Emergenza sicurezza, Pomigliano pronta a diventare zona rossa. La mossa di Prefetto e sindaco
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Somma, D’Avino: “La città ha bisogno di un progetto serio e partecipato”
Riceviamo e pubblichiamo: Somma Vesuviana, responsabilità, visione e condivisione: l’impegno di Sergio D’Avino per la città.
In un momento decisivo per il presente e il futuro di Somma Vesuviana, si avverte con sempre maggiore forza l’esigenza di una politica capace di guardare oltre l’emergenza quotidiana, rimettendo al centro l’interesse generale e una visione chiara di sviluppo della città.
È in questo contesto che Sergio D’Avino, già consigliere comunale e vicesindaco con deleghe alle Politiche Sociali, Biblioteca, Politiche Giovanili, Sport e Tempo Libero, Cimitero, Ecologia, Polizia Municipale, Viabilità, Risorse Agricole e Contenzioso, manifesta la propria disponibilità a contribuire a un percorso politico-amministrativo serio, condiviso e orientato al futuro.
«Somma Vesuviana ha bisogno di un progetto costruito con responsabilità e ascolto – afferma D’Avino – capace di unire esperienza amministrativa e rinnovamento, superando logiche personali e mettendo sempre al primo posto il bene della comunità».
Tra le priorità di una visione programmatica che guarda ai prossimi anni, D’Avino indica politiche sociali inclusive e vicine ai bisogni reali delle persone, un investimento concreto sui giovani, una gestione moderna e trasparente dei servizi pubblici locali.
Particolare rilievo viene attribuito anche alla pianificazione urbanistica sostenibile, intesa come strumento di equilibrio tra tutela del territorio, vivibilità e sviluppo, e alla necessità di ridurre le distanze tra centro e periferie, restituendo dignità, servizi e opportunità a tutte le aree della città.
«Le periferie non possono essere considerate margini – sottolinea – ma parti integranti di una Somma Vesuviana che deve crescere in modo armonico, senza lasciare indietro nessuno. Serve una città più ordinata, più giusta e capace di programmare, non solo di rincorrere i problemi».
L’auspicio è quello di avviare un percorso ampio e partecipato, aperto al contributo di tutte le energie positive della città, con l’obiettivo di costruire una proposta credibile, concreta e condivisa per il futuro di Somma Vesuviana.
Prefetto convoca il Comitato per l’ordine pubblico a Pomigliano d’Arco dopo l’esplosione in banca
POMIGLIANO D’ARCO – A poche ore dal grave episodio avvenuto nella notte ai danni di un istituto di credito cittadino, il Prefetto di Napoli Michele di Bari ha disposto la convocazione urgente del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. La riunione straordinaria si terrà oggi, 9 gennaio, alle ore 13, presso il Palazzo Municipale di Pomigliano d’Arco.
A renderlo noto è stato il sindaco Raffaele Russo, che ha riferito di essere stato contattato telefonicamente in mattinata dal Prefetto, immediatamente dopo l’episodio che ha destato forte allarme in città. Nella notte tra mercoledì e giovedì, ignoti hanno infatti fatto esplodere un ordigno all’esterno della filiale BNL di via Passariello, nel tentativo di asportare il bancomat. Solo per circostanze fortuite non si sono registrati feriti.
«Ringrazio il Prefetto per la prontezza e l’attenzione dimostrata verso la nostra comunità – ha dichiarato il primo cittadino –. La convocazione immediata del Comitato rappresenta un segnale importante di vicinanza istituzionale e di risposta concreta a un episodio di estrema gravità».
Nel corso dell’incontro saranno analizzati nel dettaglio i fatti accaduti e valutate le condizioni di sicurezza sul territorio comunale. Al centro del confronto anche l’eventuale adozione di misure straordinarie per rafforzare i controlli e la presenza delle forze dell’ordine, al fine di prevenire nuovi episodi criminosi e ristabilire un clima di serenità tra i cittadini.
L’amministrazione comunale ha assicurato la massima collaborazione con le autorità competenti, ribadendo la necessità di un’azione coordinata e incisiva per contrastare fenomeni che mettono a rischio la sicurezza pubblica e il tessuto economico locale.
Paura ad Afragola: autocarrozzeria in fiamme dietro l’Ikea
Un incendio di vaste proporzioni ha scosso la tranquillità di Afragola nelle prime ore di oggi. Le fiamme hanno interessato un’autocarrozzeria situata alle spalle dell’area commerciale dell’IKEA Afragola, sprigionando un’enorme nube di fumo che ha oscurato il cielo e reso l’aria irrespirabile per diversi minuti.
L’incendio è stato segnalato da più cittadini, allarmati dal forte odore di bruciato e dal fumo denso che si è rapidamente alzato in cielo. La visibilità del fumo anche dalla Autostrada Napoli–Roma ha fatto temere il peggio, con molti automobilisti che hanno rallentato la marcia per capire cosa stesse accadendo.
Immediato l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno raggiunto la zona con più mezzi per domare il rogo ed evitare che le fiamme si propagassero ad altre strutture vicine. Le operazioni di spegnimento sono state complesse a causa della presenza di materiali combustibili e di veicoli all’interno dell’officina.
Nonostante la violenza dell’incendio, il bilancio è fortunatamente positivo sul fronte della sicurezza: non si registrano feriti né persone coinvolte. La zona è stata temporaneamente interdetta al traffico per consentire le operazioni di emergenza in piena sicurezza.
