Domenica di sangue sul lungomare, centrato da proiettili

0
Torre del Greco, colpi di pistola sul lungomare: ferito un uomo di 59 anni   Momenti di terrore ieri pomeriggio a Torre del Greco, dove si è consumato un agguato armato a pochi passi dal mare. In via De Gasperi, all’altezza del lungomare, un uomo di 59 anni è rimasto ferito a seguito di una sparatoria. Secondo le prime ricostruzioni fornite dagli investigatori, la vittima sarebbe stata avvicinata improvvisamente da due individui armati che non hanno esitato a esplodere diversi colpi di pistola.   Il 59enne, raggiunto a una gamba, è stato soccorso e trasportato d’urgenza presso l’ospedale più vicino. Le sue condizioni, seppur serie, non destano preoccupazione per la vita: i medici hanno confermato che non si trova in pericolo immediato. Nonostante ciò, la violenza dell’azione ha creato grande allarme tra i passanti e i residenti della zona, che hanno udito gli spari e assistito ai momenti concitati successivi.   Gli agenti del commissariato locale di polizia sono intervenuti rapidamente, avviando i rilievi sul posto. Sul manto stradale sono stati rinvenuti e sequestrati alcuni bossoli, utili alle indagini per ricostruire la dinamica dell’accaduto e per risalire all’identità dei responsabili. Al momento non si esclude alcuna pista investigativa: gli inquirenti stanno raccogliendo le testimonianze e verificando eventuali collegamenti con episodi recenti o con rapporti personali e professionali della vittima.   La comunità di Torre del Greco, intanto, resta scossa per un episodio che porta nuovamente sotto i riflettori la questione della sicurezza urbana. In pieno giorno, lungo una delle strade più frequentate della città, si è consumato un atto che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. La polizia continua a mantenere il massimo riserbo sulle indagini, ma l’obiettivo è individuare al più presto i due autori del raid armato.

La ricetta di Biagio: tagliatelle ai carciofi. Le gusti di più, se pensi al mito della ninfa Cynara

