Pomigliano d’Arco, proseguono le operazioni di sgombero coatto al Parco Partenope

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Riceviamo e pubblichiamo  

Non si ferma l’azione di ripristino della legalità intrapresa dalle istituzioni sul territorio campano. All’interno del Parco Partenope – il complesso residenziale noto come insediamento ex lege 219/81 – le operazioni di sgombero coatto proseguono senza sosta, in rigido adempimento del calendario stabilito in sede di Tavolo Tecnico presso la Questura di Napoli.

Questa mattina, un massiccio dispositivo interforze composto da oltre 50 operatori ha fatto nuovamente ingresso nel quartiere. L’azione sinergica ha visto impegnati, in un fronte comune, il personale della Polizia Municipale di Pomigliano d’Arco, i militari della locale Stazione Carabinieri, i Vigili del Fuoco, il personale sanitario e i tecnici dei servizi tecnologici del Comune.

Grazie alla coordinazione e all’alto numero di forze impiegate, le operazioni si sono svolte in piena sicurezza, consentendo di liberare altri due appartamenti occupati abusivamente e di restituire gli immobili al patrimonio comunale.

Il provvedimento eseguito nella giornata odierna ha riguardato i nuclei familiari di B.M. (classe ’83) e di M.A. (classe ’97). Entrambi i nuclei sono stati allontanati dai rispettivi alloggi e, pacificamente, hanno optato per trovare una sistemazione autonoma, appoggiandosi alle proprie famiglie di origine.

Contestualmente, per garantire lo sgombero definitivo dei locali, il mobilio presente all’interno degli appartamenti è stato interamente smontato e rimosso grazie all’intervento di una ditta di traslochi appositamente individuata e incaricata dall’amministrazione comunale.

L’intervento di oggi non si è limitato alla liberazione degli alloggi, ma si è esteso a una profonda azione di controllo e bonifica dell’intera area del parco, finalizzata a contrastare l’illegalità diffusa e il degrado.

Nel corso delle attività, gli operatori hanno passato al setaccio i veicoli presenti nel comprensorio, procedendo al sequestro di numerosi mezzi risultati totalmente sprovvisti di copertura assicurativa. Nello specifico, i sigilli sono scattati per un’autovettura, un quad e ben 8 ciclomotori, che sono stati rimossi dalla strada.

Sul fronte del contrasto al furto di servizi pubblici, i tecnici comunali, supportati dalle forze dell’ordine, hanno scoperto e immediatamente rimosso 10 allacci abusivi alla condotta idrica. Si trattava di collegamenti illegali che consentivano l’approvvigionamento d’acqua a danno della rete pubblica e della collettività.

L’intervento di stamattina conferma la fermezza delle autorità nel voler scardinare ogni forma di illegalità nel Parco Partenope. Le operazioni, come già ampiamente annunciato dal Comando di Polizia Municipale e dai vertici provinciali, proseguiranno nei prossimi giorni fino al totale completamento del piano d’azione prefissato, con l’obiettivo ultimo di restituire dignità, ordine e rispetto delle regole all’intera comunità pomiglianese.

