Saviano, incendiata auto della polizia municipale

Un grave episodio criminale ha scosso la comunità di Saviano nelle ultime ore. Durante la notte, un’autovettura in dotazione alla Polizia Municipale è stata data alle fiamme da ignoti nei pressi della sede del Comando, generando forte preoccupazione tra cittadini e istituzioni. L’atto incendiario, avvenuto in un’area sensibile del territorio comunale, è ora al centro di un’intensa attività investigativa. La vicenda è seguita con attenzione dalla Prefettura di Napoli. Il prefetto Michele di Bari ha disposto un immediato potenziamento dei servizi di controllo e vigilanza su tutta la zona interessata, con una presenza più incisiva delle forze dell’ordine. L’obiettivo è garantire sicurezza, prevenire ulteriori episodi e assicurare una risposta ferma e visibile dello Stato. Proprio per affrontare la delicatezza della situazione, è stata convocata con urgenza una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che si terrà presso il Palazzo di Governo. Il tavolo servirà ad analizzare nel dettaglio l’accaduto, valutare il contesto territoriale e definire ulteriori strategie operative. Il prefetto ha espresso piena fiducia nel lavoro degli investigatori, sottolineando l’importanza del sistema di videosorveglianza attivo sul territorio comunale. Le immagini delle telecamere pubbliche e private rappresentano un elemento chiave per l’identificazione dei responsabili e per la ricostruzione precisa della dinamica dei fatti. Al momento, nessuna ipotesi viene esclusa. Gli inquirenti stanno valutando diverse piste, che spaziano dal gesto dimostrativo alla possibile ritorsione legata a sanzioni amministrative, fino all’eventualità di un’azione dolosa più strutturata. L’individuazione degli autori resta una priorità assoluta. L’episodio avviene in un contesto già complesso, segnato dalla presenza di una gestione commissariale e da un’attenzione costante delle forze di polizia sul territorio. Le indagini proseguono senza sosta, con l’obiettivo di fare piena luce su un atto che rappresenta un attacco diretto alle istituzioni e alla sicurezza collettiva.

La storia di Inter-Napoli

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Nel posticipo della domenica sera, il Napoli è chiamato forse alla partita più importante della sua stagione a Milano contro l’Inter: in una situazione di emergenza totale dovuta agli infortuni, gli azzurri dovrebbero uscire dal Meazza almeno con un pari per continuare a considerarsi in lotta per il titolo. Storicamente San Siro sponda nerazzurra è sempre stato un campo piuttosto ostico, con appena 9 vittorie su 79 precedenti in campionato. La prima volta che Inter-Napoli ha rappresentato una sfida scudetto è stata nella stagione 1986-87, con un 1-0 per i padroni di casa e un Maradona imbottito di antidolorifici. Un’altra vittoria di misura dell’Inter che ha poi significato scudetto per il Napoli è avvenuta nella stagione del terzo, quando si pensava che la testata di Dzeko avrebbe messo fine al periodo d’oro dei ragazzi di Spalletti e che invece è stata solo un incidente di percorso in un cammino straordinario. Questa è stata anche l’ultima vittoria interna dell’Inter, mentre l’ultimo successo partenopeo risale al 30 aprile 2017 firmato Callejon con il suo marchio di fabbrica, il taglio alle spalle dei difensori su palla di Insigne. Gli ultimi due precedenti hanno visto entrambi dei pareggi per 1-1, ma sarà necessaria una prova di grande sacrificio e agonismo come quella dell’andata affinché il trend positivo possa continuare.

E alla fine Agatha Christie lo confessò: “Amo Miss Marple, Poirot talvolta mi innervosisce”