Le autorità competenti hanno avviato gli accertamenti per stabilire le cause dell’incendio. Solo al termine delle verifiche sarà possibile chiarire se si sia trattato di un evento accidentale o di un episodio legato a fattori esterni. L’episodio ha comunque suscitato forte preoccupazione tra residenti e lavoratori della zona.
Niente smartphone prima dei 13 anni: l’allarme dei pediatri
Smartphone e social: cosa dicono i pediatri
Secondo i pediatri italiani, l’uso precoce di smartphone e social network rappresenta un rischio concreto per la salute e lo sviluppo dei più piccoli. Le più recenti indicazioni della Società Italiana di Pediatria (SIP) invitano le famiglie a rimandare il più possibile l’accesso autonomo ai dispositivi digitali, raccomandando di evitare sia lo smartphone personale sia l’utilizzo dei social media prima dei 13 anni.
Proteggere lo sviluppo dei più piccoli
Alla base di queste raccomandazioni c’è la tutela dello sviluppo fisico, cognitivo ed emotivo di bambini e ragazzi. I pediatri sottolineano come l’esposizione eccessiva agli schermi, soprattutto in età precoce, possa interferire con processi fondamentali come il linguaggio, il sonno e la capacità di instaurare relazioni reali. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di accompagnarla con gradualità, presenza adulta e consapevolezza.
I numeri che preoccupano
I dati raccolti dagli esperti sono eloquenti. Un aumento di appena mezz’ora al giorno davanti agli schermi può raddoppiare il rischio di ritardi nello sviluppo del linguaggio nei bambini sotto i due anni. Nella fascia tra i 3 e i 5 anni, ogni ora trascorsa davanti a un dispositivo elettronico sottrae in media 15 minuti di sonno, con ricadute sul benessere generale. Inoltre, superare i 50 minuti quotidiani di esposizione agli schermi è associato a un incremento del rischio di sovrappeso e ipertensione già a partire dai tre anni di età.
Alternative alla tecnologia
Per questo la SIP invita a privilegiare attività alternative: gioco libero, movimento all’aria aperta, lettura condivisa e momenti di socialità reale. Quando i dispositivi vengono utilizzati, è fondamentale che ciò avvenga sotto la supervisione di un adulto, con tempi limitati e contenuti adeguati all’età.
Un investimento sulla salute futura
Rinviare l’ingresso nel mondo degli smartphone e dei social non è una privazione, ma una scelta di prevenzione. Secondo i pediatri, è un investimento a lungo termine sulla salute dei bambini, capace di favorire un sonno migliore, relazioni più solide e un equilibrio emotivo più stabile in una fase cruciale della crescita.
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Dopo le feste, il corpo chiede movimento: perché l’attività fisica conta più dell’età
Dopo gli eccessi delle festività, tornare a muoversi non serve solo a “rimettersi in forma”. Studi scientifici dimostrano che la perdita di forza e muscoli non è legata tanto all’età quanto alla sedentarietà: restare attivi può proteggere il corpo e l’autonomia anche dopo i 60 e 70 anni.
Dopo gli eccessi delle festività natalizie e di Capodanno, in molti si sentono appesantiti, gonfi, con la sensazione di dover “rimettere in moto” il corpo. Gennaio, da questo punto di vista, è da sempre il mese dei buoni propositi. Ma c’è una ragione che va oltre il semplice recupero della forma fisica: muoversi può incidere in modo concreto su come invecchiamo.
Per molto tempo si è pensato che la perdita di massa muscolare e di forza fosse una conseguenza inevitabile dell’età. In realtà, diversi studi scientifici suggeriscono che il fattore decisivo non sia tanto l’invecchiamento biologico quanto la progressiva inattività. A dimostrarlo è una ricerca pubblicata nel 2011 sul Journal of Applied Physiology, che ha analizzato un gruppo di “master athletes”, atleti amatoriali di alto livello tra i 40 e gli 81 anni, abituati ad allenarsi con costanza quattro o cinque volte a settimana.
Per evitare il confronto con persone sedentarie, i ricercatori hanno selezionato esclusivamente corridori, ciclisti e nuotatori molto attivi. Attraverso risonanze magnetiche e test di forza, sono state valutate la massa muscolare, l’area dei principali gruppi muscolari e la presenza di grasso intramuscolare.
I risultati hanno messo in discussione una delle convinzioni più radicate sull’invecchiamento: negli atleti che restano attivi nel corso della vita, la struttura del muscolo rimane sorprendentemente stabile. In particolare, l’area del quadricipite non mostra il tipico restringimento osservato negli anziani sedentari e non si registra l’aumento di grasso all’interno del muscolo. Anche la forza, rapportata alla dimensione muscolare, non subisce un declino marcato: dopo una lieve variazione intorno ai 60 anni, non emergono crolli significativi nemmeno oltre i 70.
Secondo gli autori dello studio, gran parte di ciò che attribuiamo all’età potrebbe essere in realtà l’effetto di anni di disuso. L’attività fisica regolare agisce come una vera protezione contro la perdita di autonomia, il rischio di cadute e il declino funzionale, contribuendo a mantenere equilibrio, stabilità e forza.
Non si tratta di diventare atleti professionisti, ma di ripensare le abitudini quotidiane. Camminare di più, riprendere uno sport o muoversi con costanza può fare la differenza. E forse, dopo le feste, questo è il miglior punto di partenza: investire nel movimento come forma di cura a lungo termine.

