Non solo un episodio di violenza, ma un segnale preciso. La sparatoria avvenuta ad Acerra, in via Regina Sibilla, nel tratto centrale della città tra corso della Resistenza e via Cesare Battisti, assume contorni sempre più chiari con il passare delle ore.
A rimanere feriti sono stati Jacopo Natale, 23 anni, e Alfonso Cerbone, 25 anni, colpiti alle gambe da più proiettili esplosi da sconosciuti arrivati in moto. Entrambi sono ricoverati alla clinica Villa dei Fiori e non versano in condizioni gravi.
Le modalità dell’azione lasciano pochi dubbi: si è trattato di un intervento mirato. I colpi alle gambe richiamano una dinamica tipica delle cosiddette “gambizzazioni”, spesso utilizzate come avvertimento o punizione all’interno di contesti criminali.
Gli investigatori stanno analizzando in profondità il passato dei due giovani. I precedenti per droga rappresentano un elemento centrale nell’inchiesta, così come le loro frequentazioni negli ultimi mesi. Si cerca di capire se possano essere stati coinvolti in contrasti, debiti o cambiamenti negli equilibri legati allo spaccio locale.
La versione fornita dai due – quella di un tentativo di rapina – continua a non convincere. L’azione, infatti, appare troppo organizzata per essere ricondotta a un episodio casuale. Fondamentali saranno le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, già acquisite dagli investigatori.
Il fatto che entrambi siano stati colpiti nello stesso momento rafforza l’ipotesi di un’azione pianificata nei dettagli. Non un incontro casuale finito male, ma un vero e proprio raid con obiettivi precisi.
In questo quadro, Natale e Cerbone non appaiono vittime occasionali, ma figure inserite in un contesto più ampio, dove la violenza diventa strumento di controllo e regolazione dei rapporti.