0
Sui carciofi si può scrivere un libro: mito, storia e leggende. Si racconta che Caravaggio, nell’osteria del Moro, a Roma, chiese un piatto di carciofi, di cui era goloso, ma dopo il primo boccone, non soddisfatto, sguainò la spada e inseguì il cameriere da cui era stato servito. Caterina de’ Medici, zia dei Medici che acquistarono il feudo di Ottajano, quando divenne regina di Francia, portò i carciofi a Parigi: a Firenze li aveva portati da Napoli, nel 1466, Filippo Strozzi il Vecchio. Quando Italo Calvino paragonò l’opera di Carlo Emilio Gadda a un carciofo.   Ingredienti: 3 carciofi, gr.250 di tagliatelle all’uovo, 1 spicchio d’aglio, olio d’oliva, sale fino, formaggio grattugiato, menta fresca. Dopo aver pulito i carciofi e averli passati nell’acqua, li tagliamo in fettine sottili, mettiamo le fettine in padelle e le trattiamo con l’olio, il sale, la mente fresca e i pezzetti d’aglio. Poi le lasciamo cuocere per circa 20 minuti aggiungendo poca acqua.  Cotti i carciofi, aggiungiamo le tagliatelle cotte precedentemente, stendiamo un velo di formaggio grattugiato e mescoliamo con misura e con attenzione. Il “piatto” è pronto.   I Persiani e Alessandro il Macedone, persuasi, come poi quelli del “Cynar” – la celebre pubblicità di Ernesto Calindri – che il carciofo rinsaldasse i nervi, ordinarono che le loro truppe ne mangiassero con continuità. Dalla storia si può passare alla letteratura, al carciofo “marziale” a cui Neruda ha dedicato un’ode gustosa: il carciofo “non fu mai tanto marziale/ come alla fiera/ in mezzo agli ortaggi / con le camicie bianche”. Ma come Orlando, innamorandosi perdutamente di Angelica, perde il senno e la dignità del guerriero, così anche il carciofo di Neruda viene umiliato da Maria che lo prende dal banco del mercato, “lo compra” e lo “confonde” nella sua borsa, tra un paio di scarpe e, affronto imperdonabile, con un cavolo cappuccio. I popoli costruttori di simboli non sono riusciti a imbrigliare il carciofo in una rete coerente di significati. Sarà colpa del colore: il verde e il viola basta la vicinanza con il rosso, a riscaldarli, mentre se stanno vicino all’azzurro, diventano ancora più freddi. Secondo i Greci, la bella Cynara, incontrata dal re degli dei sulle coste della Sicilia, non disse di sì alle proposte di Zeus, e Zeus trasformò l’imprudente ragazza in un carciofo, condannandola a infiammare sensi e desideri in uomini e donne, a diventare, insomma, un potente afrodisiaco. Secondo un’altra versione, la ragazza prima si arrese alle voglie di Zeus, lo seguì sull’Olimpo, ma poi, vinta dalla noia, fuggì via e perciò venne punita dal divino tiranno, che però diede il suo nome al complicato ortaggio. La fama “afrodisiaca” del carciofo spinse   Luigi XIV, re di Francia, a ordinare ai giardinieri di coltivare il prezioso ortaggio nel parco di Versailles, e forse proprio di questi carciofi si servì Madame du Barry per mettere un po’ di fuoco e di forza nelle stanche membra di Luigi XV. Era dunque fatale che Marilyn Monroe, la divina tra le belle, fosse eletta “reginetta di bellezza”, nel 1947, quando era ancora sconosciuta, nel “Festival del carciofo” che si teneva a Castroville, città della California. Nel 1963 Italo Calvino condusse una battaglia, vittoriosa, per far sì che il Premio Internazionale degli Editori venisse assegnato a Carlo Emilio Gadda”. “La realtà del mondo – così inizia il memorabile discorso da lui pronunciato nella circostanza – si presenta ai nostri occhi multipla, spinosa, a strati fittamente sovrapposti, come un carciofo. Ciò che conta per noi nell’opera letteraria è la possibilità di continuare a sfogliarla come un carciofo infinito, scoprendo dimensioni di lettura sempre nuove.”. “E l’opera di Gadda – dichiarò Calvino – consente questo gioco meglio e più a lungo di ogni altra”. Forse conviene scriverlo un “quaderno” sul carciofo, e sul tonno, e sui maccheroni. Senza dimenticare i pittori che al carciofo si sono ispirati, come De Pisis (vedi immagine in appendice).

Tengono disabile in ostaggio per gioco, 2 arresti

0

La vittima venne sequestrata a Pompei del 2024 e tenuta per ora in ostaggio per gioco

Due persone sono state accusate per aver sequestrato una persona disabile per strada, averla trattenuta per diverse ore in un’abitazione subendo ripetute violenze e successivamente esser buttato in una piscina nonostante non sapesse nuotare.

Questa accusa, bloccata dagli uomini del commissariato di Polizia di Pompei, é stata contestata ai due soggetti e, nei confronti di questi, è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

L’evento sarebbe accaduto a Pompei nell’agosto del 2024. I reati contestati agli accusati sarebbero di sequestro di persona e lesioni personali.

Da quanto emerge dalle indagini i due indagati avrebbero prelevato con la forza per strada la persona con disabilità, costringendola a salire sulla loro auto, per poi portarla a casa di uno dei due, riportando lesioni su diverse parti del corpo.

Qui si sarebbero verificate diverse violenze durate due ore, durante le quali i due avrebbero coperto la bocca della vittima per impedirle di chiedere aiuto, arrivando a stringere il suo collo con il braccio.

Da quanto accertato dagli inquirenti e riportato nell’ordinanza cautelare emessa dal gip del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura, avrebbero provato la vittima delle chiavi di casa e del cellulare.

Nella casa il disabile avrebbe subito offese ripetute con termini indicibili, poi buttato nella piscina della casa e costretto rimanervi con la forza nonostante non sapesse nuotare.