La scommessa (vinta) di Clemente: pioniere di ITS ACADEMY TEC MOS , oggi in EAV

Era al limite dell’età (ventisei anni, il tetto massimo fissato dal bando) e stava frequentando l’università quando Clemente Servodio si iscrisse al primo corso di ITS ACADEMY TEC MOS. Non esistevano ancora ex allievi da interpellare, né esperienze a cui appoggiarsi: l’istituto era nuovo, i percorsi ancora da rodare, gli sbocchi tutti da verificare. Lui, però, c’era. «Chiedevo informazioni in giro e nessuno sapeva niente, neanche i dirigenti scolastici, neanche i sindacati.» La voglia di restare in Campania, però, era più forte dell’incertezza. Clemente frequentava l’università in parallelo, ma aveva capito con il tempo che il lavoro da scrivania non faceva per lui: cercava qualcosa di fisico, dinamico, concreto. L’ITS sembrava andare in quella direzione. Lo stage lo ha poi portato all’EAV, l’azienda che gestisce la Circumvesuviana e le linee ferroviarie regionali campane, una realtà che prima di allora non conosceva. Sei mesi nelle stazioni. «Ogni giorno mi stimolavo sempre di più, perché era esattamente quello che cercavo.» Garantire la sicurezza della circolazione ferroviaria non era solo un compito tecnico: era una responsabilità percepita ogni mattina, e quella responsabilità lo appassionava. Per EAV ha poi lavorato nel settore manutenzione dell’infrastruttura, continuando a formarsi internamente con abilitazioni specifiche. Sono due anni che ormai Clemente Servodio lavora lì. «Se penso che tanta gente del Sud fa il collaboratore scolastico al Nord senza arrivare a fine mese, capisco di aver fatto la scelta giusta», dice ora. Ai ragazzi che valutano di avvicinarsi a ITS ACADEMY TEC MOS dice una cosa sola: che ne vale la pena, ma solo se si è davvero motivati. La carenza di tecnici qualificati è reale, la possibilità di fare un lavoro appassionante attraverso un ITS è concreta. «All’inizio ero scettico, non ci credevo nemmeno io. Ma eravamo il primo corso e forse anche loro dovevano trovare i giusti agganci.» Un ringraziamento Clemente lo fa al presidente Paolo Lanzilli, a Carla Settimi («sempre vicina a me per ogni dubbio e ogni paura», spiega) e soprattutto all’ingegnere Francesco Murolo: «per me è stato come un secondo padre. A lui devo quasi tutto».   VEDI ANCHE   https://www.ilmediano.com/cercavo-un-percorso-concreto-azzurra-e-il-suo-ruolo-di-project-manager-speciale-its-academy-tec-mos/   https://www.ilmediano.com/dal-liceo-linguistico-ai-piani-di-segnalamento-elena-e-la-strada-verso-alstom-speciale-its-academy-tec-mos/   https://www.ilmediano.com/studiare-formarsi-lavorare-il-percorso-che-porta-alloccupazione-speciale-its-academy-tec-mos/   https://www.ilmediano.com/dalla-formazione-al-contratto-in-eav-il-viaggio-di-gennaro-con-its-academy-tec-mos/   https://www.ilmediano.com/ho-visto-un-post-su-instagram-e-ho-deciso-di-provarci-fabio-21-anni-dalla-formazione-its-academy-tec-mos-al-lavoro-con-alstom/   https://www.ilmediano.com/cosi-ho-trasformato-la-formazione-in-lavoro-il-percorso-di-dalila-con-its-academy-tec-mos/   https://www.ilmediano.com/ho-sentito-il-bisogno-di-cambiare-vincenzo-la-pandemia-e-la-formazione-con-its-academy-tec-mos/  

Controlli antiabusivismo ad Afragola, denunciato imprenditore: sequestrato complesso edilizio

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Prosegue senza sosta l’attività di contrasto agli abusi edilizi da parte della Polizia Locale di Afragola. Nel corso di una serie di controlli finalizzati alla tutela del territorio e al rispetto delle norme urbanistiche, gli agenti hanno scoperto presunte irregolarità all’interno di un importante cantiere situato in Corso Garibaldi.

L’operazione è stata condotta dagli uomini del Comando diretto dal colonnello Antonio Piricelli in collaborazione con il personale dell’Ufficio Tecnico comunale specializzato nelle attività antiabusivismo. Sotto la lente degli investigatori è finito un intervento edilizio di notevoli dimensioni, composto da dieci unità abitative, quattro sottotetti e un locale destinato ad attività commerciale.

Le verifiche hanno riguardato sia l’esame della documentazione autorizzativa sia il confronto tra i progetti approvati e le opere effettivamente realizzate. Dagli accertamenti sarebbe emerso che parte dei lavori sarebbe stata eseguita in difformità rispetto ai permessi ottenuti.

