Home Generali Nella buona scuola di Renzi non vi è spazio per i disabili

Nella buona scuola di Renzi non vi è spazio per i disabili

Nel nuovo assetto scolastico ridisegnato dal Governo Renzi, con l’introduzione del DDL 2294, non sono previste assunzioni in favore del sostegno.

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Approvato poche settimane fa dalla Camera dei Deputati, la riforma della scuola, attraverso il Disegno Di Legge (DDL) 2994/15, sta già sollevando numerose voci polemiche. Non è da escludere, infatti, da parte dei docenti, come risposta contraria all’iniziativa del Governo, il blocco degli scrutini.

Nella sua versione embrionale, il DDL 2994/15, racchiudeva ben altre iniziative, tra le quali, ricordiamo, l’assunzione di circa centomila insegnanti da destinare al sostegno. In un secondo momento, però, il DDL ha subito delle sostanziali variazioni, ed i soggetti interessati, ovvero gli insegnanti, oggi possono usufruire della facoltà di scelta, di esprimere la propria preferenza negli albi di competenza tra posti per il sostegno e quelli invece definiti “comuni”. Non obbligandoli, quindi, ad accettare l’insegnamento “speciale”.

Alla fine, e si può ben comprendere, a pagarne le spese saranno come al solito gli alunni diversamente abili, che non vedranno nessuna soluzione alle loro esigenze. Per quella necessità di personale professionalmente specializzato richiesto da migliaia di famiglie. Sarà garantito, tutt’al più, il diritto dei docenti di poter scegliere una migliore collocazione che, tuttavia, non risolverà l’annoso problema del precariato.

Un ulteriore passaggio alquanto controverso del DDL è rappresentato dai criteri di inserimento nei ruoli destinati al sostegno. Infatti, da quanto si apprende, sarà inevitabile la via della separazione delle carriere per tutti i docenti curricolari. Insomma, un insieme di interventi che non escludono un riassetto in negativo dell’intero sistema scolastico.

Per ultima, poi, c’è l’intenzione dell’On Faraone che, sostenuto da associazioni di settore, sarebbe intenzionato a riorganizzare l’insegnamento di sostegno in base alle patologie. Un aspetto che sì, potrebbe portare maggior competenze, ma da un altro lato, porterebbe ad inevitabili ghettizzazioni, ad ulteriori divisioni che non offrono nulla di positivo a ragazzini che, quotidianamente, sono costretti ad affrontare il peso delle loro differenti esigenze.