A cinquanta anni dalla morte Agatha Christie (15 settembre 1890- 12 gennaio 1976) resta la indiscussa regina del giallo che si definisce “classico” e che rispetta il modello delineato da Edgar Allan Poe e da Arthur Conan Doyle, creatore di Sherlock Holmes. La Christie trattò con grande abilità, soprattutto in “Assassinio sull’Orient Express”, anche “l’enigma dello spazio chiuso”: scoperto un delitto, gli investigatori dovevano prima di tutto capire come era riuscito l’assassino a “incontrare” la sua vittima sfuggendo all’attenzione di tutti coloro che stavano in quel luogo.   Hercule Poirot è il protagonista di 44 romanzi e 54 racconti: entra in scena nel 1920 con “Poirot a Styles Court”, esce di scena nel romanzo “Sipario”, ambientato anche questo a Styles Court – la storia finisce spesso là dove è iniziata – e scritto negli anni ’40, ma pubblicato dalla Christie nel 1975, un anno prima di morire. Più volte la scrittrice fece capire che non gli piaceva più parlare di Poirot, ma dovette sempre arrendersi alle pressioni dei lettori e delle case editrici. Con i suoi personaggi la Christie aveva un rapporto particolare: li “sentiva” come persone reali, capaci di muoversi e di pensare in autonomia, e non c’è dubbio sul fatto che questo rapporto era alimentato dalle “incarnazioni” cinematografiche, da Austin Trevor e da Tony Randall che interpretavano Poirot e da Margaret Rutherford che “prestava “ corpo e volto a Miss Marple ( scrivono che la Christie non apprezzava certi aspetti dell’arte della Rutherford, ma non poteva negare che la sua fosse una interpretazione “potente”). Dunque, a un certo punto la scrittrice incominciò a non sopportare più i vezzi, le moine, la vanità, i modi e i comportamenti dell’investigatore belga emigrato in Inghilterra e ammise che appariva un po’ ridicolo questo ometto paffuto che parlava continuamente delle sue “celluline grigie”. Nel 1930 Miss Marple fece il suo debutto in letteratura, nel romanzo “Morte nel villaggio”, a cui seguirono altri undici romanzi. E mentre Poirot è in continuo movimento, Miss Marple raramente si allontana da St. Margaret Mead, un piccolo villaggio della campagna inglese. Questa simpatica e dolce vecchietta, alta, slanciata, con gli occhi azzurri e i capelli bianchi, a differenza di Poirot, si trova quasi sempre coinvolta per caso nelle indagini sui delitti che “macchiano” la vita del villaggio, e, come Poirot, mette a frutto la sua profonda conoscenza della natura umana, il cui studio costituisce il suo passatempo: «vivendo così soli, in una parte del mondo quasi remota, è necessario avere un passatempo. Ci si può occupare naturalmente dei lavori a maglia, delle ragazze esploratrici, delle opere di beneficenza, come ci si può divertire a dipingere dei bozzetti, ma il mio passatempo è sempre stato “la natura umana”. Così varia e così affascinante! E naturalmente in un piccolo villaggio, senza altre distrazioni, non manca il modo di approfondire questo studio. Si finisce per classificare le persone proprio come se fossero uccelli, fiori, gruppo così e così, genere tale, specie talaltra. Qualche volta capita di sbagliare, naturalmente, ma col passare del tempo gli errori sono meno frequenti. E poi si fanno le riprove” (Da “La morte nel villaggio”). “Miss Marple si intrufolò così silenziosamente nella mia vita, che quasi non mi accorsi del suo arrivo. Scrissi una serie di racconti per una rivista, immaginando che in un villaggio, sei persone si riunissero una volta alla settimana per raccontare qualche caso rimasto insoluto. Iniziai con Miss Jane Marple, un tipo di anziana signora che avevo visto frequentemente in casa di zia-nonnina, a Ealing, e simile a tante altre incontrate nei vari villaggi dei miei soggiorni giovanili. Miss Marple era molto più zitellesca e ansiosa di zia-nonnina, ma aveva una cosa in comune con lei; nonostante la sua cordialità si aspettava sempre il peggio da tutto e da tutti e le sue previsioni si dimostravano quasi sempre esatte. Non mi sorprenderei affatto se le cose stessero così”, diceva la nonna, scuotendo il capo con aria minacciosa. Non aveva il minimo elemento per fare una simile affermazione, ma il fatto sorprendente era che le cose stavano esattamente come diceva lei. (Agatha Christie, La mia vita, traduzione di Maria Giulia Castagnone, Mondadori, 1978, pag. 510). Non c’è dubbio: in Miss Marple c’è molto di Agatha Christie.      