Particolare attenzione è stata rivolta agli aspetti legati alla sicurezza strutturale. Secondo quanto rilevato dagli organi di controllo, sarebbero state riscontrate violazioni della disciplina sull’edilizia antisismica, un settore particolarmente delicato in un territorio classificato a rischio sismico.

Ulteriori contestazioni riguardano il mancato rispetto delle distanze minime tra edifici e alcune presunte irregolarità rispetto alle disposizioni contenute nel Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale.

A seguito delle risultanze investigative, la Polizia Locale ha disposto il sequestro giudiziario dell’intero complesso immobiliare. Il provvedimento riguarda tutte le strutture presenti all’interno del cantiere e mira a impedire la prosecuzione dei lavori fino alla definizione degli accertamenti.

Il responsabile dell’intervento edilizio è stato denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria. L’inchiesta proseguirà per accertare nel dettaglio l’entità delle violazioni contestate e le eventuali responsabilità connesse alla realizzazione dell’opera.

Auto assalita a pugni a Nola, dentro c’era coppia con bambino

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Borrelli (AVS): “Un attacco di una ferocia inaudita e gratuita. Chi ha visto parli: questi criminali sono un pericolo pubblico e vanno fermati immediatamente”. Non si ferma l’ondata di violenza gratuita e di totale follia che continua a consumarsi sulle strade del nostro territorio. Ormai basta un nulla – uno sguardo, un sorpasso, o semplicemente il trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato – per trasformare una tranquilla domenica mattina in un incubo a occhi aperti. Un fenomeno preoccupante che testimonia una preoccupante deriva sociale, dove la sfrontatezza e la brutalità di veri e propri delinquenti mettono a repentaglio l’incolumità di cittadini inermi, persino in presenza di bambini. L’ultimo agghiacciante episodio è stato denunciato formalmente ai Carabinieri di San Vitaliano ed è avvenuto lo scorso 21 giugno, intorno alle 22:45, a Nola, in via M. De Sena. Un giovane automobilista si trovava a bordo della propria vettura in compagnia della fidanzata e del fratellino di lei, un bambino di soli 10 anni. All’improvviso, una Fiat Panda azzurra con quattro persone a bordo ha effettuato un sorpasso azzardato, stringendo l’auto delle vittime e bloccandola poco più avanti. Dal veicolo è sceso il conducente – descritto come un giovane di circa 25 anni, biondo con capelli cortissimi – che, senza alcuna motivazione o precedente discussione, si è scagliato contro l’auto delle vittime che cercava disperatamente di fare retromarcia per fuggire. Il violento ha colpito il cofano con un forte pugno e ha bersagliato la vettura con gomitate e colpi violenti ai finestrini, tentando ripetutamente di aprire le portiere per tirare fuori il conducente, il tutto mentre il bambino di 10 anni all’interno era in preda al panico e ai pianti. Solo la prontezza della vittima nel bloccare le portiere dall’interno ha evitato il peggio. Sulla vicenda è intervenuto duramente il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, a cui è stata recapitata la segnalazione dell’accaduto: “Siamo di fronte a un episodio di una gravità inaudita che non può e non deve essere derubricato a un semplice atto vandalico o a una lite stradale. Questa è pura subcultura criminale, violenza bestiale e gratuita perpetrata ai danni di ragazzi e, cosa ancora più intollerabile, sotto gli occhi terrorizzati di un bambino di 10 anni. Questo criminale ha continuato a colpire l’auto con ancora più ferocia proprio quando si è accorto della presenza del piccolo all’interno dell’abitacolo. Parliamo di un soggetto socialmente pericoloso, una mina vagante che deve essere tolta dalle nostre strade prima che possa fare del male a qualcun altro. Esprimo la mia totale vicinanza e solidarietà alle vittime di questa aggressione selvaggia. Chiediamo alle forze dell’ordine, che hanno già ricevuto la denuncia dettagliata, di fare terra bruciata attorno a questi individui, setacciando le immagini delle telecamere della zona e incrociando i dati per identificare la Panda azzurra e i suoi occupanti. Lancio inoltre un appello accorato a tutti i cittadini: dietro l’auto aggredita c’era un’altra vettura che ha assistito all’intera scena prima di fermarsi. Chiunque abbia visto qualcosa, chiunque sia in possesso di dettagli utili o di riprese video, si faccia avanti, anche in forma anonima. Non giriamoci dall’altra parte di fronte a questi animali: denunciare è l’unico modo per difendere le nostre comunità da questa ondata di barbarie”.

