Domani, mercoledì 17 gennaio, si celebra Sant’Antonio Abate, «Sant’Antuono» lo si chiama “familiarmente”. E al Santuario di Madonna dell’Arco, alle 18, 30, si celebrerà la Santa Messa nell’Aula Polifunzionale. Dopodiché, come è tradizione ci sarà la benedizione degli animali e l’accensione del tradizionale focarazzo.
Un compito impegnativo per Sant’Antonio Abate, eremita, raffigurato nelle icone con un bastone dalla croce a forma di Tau e il porcellino: il Santo è infatti protettore degli animali domestici (ed è per questo che la Chiesa ha ripristinato la bella tradizione di benedire cani, gatti ed altri fedeli amici, un tempo i sacerdoti facevano lo stesso con le stalle), ma anche dei pompieri, dei macellai, dei salumieri, dei canestrai, degli allevatori, dei ceramisti, dei fornai e dei pizzaioli. Infatti mercoledì 17 gennaio sarà anche la prima giornata mondiale della pizza napoletana che ha da poco ricevuto il riconoscimento dell’Unesco. Ed è il fuoco, la fiamma, quel che accomuna quasi tutti i protetti di Sant’Antuono (dai pompieri ai pizzaioli, ai ceramisti) il cui nome è anche simbolo di una malattia quale l’herpes zoster meglio noto proprio come «fuoco di Sant’Antonio». A lui ci si rivolgeva, con una confidenza che i napoletani hanno solo con un altro Santo, il patrono Gennaro, pregandolo di non far ammalare gli animali, scongiurandolo di guarire le piaghe dell’herpes, affidandoglisi perché i forni facessero il proprio dovere.
E domani a Madonna dell’Arco si rispetterà la tradizione: l’appuntamento per la benedizione degli animali è dopo la funzione religiosa delle 18, 30, nel piazzale antistante l’aula polifunzionale, per la benedizione degli animali e per il “focarazzo”.







