Una vasta operazione di controllo condotta da INPS e Guardia di Finanza ha portato alla scoperta di oltre 3.300 percettori del reddito di cittadinanza risultati privi dei requisiti necessari per accedere alla misura. L’indebita percezione accertata supera i 43 milioni di euro.
L’attività di verifica, sviluppata attraverso l’incrocio delle banche dati pubbliche e un articolato sistema di analisi del rischio, ha riguardato l’intero territorio nazionale. Tra le aree maggiormente interessate dagli approfondimenti figura la Campania, dove negli ultimi anni il reddito di cittadinanza ha registrato una diffusione particolarmente elevata.
Le indagini si sono concentrate su due principali categorie di beneficiari. Da un lato, soggetti che non avevano dichiarato condanne penali o situazioni detentive incompatibili con la percezione del sussidio. Dall’altro, persone che avevano omesso di comunicare l’esistenza di partite IVA, quote societarie o incarichi in aziende.
Grazie alla collaborazione con il Ministero della Giustizia sono state individuate oltre 5.700 richieste considerate sospette. Le successive verifiche effettuate dalla Guardia di Finanza hanno permesso di accertare irregolarità in oltre l’80% delle posizioni controllate, facendo emergere indebite percezioni per circa 8,7 milioni di euro.
Ancora più consistente il risultato ottenuto sul fronte delle attività economiche non dichiarate. Le verifiche hanno portato all’accertamento di oltre 2.600 irregolarità e a un danno per le casse pubbliche superiore ai 36 milioni di euro.
Per tutti i casi emersi sono state avviate le procedure di revoca del beneficio e il recupero delle somme erogate. Le posizioni che presentano possibili profili di reato sono state inoltre trasmesse all’Autorità giudiziaria.
L’operazione rappresenta uno dei più significativi interventi degli ultimi anni nel contrasto alle frodi assistenziali e conferma il ruolo centrale della collaborazione tra INPS e Guardia di Finanza nella tutela delle risorse pubbliche e del sistema di welfare.