Operaio di 21 anni ucciso sotto casa dopo una discussione durante partita di calcetto

NAPOLI – Un ragazzo incensurato, conosciuto nel quartiere per il suo lavoro e lontano da contesti criminali. È il profilo di Lorenzo Spasiano, il 21enne ucciso nella notte a Miano, quartiere della periferia nord di Napoli.

Tra le piste al vaglio degli investigatori c’è anche quella di una possibile lite scoppiata durante una partita di calcetto. L’ipotesi nasce dalle voci che circolano nel quartiere e che sono ora oggetto di approfondimenti da parte dei carabinieri.

Al momento non emergono collegamenti tra il giovane e la criminalità organizzata. Gli stessi militari hanno evidenziato che Spasiano non aveva precedenti e non risultava coinvolto in attività illecite.

A ricordarlo è anche don Salvatore Cinque, parroco della chiesa di Sant’Alfonso e San Gerardo, che ha espresso dolore e incredulità per quanto accaduto.

“È notizia che ci scuote e che ci addolora. Parliamo di un ragazzo che ha sempre lavorato nel panificio di fronte alla chiesa e che non credo sia legato alla malavita. Resta il fatto che ci troviamo in una spirale di violenza e cattiveria e questo ci addolora”, ha dichiarato il sacerdote all’ANSA.

Il parroco ha sottolineato la necessità di investire maggiormente nell’educazione dei giovani: “Dobbiamo puntare sull’educazione e sulla crescita e creare dei poli educativi all’interno anche del quartiere, cosa che stiamo già realizzando”, ha affermato all’ANSA.

Nell’intervista all’ANSA, don Cinque ha spiegato che presto verrà inaugurato il nuovo oratorio di San Carlo, nato con l’obiettivo di offrire ai ragazzi del territorio un’alternativa concreta alla strada.

“Lorenzo non frequentava la chiesa ma bazzicava intorno alla parrocchia e dunque lo vedevo. Suo fratello maggiore Alfredo invece ha frequentato parecchio. Lorenzo era un ragazzo mite, vivace come tutti i ragazzi del quartiere”, ha raccontato il parroco.

Un ricordo che contrasta con la violenza dell’agguato che gli è costato la vita. Secondo quanto riferito dallo stesso sacerdote, sarebbe stata la madre a trovare il corpo del figlio dopo aver sentito gli spari.

Mentre il quartiere cerca risposte, gli investigatori continuano a verificare ogni elemento utile, compresa la possibile discussione nata durante una partita di calcetto che potrebbe aver preceduto il delitto.

Finanza scova diplomifici, sedi sequestrate: arrivavano da tutta Italia per fare gli esami ad Acerra

Un presunto sistema finalizzato al rilascio di diplomi attraverso documentazione irregolare e prove d’esame ritenute fittizie è al centro dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola e condotta dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Napoli.

Nella giornata odierna le Fiamme Gialle hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo disposto dal Gip del Tribunale di Nola nei confronti di una società di capitali attiva nel settore della formazione paritaria, con sede legale a Caserta e strutture operative ad Acerra e Orta di Atella.

Parallelamente, nove persone hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Gli indagati dovranno rispondere, secondo l’ipotesi accusatoria, dei reati di associazione per delinquere e falso in atto pubblico.

L’attività investigativa è nata dall’analisi della posizione di un istituto paritario di Acerra che, secondo gli investigatori, avrebbe attirato numerosi studenti provenienti da altre regioni italiane. Molti di loro risultavano residenti in Lombardia, Piemonte e Sardegna, pur avendo eletto domicilio nell’area napoletana.