I due indagati avrebbero procurato alla vittima lesioni personali in diverse parti del corpo per poi abbandonarla in un fondo agricolo.

Le indagini degli agenti di polizia del commissariato di Pompei hanno permesso di accertare i reati per i quali erano accusati, ovvero di sequestro di persona e di lesioni personali.

In una nota la Procura di Torre Annunziata sottolinea: “i due avrebbero agito per motivi abietti e futili, all’esclusivo fine di diletto, con sevizie e crudeltà inutilmente inferte ad una persona disabile e approfittando della sua minorata capacità che ne limitava la possibilità di difesa”.

Ad uno dei due indagati è stata notificata l’ordinanza applicativa direttamente in carcere, dato che si trovava già nella casa circondariale di Poggioreale nell’ambito di un altro procedimento penale.

Somma, domenica di sport con la “Due Comuni” e lo “Sport City Day”

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo: Comunicato Stampa   Un’intera giornata di Sport – Socialità e di impegno Sociale.   Domenica 21 Settembre dalle ore 8 e 30 la Maratona Podistica per Telethon. Partenza ore 9 da Via Roma!   Dalle ore 18, in Piazza Vittorio Emanuele III, il Villaggio dello Sport per lo Sport City Day!   Tancredi Cimmino – Presidente Telethon Napoli: “Il 21 Settembre la Due Comuni, maratona podistica per Telethon. Ben 800 atleti! Avremo nella Maratona anche ricercatori, scienziati che ogni giorno sono in trincea nel contrasto al cancro e alle malattie rare! Ringrazio l’Unione Stampa Sportiva Italiana per il patrocinio”.     Salvatore Di Sarno – sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano : “Sarà una giornata tutta di sport all’aria aperta. La mattina la grande Maratona podistica per la ricerca Telethon, al pomeriggio il Villaggio dello Sport aperto a tutti! ”.   Rosalinda Perna – assessore allo sport dfel Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano – : “La Due Comuni è diventata una tradizione che unisce sport, solidarietà e comunità. Al pomeriggio, invece e fino a sera avremo il Villaggio dello Sport, nell’ambito dello Sport City Day, con il patrocinio dell’Osservatorio Permanente sullo Sport, del Comune e della Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali!”.       “Mancano poche ore alla Maratona Podistica – La Due Comuni – per Telethon. Il 21 Settembre due Comuni come Somma Vesuviana e Sant’Anastasia, saranno insieme per la ricerca scientifica con la Fondazione Telethon. Circa 800 atleti e al loro fianco anche i ricercatori. Avremo nella Maratona atleti, ricercatori, scienziati che ogni giorno sono in trincea nel contrasto al cancro e alle malattie rare. La Due Comuni è giunta alla quinta edizione e in cinque anni ha visto la partecipazione complessiva di più di 4000 atleti divenendo con certezza uno dei principali e più attesi eventi in grado di unire Sport e impegno Sociale e conoscenza ed è entrata nel cuore di tutti. Oltre agli atleti avremo i cittadini comuni che accompagnati da guide specializzate parteciperanno alla camminata che unirà attività motoria e conoscenza del patrimonio culturale di Somma Vesuviana. La Due Comuni è una corsa che ogni anno a Somma Vesuviana e Sant’Anastasia,coinvolge tantissime persone unite per far correre insieme un messaggio di solidarietà per chi lotta e non si arrende a una malattia genetica rara. Partenza degli 800 atleti da Via Roma, alle ore 9. Ai nastri di partenza anche ricercatori e autorità. L’edizione 2025 si terrà il 21 Settembre e comprenderà, come è accaduto nelle edizioni precedenti, una passeggiata non competitiva e una gara podistica competitiva di 10 Km. Ringrazio l’Unione Stampa Sportiva Italiana per avere concesso il patrocinio all’edizione 2025”. Lo ha annunciato Tancredi Cimmino, Presidente di Telethon Napoli.   Una grande giornata di Sport!   “Avremo più di 800 atleti che correranno per la ricerca ed avremo un evento che sarà in grado di unire tutti. Bambini, ragazzi, padri, madri, persone con disabilità, atleti – ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano – saranno uniti dalla ricerca scientifica. Somma Vesuviana c’è e cammineremo davvero tutti insieme. L’appuntamento per tutti è alle ore 9 del 21 Settembre con partenza da Via Roma, a Somma Vesuviana! Non avremo solo La Due Comuni, ma dalle ore 18 e 30, Somma Vesuviana sarà tappa dello Sport City Day con tanto sport per tutti, gratuito, libero e all’aria aperta !”.   Maratona Telethon la mattina del 21 Settembre ma al pomeriggio il Villaggio dello Sport, in Piazza Vittorio Emanuele III.   “La Due Comuni è diventata una tradizione che unisce sport, solidarietà e comunità. Al pomeriggio, invece e fino a sera avremo il Villaggio dello Sport, nell’ambito dello Sport City Day – ha dichiarato Rosalinda Perna, Assessore allo Sport del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano – con il patrocinio dell’Osservatorio Permanente sullo Sport, del Comune e della Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali! Dalle ore 18, in Piazza Vittorio Emanuele III, avremo tutti gli sport. Avremo le arti marziali, la pallavolo, il basket, la scherma, la skating, il calcio, il running, l’atletica, ma anche la zumba, lo yoga, il ballo della Salsa e Bachata”.  

