Azzurra Nebulosi oggi lavora in ANM come Project Manager nel settore della manutenzione e delle operazioni: coordina progetti legati al trasporto ferroviario e tramviario, si interfaccia con aziende e clienti, gestisce il personale operativo, organizza le attività di chi lavora in officina garantendo che i lavori procedano nei tempi e nei modi giusti. Il percorso che l’ha portata fin qui comincia con una scelta che, dice, non è stata un completo salto nel buio.
“Cercavo un percorso concreto che mi permettesse di entrare subito nel mondo del lavoro”, racconta. Un interesse per il settore tecnico e dei trasporti c’era già, anche se le idee su cosa avrebbe fatto nello specifico non erano ancora chiarissime. ITS ACADEMY TEC MOS, dice, “mi è sembrato il giusto compromesso tra formazione e pratica”, ed è stato proprio questo equilibrio a convincerla.
La parte più utile del percorso, per Azzurra, è arrivata sul campo. “Passare dalla teoria alla pratica, vedere i processi dal vivo e rendermi conto che quello che stavamo imparando aveva un’applicazione concreta è stato fondamentale”, spiega. Il contatto diretto con le aziende le ha permesso di mettere in pratica fin da subito alcune attività seguendo le loro linee guida: competenze che, dice, ritrova oggi utilissime nel lavoro che svolge. È stato, a suo dire, il momento più significativo dell’intero percorso.
L’ingresso nel mondo del lavoro è arrivato in modo naturale, proprio grazie ai contatti e alle esperienze fatte durante la formazione. Azzurra è stata assunta due mesi dopo la fine degli studi con l’ITS, e da allora lavora nel settore della manutenzione, fino al ruolo attuale di Project Manager.
Sul confronto con un percorso universitario tradizionale, Azzurra non ha dubbi: “Sicuramente un approccio molto più pratico e orientato al lavoro”. ITS ACADEMY TEC MOS, spiega lei, mette fin da subito a contatto con le aziende e con situazioni reali, cosa che nei percorsi universitari arriva spesso molto più tardi. Allo stesso tempo, la scelta non le ha precluso nulla: la possibilità di continuare con studi universitari, se lo avesse voluto, restava intatta. Un equilibrio tra pratica immediata e margine di crescita che considera tra i valori più grandi del percorso fatto.
Il consiglio per chi sta valutando se iscriversi è diretto: farlo se c’è davvero interesse per il settore, “perché è fondamentale che piaccia ciò che si sceglie”. È un percorso che richiede impegno e tanta “fame” di imparare, dice, ma è proprio per questo che permette di costruire basi solide per il futuro. “Non arrendersi: mettersi in gioco, essere curiosi e sfruttare ogni occasione pratica che viene data”, l’invito finale di Azzurra, che in un settore ancora a prevalenza maschile porta la prova che il ferroviario, oggi, parla anche al femminile.
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