Le verifiche hanno previsto acquisizioni documentali, perquisizioni e l’audizione di circa ottanta studenti. Da tali attività sarebbe emerso che una parte consistente dei candidati non avrebbe mai partecipato materialmente alle prove d’esame, pur risultando presente nei verbali ufficiali.

Particolarmente significative, secondo la Procura, le anomalie rinvenute nei documenti scolastici. Tra queste figurano firme giudicate molto simili tra loro, elaborati privi di identificazione, prove mancanti e verbali che attestavano la presenza contemporanea di un numero di studenti incompatibile con la capienza delle aule utilizzate.

Gli inquirenti ritengono che la società oggi sequestrata rappresenti la prosecuzione dell’attività dell’istituto paritario originariamente finito sotto indagine e successivamente cessato.

Per tale ragione il Gip ha disposto il sequestro dell’intera attività aziendale e del relativo patrimonio.

Come previsto dall’ordinamento, il provvedimento ha natura cautelare e potrà essere oggetto di impugnazione. Tutti gli indagati, così come le persone giuridiche coinvolte, sono da considerarsi innocenti fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità da parte dell’autorità giudiziaria.

Fumo dai tombini, a piazza Borsa incendio nel sottosuolo

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Questa mattina a Napoli, a Piazza Borsa, si è innalzata una colonna di fumo dai tombini a causa di un incendio avvenuto nel sottosuolo. Intervenuti subito i vigili del fuoco.

Mattinata movimentata per il cuore pulsante di Napoli. I passanti e i residenti spaventati hanno allertato i vigili del fuoco e le forze dell’ordine dopo aver notato una nube di fumo uscire dai tombini nella zona tra Piazza Borsa e Corso Umberto I.

I soccorsi sono intervenuti tempestivamente e stando alle prime informazioni, sembrerebbe aver preso fuoco una cassetta elettrica nel sottosuolo di Piazza Borsa, causando così il fumo fuoriuscente dai tombini.

I vigili del fuoco sono riusciti a spegnere l’incendio in poco tempo e l’area interessata è stata transennata, sotto richiesta dei pompieri dall’Unità Operativa Avvocata della Polizia Locale, per motivi di sicurezza.

Il Comune ha segnalato che questa problematica, unita al forte caldo di questi giorni, hanno portato ad un blackout su tutto il Corso Umberto, provocando ingenti danni alla rete elettrica di distribuzione.

Sul luogo dell’incendio sono arrivati il Dirigente e i tecnici dell’Area Infrastrutture Stradali e Tecnologiche del Comune di Napoli, i tecnici di E-Distribuzione e l’Assessore Edoardo Esposito. Quest’ultimo ha seguito tutto l’iter di riparazione che è attualmente in corso da parte del gestore.

Inoltre, è stata allestita anche una power station di E-Distribuzione con un generatore mobile per alimentare le utenze, a seguito del distacco della corrente.

L’Enel, ente proprietaria dei cavi elettrici in questione, ha precisato: “Fondamentale si è rivelata la collaborazione con i Vigili del Fuoco e con il Comune, che stanno operando congiuntamente per garantire le condizioni di sicurezza necessarie all’accesso ai cunicoli.

Solo una volta completate le operazioni sarà possibile procedere con gli interventi per le riparazioni definitive dei cavi danneggiati.

Non appena le condizioni lo consentiranno, E-Distribuzione avvierà infatti i lavori per la sostituzione delle tratte di cavo danneggiate dall’incendio, con l’obiettivo di ripristinare pienamente l’infrastruttura e assicurare la continuità del servizio.”

Il disservizio non si è ancora risolto completamente, registrando ancora 300 utenze prive di energia elettrica. I tecnici sono in operazione e si spera in un ripristino immediato della situazione.

L’Amministrazione Comunale ha condiviso un appello a tutti i residenti: “si rivolge un appello a tutti i residenti della zona interessata e delle aree limitrofe, invitandoli a limitare al massimo l’uso della corrente elettrica e dei dispositivi ad alto consumo nelle prossime ore proprio per favorire il recupero della alimentazione in emergenza del maggior numero di utenze.