Profumi San Marino: come un brand digitale ha cambiato il mercato dei profumi equivalenti

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Profumi San Marino è riuscito a diventare uno dei leader del settore delle fragranze equivalenti. I motivi del suo successo sono molteplici: dalla qualità dei suoi prodotti all’assistenza, dall’affidabilità alla consegna in tempi rapidi. Negli ultimi anni il settore degli equivalenti ha preso sempre più piede, manifestando interesse al punto tale da diventare un vero e proprio consumo di massa. L’approccio innovativo adottato da Profumi San Marino ha contribuito a rendere il mercato dei profumi equivalenti più accessibile e trasparente.

Perché i Profumi San Marino stanno riscuotendo successo?

Profumi San Marino è un’azienda che vanta migliaia di recensioni positive grazie alla qualità delle sue fragranze equivalenti. Diventare un brand digitale qualificato e con autorità non è semplice, ma vediamo come l’impresa di San Marino è riuscita a posizionarsi tra i leader. Innanzitutto va specificato che le equivalenze non sono altro che delle “repliche legali“ di fragranze già esistenti e create da brand di lusso, con costi poco accessibili a chiunque. Ed è proprio grazie al prezzo e alla forte somiglianza con i profumi originali che le equivalenze riescono a vendere in massa. Per farlo le aziende come Profumi San Marino sfruttano la cosiddetta sensazione olfattiva. Il lavoro si svolge in tre fasi importanti (dette piramide olfattiva), la formulazione, la concentrazione dell’essenza e la composizione. Con questa tecnica le aziende specializzate in equivalente, riescono a replicare l’odore (quanto più possibile) delle fragranze vendute e create dai marchi di lusso e senza violare i diritti di copyright.

Come comprare le equivalenze online a “scatola chiusa”

La prima perplessità che potrebbe sorgere comprando le equivalenze online è legata all’impossibilità di poter provare il prodotto. Per ovviare a questo ostacolo Profumi San Marino si è innovato e ha dettagliato ogni pagina prodotto riportando le note percepite (di fondo, di cuore e di testa), la stagione suggerita, il formato, l’uso consigliato e la piramide olfattiva. Ogni equivalenza ha un numero, proprio per non violare alcun diritto di copyright, ma poter capire a quale brand “somiglia”, le aziende – come fa Profumi San Marino – si limitano a scrivere nel titolo “ispirato a One Million”. Grazie all’AI l’e-commerce ha implementato un sistema che può aiutare i potenziali clienti a trovare l’equivalente perfetto per loro stessi. Per riuscirci è sufficiente inserire il nome del proprio profumo preferito nell’apposita barra e nel giro di pochi secondi verrà mostrato un risultato pertinente.

Trasparenza e chiarezza

Il successo dell’e-commerce Profumi San Marino è legato alla bravura del team a cui si affidano per creare delle equivalenze a base di alcool vegetale e sensazioni olfattive sempre più simili per non dire uguali ai brand di lusso. Ogni profumo equivalente venduto dall’azienda online è unico e autentico, questo implica che è stato creato con una formulazione propria ma soprattutto legit, pensando sempre a garantire alta qualità. Il catalogo online è sempre più vasto, e l’azienda di San Marino continua a rinnovarsi con nuove proposte e trend sempre più in crescita, contribuendo all’incremento di un settore sempre più floreale e solido. Oltre all’ampia selezione, Profumi San Marino ha ottenuto un grande successo per le sue spedizioni veloci (tra 24 e massimo 48 ore), prezzi bassi e qualità elevata dei suoi “Falsi d’Autore”. Il termine “Falsi d’Autore” non indica un illecito, bensì per poter paragonare la fragranza equivalente corrispondente al brand al quale si è ispirata.

Il packaging semplice che “premia”

Un packaging semplice non significa banale, anzi, è proprio questa sua caratteristica ha reso Profumi San Marino un brand solido e affidabile, perché contenendo i costi per costruire delle confezioni “strabilianti” riesce a vendere i profumi a basso prezzo. D’altronde – e questo aspetto intacca il marketing – le grandi aziende, specialmente dei brand di lusso, giocano molto sull’aspetto, aumentando il valore e il prezzo finale al consumatore. Mentre con delle confezioni semplici ma autentiche (così da non violare i diritti sul marchio), ci si porta a casa un equivalente di alta qualità, che dura (anche se a volte la durata di un profumo dipende dallo stile di vita e da altri aspetti come il PH della pelle) e con un grande risparmio economico. Anche perché come ci insegna la storia fin dall’epoca romana, il vero canone di bellezza individuale è da sempre rappresentato dagli odori, e le fragranze dei profumi lo dimostrano chiaramente.