Fondazione Festa dei Gigli di Nola, il sindaco Ruggiero nomina il nuovo commissario

0
E’ il commercialista Giovanni Ruggiero: a lui il compito di risanare le casse e di modificare statuto e regolamenti _Il primo cittadino: “Azione doverosa in presenza di un organismo di fatto paralizzato da una grave crisi gestionale del recente passato”. _ “La Festa dei Gigli di Nola è il nostro patrimonio comune, dobbiamo ripartire verso un rilancio sotto una guida chiara e trasparente. Un obiettivo possibile con la collaborazione di tutti noi”: il sindaco di Nola, Andrea Ruggiero nomina un nuovo commissario della Fondazione Festa dei Gigli di Nola, dopo le recenti dimissioni del vice prefetto Roberto Esposito, nominato dal commissario straordinario del Comune di Nola in prossimità della scorsa edizione dell’evento dedicato a San Paolino per la necessità di garantirne il regolare svolgimento in uno scenario caratterizzato da sentenze della Giustizia Amministrativa e da un CdA di fatto dimezzato da dimissioni e sfiducie. Il compito di normalizzare la Fondazione Festa dei Gigli è stato affidato a Giovanni Ruggiero, commercialista e revisore dei conti: “Ritengo doveroso – ha scritto il sindaco Andrea Ruggiero in una lettera aperta ai cittadini pubblicata sulla sua pagina Facebook – avviare un nuovo periodo di commissariamento, indicando una figura terza che possa affrontare con la giusta determinazione e risolutezza le criticità che altrimenti sterilizzerebbero la missione dell’organismo. Bisognerà avviare un risanamento generale, partendo dalla grave situazione economica, fino ad apportare le necessarie modifiche a statuto e regolamento che ad oggi hanno lasciato spazio a interpretazioni ambigue e generando decisioni controverse”. Nella comunicazione alla comunità, il primo cittadino ha espresso la propria opinione sui recenti provvedimenti assunti dal commissario dimissionario che hanno chiamato in causa a vario titolo i protagonisti della scorsa edizione della Festa dei Gigli: “Le decisioni assunte probabilmente sarebbero state più comprensibili, e forse anche più condivisibili, se fossero arrivate nei giorni immediatamente successivi al giorno della ballata, quando l’emotività era ancora forte, mentre oggi rischiano soltanto di destabilizzare quel nuovo percorso che avevamo immaginato potesse nascere all’alba di una nuova edizione”.

