Grazie ai caschi bianchi agli ordini del Comandante Ruppi, sono stati individuati tre ragazzi minorenni armati di coltelli e pistola a salve che si aggiravano da qualche giorno tra le strade cittadine ed il parco pubblico di Villa Vannucchi.
A distanza di un mese, il nucleo operativo della Polizia Municipale di San Giorgio a Cremano, agli ordini del Comandante Gabriele Ruppi, dopo il fermo di alcuni giovani che si erano resi responsabili di atti di danneggiamento ed azioni vandaliche e consegnati alla giustizia, ha messo a segno un altro importante risultato.
Coordinati dal Capitano Roberto D’Amore, il Maresciallo C.P. e l’Assistente A.E., con il supporto delle pattuglie impegnate sul territorio, hanno bloccato quello che poteva essere un evento preoccupante per la città. Dopo aver avuto una segnalazione presso la centrale operativa, d’intesa con i responsabili del nucleo viabilità, Giorgio Carcatella e Antonio Fascia, la Polizia Municipale ha dato vita ad un’attività di osservazione e studio su di un gruppo di ragazzini che orbitava tra le strade cittadine ed il parco pubblico di Villa Vannucchi. Successivamente sono stati individuati ed identificati tre minorenni in possesso di coltelli a serramanico ed una pistola a salve senza tappo.
Le armi sono state sequestrate insieme a tre telefoni cellulari. Bloccati e fermati dagli Agenti, i minori sono stati condotti presso la centrale operativa della Polizia Municipale. D’intesa con il magistrato di turno è emerso che i tre ragazzini risiedono nei comuni limitrofi e sono stati successivamente affidati ai genitori. Il Sindaco, Giorgio Zinno e l’Assessore con delega alla Polizia Municipale, Ciro Sarno, hanno espresso apprezzamento per il lodevole lavoro fatto dagli uomini e donne della Polizia Locale.
Il Capitano Carcatella chiarisce: “Dopo i diversi accadimenti, avvenuti a Napoli ed in diversi altri centri, abbiamo ritenuto di allertare in modo più pressante i nostri collaboratori, ed i risultati, al momento, ci danno ragione. Nel giro di un mese, siamo riusciti ad evitare il peggio nella nostra città. Il dato che emerge – continua Carcatella – è che questo fenomeno investe ragazzini che provengono anche da famiglie cosiddette normali, ossia nuclei dove apparentemente non ci sono disagi marcati. Questo significa che, oltre alle famiglie, anche le altre Istituzioni, a partire dalle scuole, devono fare la loro parte”.
Per i giovani si prospetta un percorso complicato poiché il possesso della pistola a salve ed i coltelli rappresentano un dato che, dal punto di vista penale, è abbastanza rilevante. Ora spetterà al Tribunale per i minori definire le risultanze di quello che è un comportamento che può segnare la vita di questi giovani che, spesso, per emulare comportamenti sbagliati, rischiano di segnare le loro esistenze.
(Fonte foto: Rete Internet)