Controlli davanti scuola, fermato dopo minacce ai vigili

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Un normale servizio di controllo davanti a una scuola si è trasformato in un episodio di tensione che ha richiesto l’intervento deciso della Polizia Locale di Afragola. Un cittadino è stato fermato e denunciato per minacce e oltraggio a pubblico ufficiale dopo aver reagito in modo violento a una contestazione. I fatti sono avvenuti durante le attività di vigilanza svolte dalla Polizia Locale, sotto la direzione del comandante colonnello Antonio Pirelli, nell’ambito dei controlli programmati nelle zone scolastiche. Servizi mirati che hanno l’obiettivo di garantire ordine e sicurezza negli orari più delicati della giornata, tutelando studenti, genitori e personale docente. Secondo la ricostruzione ufficiale, l’uomo avrebbe ricevuto una contestazione per un’infrazione. Invece di collaborare, avrebbe iniziato a insultare e minacciare gli agenti presenti, utilizzando espressioni offensive e mantenendo un comportamento ritenuto incompatibile con il contesto e la sicurezza pubblica. Vista la gravità della situazione e l’atteggiamento assunto, gli operatori sono intervenuti procedendo al fermo del cittadino, che è stato accompagnato presso gli uffici del Comando della Polizia Locale per gli accertamenti necessari. Conclusi gli atti di rito, l’uomo è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale. L’episodio evidenzia ancora una volta la delicatezza dei servizi di controllo nelle aree scolastiche e il ruolo fondamentale delle forze di polizia locale nel garantire il rispetto delle regole e la serenità degli spazi frequentati quotidianamente da famiglie e studenti.

Blitz tra Somma e Sant’Anastasia, arresti per armi e droga

SANT’ANASTASIA E SOMMA VESUVIANA – Controlli dei Carabinieri   Controlli straordinari dei carabinieri nei comuni di Sant’Anastasia e Somma Vesuviana. Durante il servizio, I militari della compagnia di castello di Cisterna hanno eseguito tre misure restrittive. Per un 74enne un anno e due mesi di detenzione domiciliare per una condanna definitiva per detenzione illegale di armi e ricettazione. Un 45enne, invece, dovrà scontare 2 anni e 3 mesi di detenzione domiciliare per una condanna definitiva per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti.   Il terzo provvedimento ha riguardato l’aggravamento di una precedente misura cautelare, con conseguente restrizione, nei confronti di una 40enne già sottoposta ai domiciliari.     Parallelamente all’esecuzione dei provvedimenti, i Carabinieri hanno effettuato un’ampia attività di controllo su strada: sono state identificate 56 persone e ispezionati 53 veicoli. 50 le violazioni contestate, per sanzioni complessive di oltre 11mila euro. 4 i veicoli sequestrati.  