Questo accorgimento è inoltre fondamentale per non sovraccaricare il sistema, in questa fase delicata e consentire il corretto svolgimento dei lavori di ripristino in totale sicurezza.”

Reddito di cittadinanza, stretta contro i furbetti: recuperati 43 milioni tra partita Iva nascoste e precedenti penali

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Una vasta operazione di controllo condotta da INPS e Guardia di Finanza ha portato alla scoperta di oltre 3.300 percettori del reddito di cittadinanza risultati privi dei requisiti necessari per accedere alla misura. L’indebita percezione accertata supera i 43 milioni di euro. L’attività di verifica, sviluppata attraverso l’incrocio delle banche dati pubbliche e un articolato sistema di analisi del rischio, ha riguardato l’intero territorio nazionale. Tra le aree maggiormente interessate dagli approfondimenti figura la Campania, dove negli ultimi anni il reddito di cittadinanza ha registrato una diffusione particolarmente elevata. Le indagini si sono concentrate su due principali categorie di beneficiari. Da un lato, soggetti che non avevano dichiarato condanne penali o situazioni detentive incompatibili con la percezione del sussidio. Dall’altro, persone che avevano omesso di comunicare l’esistenza di partite IVA, quote societarie o incarichi in aziende. Grazie alla collaborazione con il Ministero della Giustizia sono state individuate oltre 5.700 richieste considerate sospette. Le successive verifiche effettuate dalla Guardia di Finanza hanno permesso di accertare irregolarità in oltre l’80% delle posizioni controllate, facendo emergere indebite percezioni per circa 8,7 milioni di euro. Ancora più consistente il risultato ottenuto sul fronte delle attività economiche non dichiarate. Le verifiche hanno portato all’accertamento di oltre 2.600 irregolarità e a un danno per le casse pubbliche superiore ai 36 milioni di euro. Per tutti i casi emersi sono state avviate le procedure di revoca del beneficio e il recupero delle somme erogate. Le posizioni che presentano possibili profili di reato sono state inoltre trasmesse all’Autorità giudiziaria. L’operazione rappresenta uno dei più significativi interventi degli ultimi anni nel contrasto alle frodi assistenziali e conferma il ruolo centrale della collaborazione tra INPS e Guardia di Finanza nella tutela delle risorse pubbliche e del sistema di welfare.

