di asfaltatura delle strade. Avremo anche il terzo lotto di strade con l’asfaltatura di Via Vignariello, di Via Marigliano, strade che non venivano asfaltate da 30 anni circa. Il terzo lotto comprende anche Via Pino Amato, Via Matarazzo, Via Colle, Via Traversa Garibaldi, Vico Cuonzolo. Grazie al lavoro dell’ufficio lavori pubblici, al suo responsabile arch. Giuseppe Schiattarella, in poco più di 8 mesi, abbiamo finanziato, progettato,affidato i lavori ed iniziato ad asfaltare. Un intervento massivo che garantirà maggiore sicurezza, comfort alla guida e decoro urbano. Ringrazio i consiglieri di maggioranza, il sindaco Salvatore Di Sarno, e i colleghi della Giunta”. Lo ha affermato Ezio Micillo, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano. Strade, parchi, scuole!  

Carabinieri scoprono coltivazione di marijuana ad Acerra: sequestrate 180 piante

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Nella mattinata odierna, ad Acerra, località Pezzalonga, i Carabinieri della Stazione di Cancello, al termine di un prolungato servizio di osservazione finalizzato al contrasto dei reati in materia di stupefacenti, hanno deferito in stato di libertà un 53enne di Portici (NA).

L’uomo è ritenuto responsabile di produzione, coltivazione e detenzione illecita di sostanza stupefacente.

Nel terreno a lui in uso, i militari hanno scoperto una serra artigianale di circa 150 metri quadrati, al cui interno erano coltivate 180 piante di marijuana, con un’altezza media di circa 4 metri.

Le piante sono state estirpate e sottoposte a sequestro.

Acerra, dal 6 nuove linee bus per il trasporto pubblico locale: decisi i percorsi

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ACERRA – Un altro importante risultato raggiunto dal Comune di Acerra per la sostenibilità ambientale e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini attraverso un servizio di trasporto pubblico su gomma che porterà notevoli benefici alla città.   Da Lunedì 6 Ottobre, infatti, sarà attiva la linea bus 935 Circolare Urbana programmata con 12 corse circolari con capolinea presso la Stazione EAV di Acerra (via Vanvitelli) ed un itinerario articolato in relazione ai servizi di pubblica utilità presenti sul territorio e la mobilità studentesca. Questo servizio di trasporto pubblico cittadino ha validità dal lunedì al sabato con le seguenti fermate: via G. Sand 53, via Di Vittorio 6, via Di Vittorio 38, via Di Vittorio (di fronte via Ancona), corso Italia (Ponte di Napoli), corso Italia (Villa dei Fiori), corso Italia (incrocio via Petrella), via Calzolaio 47, via Soriano 2, via Soriano 68, via Soriano 138, via San Francesco 35, corso Vittorio Emanuele 122, corso Vittorio Emanuele 195, via Paisiello (Bar Terminal), via Muro di Piombo (Cimitero), via Molino vecchio (dopo Cimitero), via Molino Vecchio (Eni), via De Gasperi 261, via De Gasperi (Medicina Futura), via Buozzi 6, via Buozzi 37, via Deledda 34, via Deledda Is.3. via Deledda Is.4, via Deledda Is.5, via Deledda di fronte Is 5, via Deledda 34, via Buozzi 31, via Buozzi 1, corso della Resistenza 163, corso della Resistenza (P.zza San Pietro), via Calzolaio 47, via Soriano 2, via Soriano 68, via Soriano 138, via Salvo d’Aacquisto df 32, via Vanvitelli (capolinea EAV).   Da Lunedì 6 Ottobre, inoltre, attiva la Linea 937 Acerra Pezzalunga-Pomigliano d’Arco programma con 5 coppie di corse a/r giornaliere (dal lunedì al sabato) di cui una coppia di corse, prettamente scolastica, con partenza da Acerra Stazione EAV (via Vanvitelli) alle ore 6.55 e da Pomigliano d’Arco (capolinea Staz. EAV) alle ore 14.00 utile per uscita dell’utenza scolastica dagli istituti di Pomigliano. Il servizio si sviluppa su un itinerario con capolinea presso la frazione Pezzalunga, per dirigersi su percorso cittadino per poi diramarsi verso l’area abitativa del Pozzillo raggiungendo Pomigliano attraverso il raccordo della SS162.   I titoli di viaggio saranno distribuiti presso punti di rivendita da convenzionare.   E’ in fase di valutazione insieme all’EAV, inoltre, la fattibilità tecnica di un collegamento specifico di tipo ‘universitario’.   “Ringrazio il Consigliere Regionale Vittoria Lettieri – sottolinea il sindaco Tito d’Errico – per aver sostenuto ancora una volta le esigenze di sostenibilità ambientali della città. Un esempio evidente di come funzioni – e bene – la filiera istituzionale tra Comune di Acerra e Regione Campania. Invito i miei concittadini ad usufruire del trasporto pubblico locale che alleggerirà il traffico veicolare e contribuirà al miglioramento delle condizioni ambientali della città”.

Picchia proprietario dopo avergli rubato bici, arresto a Nola

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Nel pomeriggio di ieri, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un 31enne di origini algerine, con precedenti di polizia, per rapina impropria e resistenza a Pubblico Ufficiale. In particolare, un agente del Commissariato di Nola, libero dal servizio, nel transitare in via On. Franco Napolitano, ha notato un soggetto che, dopo aver asportato una bici elettrica, stava aggredendo fisicamente il proprietario nel tentativo di guadagnarsi la fuga. Pertanto, anche grazie al tempestivo intervento di una volante del locale Commissariato, il 31enne è stato bloccato, non senza difficoltà. Per questi motivi, l’indagato è stato tratto in arresto dal personale operante.