Marwan e Abdu sono i due quindicenni italo-marocchini rimasti vittime sabato sera di un episodio di bullismo molto grave. Quindici piccole iene scatenate li hanno picchiati selvaggiamente davanti all’ingresso della villa comunale di Pomigliano, sotto gli occhi di centinaia di coetanei terrorizzati, sottraendo a uno dei due ragazzi pestati un cellulare smartphone. I ragazzini travolti dal branco sono rimasti feriti al volto e al torace ma hanno tenuto duro denunciando ogni cosa ai carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Tommaso Angelone. Anche il padre di Marwan, un venditore ambulante, è sceso decisamente in campo firmando la denuncia con cui i carabinieri stanno riuscendo a stare sulle tracce dei vari componenti della banda di violenti. Uno di loro, anche lui di 15 anni, residente a Pomigliano, è stato arrestato e ora si trova nel centro per i minori dei Colli Aminei. Un altro, 13 anni, di Somma Vesuviana, è stato bloccato ma non è imputabile in quanto pur avendo commesso il reato non ha ancora compiuto i 14 anni. I ragazzi fermati dai militari non hanno mostrato il minimo segno di pentimento. Nel frattempo la comunità Marocchina e i pomiglianesi che abitano nel vicolo del centro storico in cui risiedono Marwan a Abdu si sono stretti attorno alle due giovani vittime dell’ennesima storia di bullismo feroce. Marwan ieri sera si è lasciato fotografare davanti all’ingresso del basso in cui vive con un gruppo di vivaci amichetti che abitano a pochi passi da lui. Il ragazzo è cittadino italiano ma parla a stento la nostra lingua. E’ molto educato e gentile. Anche nella scuola media Catullo, che frequenta in modo non continuativo a causa del pendolarismo lavorativo tra l’Italia e il Marocco, tutti lo descrivono come un ragazzo dolce e affabile, per nulla violento.