Colpo da 800mila euro al Pascale: spariti farmaci sperimentali

0
Un furto di ingente valore ha colpito l’ospedale oncologico Pascale. Nella notte tra giovedì e venerdì ignoti hanno violato i sistemi di sicurezza e prelevato medicinali per una somma stimata attorno agli 800mila euro. Il bottino consiste soprattutto in anticorpi monoclonali e trattamenti sperimentali, oltre a farmaci specifici utilizzati nella cura del melanoma uveale, una forma di tumore maligno dell’occhio. Si tratta di sostanze che devono essere mantenute in frigoriferi a temperatura controllata, dettaglio che evidenzia la complessità dell’operazione criminale. I carabinieri hanno subito avviato le indagini. Sono state sequestrate e analizzate le registrazioni della videosorveglianza installata nel presidio sanitario. Gli inquirenti lavorano per individuare i responsabili e capire se vi sia un collegamento con episodi analoghi verificatisi in passato. Non è infatti la prima volta che farmaci oncologici vengono trafugati a Napoli: dodici mesi fa un’operazione simile colpì il Policlinico, con un danno stimato in 680mila euro. In quell’occasione si parlò di un giro legato al mercato parallelo dei medicinali, con possibili canali di smistamento nel dark web o all’estero. Gli investigatori ipotizzano che dietro a questi colpi possano esserci gruppi criminali specializzati, dotati di conoscenze tecniche necessarie per maneggiare prodotti così delicati. Resta il problema della loro conservazione: se trasportati o custoditi senza rispettare le condizioni necessarie, i farmaci rubati rischiano di diventare inefficaci o addirittura nocivi. L’episodio ha creato allarme non solo per l’elevato valore economico della refurtiva, ma soprattutto perché riguarda terapie essenziali per pazienti oncologici. Un furto che accende nuovamente l’attenzione sulla sicurezza dei depositi farmaceutici negli ospedali campani e che apre interrogativi sui possibili canali di destinazione della merce.

Sangue a Sant’Anastasia, 50enne crivellato di colpi in strada

0
Sant’Anastasia – Momenti di paura a Sant’Anastasia, comune dell’area vesuviana, dove un uomo di 50 anni è rimasto gravemente ferito a seguito di una sparatoria avvenuta in strada. Secondo una prima ricostruzione, la vittima sarebbe stata raggiunta da più colpi d’arma da fuoco mentre si trovava all’aperto, in circostanze ancora da chiarire.   Immediatamente soccorso, il ferito è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Villa Betania di Napoli, dove è giunto in condizioni critiche. I medici stanno facendo il possibile per stabilizzarlo e le sue condizioni vengono definite molto gravi.   Sul luogo dell’agguato sono intervenuti i carabinieri della compagnia competente che hanno avviato le indagini. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’episodio e di capire se dietro l’aggressione possano esserci rancori personali, questioni legate ad affari o altre motivazioni. Al momento non viene esclusa nessuna pista.   I militari stanno effettuando rilievi e acquisendo testimonianze, mentre vengono visionate le eventuali immagini di videosorveglianza presenti nella zona per risalire agli autori del gesto. Al vaglio degli inquirenti anche la posizione della vittima e i suoi rapporti personali e professionali, con l’obiettivo di trovare elementi utili a chiarire il movente.   La notizia ha destato forte allarme tra i residenti di Sant’Anastasia, che si sono ritrovati a fare i conti con l’ennesimo episodio di violenza consumatosi in pieno giorno. In molti hanno riferito di aver udito chiaramente gli spari e di essere rimasti scioccati dall’accaduto.   Le indagini proseguono senza sosta per identificare chi ha aperto il fuoco e assicurarlo alla giustizia, mentre la comunità resta con il fiato sospeso per le sorti del 50enne ricoverato in ospedale

Come dire “no” senza sensi di colpa

Quante volte ti sei trovato a dire “sì” quando in realtà avresti voluto dire “no”? È una sfida comune, soprattutto in un mondo che ci spinge costantemente a compiacere gli altri. Ma imparare a dire “no” con grazia e senza sensi di colpa è fondamentale per il nostro benessere personale e professionale.

Perché è difficile dire “no”?

