Angelo e Giuseppina Panico sono stati portati via dalla municipale. Sotto il municipio scintille tra il sindaco, Raffaele Russo, e Antonio Barbati, della formazione di sinistra “L’Altra Pomigliano”.
A mezzogiorno i poliziotti municipali, coadiuvati dai carabinieri, hanno portato via Angelo Di Marzo, disoccupato, e Giuseppina Panico, casalinga, marito e moglie, dalla casa (abbandonata) del custode della scuola elementare “Ponte”. Qui i due senzatetto sono rimasti asserragliati per tre giorni di fila, dopo che il padrone di casa gli aveva staccato l’acqua per sfrattarli dalla casa di via Roma per la quale la famiglia di senza tutto (quattro figli, tutti piccoli) non pagava l’affitto da un anno e mezzo. Poi, oggi, lo sgombero forzato. Non si sono registrati incidenti ma la tensione c’è stata. Intanto, secondo quanto assicura il comune, i due insieme ai loro bambini (in tutto questo frattempo rimasti a casa della nonna) sono stati affidati alle cure della Caritas. Ma dopo lo sgombero una piccola folla di gente piuttosto arrabbiata ha atteso il sindaco Raffaele Russo davanti al municipio. Russo ha parlottato per qualche minuto con Antonio Barbati, esponente del movimento civico di sinistra “L’Altra Pomigliano”. Barbati gli ha chiesto di poter sistemare la famiglia Di Marzo in un alloggio. “Non ci sono alloggi”, la risposta del sindaco, che di fronte all’insistenza di Barbati ha improvvisamente interrotto il dialogo e se n’è andato, col disappunto delle donne accorse sul posto per sostenere la causa dei senzatetto. Ma in un comunicato Russo parla sostanzialmente del rischio di strumentalizzazioni politiche e del fatto che è preferibile dire la verità in situazioni del genere.



