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Sant’Anastasia, Gratteri agli studenti delle superiori: “Non voglio parlarvi del referendum ma di cultura e legalità”

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ll procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri incontra gli studenti delle superiori a Sant’Anastasia , risponde alle loro domande ma volutamente evita il tema della riforma della giustizia: “Non voglio – dice dal palco – che l’attenzione si sposti ancora sul referendum, l’appuntamento con voi è stato organizzato dall’Anpi per parlare della cultura della legalità” Spazio dunque alle domande dei ragazzi, cominciando dal tema delle serie tv incentrate sulla camorra. “Chi si definisce uomo di cultura si deve porre il problema di qual è il messaggio che arriva dalle fiction sulle mafie soprattutto ai ragazzi.
All’interno di qualsiasi opera ci deve essere una speranza. Qualcuno che ci dica che c’è la presenza dello Stato”.

“Alcuni anni fa abbiamo scritto un libro sui film incentrati sulle mafie – ha raccontato Gratteri – abbiamo analizzato il film “Il padrino”, un capolavoro per sceneggiatura, musiche, costumi. Ma quella ‘Cosa nostra’ mostrata non è mai esistita. Le mafie esistono in modo parassitario, vessando la povera gente.

Nei film sembrano cose nobili ma che non esistono. Nelle fiction, dove in un’ora di visione c’è solo violenza e non si vede la presenza positiva delle forze dell’ordine, quale messaggio passa? E quando lo abbiamo fatto notare, ci hanno accusato di voler tarpare le ali alla libertà di raccontare certe cose”. Il procuratore, inoltre, ha sottolineato che le mafie sono “avanzate tecnologicamente”, sottolineando che le forze di polizia sono penalizzate oggi dalla mancanza di fondi.

Gratteri, infine, ha fatto appello ai ragazzi presenti “interessati ed appassionati di informatica” a pensare anche ad un futuro nelle forze dell’ordine: “Abbiamo tanto bisogno di informatici – ha detto – ma abbiamo il problema delle paghe basse. Bisognerebbe adeguare gli stipendi in base alle professionalità per non far scappare i nostri esperti”. E a chi gli chiedeva se si possono “sconfiggere le mafie”, ha risposto che “non si può sconfiggere la mentalità e l’atteggiamento mafioso, ma la mafia tradizionale sì, si può sconfiggere. Con assunzioni straordinarie – ha concluso – adeguando gli stipendi e creando nuove strutture”

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