Pomigliano zona rossa per 3 mesi: cosa cambia in città

Pomigliano d’Arco si prepara a entrare, almeno in forma sperimentale, nel perimetro delle cosiddette zone rosse, uno strumento straordinario di prevenzione e controllo del territorio utilizzato per rafforzare la sicurezza urbana in aree considerate sensibili. La decisione è maturata dopo l’ultimo tentativo di furto con esplosione ai danni di un istituto bancario e al termine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto di Napoli Michele di Bari. Ma cosa comporta, in concreto, diventare zona rossa? In sostanza significa un aumento visibile e costante della presenza delle forze dell’ordine in specifiche aree della città, individuate di comune accordo tra Prefettura e amministrazione comunale. Non si tratta di un coprifuoco né di una limitazione generalizzata delle libertà personali, ma di un rafforzamento dei controlli, con presidi fissi di polizia, pattugliamenti continui anche nelle ore serali e notturne, verifiche su persone e veicoli e un utilizzo più intenso dei sistemi di videosorveglianza. Durante la riunione, il prefetto ha chiarito che l’adozione delle zone rosse non nasce da un’emergenza generalizzata: «L’indice di delittuosità è fortemente calato: le rapine sono diminuite del 40% e i furti del 15%». Dati definiti incoraggianti, che però non cancellano l’allarme sociale generato da episodi eclatanti. Proprio per questo, l’obiettivo è affiancare ai numeri positivi una risposta concreta e percepibile dai cittadini, aumentando la sicurezza reale e quella percepita. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Raffaele Russo, che ha ribadito: «Nelle zone rosse ci saranno presidi di polizia fissi che renderanno la popolazione più tranquilla. Le zone rosse, che verranno concordate tra il comitato ed il sindaco, dovrebbero durare per un periodo sperimentale di tre mesi. Oltre a ringraziare il prefetto per la vicinanza e le azioni, voglio anche dire alla mia comunità che bisogna stare più sereni perché c’è stata una risposta con fatti concreti». Dal mondo economico arriva un segnale di sostegno. Confcommercio ha accolto positivamente la scelta, sottolineando come i controlli rafforzati rappresentino una tutela importante per cittadini e attività commerciali, soprattutto nelle ore notturne. Nei prossimi giorni è previsto un nuovo incontro in Comune per monitorare l’efficacia delle misure e rassicurare ulteriormente la comunità. Se confermata già dalla prossima settimana, la zona rossa segnerà per Pomigliano una fase di maggiore attenzione istituzionale: un periodo di prova in cui sicurezza, prevenzione e presenza dello Stato saranno elementi centrali della vita quotidiana cittadina.

Team in crisi? Inizia dalla comunicazione

Non è solo una questione di processi o di obiettivi: è come ce li raccontiamo, come ci ascoltiamo, come ci diciamo le cose difficili. Un team non va in crisi “di colpo”: ci arriva a piccoli passi, spesso in silenzio. Ti sembra di guidare un team dove ognuno rema per conto suo? Riunioni lente, mail infinite, malintesi continui, turnover che cresce… e la sensazione che “qualcosa” si sia rotto ma non sai bene cosa. Spoiler: nella maggior parte dei casi, quel “qualcosa” è la comunicazione.

Team in crisi: quando il problema non è il problema, ma come ne parli

Un classico: i risultati calano, si dà la colpa al mercato, alla concorrenza, al budget. Intanto, nessuno dice apertamente che: – le persone non si parlano più con fiducia – le informazioni viaggiano a metà – le riunioni sono monologhi del capo – i conflitti vengono evitati o esplodono tardi e male Se nel tuo team succede questo, il problema non è solo “cosa” fate, ma “come” ne parlate. La comunicazione è il sistema circolatorio di un gruppo: se si blocca, l’organizzazione può essere anche perfetta sulla carta, ma nella pratica si paralizza.

Comunicazione in team: da dove si riparte davvero

Non servono slogan motivazionali, serve un reset comunicativo. Alcuni passaggi chiave: –  Rendi visibile l’invisibile Nomina il problema: “Ragazzi, ho la sensazione che ci stiamo parlando poco e male. Partiamo da qui”. Dare parole alla crisi è già un atto di leadership. – Stabilisci regole chiare di dialogo Tempi di parola, niente interruzioni, focus sui fatti e non sulle persone. Sembra scolastico, ma nei momenti di crisi le regole salvano i rapporti. – Passa dal “dire” al “chiedere” Invece di: “Dovete fare…”, prova: “Cosa vi serve per…?”, “Cosa non sta funzionando davvero?”. Le domande aprono porte che gli ordini chiudono. – Allena l’ascolto, non solo il parlare Un leader che ascolta diventa un moltiplicatore di energia. Un leader che parla soltanto, la drena.

