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Filomena Iovine, una donna per Marigliano

La candidata di Forza Italia, UdC, Fratelli d’Italia e Iovine Sindaco è la prima donna candidata alla carica di sindaco nella storia di Marigliano. Le abbiamo chiesto di parlarci delle sue priorità.
Filomena Iovine è nata e vissuta a Marigliano, a Casaferro per la precisione. Legatissima alla comunità, la passione per l’impegno civico le è stata tramandata già in tenera età da suo padre Rocco, impegnato in politica e anche nell’amministrazione cittadina negli anni ’70. Sposata con l’ingegnere Giovanni La Marca, ha tre figli: Paolo e Michela, che si sono trasferiti da tempo a Milano per studiare e trovare lavoro, e Rocco, di soli 13 anni. Architetto, specializzata in urbanistica, ha un’esperienza ultradecennale nel settore dell’amministrazione pubblica e lavora da tempo quale funzionaria al Comune di Somma Vesuviana occupandosi di ambiente, ecologia, lavori pubblici. Ha ricevuto numerosi encomi per l’impegno e la serietà, oltre che per gli eccellenti risultati, ottenuti nel suo lavoro.

Architetto Iovine, quali saranno, da sindaco di Marigliano, le sue priorità?
«Da subito daremo più decoro alla città e non ci saranno più strade che non possano dirsi pulite: basta cumuli di immondizia. Potenzieremo la raccolta rifiuti porta a porta e apriremo l’isola ecologica. Un’altra urgenza per la quale ci attiveremo immediatamente è il risanamento degli alvei, non dovranno mai più verificarsi allagamenti, ecco perché stipuleremo un protocollo d’intesa con la Regione e la società Campania Ambiente e Servizi. Riapriremo subito il cantiere fogne, attivando tutte le procedure per il completamento delle opere pubbliche in corso e penseremo anche alle scuole con una tempestiva messa in sicurezza. Per far ciò è necessaria una analisi dettagliata dello “stato di salute” delle scuole comunali e la determinazione delle somme necessarie. Non ultimo, un solerte recupero della tratta ferroviaria per la realizzazione di piste ciclabili».

Ci sono altri punti salienti del suo programma elettorale?
«Il punto focale è la normalità di cui la città di Marigliano ha bisogno, quel che faremo è dire basta alle scelte calate dall’alto, collaborando con i cittadini, con le associazioni, con i professionisti. Sosterremo sicuramente le attività commerciali e produttive, a condizione che non si tratti di aziende altamente inquinanti perché su questo fronte la nostra città ha già dato. Valorizzeremo le risorse locali, consentiremo agli artigiani locali di lavorare con l’Ente tramite un criterio di rotazione che possa coinvolgere elettricisti, giardinieri, idraulici, muratori. Al primo posto ci saranno sicuramente le esigenze e le istanze delle fasce deboli e degli anziani nonché i giovani cui vogliamo restituire un paese moderno, dotando di wi – fi libero tutte le frazioni di Marigliano e pensando ad aule studio attrezzate nonché navette gratuite per l’Università. Non tollereremo speculazioni edilizie e altre colate di cemento ma faremo in modo che siano recuperati gli immobili abbandonati, tutti devono poter avere una casa».

Perché i mariglianesi dovrebbero scegliere lei?
«La politica, quella locale in particolare, non ci ha fornito sempre esempi corretti, io ho sempre creduto che la democrazia debba basarsi su giustizia sociale, libertà individuale e partecipazione collettiva. La mia cifra è l’onestà e dell’onestà non si parla, la si applica! Da sempre è questo il mio modus operandi e sarà questo anche in futuro il criterio che ispirerà il mio servizio alla città di Marigliano. Poi sono una donna, una mamma e un tecnico, ho la sensibilità giusta unita alla praticità occorrente per questo compito difficile. E so già come si fa».

Marigliano fa parte della Terra dei Fuochi, cosa farà in particolare per la riqualificazione ambientale?
«Solleciteremo le attività di analisi e caratterizzazione dei suoli agricoli previste dal patto Terra dei Fuochi a tutela della sicurezza dei prodotti. Dovremo garantire ulteriori analisi dell’aria e delle acque di falda ma è fondamentale lo smaltimento delle ecoballe di Boscofangone che però dovrà essere risolto non solo a livello comunale, né portandole all’inceneritore di Acerra così come sono adesso, con il rischio di provocare un aumento dei livelli di inquinamento dell’aria. Le ecoballe andranno prima trattate eliminando ogni residuo plastico o comunque pericoloso e solo il residuo assimilabile al rifiuto secco indifferenziato potrà essere avviato ad incenerimento».

La città chiede da troppo tempo di essere governata con mano salda, le numerose problematiche si risolveranno solo con una guida stabile, la sua lo sarà?
«La garanzia di stabilità la si è già fornita nella proposta politica formulata dalla coalizione di centrodestra. Una proposta compatta ed omogenea, non frammentata ed assemblata ad hoc, priva di contraddizioni, che tiene fede ad un progetto comune su cui, già in fase preelettorale, ha trovato convergenza, è che, già in sé, garanzia di stabilità di governo».
Lei è sostenuta da una coalizione di centrodestra, prenderà una tessera di partito?
«No, né ora né in futuro. La mia indipendenza, la mia caparbietà, l’approccio tecnico e risolutivo di fronte ai problemi, la passione smisurata per il territorio e la mia gente sono le uniche cose che mi identificano, ieri, oggi e domani».

Come sceglierà i suoi assessori?
«Ascolterò tutti, tenendo conto delle diverse sensibilità politiche e poi deciderò secondo i soli criteri di esperienza, competenza e conoscenza profonda del territorio. L’unico criterio preferenziale sarà la voglia di lavorare seriamente al programma della coalizione».

Ha scelto uno slogan incentrato sul «genere», #unadonnasacomesifa, vuol dire che gli uomini non sanno amministrare?
«No di certo, non è questo il senso. Ma le donne sanno farlo meglio, mi sembra giunta l’ora di dimostrarlo».

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