Spesso, la paura di deludere gli altri o di perdere opportunità ci spinge a dire “sì” controvoglia. Tuttavia, questo comportamento può portare a stress, esaurimento e risentimento. Come possiamo invertire questa tendenza?

L’arte di un “no” efficace.

  1. Conosci i tuoi valori: Prima di tutto, è essenziale chiarire che cosa è importante per te. Quando sei consapevole dei tuoi valori, diventa più facile determinare quali richieste allineano con essi e quali no.
  2. Pratica il rifiuto gentile: Dire “no” non significa essere scortesi. Puoi rifiutare un invito o una richiesta con gentilezza e rispetto. Una semplice frase come “Apprezzo l’invito, ma devo declinare” può essere potente e rispettosa.
  3. Offri alternative: Se possibile, suggerisci un’alternativa. Ad esempio, “Non posso aiutarti oggi, ma potrei farlo domani”. Questo dimostra che sei disponibile, ma alle tue condizioni.
  4. Non giustificarti eccessivamente: Un errore comune è sentire il bisogno di giustificare il proprio “no”. In realtà, un semplice “Non posso” è spesso sufficiente. Le spiegazioni eccessive possono indebolire il tuo rifiuto.
  5. 5. Pratica l’assertività: L’assertività è la chiave per comunicare chiaramente i tuoi bisogni senza sentirti in colpa. Ricorda che dire “no” è un tuo diritto, non un privilegio.

L’importanza del “no” come limite personale.

Dire “no” va oltre il semplice rifiuto di un’azione o un impegno. È un potente strumento per stabilire confini chiari, proteggere il nostro spazio personale e prevenire le ingerenze altrui nella nostra vita. In un mondo dove le aspettative esterne possono facilmente sovrapporsi ai nostri desideri personali, il “no” diventa un atto di autodifesa e autoaffermazione.
Perché stabilire limiti è cruciale?
Immagina la tua vita come una casa. I limiti sono i muri che la proteggono, mantenendo fuori ciò che non desideri e preservando il tuo spazio interno. Senza questi muri, chiunque potrebbe entrare e uscire a piacimento, lasciando dietro di sé disordine e confusione. Ecco perché un “no” deciso e ben posizionato è fondamentale: ti aiuta a costruire e mantenere una vita in linea con le tue priorità e i tuoi valori.
“No” come protezione personale.
Dire “no” è un modo per onorare te stesso e le tue esigenze. Quando rifiuti ciò che non ti serve, stai dicendo al mondo che il tuo tempo e la tua energia sono preziosi. Rispettiamo noi stessi.
Stabilire limiti chiari ti aiuta a evitare il sovraccarico mentale. Sapere cosa è accettabile per te e cosa no riduce lo stress e aumenta la tua capacità di concentrazione. Abbiamo maggiore chiarezza mentale. Sorprendentemente, dire “no” può migliorare le tue relazioni. Insegna agli altri a rispettare il tuo spazio e i tuoi limiti, portando a interazioni più autentiche e rispettose. Coltiviamo rapporti più sani. Abbraccia il “no” con fiducia. Essere consapevoli che dire “no” è non solo accettabile, ma anche necessario, può essere liberatorio. È un atto di coraggio che ti permette di vivere una vita più autentica e appagante. Ricorda che spesso, dire “no”, non è un rifiuto agli altri, ma un sì a te stesso.  