Esempi concreti di comunicazione in team

Per rendere tutto questo meno teorico e più utilizzabile, ecco alcuni esempi brevi, concreti:
  • Feedback su un errore di progetto
Invece di: “Avete sbagliato tutto il report.” Prova con: “Nel report ci sono due punti critici: li rivediamo insieme e definiamo come evitarli la prossima volta?” Risultato: meno difesa, più collaborazione.
  • Gestire un conflitto tra colleghi
Invece di: “Smettetela di litigare e lavorate.” Prova con: “Ognuno di voi racconta la propria versione in 3 minuti, senza essere interrotto.  Poi cerchiamo un punto comune.” Risultato: riduci l’escalation, aumenti la comprensione reciproca.
  • Chiedere più impegno senza colpevolizzare
Invece di: “Non vi state impegnando abbastanza.” Prova con: “Per raggiungere l’obiettivo ci manca questo pezzo: come possiamo organizzarci meglio, tutti, me compreso?” Risultato: si passa dal dito puntato alla responsabilità condivisa. Quando scrivo, così come durante il lavoro che preparo e svolgo con i team nelle aziende e negli studi professionali, mi faccio guidare dalle domande, strumento di apertura, a nuove riflessioni, tecniche e strategie. E qui la risposta alla mia domanda: “Cosa è in grado di creare un forte impatto nella comunicazione tra le persone di questo team?”
Conoscere l’altro, la vera leva dei risultati
Qui arriva il punto spesso dimenticato: non esiste comunicazione efficace senza conoscenza dell’altro.  Parlare bene non basta, se non sai “a chi” stai parlando. – C’è chi ha bisogno di numeri, e chi di storie ed esempi. – C’è chi regge bene un confronto diretto, e chi invece ha bisogno di un approccio più graduale. – C’è chi comunica meglio a voce, e chi per iscritto si esprime con molta più chiarezza.
Cosa significa conoscere le persone del tuo team?
– sservare come reagiscono – ascoltare il loro lessico, i loro tempi, i loro canali preferiti – fare domande dirette: “Come preferisci ricevere feedback?”; “In che modo ti è più facile fare domande?” Ed è qui che entrano in gioco gli strumenti di comunicazione: non solo mail e chat, ma anche: – brevi one-to-one periodici; – riunioni strutturate con turni di parola; – lavagne condivise, documenti collaborativi, canali dedicati a progetti specifici. Gli strumenti non servono a “controllare” il team, ma a creare spazi diversi in cui ognuno possa esprimersi nel modo in cui funziona meglio. Più conosci le persone e più sai scegliere il mezzo giusto per parlare con loro. La conoscenza dell’altro è un acceleratore di risultati, perché riduce i fraintendimenti, velocizza le decisioni, rende più fluido il lavoro quotidiano. Meno energia sprecata a interpretare, più energia investita a costruire. La azioni che vi ho illustrato, sono semplici, ma mandano un messaggio potente: “La comunicazione qui conta. E la responsabilità di migliorarla è di tutti”. Un team in crisi non si salva con un nuovo tool o una nuova strategia, se prima non si rimette in circolo la fiducia attraverso parole chiare, oneste e coraggiose. La vera svolta comincia quando qualcuno decide di prendersi la responsabilità di aprire il dialogo, invece di limitarsi a lamentarsi del silenzio.  

Castello di Cisterna, l’abbraccio dei sostenitori a Morena

Oggi, 10 gennaio, presso la Circumvesuviana di Castello di Cisterna, in via Sandro Pertini, ci sarà un momento di condivisione e gratitudine per accogliere Morena al suo rientro dal Messico. Un’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito e continueranno a sostenere la battaglia di Morena. 

Un momento di condivisione per il ritorno di Morena

Oggi, 10 gennaio, presso la Circumvesuviana di Castello di Cisterna, in via Sandro Pertini, si terrà un aperitivo di accoglienza e ringraziamento dedicato a Morena e a tutte le persone che, in questi mesi, hanno sostenuto il suo difficile percorso. Un’occasione informale, aperta alla comunità, pensata per ritrovarsi e condividere un momento di vicinanza.

La storia di Morena e la speranza in Messico

Morena è una ragazza affetta da una rara e gravissima forma di epilessia farmacoresistente, associata alla sindrome di Rasmussen, una patologia neurologica complessa e altamente invalidante. Si tratta del terzo caso registrato in Europa.
Dopo un lungo cammino tra ospedali e terapie che non hanno portato i risultati sperati, per lei si è aperta una possibilità legata a una ricerca medica internazionale in Messico, che ha rappresentato una nuova speranza per il suo futuro.