PERstradaPercaso, il portone del Paradiso

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Ci sono luoghi che, per quanto conosciuti, riescono ogni volta a sorprendere. Il Lago d’Averno è uno di questi. Piccolo, suggestivo, immerso nella natura e nella storia, rappresenta una delle mete preferite delle nostre immancabili gite fuori porta tra amici. 
Con lo spirito delle storie #PerStradaPerCaso, voglio raccontare non solo la bellezza di questo luogo straordinario, ma anche un episodio che mi ha fatto sorridere e riflettere.
Era una splendida giornata di primavera. Seduto a tavola in uno dei caratteristici ristorantini affacciati sul lago, stavo assaporando quel magico connubio fatto di buon cibo, panorama mozzafiato e compagnia sincera. Gli antipastini di mare continuavano ad arrivare senza sosta, come da tradizione, e tutto lasciava presagire l’ennesima giornata perfetta.
Fu proprio in quel momento che la mia attenzione venne catturata da un gruppo di visitatori, evidentemente non del posto, accompagnati da alcuni bambini.
Con grande zelo e senza tralasciare alcun dettaglio, spiegavano ai piccoli che quel lago era stato citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia e che, secondo antiche credenze, proprio lì si trovava una delle porte dell’Inferno.
Ora, dico io...
Ma vi sembra normale parlare dell’Inferno a dei bambini mentre stanno ammirando un lago così bello e magari aspettano pure il pranzo?
Fino a un attimo prima quei piccoli osservavano incuriositi gli uccelli, i riflessi dell’acqua e i colori della natura. Dopo quella spiegazione, invece, i loro volti si fecero improvvisamente seri. Qualcuno guardava il lago con sospetto, qualcun altro sembrava persino preoccupato.
E allora, dentro di me, pensai:
“Ma guarda questi! Hanno intossicato i bambini e mi hanno rovinato il paesaggio!”
Fu in quel preciso istante che nacque una sorta di ispirazione pseudo-poetica.
Perché, sinceramente, ogni volta che mi trovo al Lago d’Averno, circondato dagli amici, dal buon cibo e dalla serenità che questo luogo sa regalare, faccio davvero fatica a immaginarlo come la porta dell’Inferno.
Anzi.
Se proprio devo immaginare una porta, allora quella è senza dubbio…
‘O PURTONE DO’ PARADISO!
E se non mi credi, amico caro del Nord, chiedi pure ai miei compagni di avventura.
Ogni volta che ce ne andiamo ci diciamo sempre la stessa cosa:
“Dobbiamo tornare.”
E dobbiamo tornare con le nostre famiglie, con i nostri figli, con “e criature nost”, perché un posto così bello merita di essere vissuto e condiviso.
Nota poetica suppositiva
Rispettosamente parlando…
Dante, senti a mme.
Io poeta sommo non sono, ma una spiegazione ce l’avrei.
Forse a Natale hai mangiato troppo capitone.
E siccome sei fiorentino e non eri abituato…
Nun l’hê digerito.
Hai avuto qualche visione strana.
Comm’a nu drogato!
Perché, credimi, guardando questo lago oggi, di infernale c’è ben poco.
Qui, più che l’Inferno, sembra di stare alle porte del Paradiso.
Brevi note
Il capitone è una pietanza tipica del Natale napoletano, notoriamente non leggerissima da digerire.
Il Lago d’Averno, di origine vulcanica e situato nel territorio di Pozzuoli, nell’antichità veniva considerato uno degli accessi al mondo degli Inferi per via delle sue caratteristiche naturali e delle leggende che lo circondavano.
Per il progetto #LegatialFilo2026 a favore dell’Ospedale Santobono.
Ciro Notaro Autore solidale #PerStradaPerCaso

Assassinato sotto casa a 21 anni

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  Un nuovo omicidio scuote Napoli. Nelle prime ore della notte un giovane di 21 anni è stato colpito mortalmente da un proiettile mentre si trovava nei pressi della sua abitazione nel quartiere Miano. La vittima è Lorenzo Spasiano, ragazzo incensurato, morto dopo il trasporto in ospedale. L’allarme è scattato poco dopo gli spari. Alcuni residenti della zona hanno riferito di aver udito un colpo e di aver visto il giovane riverso a terra. Sul posto sono intervenuti rapidamente i sanitari del 118 che hanno prestato le prime cure prima della corsa disperata verso l’ospedale Cardarelli. Le ferite riportate dal 21enne si sono però rivelate troppo gravi. I medici hanno tentato ogni possibile manovra salvavita, ma per il ragazzo non c’è stato nulla da fare. Le indagini sono affidate ai carabinieri che stanno lavorando per identificare l’autore del delitto. Gli investigatori hanno eseguito i rilievi nell’area dell’agguato e stanno passando al setaccio ogni elemento utile all’inchiesta. Fondamentale potrebbe risultare l’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nelle strade circostanti. L’omicidio è avvenuto in via Caprera, una strada del quartiere Miano, nella periferia nord del capoluogo campano. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire gli ultimi spostamenti della vittima e i suoi contatti nelle ore precedenti al delitto. L’episodio riporta l’attenzione sul tema della sicurezza e sulla violenza che continua a colpire alcune aree della città. La morte di un giovane incensurato rappresenta un fatto particolarmente grave e sul quale gli inquirenti intendono fare piena luce. Nelle prossime ore potrebbero emergere ulteriori dettagli utili a chiarire movente e responsabilità. La Procura ha aperto un fascicolo e coordina le attività investigative per arrivare quanto prima all’individuazione del responsabile.