Inchiesta tangenti, scarcerato l’ex sindaco

0
SORRENTO – È stato scarcerato l’ex sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, arrestato nei mesi scorsi nell’ambito di un’inchiesta sugli appalti comunali. Il gip di Torre Annunziata, Maria Concetta Criscuolo, ha disposto il passaggio dal carcere agli arresti domiciliari, accogliendo in parte le richieste avanzate dalla difesa.   Coppola, difeso dagli avvocati Pane e Larosa, era stato destinatario di due ordinanze di custodia cautelare. Il primo arresto era scattato in flagranza, dopo che aveva ricevuto una presunta tangente da un imprenditore durante una cena in un ristorante. Il secondo provvedimento restrittivo gli era stato notificato lo scorso 19 agosto, aggravando la sua posizione.   Nelle ultime settimane l’ex primo cittadino ha iniziato a rispondere alle domande degli inquirenti, un passaggio considerato rilevante nel quadro investigativo. L’inchiesta, infatti, mira a fare luce su un presunto sistema di mazzette e favori che avrebbe orientato la gestione di alcune gare pubbliche.   Tra gli indagati compare anche Raffaele Guida, conosciuto come “Lello il sensitivo”, originario di Santa Maria a Vico. Personaggio noto per le sue attività da “mago” e guida spirituale, Guida era stato arrestato e poi anch’egli scarcerato. Secondo gli inquirenti, avrebbe avuto un ruolo di contatto e mediazione con alcuni ambienti coinvolti.   La scarcerazione di Coppola rappresenta una svolta importante e segna l’inizio di una nuova fase dell’inchiesta. La comunità sorrentina resta divisa: da un lato c’è chi continua a esprimere fiducia nell’ex sindaco, dall’altro prevale l’amarezza per una vicenda che ha macchiato l’immagine della città turistica, portando al centro della cronaca nazionale non le bellezze della penisola, ma presunte pratiche corruttive.

Point Break alla stabiese: pugile sorpreso a rubare con la maschera di Gigi D’Alessio

0
CASTELLAMMARE DI STABIA: ladro con dedica, 26enne con le maschere di Gigi D’Alessio per ingannare le telecamere. Arrestato dai Carabinieri   Immaginiamo una telecamera di un istituto sorvegliato, con una guardia annoiata davanti ai monitor. Come in una scena vista mille volte in un film americano, chi dovrebbe vigilare sta masticando una ciambella mentre scrolla le foto pubblicate sui social dai suoi conoscenti. Gli unici rumori sono il ronzio degli schermi ormai obsoleti e lo scricchiolio di una sedia girevole, logora per anni di turni notturni e macchiata da decine di caffè versati.   Tutto scorre lentamente, le lancette dell’orologio sembrano immobili. Poi qualcosa si muove, sul monitor compare una figura vestita di nero. In pugno alcuni attrezzi e un volto vagamente conosciuto. L’uomo in guardiola smette di masticare, qualche briciola scivola sul pantalone, la ciambella rimane a mezz’aria. La bocca è aperta. Forse sta impazzendo e il suo volto si avvicina lentamente allo schermo per vedere meglio, gli occhi sempre più sottili. Quello che sta provando a forzare quell’auto è Gigi D’Alessio?!   L’introduzione è frutto della nostra fantasia e il cantante, impegnato in questi giorni in una serie di concerti in piazza Plebiscito, non è (ovviamente) coinvolto nel furto di un’auto. Il suo volto, però, è stato realmente preso in prestito da Andrea Izzo, pugile stabiese di 26 anni, arrestato dai Carabinieri della sezione radiomobile locale.   E’ notte fonda quando la sua auto incrocia una pattuglia in via Motta Casa dei Viri. E’ buio, fa ancora caldo e quel passamontagna calzato non promette ai militari un fine turno sereno. Parte l’inseguimento. L’auto è rubata, la targa è stata alterata. La corsa termina in via Cupa Varano. Izzo, tenta la fuga a piedi ma quando viene raggiunto colpisce i carabinieri sfruttando le sue doti da pugile professionista. I militari incassano colpi violenti ma riescono a neutralizzare il giovane.   Nella sacca che porta nella Jeep rubata poco prima, arnesi per lo scasso e 3 maschere di Gigi D’Alessio, utilizzate verosimilmente durante i furti per ingannare le telecamere. Sul retro delle maschere anche la dedica del cantante che ringrazia il fan per aver partecipato ad uno dei suoi concerti. Izzo dovrà rispondere di riciclaggio, ricettazione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. E’ ora in camera di sicurezza, in attesa di giudizio. L’auto è stata restituita al legittimo proprietario. E per Gigi D’Alessio, un’altra storia da raccontare ai suoi familiari.