Un percorso reso possibile dalla solidarietà

Affrontare questo tipo di trattamento ha comportato costi molto elevati, difficili da sostenere per una sola famiglia. Per questo motivo, nel tempo, si è attivata una rete solidale fatta di cittadini, associazioni e iniziative di raccolta fondi, che ha permesso a Morena di partire e di affrontare il percorso di cura all’estero.

Il ruolo dell’associazione “Insieme si può”

Tra le realtà che hanno accompagnato la famiglia c’è l’associazione “Insieme si può”, che ha promosso e sostenuto diverse iniziative solidali.
L’associazione nasce ufficialmente nel 2018, ma affonda le sue radici in un’esperienza personale profonda di Giuseppe Di Maio, presidente del”associazione: la figlia si ammalò, da bambina, di leucemia linfoblastica acuta. Durante le cure al Santobono-Pausilipon, l’incontro con la clownterapia e il valore del sostegno umano hanno ispirato, anni dopo, la nascita dell’associazione.

Iniziative sociali e impegno sul territorio

Negli anni precedenti alla pandemia, “Insieme si può” ha organizzato numerose attività a carattere sociale e inclusivo, tra cui Natale Insieme, Calcio all’Autismo – che ha coinvolto bambini e genitori – e una braciata sociale, il cui ricavato è stato destinato anche al percorso di Morena.
Durante il periodo in Messico, l’associazione è rimasta vicina alla famiglia, offrendo supporto umano e continuità. L’impegno solidale non si esaurisce con il rientro di Morena dal Messico. Infatti, a luglio dovrà affrontare un secondo ciclo della terapia, un percorso altrettanto oneroso. Per questo motivo, l’associazione Insieme si può ha già avviato le prime riflessioni per strutturare un nuovo progetto di raccolta fondi, di più ampio respiro, con l’obiettivo di continuare a garantire alla famiglia il supporto necessario per affrontare le prossime tappe del trattamento.

Un ringraziamento collettivo

L’aperitivo del 10 gennaio non vuole essere una celebrazione, ma un momento di gratitudine condivisa, rivolto a tutte le persone che hanno contribuito, in forme diverse, a sostenere Morena e la sua famiglia.
Nel corso di questo percorso, hanno espresso il proprio supporto anche le amministrazioni comunali di Pomigliano d’Arco e Brusciano, così come il responsabile dell’Ambito Sociale 22, Rocco Fatibene, nell’ambito delle rispettive funzioni istituzionali.

Una comunità che sceglie di esserci

Al di là dei ruoli e delle appartenenze, la giornata di domani rappresenta soprattutto il valore di una comunità che si è stretta attorno a una storia fragile, dimostrando che la solidarietà può assumere molte forme, ma nasce sempre dallo stesso gesto: non restare indifferenti.

Terra dei fuochi: rimosse tra Napoli e Caserta 1700 tonnellate di rifiuti su 2700

Sono i dati del bilancio del commissario per le bonifiche Vadalà. Quasi 1700 tonnellate di rifiuti rimosse su 2700 presenti in strada tra Caserta e Napoli in meno di quattro mesi; un maxi-intervento che ha coinvolto 20 comuni ricadenti nella Terra dei Fuochi, e che si allargherà nei prossimi mesi, affiancato dal parallelo lavoro di bonifica di importanti aree dove i rifiuti sono stati sotterrati, come le aree vaste di Giugliano in Campania e Lo Uttaro a Caserta. È il commissario unico per le Bonifiche nella Terra dei Fuochi Giuseppe Vadalà a fotografare a Casal di Principe, a Casa Don Diana, in uno dei periodici incontri di aggiornamento, lo stato degli interventi ambientali tra Napoli e Caserta realizzati da marzo scorso, dal momento dell’insediamento al vertice della struttura di governo – decisione presa dopo la condanna dell’Italia del gennaio 2025 da parte della Cedu per le mancate bonifiche ambientali – con un’accelerazione importante registratasi dall’entrata in vigore ad agosto del Decreto Legge sulla Terra dei Fuochi. “Sono momenti importanti di condivisione – dice il generale dei Carabinieri – di un’attività che riguarda il territorio; momenti in cui si possono ricevere suggerimenti. Ma è fondamentale inoltre far capire alla cittadinanza che si sta operando concretamente nel suo interesse”. CREDIT FOTO: WEB