Preoccupazione per l’antenna che sorge accanto ad una scuola: ciò si evince dalla lettera aperta, indirizzata essenzialmente al sindaco Piccolo prima che al nostro giornale e firmata da una giovane madre.
Sono una giovane mamma e scrivo esprimendo preoccupazione e tanta indignazione per ciò che è avvenuto a Rione Trieste. Insieme a me ci sono tante altre mamme preoccupate per la salute dei propri bambini poiché in pochi giorni, nei pressi della scuola elementare, in un giorno qualunque, abbiamo visto innalzarsi, tra i tanti alberi circostanti, un’antenna per la telefonia mobile. Ignare di quello che per mesi stava per accadere ci siamo trovate impreparate ad affrontare un problema che si è presentato soprattutto ora che mancano pochi giorni alla chiusura delle scuole. Non possiamo accettare nella maniera più assoluta che una cosa del genere sia collocata nelle vicinanze di una scuola dove ci sono anche bambini in tenera età, che devono subire quotidianamente gli effetti dell’inquinamento elettromagnetico.
Anche se le carte “sembrerebbero in regola” ci chiediamo come sia stato possibile che il primo cittadino e gli organi dell’amministrazione comunale abbiano autorizzato l’installazione di un ripetitore laddove, in primis, dovevano pensare a tutelare la salute dei bambini, cittadini del futuro.
Le rassicurazioni non bastano a placare gli animi perché i dubbi degli effetti conseguenti alla esposizione a tali radiazioni nel tempo, per i bambini, non devono sussistere.
Speriamo che il nostro Sindaco ci sia vicino e comprenda seriamente la spiacevole situazione che noi mamme e bambini dobbiamo subire a causa di scelte fatte da altre persone. Non ci si può affidare soltanto al rispetto formale delle norme, e in questo caso della legge Gasparri, laddove l’installazione delle antenne radio base coinvolge interessi pubblici o di rilievo pubblico. Bisognava coinvolgere i cittadini alla installazione di tali antenne così come è stato fatto dalla stragrande maggioranza dei comuni italiani dove è stato predisposto un regolamento ad hoc che individua luoghi e criteri, con indicazioni utili ad evitare anche il solo rischio generico che il cittadino possa essere interessato dall’inquinamento prodotto. Qui si è arrivati addirittura all’assurda decisione di collocarla nelle vicinanze di un istituto scolastico, potendo pensare che come questa in futuro ve ne possano essere dislocate altre sul territorio, senza alcun criterio di pianificazione perché, ad oggi, non esiste.
Recentemente le proteste di privati cittadini sulla scelta di un luogo o di un altro per l’installazione di tali opere, sono bastate a deviarne la collocazione e ci chiediamo perché in questo caso non si debba porre un’attenzione in più; in fondo stiamo parlando di bambini che noi adulti in generale dobbiamo tutelare: è un nostro DOVERE!!!!!!!!!
Improta Maria Teresa



